Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

domenica 29 settembre 2013

Telecom Italia e Alitalia, fare le cose sbagliate porta male

La spagnola Telefonica stringe la presa su Telecom Italia attraverso un aumento della partecipazione nel capitale della prima società di telecomunicazioni italiana indebolita dai debiti. Telefonica Inizialmente pagherà €324 milioni per aumentare la sua partecipazione in Telco Spa fino al 66% dall'attuale 46% con l'intenzione di arrivare fino al...
70% nel secondo passo della transazione. Il gruppo Air France - KLM, che possiede già il 25% di Alitalia, valuta la possibilità di cercare il pieno controllo della compagnia aerea italiana, quindi arrivare almeno al 50% o andarsene definitivamente. Comunque Telecom e Alitalia non sono le uniche aziende italiane finite sotto il controllo estero recentemente.

Stefano Cordero di Montezemolo - Docente di finanza e di strategia d'impresa da Milano: "Noi veniamo comprati perché in Italia non ci sono aziende con una dimensione adatta a competere sui mercati internazionali, non c'è mai stata una politica industriale che abbia favorito le aggregazioni, la ricapitalizzazione e la crescita delle imprese, abbiamo sempre vissuto di mezzucci e adesso che siamo in una grande crisi c'è addirittura la pressione fiscale che aumenta e taglia le gambe anche a chi ha voglia di assumere un comportamento più adatto alla competizione".



2 commenti:

  1. Eccellente. Solo che non sono del tutto sicuro che non sia consigliabile vendere la Telecom agli stranieri. Capisco l'interesse del paese a mantenere il controllo sulle telecomunicazioni ma se non ci riesce a gestirle ben vengano gli stranieri.

    Ottima e impietosa la seconda parte!

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  2. Una proverbiale chiarezza espositiva, veramente cristallina, seppur tecnica e non accessibile a tutti. Grazie a entrambi. Mi permetto di integrare con una sintesi non politicamente corretta affermando che il paese è stato depredato da farabutti e danneggiato da incompententi, privi di qualsiasi traccia di etica, senso dello stato e di servizio pubblico. Più che associazioni politiche si sono rivelate associazioni a delinquere e a scopo di business elitario. Il paese è ormai fallito e quei pochi ancora disponibili ad impegnarsi a livello progettuale ed imprenditoriale stanno emigrando. Speriamo almeno si possa rilanciare il turismo e sopravvivere grazie ad esso, non certo grazie allo stato (sempre deleterio) ma al localismo nella sua accezione più nobile, cooperativistica e coordinata.

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