Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

mercoledì 17 aprile 2013

Margaret Thatcher, un'ideologa del liberismo (e le stupidaggini di Prodi)

Quando Margaret Thatcher vince le elezioni nel 1979 la Gran Bretagna è un paese in ginocchio, una nazione post imperialista screditata e impoverita, sulla strada di un declino interminabile. Le aziende più importanti appartengono allo Stato, i sindacati sono più forti dei partiti politici, l'inflazione è a doppia cifra, il livello di tassazione non permette...
ambizioni e spirito imprenditoriale, il sistema sociale è fatto di classi antiquate. Quando la signora di ferro lascia il potere, undici anni dopo, il paese ha adottato i suoi valori: un'economia di libero mercato, bassa tassazione e la deregolamentazione dei mercati finanziari.

Alberto Bisin - Professore di economia dell'Università di New York da New York: "Non so se in Italia abbiamo bisogno di un ideologo liberista, abbiamo bisogno di un sistema di mercato, di un sindacato che difenda il lavoratore e non il posto di lavoro, di uno Stato che riduca enormemente i suoi interessi nell'attività economica ma l'idea di mettere in mano ad un ideologo liberista la riforma del paese da un lato è la cosa da fare, dall'altro mi spaventa".



5 commenti:

  1. Bellissimo pezzo, Luciano.

    Negli anni '80, da adolescente, spendevo la paghetta comperando dischi di gruppi che sulla Thatcher hanno sputato tutto il veleno che avevano in corpo.

    Ancora oggi ascolto quei dischi, perché molte canzoni sono davvero belle, ma col tempo ho accettato di leggere pezzi come quello di Lottieri (che hai citato) e poi anche ad apprezzarli.

    Non penso di aver seguito la parabola che va dall'incendiario al pompiere, sono invece convinto di star compiendo il percorso inverso.

    Condivido il commento del prof. Bisin sulle dichiarazioni di Prodi. L'ex (e mai da me rimpianto) premier avrebbe fatto meglio a trovare le parole per ricordare le montagne di denaro pubblico speso per tenere in vita "gioiellini" come Alcoa, Tirrenia, Alitalia, Italtel, Italsider o quante risorse furono allocate nella Cassa del Mezzogiorno e come vennero impiegate.

    Se il liberismo è un vangelo, allora andrebbe seguito come tale. Occorre molta faccia tosta per sostenere che sia liberista spendere soldi altrui per elargire sovvenzioni e sussidi a imprese senza futuro (anche se possono garantire voti preziosi). Queste porcherie forse sono vergate nel vangelo del clientelismo.

    Sì, che in Italia non ci sia mai stata una Thatcher è indiscutibilmente sotto gli occhi di tutti.

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  2. Bisin è troppo "coinvolto". Dà alla Thatcher tutti i meriti per le iniziative prese, ma sulle ricadute negative, specifica, troppe volte, che "non si può dare certo colpa alla Thatcher".
    Interessante commento ma subisce la "sindrome dell'agiografo".

    Ciao Luciano e continua così, che vai bene..........

    Roberto C.

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    1. Non mi sembra che Bisin si lanci nella mitica esaltazione della Thatcher come potrebbe fare un agiografo alle prese con l'antico testamento.

      Al contrario, ho trovato i commenti di Bisin sotto molti aspetti sorprendenti, come le critiche agli ideologi del liberismo che non mi aspettavo da lui.

      Bisin conferma la sua statura di economista dagli occhi e dalla mente aperta. Luciano è bravissimo ad evidenziare i punti salienti, nel bene e nel male, del Thatcherismo, un argomento in cui era facile perdere il bandolo della matassa.

      Le cose più sensate e interessanti che ho sentito sulla questione.

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  3. Meraviglioso video... Lo farò ascoltare a più persone possibile... Un v ideo che sicuramente porrà molte domande a tutti coloro i quali ritengono il liberismo capace di tutti i mali...
    E dopo aver ascoltato queste dichiarazioni del prof. Prodi son ancor piu sollevato da non vederlo al Quirinale...

    bruno

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  4. Molto interessante. Grazie per avere il coraggio di esprimere questo punto di vista.

    In effetti il "sistema politico" Italia autoctono ha fatto di tutto per resistere alla concorrenza, di fatto il vero punto del Governo Thatcher. Infatti L'Italia potrebbe essere uno dei pochi paesi dove il "Thatcherismo" vero potrebbe portare risultati +vi, al contrario della stessa Gan Bretagna, dove si reclama un fortissimo intervento per "regolare" le industrie privatizzate, cosi da non tornare ad essere monopoli.

    Nel 1985 ho studiato alla London Business School, e Professor Alan Budd era appena approdato dal Treasury. Quasi tutti vedevano in Margaret Thatcher una inflessibilita' ed intransigenza che era la negazione della crescita economica predicata dalla scuola economica di Cambridge.

    Quasi da sola, Maggie come veniva chiamata con disprezzo, capi' che il sistema economico in Gran Bretagna era allo stremo. Ricordo che ci volevano 6-9 mesi per una linea telefonica da British Telecom. E' Maggie partori l'idea di fare dell'impresa pubblica un impresa che avesse accountability. E' al contrario del 90% delle privatizzazione, queste furono "offerte" al "tax payer" in funzione della filosfia di permettere al tax payer di partecipare alle privatizzazioni. [Vedi invece quello che fu fatto in Italia sotto Massimo D'Alema, e i Capitani coraggiosi].

    Ma vorrei spezzare una lancia sul sistema di regolamentazione delle industrie privatizzate. Inizialmente questo secondo me fu' la vera rivoluzione della Thatcher. L'industria privatizzata era 'l'operatore. Non l'infrstruttura pagata con i soldi dei "taxpayers". E pertanto, le barriere d'accesso all'industria [telefoni in questo caso] non poteva essere il dinniego d'accesso alla rete pubblica. Questa protezione dell'infrastruttura pagata dal tax-payer e' la vera legacy della Thatcher.

    In quasi nessuna privatizzazione successiva ci e' occupati del concetto di mantenere "aperta" l'infrastruttura che permette all'operatore privatizzato di operare in un MERCATO COMPETITIVO.

    Infatti anche nel paese piu' liberista del mondo, gli Stati Uniti, si continua a vendere lo "spectrum" o "Band width" che appartiene al pubblico, ma i soldi non vanno al pubblico, ma allo Stato.

    Comunque, questo commento e' interessante.

    Philip Corsano

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