Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

sabato 27 aprile 2013

Il governo di larghe intese, tutto rimane com'è perché tutto cambi

Il Presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta, prova a formare una maggioranza parlamentare che sia in grado di rispondere alla più lunga recessione degli ultimi 20 anni. Silvio Berlusconi, tre volte Premier e due volte colpevole di avere infranto la legge, è la figura chiave nelle trattative sul cosiddetto governo dell'inciucio. The Economist spiega la...
politica italiana invertendo la strategia del Gattopardo: le cose rimangono com'erano per poterle cambiare. Il mercato obbligazionario mantiene la calma e offre tempo ai politici. Il M5S non vede distinzioni tra destra e sinistra ma un'unica casta autoreferenziale e rimane l'unica opposizione con un certo peso numerico.

Stefano Cordero di Montezemolo - Economista, docente di finanza strategica e di strategia di impresa da Milano: "Paradossalmente, il governo di larghe intese potrebbe essere utile a fare emergere tutta una serie di contraddizioni e di ipocrisie che la realtà politica italiana ha vissuto per troppo tempo e intorno alle quali si è bloccato sempre tutto, senza che nulla mai si realizzasse come tanti italiani avrebbero voluto".



3 commenti:

  1. Mi piacerebbe pensarla come The Economist, ma non riesco ad essere tanto ottimista.

    Montezemolo dice: "[...]d'altra parte in un paese in cui Berlusconi nonostante le questioni che tu hai citato prima, ha ancora un consenso di circa il 30%[...]"

    Gli avverbi "nonostante" e "ancora", mi hanno colpito.

    Forse sto male interpretando, ma a me è parso che Montezemolo fosse stupito e, forse, indignato. O qualcosa del genere.

    Se così fosse, sarebbe forse opportuno tornare a riflettere su quanto è successo durante le elezioni del presidente della repubblica. Su quella miscela di arroganza, inettitudine, solipsismo e pavidità che ha definito il PD.

    Io sono profondamente anti-socialista e interista, quindi sono per natura agli antipodi di Berlusconi, tanto per chiarire.

    Detto questo, non riesco a considerare i berlusconiani più colpevoli di quegli antiberlusconiani che hanno tollerato per tanto tempo tutti quei palloni gonfiati, ottusi, pesi della nazione nati stanchi, che hanno sempre in bocca parola come "giustizia","dignità", "onestà" e che poi non si fanno problemi a presentarci quello squallido e ridicolo spettacolino che è finito con la preghiera a Napolitano di ripresentarsi.

    Serve altro per dimostrare che se Berlusconi è ancora sulla cresta dell'onda, gran parte della colpa è della sinistra? Eletti ed elettori, naturalmente.

    Come se non bastasse, il terzo polo è rappresentato dai grillini, neogiacobini più adatti a uno spettacolo di vaudeville che sarebbero inadeguati anche a un'assemblea condominiale.

    Onestamente non riesco a immaginare qualcosa di peggio, ma temo che sia solo un limite della mia immaginazione e che qualcosa di peggio ne uscirà.

    Sulle insinuazioni di inciucio da parte degli estromessi (Grillo e disperati vari, autorelegatisi all'opposizione), mi vien da ridere per non piangere.

    I tre partiti che si dividono il parlamento, sono tre partiti di spesa pubblica, assistenzialista e/o clientelare. Litigano solo su quale sia il peggior modo di spendere i soldi pubblici, ma su un punto sono tutti perfettamente d'accordo: lo Stato deve mantenere il controllo dei servizi essenziali.

    Sì, certo che è inciucio, ma ne fanno parte tutte le rappresentanze del parlamento che si rifiutano di accordare ai cittadini il diritto di scegliere come spendere le proprie risorse.

    A questo proposito, proprio stasera in TV c'era Rodotà alla trasmissione (messa laica) di Fazio.

    Naturalmente cavalcava l'onda dell'improvvisa notorietà per presentare un libro: complimenti per l'eleganza.

    Il libro si intitola "Il diritto di avere diritti" e naturalmente parla di tutti i diritti possibili e immaginabili, tranne quello di badare a se stessi, senza essere intralciato dal potere costituito.

    Come si fa a rimettere in piedi un paese, quando la gente applaude a queste cose?

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  2. Quoto in toto il post di Alberto... Sempre e solo piu Stato... Quanto sento qualcuno in tv chiedere che lo stato, il governo crei occupazione mi vengono i brividi..
    Lo stato deve fare tre passi indietro altro che creare occupazione!! Lo stato non deve mettere i bastoni fra le ruote a chi vuole intraprendere, rischiare... l'occupazione vien da sè...

    Domanda: qualcuno mi sa indicare un nome di un politico liberale italiano? Autentico liberale eh.. non come si provessano molti dei lacchè si berlusconi... Difficile trovarlo vero? Sarà anche per quello che siamo agli ultimi posti come crescita economica e potere d'acquisto?

    bruno

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    Risposte
    1. A me viene in mente Oscar Giannino come liberale

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