Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

mercoledì 29 maggio 2013

La Bce deve stampare denaro, i governi devono aiutare con politiche espansive

La zona euro rischia di rimanere incagliata in un lungo periodo di bassa crescita economica e di calo generalizzato dei prezzi di beni e servizi, una trappola deflazionistica come in Giappone, a meno che la Banca centrale europea non decida di adottare un programma aggressivo di quantitative easing, secondo il Presidente della Federal Reserve di...
St Louis, James Bullard. Il Pil della zona euro si é contratto dello 0,2 percento nel primo trimestre, allungando la recessione al record di sei trimestri consecutivi, l'inflazione é scesa all'1,2 percento ad aprile, il livello più basso dal febbraio 2010, mentre l'obiettivo della Bce é al 2 percento.

Francesco Saraceno - Ricercatore OFCE, centro di ricerca in economia di SciencesPo da Parigi: "L'economia europea é in estrema difficoltà, sono fermi gli investimenti e i consumi, ed é ferma la domanda pubblica a causa dell'austerità, questa situazione deve essere rotta il prima possibile con qualunque mezzo a disposizione, quantitative easing da una parte e si spera politiche fiscali espansive almeno nei paesi che se le possono permettere".



9 commenti:

  1. Il ritornello del video, come lo chiama alla fine Luciano, é che la banca centrale e i governi devono collaborare e fare di più ognuno nel suo campo specifico. Un eventuale Qe da parte della Bce non sarebbe efficace senza la revisione delle politiche fiscali da parte dei governi, e la Bce si ritroverebbe a reggere la baracca da sola e a stampare sempre di più.

    Ma, alla domanda se la Bce non può o non vuole farlo questo Qe, Saraceno dice che la Bce teme di non essere poi seguita dall'azione dei governi... "la Bce é preoccupata, secondo me a torto, dalla non disciplina dei governi ... la banca centrale dovrebbe preoccuparsi più dei propri obiettivi che di quello che fanno i governi" dice Saraceno.

    Quindi, la Bce dovrebbe comunque stampare anche a rischio che poi i governi si siedano sugli allori, in contraddizione con le altre affermazioni fatte?

    Grazie e complimenti per il video.

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    1. Grazie del commento, Alfredo
      Credo che oggi ci sia un sufficiente controllo sui governi. La Bce può tranquillamente contare su OCSE, Commissione e governo tedesco, per assicurarsi che i paesi del sud non sgarrino.
      La crisi della zona euro è drammatica, l'ha confermato ancora oggi l'OCSE. Questa dovrebbe essere l'unica preoccupazione della Bce.
      Poi, ma è un altro discorso, io ritengo anche che l'austerità sia oggi controproducente per le finanze pubbliche, e dannosa pr la crescita
      Francesco

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  2. Io non capisco perchè la maggior parte degli analisti giudichi sempre negativamente la bassa inflazione... Chi lo dice che è meglio il 2% di inflazione piuttosto che lo zero virgola.. La BCE??? Ah beh, da che pulpito, loro son quelli che si arricchiscono stampando coriandoli colorati..

    Ok la disoccupazione,è una piaga da combattere, (ma lo stato deve solo mettere meno intralci alle imprese non creare lui il lavoro), ma nessuno spiega che perlomeno se l inflazione è minore dell aumento dei redditi i cittadini almeno quelli a reddito fisso hanno un aumento di potere di acquisto...

    Chi spera che l'inflazione porti via i problemi o aiuti a farlo (parlando delirando secondo me di inflazione sana!!! ma come puo mai essere sana l inflazione?????) secondo me o è un ignorante, o peggio un ciarlatano...

    bruno

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    1. Ciao Bruno,
      io ritengo che i molti problemi di offerta di cui soffre l'economia italiana non debbano far dimenticare la situazione particolare in cui ci troviamo in tutta Europa. Le imprese non assumono e i consumatori non consumano, non per lacci e lacciuoli, ma perché siamo in presenza di una cronica deficienza di domanda. Lo Stato non deve creare lavoro. Deve però sostenere la domanda aggregata quando il settore privato stenta a farlo da solo. Mi sembra di aver parlato in un altro video dei problemi strutturali italiani. Ma qui la questione era un'altra. Non si possono secondo me invocare meno vincoli alle imprese in ogni situazione. Oggi serve più Stato. Soprattutto se, come discutevamo nel video, siamo pericolosamente vicini ad una trappola deflattiva. Grazie per il commento! Francesco

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  3. Buonasera,

    video molto interessante perché mette dei sani dubbi!

    Condivido Bullard e a suo tempo sollevai questo spettro.
    Con piacere il Dott.Saraceno conferma questo rischio e spiega molto bene il meccanismo deflazionistico.

    Forse andava sottolineato che spesso la deflazione tende ad accentuare le diseguaglianze sociali (il Giappone però ha mantenuto un buon livello di uguaglianza malgrado tutto).

    Una domanda al Dott. Saraceno: nell'ipotesi che l'Europa provi una dura Deflazione quali politiche sociali potrebbe mettere in campo un Paese come il Nostro sul fronte dell'Educazione, della Salute e della Redistribuzione della ricchezza?

    Suggerimento: Privatizzare.

    Grazie Luciano per tutto. Grazie Dott Saraceno per la risposta.

    Aldo

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    1. Ciao Aldo,
      vale un po' la risposta di cui sopra. Si può con qualche ragione argomentare che lo Stato in Italia soprattutto è ipertrofico. Ma ora privatizzare non servirebbe a nulla.
      Con un'aggravante importante. Occorre dimenticare che il patrimonio dello Stato fa da contrappeso al debito pubblico Privatizzare in questo momento vorrebbe dire svendere, e il rischio sarebbe un deterioramento del patrimonio netto dello Stato.
      Le privatizzazioni, come le riforme strutturali e il consolidamento fiscale, vanno fatte durante le espansioni
      Grazie
      Francesco

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    2. Buonasera.

      Grazie ancora Francesco. Condivido.

      Prenderò nota di questa risposta. Purtroppo in Italia siamo un po' abituati a fare il contrario.

      Aldo

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  4. io sono rimasto sorpreso dal sentire parlare saraceno di investimenti improduttivi, anche se introdotto da "un termine un po' forte"

    quando mai investire in azioni o anche in debito pubblico é un investimento improduttivo?

    domanda retorica ma spero significato chiaro

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    1. Eman, domanda complessa. Per quel che mi riguarda, ogni volta che gli investimenti sono speculativi (nel senso tecnico del termine, di essere fatti cercando profitto non dal flusso di profitti futuri ma dai capital gains) si è in una situazione di distorsione del meccanismo allocativo del capitale, e quindi, ribadisco, di investimento improduttivo. Oggi molta parte della liquidità in circolazione passa da bolla a bolla, non alimentando investimenti e accumulazione di capitale umano e fisico. Questo è un problema per le risorse drenate dall'economia "reale", e per gli squilibri che crea. Grazie per aver ascoltato! Francesco

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