Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

venerdì 29 marzo 2013

Unico pericolo il calo dei Btp - AT

La corsa che ha portato l'indice Standard & Poor's 500 al record è destinata a continuare. Il mercato azionario europeo ha finito il periodo di correzione e ha l'opportunità di ripartire. Il costo del debito pubblico soffre dell'instabilità politica, il rendimento delle obbligazioni sovrane italiane è a ridosso di un livello di guardia. L'oro registra due trimestri di perdita...
consecutivi, non accadeva dal 2001, i timori di una recrudescenza della crisi del debito potrebbero invertire la tendenza. Il Bund tedesco è pronto a continuare la sua salita e a sorprendere ancora di più gli investitori.

Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "L'importante è che questo rialzo dei rendimenti delle obbligazioni statali non arrivi al 5 prima del segno percentuale, un rendimento del Btp decennale al 5 percento o superiore vorrebbe dire mettere da parte la fase di calo dei rendimenti e i benefici per le finanze pubbliche, e moltiplicare le possibilità di deterioramento".



10 commenti:

  1. very cool!... interessante e chiaro come al solito

    grazie e buona pasqua!

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    1. Ciao eman, grazie.

      Buona Pasqua a te e a tutti!

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  2. Sarà che sono molto preoccupata per le sorti dell'Italia ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i tuoi intervistati della nostra situazione politica soprattutto nei confronti dell'Europa. Non riesco a concepire una fine onorevole per il nostro paese e temo davvero che seguiremo le sorti della Grecia. Anche loro non riuscirono ad eleggere un governo e dovettero tornare alle urne, sembra proprio che ci sia un percorso già tracciato per tutti noi "meridionali" europei.
    Grazie per il tuo lavoro che apprezzo molto e seguo ormai da tempo.
    Maria Cristina Andreoni

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    1. I greci tornarono alle urne unicamente per loro scelta, perché non riuscirono a trovare un accordo tra di loro.

      Allo stesso modo da noi, se si tornerà a votare, sarà solo perché i neoeletti non troveranno un accordo, non certo per ingerenze esterne.

      Magari abbiamo un destino comune, magari è già tracciato, di sicuro è solo nostra responsabilità.

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    2. Beh, a condividerle, le sorti della Grecia...
      i nostri dirimpettai hanno affrontato due elezioni nell'arco di un mese, a metà dello scorso anno (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-27/come-grecia-uscita-2012-195125.shtml?uuid=AbqGc4YH). Dopo la seconda chiamata alle urne, hanno svoltato: in meglio. Dal minimo del 5 giugno 2012, l'indice della borsa di Atene è risalito del 123% (sic!), anticipando un miglioramento macroeconomico che in effetti si è manifestato nei mesi successivi.
      Queste variabili giungono con ritardo, ma dopo quel doppio appuntamento con le urne l'economia è andata meglio, non peggio:

      - i rendimenti sui titoli pubblici decennali sono scesi dal 29 al 10%;
      - la bilancia commerciale è passata da -2019 a -978 milioni di euro;
      - l'inflazione è scesa (mentre in Germania è cresciuta);
      - il costo del lavoro per unità di prodotto è sceso vistosamente, migliorando la produttività;
      - il deficit del governo si è andato riducendo;
      - il tasso di disoccupazione è cresciuto ulteriormente, dal 24.7 al 26.6% di novembre, prima di calare nei mesi successivi; ma come sappiamo, l'occupazione è purtroppo la variabile macro più lagging.

      Il calo dell'inflazione e l'aumento della produttività fanno della Grecia ormai un paese che presto attirerà imprese più di quanto attualmente facciano le tradizionali piattaforme manifatturiere delle aziende italiane: Romania e Bulgaria.
      Non mi interesso di politica per cui non saprei cosa dire in merito all'Italia; ma il parallelo con la Grecia (nuova chiamata alle urne) dovrebbe risultare per noi beneaugurante, anziché deprimente.

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  3. Dobbiamo proprio fidarci di tutti i dati forniti dal governo greco?! Certamente per quanto riguarda gli investimenti finanziari è preferibile una situazione "certa" a livello politico, sempre che non ci trattino in "stile Cipro" con una qualche scusa etico-morale... E allora, purtroppo, anche i risparmi che gli italiani non hanno fatto in tempo a portare altrove andrebbero a finire nel calderone del debito pubblico. Devo confessare che non ho le idee molto chiare e che sarei felice di capire come è meglio comportarsi per salvaguardare il denaro e gli investimenti che sono, per adesso, in banche italiane. Non riesco, come molti credo, a fidarmi delle rassicurazioni, che a volte sembrano quasi minacce, dei vari ministri europei.... Mah, speriamo in bene....

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    1. Cara Maria Cristina,

      speriamo in bene !

      La storia è piena zeppa di esempi scellerati perpetrati da governi verso i cittadini. Un tempo i Re finanziavano le loro guerre personali imponendo gabelle. Qui abbiamo avuto l'odiosa tassa sul macinato e chi la ideò, invece di essere messo al rogo per l'mmoralità del fatto, furono intitolate vie ed eretto statue. Il ventennio impose " l'oro alla Patria". In epoca democratica Amato rubacchiò dai nostri conti. Prodi negoziò un cambio fantasia tale che il giorno dopo ciò che costava il giorno prima 5000 lire, veniva venduto a a 5 euro. Esattamente il doppio. Il fatto è che noi diamo delle deleghe in bianco a gente che prende impegni e poi si trova a non poterli mantenere. La tendenza dei politici è di vendere la pelle dell'orso prima di averlo ammazzato ed il condimento per cuocerlo è la demagogia.
      Questo porta a puntare il dito sull'evasione fiscale e sparare dati a capocchia. Come si fa a dire con certezza che l'evasione fiscale in Italia è di tot miliardi di euro. Sono ipotesi, non certezze dimostrate con documenti alla mano e certificate da nomi e cognomi. Quindi ...demagogia finalizzata ad ottenere controlli più serrati proprio perchè, a causa dell'errore politico, non si vada tutti in banca a ritirare i risparmi e portarli da un'altra parte.

      E' attualità. Sono aumentate in Italia le richieste per avere una cassetta di sicurezza. Questo vuol dire che molti ritirino il cash e , invece di metterlo sotto il materasso che farebbe un rischio, lo rinchiudano in una scatola.
      Niente di più sbagliato. A Novembre le banche dovranno dare alla Agenzia delle Entrate il nome dei cassettisti con allegata la frequenza delle visite a detta cassetta. Cosa sono andati a pensare in previsione ? Se nella cassetta tieni oro in lingotti , orologi Rolex, diamanti greggi o una miniatura della Venere di Cranak , non è che uno va 10 volte al mese a vedere il suo patrimonio mentre , se tieni 50.000 euro cash e questi ti servono per il tuo giro, la frequenza di visita potrebbe anche essere quotidiana. Quindi la banca per legge è obbligata a segnalarti alla Agenzia delle Entrate e questa ti viena a fare barba e capelli.
      Perciò , sia che tu tenga la pila sotto il materasso o in banca dentro un tim box, hai le stesse possibilità di essere rapinato.

      Quindi, per chi è Peperone, ma non si fida degli gnomi ( e fa bene ) può pensare ad investire in : oro fisico, diamanti , quadri d'autore ( ma qui si deve avere della basi tecniche per capire la pittura ), azioni estere di primarie imprese super capitalizzate e con cash monstre.
      Se però l'opzione qui sopra esposta pare troppo azzardata altrettanto azzardato è stato il caso Cipro che violando tutti i principi, oggi rappresenta una follia autolesionistica e un disatroso tentativo di sorpasso. Quella follia che instiga in ognuono paura , timore e quella incertezza che poi porta a sbagliare.
      Con tutto ciò molti europeisti convinti avvertirono delle debolezze strutturali dell'euro. Craxi stesso disse: " ci presentano l'Europa come un paradiso terrestre. Invece, per noi , l'Europa nella migliore delle ipotesi sarà un limbo e nella peggiore sarà un inferno. L'Italia è un grande paese e doveva pretendere la rinegoziazione del trattato di Maastricht." Correva l'anno 1997.
      Ora, ed è un fondo del Corriere della Sera scritto da Giovanni Sartori , a ipotizzare la fine dell'euro e il ritorno al "serpente monetario" ( SME ). Cito Giacalone : " Un sistema basculante di compensazione interna e regole per l'uscita. Tutto quello che è rigido a questo mondo si spezza".

      Io penso che le cose si decideranno nei prossimi giorni in quanto le forze in campo non sono più i due blocchi del bipolarismo armato , ma adesso ce ne sono tre. Se poi nessuno troverà una soluzione, speriamo che non si avveri l'ipotesi di Piglia. Pensiamo positivo e...speriamo bene !



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  4. Maria Cristina, credo che i dati che provengono oggi dalle Grecia siano i più sicuri in Europa ... con la Troika che fa le pulci dappertutto ...

    Concordo, quindi, con quanto detto da Gaetano Evangelista. Con l'aggiunta che i dati macroeconomici stanno lentamente migliorando e la bilancia commerciale non è mai stata meglio come oggi ... purtroppo la disoccupazione rimane altissima (ultimamente pare stabilizzarsi)questo crea sempre problemi di tenuta del quadro sociale.

    Dopo le elezioni tedesche si attende un haircut da parte della UE (OSI)sui prestiti concessi (al limite ci potrebbe essere un nuovo BB.
    Da sola, la Grecia non riuscirà mai a venirne a capo ...

    Tommy271

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  5. OTTIMO VIDEO, BELLISSIMO

    Luciano,

    Quanto sta influendo la Tobin Tax sulla sottoperformance del FtseMib ?

    Evangelista ne ha un'idea ?

    secondo me tiene lontana un sacco di gente, anche broker "popolari" (non solo quelli per i super specialisti) stanno invogliando i piccoli a migrare dal trading italia al trading USA con piani commissionali invitanti. secondo me la tobin tax sta spostando volumi e ci condanna a diventare una borsa periferica.

    che dici ?

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    1. Ciao Francesco,

      stavo proprio leggendo sull'argomento in questi giorni di molta Italia e poco vlog. La connessione a Firenze per me rimane un problema, sono contento di essere almeno riuscito a fare questo video con Gaetano, e sono contento che ti sia piaciuto.

      Mi sembra difficile dire se la tassa influisca o meno sulla sottoperformance degli indici italiani, ci sono tante altre ragioni per quello. Ne farei più una questione di volumi, che anche tu valuti, e di opportunità. Ti passo alcune considerazioni.

      La tassa sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax, è stata introdotta in Italia a marzo con vasto supporto politico e nessun contraccolpo. È un primo aspetto ironico se consideriamo l'abitudine all'incertezza legislativa del paese.

      L'Italia segue la Francia che ha adottato la tassa sulle transazioni ad agosto. Altri 11 paesi europei stanno ancora considerando l'introduzione della tassa. Francia e Italia si sono messi davanti a tutti. Un altro aspetto ironico visto che i due paesi, e specialmente l'Italia, non brillano certo per l'innovazione del loro apparato legislativo.

      È diventato popolare tassare l'industria finanziaria. I politici però non considerano, oppure non gli importa, che la tassa finisca per avere un impatto diretto sui futuri risparmi e sulle pensioni dei cittadini, e non cadrà certo solo sul settore finanziario o sulle banche.

      A marzo il valore medio delle contrattazioni giornaliere sull'azionario italiano risulta in calo di circa il 13% se confrontato con gennaio e febbraio. Risulta invece in rialzo del 5% se confrontato con il periodo da ottobre a fine febbraio.

      La situazione appare più grave se confrontiamo i volumi italiani con quelli europei che hanno mostrato un aumento del 7% durante marzo, a confronto con gennaio e febbraio. Significa che la quota di mercato delle azioni italiane è diminuita dal 9,5% al 7,7%, un calo di poco inferiore al 20%.

      Il valore medio delle contrattazioni giornaliere sulle azioni italiane è stato inferiore a €2.7 miliardi a marzo. Su queste basi una stima piuttosto cauta indica che le entrate dalla tassa sulle transazioni finanziarie si aggira intorno a €2.2 milioni al giorno, circa €550 milioni all'anno.

      Se mezzo miliardo di euro appare una somma considerevole, è comunque meno di quanto pensava di racimolare chi ha preposto la tassa. E, sebbene sia difficile da quantificare, il danno agli investitori e all'economia potrebbe essere molte volte più grande di quel mezzo miliardo.

      Infine, la tassa non ci condanna a diventare una borsa periferica, Borsa italiana è sempre stata "periferica". E come sai adesso non è neanche più italiana. L'Italia, cioè, non possiede più un mercato dei capitali, oibò.

      Saluti

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