Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

mercoledì 9 settembre 2015

La Bce è pronta a potenziare lo stimolo

Mario Draghi, nella conferenza stampa dai toni meno ottimisti dal lancio del QE, dice che la Bce è pronta a potenziare lo stimolo all'economia se la disfatta dei mercati finanziari dovesse continuare a limitare la crescita e l'inflazione. La banca centrale aspetta di avere una migliore visibilità sulla Cina, la principale fonte di incertezza per l'economia...
globale. La Bce lascia i tassi invariati al minimo storico, gli investitori adesso guardano alla Federal Reserve. Draghi invita ancora i governi della zona euro a proseguire con le riforme del mercato del lavoro e dei prodotti, e suggerisce una soluzione per la gestione delle politiche di bilancio.

Con Fausto Panunzi - Professore di economia politica dell'Università Bocconi, da Milano.


2 commenti:

  1. Ormai si parla da inizio anno di un possibile rialzo dei tassi di interesse in USA da parte della Federal Reserve, in una situazione in cui i tassi di cambio EUR/USD sono a 1.12 (oggi, 10/9) e quindi con un dollaro molto forte nei confronti dell'euro.
    Questo spinge gioco forza i consumi americani ad orientarsi verso beni proveniente dalla zona euro, che diventano più accessibili per gli USA, e quindi ad indebolire l'industria america, ma non l'economia americana...
    Adesso che sembra ormai sicuro l'aumento di 0.25 del costo della valuta americana nella riunione del board della FED della prossima settimana, quale conseguenze potrà avere alle economie della zona euro e come impatterà questo aumento sul tasso di cambio tra la valuta americana e quella europea?

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    1. Ciao Stefano,

      In questo momento non direi che un rialzo dei tassi da parte della Fed sia sicuro. Anzi, il dibattito tra pro e contro il primo rialzo dei tassi americani in quasi 10 anni è quanto mai acceso.

      Gli argomenti a favore di un rialzo si riassumono nel miglioramento dell'economia, che era la principale preoccupazione della Fed. L'America oggi crea posti di lavoro e l'economia cresce dopo un inizio anno deludente. Inoltre, la Fed ha già aspettato molto ad iniziare il ciclo di rialzi e tra le conseguenze c'è la differenza tra i prezzi degli attivi finanziari e i fondamentali dell'economia, con la possibile creazione di bolle.

      Le ragioni contro un rialzo dei tassi riflettono il debole contesto globale in cui si muovono le economie e i mercati americani e la Fed potrebbe non volere aggiungere altra agitazione. L'Europa e il Giappone durano fatica a crescere e la volatilità sui mercati aumenta con ripercussioni sui prezzi del petrolio e le valute dei paesi emergenti. Il caos in Cina ha accentuato i problemi, in particolare degli emergenti. Un rialzo dei tassi USA potrebbe essere la cosa giusta al momento sbagliato.

      Quindi la Fed ha buone ragioni interne per alzare i tassi ma non può ignorare il peggioramento del contesto internazionale. Non sarà una decisione facile in nessun caso.

      Per rispondere alla tua domanda, un rialzo dei tassi USA dovrebbe corrispondere ad un apprezzamento degli attivi americani e soprattutto del dollaro, che credo non sarebbe preso male dall'euro. Il problema potrebbe essere il mercato obbligazionario con l'aumento della volatilità e dei rendimenti.

      Grazie e saluti

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