Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

giovedì 17 gennaio 2013

L'austerità in tempi di recessione e l'economia del voodoo

La recessione rappresenta un significativo rallentamento dell'attività economica. É visibile attraverso il calo dei maggiori indicatori macroeconomici: prodotto interno lordo, occupazione, investimenti, capacità produttiva, reddito delle famiglie e consumi, profitti aziendali e inflazione. I governi generalmente rispondono a una recessione con...
politiche espansive come l'aumento della spesa e la diminuzione dell'imposizione fiscale. Adottare invece politiche di austerità, come la riduzione della spesa pubblica e l'aumento della tassazione, causa un peggioramento della recessione.

Fabio Scacciavillani - Capo economista del fondo di investimento sovrano dell'Oman da Isernia: "L'austerità fatta di inasprimenti fiscali ci porterà al disastro, l'austerità vera significa riformare l'impianto dello Stato, rendere efficiente questo pachiderma, tagliare le spese che finanziano corruzione delinquenza, cricche e caste, una ristrutturazione della parte pubblica in modo da liberare le energie della parte privata e incentivare ad investire, ad assumere e a spendere".


22 commenti:

  1. Sto diffondendo il video nella ristretta cerchia di amici e conoscenti on line (poche centinaia ... :-)) con questa sintesi di accompagnamento: Il Capo economista del fondo di investimento sovrano dell'Oman parla della situazione politico economica e sociale dell'Italia con una magistrale chiarezza ed incisività rare, oltre che severità e senso dell humor, criticando molteplici teorie ed affermazioni pseudo economiche e diffusi malcostumi e parassitismi italici ...
    Complimenti a entrambi per la spendida intervista

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    1. Ciao Claudio e grazie, tanti amici tanto onore!

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    2. Veramente era: tanti nemici, tanto onore...

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  2. Senza nulla togliere agli altri ospiti, Fabio Scacciavillani possiede il cazzim, come dicono a Napoli. Chiarezza, visione, ed esposizione semplice di concetti di natura complessi, completano il quadro di un uomo che certamente rende onore al nostro paese in giro per il mondo.
    Mi unisco a Claudio nei complimenti a entrambi.

    Marco

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  3. Complimenti per questa analisi chiara e veritiera che condivido al 100%. Credo che siamo molto vicini a "spezzare al schiena all'asino". Speravo in un sussulto di moralita' da parte dei politici: invano, nulla e' cambiato e le prospettivi vanno di male in peggio. Neanche l'evidenza della tragicita' della situazione rende "umana" la classe politica.
    cordialmente
    marco

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  4. Complimenti a Fabio per la chiarezza e semplicita' nell'esporre concetti fondamentali e importantissimi. E' triste vedere come la classe politica stia facendo di tutto per distruggere l'Italia e impoverire la maggior parte degli Italiani. Condivido al 100% quanto detto da Fabio Scacciavillani e credo che "la schiena dell'asino sia quasi rotta", manca pochissimo. Nulla e' stato fatto per ridurre il numero di parlamentari, per creare una legge elettorale dove il cittadino possa scegliere i propri rappresentanti e infine per allineare gli stipendi pubblici alla media europea! Mi e' piaciuta soprattutto la parte del video su CHI e' vissuto sopra le media negli ultimi vent'anni, senza fare una stupida generalizzazione.
    complimenti ancora
    marco

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  5. Dott. Giovannetti, nonostante io segua da più di un anno il suo vlog questo è il mio primo commento e colgo quindi l'occasione per esprimere la mia stima nei suoi confronti e farle i miei complimenti: il suo è davvero un lavoro straordinario.
    Per quanto riguarda l'intervista, mi piacerebbe poter chiedere al Dott. Scacciavillani se sarebbe favorevole ad una privatizzazione della gestione della Sanità prendendo come modello gli Stati Uniti. Grazie

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    1. mi permetto di risponderti io in sua vece, tanto credo che direbbe più o meno quello che dico io


      no.
      negli stati uniti la sanità è corporativa, ossia il governo garantisce privilegi ad un ristretto gruppo di attori che fanno un sacco di soldi alle spalle dei cittadini.

      se si vuole privatizzare la sanità (cosa buona e giusta) dovremmo prendere a modello singapore, non certo gli stati uniti.




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    2. Mi scusi Sig. Espera, potrebbe spiegarmi quali migliorie apporterebbe una privatizzazione del sistema sanitario nazionale? Grazie

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    3. Grazie Claudio, bene sia stato rotto il ghiaccio allora. Saluti

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    4. @Claudio

      se per “privatizzazione” intendiamo un sistema sanitario NON finanziato dalla fiscalità e completamente aperto a un mercato >>>deregolamentato<<<, io ci vedrei alcuni sostanziali miglioramenti.

      Il primo, fondamentale, è di ordine etico. Non posso definirmi libero se non sono libero di avere l'ultima parola su come impiegare le mie risorse per provvedere a me stesso.
      A questo principio la critica più frequente è quella di chi porta il caso di nullatenenti che non avrebbero più cure.
      Se questa preoccupazione fosse sincera e condivisa da molti, avremmo forme di solidarietà >>>volontaria<<< verso coloro che non possono curarsi.
      Se, invece, questa preoccupazione non fosse sincera, cadrebbe la critica.
      Oppure, se fosse condivisa da pochi, sarebbe imperativo domandarsi quale diritto hanno pochi di imporre la loro visione del mondo ai molti.
      Inoltre, viene fin troppo spesso dimenticato come la stragrande maggioranza delle famiglie, una volta pagate le tasse per il sostentamento del SSN, non abbia più soldi per consulti o visite specialistiche non giudicate prioritarie (per le quali il servizio pubblico ha liste chilometriche): dimostrazione che anche un servizio pubblico non ha nulla da invidiare al "cinismo" del libero mercato, aggiungendovi un buon carico di ambiguità.

      C'è poi un motivo di carattere più pratico e riguarda la concorrenza. Oltre agli ovvii benefici che questa porta sempre con sé, scardinerebbe l'eterno sistema di corruzione e clientelismo che è alla base dei guai italiani. E' necessario che la concorrenza sia >>>deregolamentata<<<, lasciando al passaparola, alle associazioni di consumatori, al proprio senso di responsabilità il controllo di chi fornisce i servizi.
      E' un fatto che il controllo istituzionale, cioè quello da sempre in vigore, si sia dimostrato fallimentare. Ha mostrato tutta la sua fragilità anche nelle regioni con il miglior servizio sanitario, come la Lombardia: S.Rita, S.Raffaele, Fondazione Maugeri sono tutti casi in cui il passaparola si era mosso con ampio anticipo. Anche se il S.Raffaele era “privato”, lavorava con autorizzazione (coperatura?) della regione e molti servizi li erogava in convenzione con il SSN: questo non è mercato concorrenziale, bensì chiuso e protetto. I casi di malasanità darebbero origine a processi e una volta accertata la responsabilità dell'azienda ospedaliera, questa pagherebbe di tasca sua (non accollando alla collettività, come accade ora in caso di ASL colpevoli). Un deterrente piuttosto convincente per un'azienda che non avrebbe più coperture politiche, >>>grazie<<< alla deregolamentazione.

      Decisive, infine, le conseguenze di un SSN non fiscalizzato e aperto alla concorrenza, su quelle moltitudini di personaggi che infestano la politica: come il flit per le zanzare. A me pare un esempio di vera democrazia diretta.

      Ciao

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  6. A dire il vero la sanità in America non è interamente privata. Esistono due programmi pubblici Medicare e Medicaid ed esistono ospedali pubblici. Alcuni stati come il Massachusetts ha una copertura universale che ha ispirato le riforma Obama.

    Ad ogni modo io sono favorevole all'assistenza sanitaria garantita a tutti i cittadini dallo stato. Però vorrei che gli ospedali e le cliniche che offrono i servizi non venissero gestite da banditi come il S. Raffaele o i vari Policlinici. E' chiedere troppo?

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    1. Beh, é anche vero, però, che i programmi assistenziali che lei ha citato sono sì "pubblici", ma sono destinati ad anziani e/o indigenti e quindi non sono "pubblici" nel senso che può intendere un cittadino italiano. In ogni caso, credo che la sua richiesta sia la stessa di ogni cittadino onesto, quindi non può che trovarmi d'accordo con il suo pensiero. La seguo da tempo su ilfattoquotiano e su noisefromamerika e trovo che il suo lavoro e la sua abilità nell'esporre questi concetti siano ammirevoli. E' sempre piacevole confrontarsi con persone della sua statura culturale. La ringrazio per la sua disponibilità.

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  7. Spesa pubblica insostenibile Fabio??Ma non dici perche..Sarebbe coretto dire che non avendo la sovranita monetaria siamo obbligati a chiedere in prestito valuta estera(EURO)..poi dici che la colpa e delle classe politica italiana,e sono d'accordo,ma la stessa classe politica da quel che so c'era anche negli anni della prima repubblica,e che la gente stava meglio,molto meglio che adesso,o mi sbaglio??Allora ragionando per deduzione,risulta che la colpa del degrado socio economico di oggi e dovuto a ben altro,ovvero nel fatto che siamo nell'Euro(zona).
    Mi sbaglio forse??

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    1. Quando avevamo la lira non eravamo costretti a chiedere prestiti?

      L'idea che avere la sovranità monetaria costituisca una panacea e' semplicemente sbagliata. Consente semplicemente di scegliere se far pagare il conto attraverso l'inflazione oppure attraverso il ripudio del debito.

      Se cosi' non fosse si sarebbe trovata la formula del paese della Cuccagna. Non ci sarebbe bisogno di lavorare e tanto meno di pagare tasse. Basterebbe stampare biglietti colorati, e si potrebbero pagare stipendi a tutti senza preoccuparsi delle entrate fiscali. Tra l'altro non esisterebbe nemmeno il debito perche' non ci sarebbe bisogno di chiedere soldi in prestito ai risparmiatori.

      Ci aveva mai pensato?



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  8. Stavo riflettendo se comprare o meno un immobile tra una settimana, chiedendomi - in previsione del peggio - se non fosse il caso di attendere ancora un pochino, nonostante sia un acquisto all'asta, e quindi già ad un prezzo molto più basso rispetto agli attuali valori di mercato.

    Quindi mi sono chiesto: Se la crisi dell'Italia deriva anche e sopratutto dalla scellerata gestione ad opera della classe politica, con le nuove elezioni che vede gli stessi zombie protagonisti, se entrassero in parlamento - e lo faranno - forze slegate dalle logiche di potere (M5S, Fermare il declino, Rivoluzione Civile), quanto giovamento ne trarremmo? Potremmo davvero assistere ad un cambiamento?
    Questa è la domanda che voglio volgere a Scacciavillani. Forse per la prima volta nella storia della Repubblica potrebbe avverarsi un evento slegato dai consueti meccanismi.

    Grazie, Marco R.

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    1. Questo dipende dagli elettori. Se si rendono conto dell'offerta politica che hanno di fronte e degli elementi di novita' forse riusciamo a disincagliare l'economia.

      Se continuano a votare per un guitto che ci ha portato al disastro oppure per i pro-consoli della Camusso che aspira ad espropriare il frutto del risparmio ai cittadini allora non c'e' speranza.

      In ogni caso io rimanderei l'acquisto dell'immobile a dopo le elezioni. Se arrivano Bersani, Vendola e Monti dovra' consegnare loro le chiavi di casa e tutti i dati del conto in banca.

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  9. grandissimo sulla MMT :D :D poi basta fare l'esempio dello Zimbabwe che ha applicato la MMT alla lettera e...beh i risultati si vedono...

    Rebel Ekonomist

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  10. Esposizione veramente chiara, mi associo ai complimenti per Scacciavillani.
    Economia del buon senso, investimenti, risorse, riforme ... affermazioni su cui non si può essere in disaccordo ma necessitano di contenuti e di "forza" nel poterle realizzare.
    Sappiamo tutti che andare a riformare la spesa è compito molto impegnativo e non attuabile nel giro di breve tempo. La riforma "teresiana" si sviluppò lungo un arco di cinquant'anni ...

    Anche il FMI parla spesso di azione di riforma nei paesi sottoposti a verifica/finanziamento. Ma la parola non indica, di per sè, la soluzione.
    Giustamente si fa riferimento ad un caso vincente (come quello turco) ma sono tanti gli esempi di regressione (come quello argentino).

    Diciamo che si potrebbe fare l'opposto di quanto fatto sinora, le politiche di spesa nelle fasi recessive e l'austerity nelle fasi espansive.
    Ma anche questa è una frase "fatta", poi bisogna scontrarsi con il proprio corpo elettorale e i bisogni della società.
    Insomma, la vita è complicata ...

    Tommy271

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  11. Premettendo che l'onestà dovrebbe essere la regola dei rapporti umani, bisogna che sia chiaro in tutti che stiamo attraversando un'era di trasformazione. Un passaggio tra il vecchio ordine obsolescente e un'era nuda. La nascita di un nuovo sistema economico sta introducendo cambiamenti nei modelli di governo proprio come accadde nella prima era moderna, quando il capitalismo di mercato sradicò l'economia feudale e impose la metamorfosi dei principati e città-Stato in Stati nazionali.
    Oggi le economie di mercato nazionali sono messe in discussione dall'economia globale delle reti e lo Stato-nazione è parzialmente surrogato da spazi politici sovranazionali , come l'Unione Europea. Ancora una volta l'Europa è il luogo dove si riformula il futuro.
    Se nell'era del mercato , LIBERTA' è sinonimo di AUTONOMIA ( si è liberi nella misura in cui non si dipende e non si è controllati da altri ), nell'economia globale del rischio, per la sopravvivenza sono più importanti la fiducia, la reciprocità e cooperazione piuttosto che un rude individualismo e comportamento conflittuale.
    Questa cosa - secondo me - non è da vedersi come una roba collettivistica che tanti danni ha fatto nella storia recente, ma piuttosto come opportunità che farebbe molto bene alla politica in geneale. Meglio rinunciare agli orgogli aumentando le nostre economie diluendo il rischio che una sterile contrapposizione destinata al soffocamento.

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  12. Interessante Articolo su Monti: Lettera al FT da sottoscritto.

    Wolfgang Munchau's excellent article of Jan. 20th entitled Mario Monti is not the right man to lead Italy has caused a firestorm of indignation from many of your Italian readers.

    I would like to take this opportunity to thank Mr. Munchau for his excellent article. I find it really ironic that the current leading candidates for saving Italy from economic ruin, include a discredited former PM, who has been indicted, a former Comedian, a former Communist, and a Monti himself, who while diagnosing clearly the causes of Italy's sickness, was unable to do anything to reverse the symptoms while in office. His current solution is to form a completely ungovernable coalition for the upcoming elections. He has allied himself with a former communist, with the only legitimate reason, that of blocking Mr. Berlusconi's triumphant return to save Italy, from well Mr. Berlusconi himself!

    So I cannot but applaud Mr. Munchau's assessment that Mr. Monti has been a far better politician than executor of economic reform in Italy. After all with this alliance he becomes a sustainable force in politics, while Italy pursues an unsustainable economic policy. I commend Mr. Munchau's brillant analysis in this respect.

    As for the vitriol that Munchau's comments on the so called "symmetrical adjustment" that is required in Europe, given the massive trade surplus's that Germany has run with the Euro Zone [which have been funded by cheap and irresponsible lending for Southern European consumption of German consumer and capital goods], this is one of the undeniable flaws and causes of the Euro Zone crisis. I do not think that Mr. Muchau was advocating transfer payments to Southern Italy, as a blank cheque. In fact had Mr. Monti been a more effective economist, and had he been able to push through the reforms of the ossified Italian economic caste system perhaps "symmetrical adjustement" would make sense. It does not if Italy does not undergo real reform. None of the closed shops privileges has been touched: [from Notai, to Bank Fondazioni, that protect inept managements from running proper lending, resulting in highest credit costs in Europe]. Instead Mr. Monti has rightfully exerted his muscular intellect to break the Taxi drivers strangle-hold on the Italian economy. Perhaps if he had executed on the brilliant speech he made at his inauguration, Italy would not be continuing to shown -ve growth, enormous unemployment, a brain drain of any real talent, and an explosion of parasitic corruption at all levels of the Regional and Central Government.

    Also it is undeniable that Germany has profited handsomely from the profligacy of the Southern Europe, and one cannot sit at the center of the Eurozone and proselytize about monetary Union and Fiscal Union, and then wash one's hands of any responsibility because you did not have the tools in place to execute on the strategy, [meaning central regulation of banks, a real European Central Bank, real enforcement of fiscal responsibility by ALL EU members]. Leadership is required and Berlin has been tragically slow in its ability to understand its responsibilities.

    In short, thank you Mr. Munchau for having the guts to show that the EU needs to finally make sure that a country like Italy not risk the entire Union's viability because of its inability to deal with its own necessity to reform a system which has metastasized for more than 15 years.

    In closing lets be realistic about reform in Italy. It is an almost un-reformable country. As the great Tommasi di Lampedusa, wrote in the magnificent Gattopardo, over 150 years ago, “If we want things to stay as they are, things will have to change”

    In Italy he who claims the mantle of reform is usually the very obstacle to reform. That is why Mr. Munchau's article is such a breath of fresh air in an otherwise dull parade of journalistic platitudes reporting on the Italian economic crisis.

    Philip Corsano

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    1. Ciao Philip,

      ti ringrazio per avere condiviso la lettera che hai mandato al Financial Times, in lode di Wolfgang Munchau.

      A me non sembra che il giornalista del FT (ufficialmente é "associate editor", una sorta di aiuto capo redattore in italiano) dica delle cose diverse da quelle che dicono tutti i giornalisti che hanno le idee confuse, lo spillo della provocazione spuntato e una straboccante ambizione. Munchau infatti appare uno di quei personaggi che cercano notorietà prevedendo sventure, alla Roubini. Uno dei suoi articoli si intitola "THE EUROZONE HAS 10 DAYS AT MOST" (La zona euro ha al massimo 10 giorni) e lo ha scritto il 27 novembre 2011. Peccato per lui siamo ancora qua. Cerco di spiegarmi.

      Come ha fatto ripetutamente in precedenza (ti lascio un paio di esempi alla fine) anche nell'articolo che tu citi le dissertazioni di Munhcau si basano essenzialmente su due punti: 1) l'austerità fa male all'Italia perché aggrava la recessione, e 2) l'Italia deve usare la minaccia dell'uscita dall'euro per ricattare la Germania e costringerla a pagare il conto italiano.

      Sul primo punto Munchau non dice nulla di nuovo, lo sappiamo già da tempo e possiamo dire con sufficiente certezza che é vero: l'austerità peggiora la recessione dell'Italia. Ne abbiamo discusso in lungo e in largo, non a caso é il tema di partenza del video sopra.

      Il secondo punto, cioè quello di usare la minaccia dell'uscita dall'euro contro la Germania, anche sorvolando sull'aspetto terroristico di una politica del genere, mi sembra di una ingenuità colossale da parte di un giornalista di cotanta fama. Prima di tutto scatenerebbe un gigantesco putiferio sul mercato che punirebbe il debito italiano cercando di incamerare nei rendimenti l'eventuale ritorno alla lira e la tracotanza di una simile posizione per un paese sul ciglio del lastrico. Poi se la minaccia non funzionasse, come sarebbe altamente probabile, l'Italia si troverebbe a pagare un ulteriore e drammatico crollo della sua credibilità politica ed economica.

      Il punto più importante di tutti che ogni osservatore delle cose italiane dovrebbe chiarire prima di lanciarsi in qualsiasi giudizio o consiglio o dissertazione che sia sulle risposte che il paese dovrebbe dare alla crisi, secondo me, può riassumersi in una sola domanda: l'Italia ha bisogno di fare austerità oppure non ne ha bisogno?

      La risposta a questa domanda dovrebbe suggerire le logiche successive che, a mio avviso, non sono certo quelle considerate da Munchau.

      Saluti

      http://www.investireoggi.it/economia/financial-times-la-politica-fa-scoppiare-la-bolla-monti/
      http://archiviostorico.corriere.it/2013/gennaio/22/riforma_del_lavoro_tocca_alla_co_0_20130122_be0fd0a4-645b-11e2-98a2-bf9ce7060bbc.shtml

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