Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

venerdì 12 aprile 2013

Produzione e produttività inchiodano l'Italia alla recessione (Perché non c'è uno Steve Jobs italiano?)

La produzione industriale in Italia diminuisce più delle attese degli economisti a febbraio, indica che il paese potrebbe rimanere inchiodato alla recessione più lunga degli ultimi venti anni che minaccia di estendersi al settimo trimestre. La produzione industriale della zona euro invece aumenta oltre le stime segnalando che l'economia delle 17 nazioni inizia...
a emergere dalla recessione. L'Italia ha intenzione di rispondere con la restituzione di €40 miliardi di pagamenti arretrati alle aziende private.

Francesco Saraceno - Ricercatore di OFCE, centro di ricerca in economia di SciencesPo da Parigi: "L'Italia ha un deficit di crescita e di produttività di lungo periodo che va ben oltre l'euro e che l'euro ha esposto in tutta la sua gravità, non vorrei uscire dall'euro per tornare alle svalutazioni periodiche che non risolvono i problemi di base, ci dobbiamo chiedere perché non c'è nessun Steve Jobs in Italia".



6 commenti:

  1. In Italia abbiamo CENTINAIA di Steve Jobs, caro Francesco (FERRARI, BREMBO, FERRERO, LOXOTTICA,APRILIA i primi che mi vengono in mente)
    Lei lo sa che l'algoritmo di Google, è di un italiano, come quello dell'MP3, come il principio del telefono cellulare.
    Imprenditori GENIALI che hanno successo NONOSTANTE lavorino sotto questo stato borbonico, o di fine impero romano.
    La ciliegina sulla torta della nostra produttività l'ha messa quel "coso" chiamato MONTI : che ha pensato bene di aumentare la benzina (solo un bocconiano poteva pensarci).
    Lo sa che in Austria (non Australia) la benzina cosa 1/3 di euro in meno. E la benzina non serve solo per fare shopping o per il weekend, ma è una delle incidenze sulla competitività. Come le altre voci dell'energie.
    Io, microscopico imprenditore di provincia, mi vanto di sopravvivere. Per il momento.
    Se fosse stato in italia Steve Jobs sarebbe finito in un ufficio, dopo il repentino fallimento della sua prima iniziativa imprenditoriale. Strozzato da Equitalia, legge 626, studi di settore, Basilea 2, IRAP ....
    Daniele Bergamo

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    1. Condivido completamente quanto detto da Daniele; in Italia Steve Jobs non sarebbe mai partito! Il vero problema Italiano e' che la politica ha SEMPRE fatto solo i PROPRI interessi e non quelli dei cittadini. Verissino che il governo monti ha dato il colpo di grazia. Anche l'INPS che e' sempre stato in attivo nonostante fosse stato caricato di voci estranee alle pensioni, ora dopo la confluenza dei fondi del pubblico impiego e dello spettacolo sta andando in crisi (come scritto da Mastropasqua) a causa del fatto che lo stato NON ha versato i contributi pensionistici dei propri dipendenti: le stime parlano di 40 miliardi non versati. Quindi nonostante la pressione fiscale altissima a fronte della quale i servizi sono spesso inesistenti lo Stato ha debiti verso le aziende per una cifra stimata superiore a 100 miliardi e debiti verso l"INPS!! Ma quanto e' VERAMENTE il debito Pubblico?
      Marco

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  2. La speranza e che da qui ad al massimo 2 semestri si possa ripartire

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  3. Giusto Daniele sono pienamente d'accordo con te. Appena l'economia ripartirà l'Italia sarà la prima per me

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  4. il punto non è se ci sono o meno gli steve jobs in italia... è che mancano le condizioni per far si che i potenziali stivgiobbini possano crescere, maturare e produrre

    la posizione di francesco saraceno mi sembra molto più articolata di un semplice si o no a se ci sono gli steve jobs

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  5. Quando si parla di Steve Jobs è impossibile ignorare il suo testamento, il discorso a Stanford ricordato dal motto "stay hungry, stay foolish".

    Basta leggerlo per notare che la sua sia una storia tipicamente americana, tipicamente (ahimé) non europea.

    E' una storia di irriverenza sostanziale: mettere in dubbio tutto, puntando su se stesso.

    Da noi l'irriverenza è solo formale, nasce e muore su un altarino di icone o, più recentemente, si accontenta di un "vaffanculo" urlato in rete.

    Steve Jobs ricorda come sia riuscito a farsi licenziare dall'azienda che lui stesso ha creato e portato al successo. La nostra società, invece, rimane assai recalcitrante ad abbandonare la cultura del posto fisso.

    Sempre Jobs ricorda come quel licenziamento sia stata l'occasione di creare NeXT e la Pixar, per poi tornare a riprendersi la Apple. Da noi quei licenziamenti continuano ad essere effetti nefasti del "liberismo" (quale liberismo, non si sa), causa di tutti i mali.

    E' una questione culturale, molto prima che economica.

    Non per niente, da noi, la lotta all'individualismo è l'unico argomento su cui Chiesa stragrande maggioranza dei "laici" si trovano perfettamente d'accordo.

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