Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

giovedì 3 ottobre 2013

Bce, banche, tassi e riforme

Il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi, fa ancora affidamento sul potere delle parole piuttosto che su nuove politiche monetarie: lascia i tassi di interesse invariati al minimo storico dello 0,5%, rinnova la 'forward guidance', avverte le banche di tenere in ordine i bilanci mentre lascia aperta la porta a un nuovo giro di rifinanziamenti a lungo...
termine, e invita i governi a lavorare sulla stabilità e sulle riforme che, dice, devono essere fatte perché sono necessarie non perché sono causate dalla pressione del mercato

Fausto Panunzi - Professore di economia politica dell'Università Bocconi da Milano: "Le riforme sono necessarie ma sono qualcosa che non darà frutti nell'immediato e l'emergenza in realtà è molto forte, la sofferenza delle famiglie e delle imprese è molto forte adesso e quindi sarebbe importante che ci fosse un segnale a livello europeo che potesse riuscire a mitigare la sofferenza di famiglie e imprese e non rinviarla troppo in là".



7 commenti:

  1. Fra le tante revisioni della spesa pubblica che potrebbero essere fatte una dovrebbe toccare le pensioni di chi attualmente e' gia' in pensione. Infatti la riforma delle pensioni per chi dovra' andare in pensione e' gia' stata fatta: ad esempio un'infermiera poteva andare in pensione dopo ca 21 anni di lavoro. Ad oggi deve lavorare 42 anni e poiche' avendo iniziato a lavorare a 16 anni dopo 42 anni di lavoro non raggiungera' i 65 anni la pensione sara' anche diminuita!
    Il punto vero e' che dovrebbero essere cambiate le pensioni di chi e' GIA" in pensione. Mi spiego meglio: la maggior parte dei pensionati percepisce pensioni con il metodo retributivo e non contributivo e quindi sta percependo pensioni a fronte delle quali non ha versato contributi corrispondenti. Fermo restando il garantire un livello minimo di pensione (da definire) bisognerebbe procedere al ricalcolo con il metodo contributivo di tutte le pensioni. E' follia che alcuni personaggi percepiscano decine di migliaia di euro al mese di pensione a fronte dei quali non e' sono stati pagati contributi corrispondenti. Sino a che non si mette mano a questo capitolo di spesa che rappresenta forse la principale voce di spesa pubblica non ci saranno risorse per rilanciare il paese.
    Un'altro punto e' il tetto di 200.000 euro per gli stipendi pubblici e dei dirigenti delle aziende controllate dallo stato. Che fine ha fatto?
    complimenti a Vloganza e continuate cosi'
    cordialmente
    marco

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    1. Ci sono persone in pensione da molti anni dalla Pubblica Amministrazione (le c.d. pensioni baby) che percepiscono circa un migliaio di euro di pensione al mese da quando avevano meno di 40 anni anagrafici ed avendo effettuato solo una quindicina di anni di versamenti previdenziali: alla fine della loro vita avranno ricevuto 10 volte quanto versato in contributi. All'opposto, in questo paese di sperequazioni infami, ci saranno persone che avranno versato contributi per oltre 40 anni per poi prendere la pensione minima e poco più, ricevendo meno di un terzo di quanto versato come contributi, se gli andrà bene. Aggiungiamoci le "generose" pensioni dei dirigenti pubblici e dei politici (tutte attività non produttive, per non dire parassitarie) ed il gioco al massacro dell'onesta e del merito è fatto. Teniamo conto che comunque l'INPS fra un paio di anni sarà alla frutta, grazie alla riforma Fornero che ha obbligato ad assorbire l'INPDAP dei dipendenti pubblici, che ha un buco di bilancio spaventoso dovuto al fatto che sono gli enti locali e lo stato in primis che non effettuano i versamenti contributivi, e poi hanno il coraggio di perseguire come evasori i privati cittadini ... Un caro saluto a tutti i lettori di Vloganza

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  2. Ciao Marco, grazie per condividere il tuo pensiero, difficile non essere d'accordo.

    Saluti

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  3. 200 mila è già tanto, moralmente ne basterebbero 120000 ed oltre quella cifra aumentare l'impero mi pare l'unica soluzione giuridica applicabile altrimenti i nonnettiimbalsamati della consulta bloccano tutto ed allora siamo daccapo e piedi.....

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    1. Rettifico la parola impero, volevo dire IRPEF

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  4. Troppo 200 mila ,ne bastano 120 ,e poi anche un tetto alle pensioni di 60000 netti non sarebbe per niente male.
    Si tratterebbe di un operazione di equità sociale.
    In fondo la differenza fra minimo 600 euro e massimo 5000 euro sarebbe sempre di otto volte ,cioè un esagerazione diciamo che un rapporto solidale sarebbe 5 volte,
    A voi l' ardua sentenza

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    1. Condivido pienamente! Cuccia, presidente di Mediobanca quando l'Italia contava, sosteneva che la stipendio del piu' alto dirigente non potesse essere di 20 volte superiore allo stipendio piu' basso.
      Il punto vero e' che le persone che detengono il potere non hanno MINIMAMENTE idea di come vive la gente normale e non hanno nemmeno interesse a capirlo. Oltretutto se si rivedessero le pensioni attuali fissando un tetto massimo per chi ha usufruito del regime retributivo si libererebbero risorse per i meno abbienti rilanciando veramente i consumi. Infatti chi e' al limite della sussistenza spenderebbe ogni nuovo euro disponibile.
      cordialmente
      marco

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