Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

sabato 2 marzo 2013

Le materie prime temono il risultato delle elezioni italiane e il rallentamento cinese

L'indice Standard & Poor's GSCI che misura l'andamento delle materie prime é calato del 5,7% dal massimo di quattro mesi raggiunto il 13 febbraio. Il petrolio WTI cala al minimo dell'anno, il rame e l'alluminio al minimo di 3 mesi in seguito al rallentamento della crescita del settore manifatturiero cinese. L'oro registra la maggiore sequenza di ribassi...
mensili dal 1997. Le materie prime renderanno un 6 percento circa nei prossimi 12 mesi, secondo uno studio del Credit Suisse.

Lorenzo Paloscia - Trader e gestore di Etruria Capital Mgmt da Chicago: "C'é preoccupazione e incertezza tra gli operatori dopo le elezioni italiane, se non si possono prendere decisioni di lungo periodo a causa della mancanza di un governo stabile é evidente che si preferisca tirare i remi in barca, levare qualche scommessa speculativa e puntare su un possibile peggioramento della recessione".



7 commenti:

  1. La carne di cavallo più scadente di quella di manzo?
    Magari più economica, ma è più gustosa e di miglior qualità.
    A parte questo ottimo video.

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    1. Non so se la carne equina sia di qualita' superiore a quella bovina, mi fido di lei anche se personalmente io preferisco di gran lunga la carne di mucca per varie ragioni.

      Devo, pero', convenire con lei che forse il termine usato nel video non e' perfetto per esprimere cio' che volevo dire, ovvero che il consumatore ha acquistato un prodotto che non riportava la presenza di carne equina. QUindi quel prodotto se riportato correttamente sarebbe dovuto costare molto meno.

      Giusto per fare due chiacchere da bar, vorrei anche aggiungere che ho sentito piu' di una volta che le braciole di cavallo di provenienza ignota sono ricavate da ex animali da corsa, molto spesso dopati fino all'ultimo giorno di gara (mangiare ormoni, antinfiammatori, antibiotici ecc. e' decisamente pericoloso per la salute). Non ho idea se questi "rumor" siano veri o no ma questo e' un altro motivo percui preferirei sapere se la carne di cavallo e' presente oppure no nel ragu' della mia lasagna buitoni.

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  2. Volevo chiedere all'ottimo Paloscia se corrisponde al vero il fatto che il rapporto tra oro e argento nella media storica (lunghissimo periodo) è di circa 12 volte, con addirittura periodi storici attorno all'epoca romana dove il rapporto era di soltanto 4 volte.. Visto e considerato che ora all'inizio del XXI secolo il rapporto è superiore a 50 e nonostante il fatto che nel lungo periodo saremo tutti morti come diceva Keynes non potrebbe essere uno dei trade secolari quello di comperare argento?? Ed eventualmente hedgiare la posizione con una vendita di pari importo di oro? Forse Buffet ci ha gia pensato e sta sotterrando migliaia di tonnellate di argento?? :-)

    bruno

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    1. Ho letto molti citare i suoi numeri, purtroppo il mio database non arriva fino all'epoca romana e pertanto non posso confermare quello che dice lei.

      Ritengo che, per prendere decisioni di trading, sia meglio sovrappesare i dati storicamente piu' vicini poiche', GENERALIZZANDO la mia filosofia di pensiero, le probabilita' che i fattori che influenzeranno i mercati nel prossimo futuro siano abbastanza simili a quelli che lo hanno influenzato nel recente passato.

      I dati che ho a disposizione (gold e argento) arrivano fino all'inizio degli anni '70 e le posso dire che il rapporto GOLD/SILVER ha fatto un minimo poco sotto i 15 nel 1980 quando i fratelli Hunt provarono a mettere all'angolo il mercato dell'argento, mentre ha fatto un massimo vicino a 100 nel 1991. In tempi recenti (dal 2000 in poi) il rapporto tra i due si e' mosso tra 80 e 30. Il valore attuale di 55 si colloca pertanto proprio a meta' strada.

      Pertanto, a livello statistico non mi trova molto d'accordo nel pensare che il trade del secolo sia short gold e long silver. Quindi, personalmente, non mettero' nessun soldo su questo spread a questo livello ne long (gold/silver sale) ne short (gold/silver scende). Questo non vuol dire che potrebbe aver ragione lei e che invece la media di lunghissimo periodo, che lei ha citato fara' da calamita, e che pertanto questo sia un ottimo livello per shortare lo spread.

      Come forse mi avra' sentito dire spesso, i metalli preziosi non si addicono alle mie caratteristiche per fare trading. Penso che detenere un po' d'oro e/o un po' di argento nel proprio portafoglio non sia una brutta idea sempre ben consapevoli che i prezzi dei due metalli possono variare molto e molto velocemente, pertanto e' fondamentale non essere troppo esposti.

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  3. Notizia di Ieri, la morte di Hugo Chavez.. ripercussioni sulla vendita dell'oil?

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  4. Ho letto diverse cose sulle ripercussioni sul prezzo del petrolio ma come si e' visto il mercato ha digerito la notizia con un nulla di fatto (non si e' mosso granche').

    Il peso del Venezuela nel panorama del petrolio e' andato calando nel tempo per due ragioni
    1) La produzione USA e' salita a ritmi da oil boom e ha pertanto ridotto la dipendenza delle raffinerie USA dall'olio pesante venezuelano. Ricordo che il venezueal produce qualita' di petrolio tra le piu' scadenti difficili da raffinare. La tecnologia delle raffinerie USA e' la piu' avanzata e molte raffinerie stanno riaggiornandosi per raffinare i petroli altrettanto schifosi del Canada. In barba a quello che diceva Chavez bisogna sapere che il principale compratore di petrolio venezuelano sono proprio gli Stati Uniti, insieme ai cinesi che pero' lo comprano a sconto rispetto a quanto lo pagano gli americani.

    2)La produzione venezuelana e' andata calando nel tempo a causa della nazionalizzazione di quasi tutta l'industria del petrolio. Il Venezuela e' considerato uno dei paesi con piu' riserve, ma se non sono in grado di (o non vogliono) aumentare la produzione il loro peso sulla produzione mondiale e' ridotto.

    In sostanza non mi aspetto grandi cambiamenti nel breve ma la prospettiva di riaprire l'esplorazione e/o la produzione alle compagnie estere potrebbe pesare sul prezzo nel medio lungo termine. Eventualmente potremmo assistere ad un calo del prezzo piuttosto che ad un aumento.

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  5. grazie è piu o meno quello che ho sentito in questi giorni.. tra un mese mi è parso di capire, ci saranno le elezioni, in Venezuela, e se vincesse l'opposizione sarebbe adirittura + incline all'esportazione di quanto si esporta ora.. che, da Chavez in poi, pare che sia diminuita di 1/3 rispetto a prima.. meglio averlo sentito da un analista indipendente.. obbligatoriamente un plauso anche al "padrone della baracca" che si prodiga nell'intento dell'informazione

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