Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

sabato 8 dicembre 2012

Il ritorno alla lira e altre catastrofi

L'economia della zona euro, che si restringe sotto il peso di tre anni di crisi del debito e di una crescente disoccupazione, avrebbe maggiori possibilità di ripresa se la moneta unica potesse svalutarsi nel rapporto con il dollaro americano e si comportasse più come la lira italiana che non come il marco...
tedesco. É il punto di vista di un numero crescente di investitori e analisti che ritengono l'euro sia troppo forte per il bene dei paesi che lo hanno scelto.

Alberto Bisin - Professore di economia politica dell'università di New York da New York: "Uscire dall'euro in questo momento significa dichiarare al mondo che non siamo in grado di tenere il ritmo del resto dell'Europa e causare la fuga dei mercati, i vantaggi sarebbero di breve periodo e non aggiusterebbero la struttura produttiva, torneremmo nella stessa situazione entro pochi anni con in più l'aggravante di avere perso l'accesso ai mercati finanziari internazionali, sarebbe una catastrofe".



26 commenti:

  1. Congratulazioni a Vloganza per un altro grande ospite.

    Le risposte di Bisin sono chiare e semplici, ma soprattutto argomentate.

    Purtroppo per noi, il popolo del "E' tutta colpa dell'Euro" è impermeabile alle argomentazioni, al pari di quello della "Spesa pubblica anticiclica", che dimentica sempre di spiegarci dove andrebbe a prendere i soldi da spendere e come riuscirebbe a distinguere la spesa pubblica produttiva, da quella fatta per puri scopi elettorali.

    Come dice Bisin, il problema non è economico, dove i problemi e le soluzioni sono individuate, ma politico. E culturale, aggiungerei.

    Faccio riferimento a quella cultura per cui sono io, individualmente, il primo a essere chiamato a risolvere i miei problemi. Se poi altri, di loro iniziativa, volessero darmi una mano perché capiscono che potrebbe essere un vantaggio pure per loro aiutare una persona di buona volontà, tanto meglio.

    Insomma, una cultura alternativa (non complementare) a quella della solidarietà imposta, della redistribuzione coatta e, conseguentemente, inefficiente.

    Quando Bisin propone i suoi tagli di spesa riconosce il limite del discorso economico. Tagliare il cordone ombelicale tra il meridione e il settore pubblico è il modo naturale (e ovvio) per farlo crescere. Ma come impostare un simile discorso, dopo le stupidaggini dette e fatte dai leghisti? A proposito, l'IMU è creatura loro e di Tremonti.

    Oppure, come riformare veramente i servizi pubblici aprendoli veramente alla concorrenza, dopo le porcate fatte dai governatori di mezza Italia nel campo della sanità o dei trasporti, in cui spacciavano per concorrenziale, un mercato sussidiato e dove possono accedere solo quelli a loro graditi?

    Per non parlare della riforma del mercato del lavoro, sia del settore pubblico che di quello privato. Riforma tanto urgente, quanto suicida per chi ha ambizioni di carriera in politica.

    E' una sfida culturale, ardua perché, come assistiamo ogni volta che vediamo manifestazioni o grandi movimenti di massa, notiamo sempre gli stessi volti, le stesse parole, gli stessi gesti. Una liturgia cristallizzata e istituzionalizzata, che poggia su tesi campate per aria, per le quali il "mercato" è sinonimo di sfruttamento e interessi oscuri, mentre lo "stato" è cosa di tutti.

    Mi fa piacere dare atto a Luciano che, in questa battaglia anticonformista, Vloganza fa la sua parte e pure quella di altri.

    Viva Vloganza

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  2. grandiosa puntata signori, ottime domande di Luciano e altrettanto ottime e chiare risposte dal professore! Sembrerebbe pero' che il prof. si contraddica, parlando prima dell'uscita dall'euro come il male assoluto, salvo nel finale della conversazione accennare comunque ad una forma di "superamento" della valuta unica.
    Mi sfugge qualcosa?

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    1. No, non direi proprio di aver parlato di "superamento" della valuta. Assolutamente.

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    2. allora devo aver capito male. mi sembrava che Ella facesse riferimento al fatto che una moneta cosi forte "a cambio costante" e pertanto non.svalutabile e non stampabile ad libitum fosse comunque un problema da risolvere. mi piacerebbe sapere il Suo parere sul fatto che storicamente economie deboli agganciate a monete forti hanno sempre fatto "crack".

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  3. Giorgio Florio9 dicembre 2012 10:48

    Come scritto nel post commentando " l'Italia non può deviare dall'austerità ", la compagnia dei tagli improduttivi si allarga e si consolida nell'autorevolezza universitaria da più parti. Concordo con il Prof. Alberto Bisin e auguro una profiqua collaborazione con Vloganza tv. ed il nostro Luciano.
    In ogni caso, la domanda che rivolgo al Prof. Biasin è questa. " premesso che i suoi dati di riduzione percentuale ( punti di PIL )- sia sul fronte della spesa che su quella dell'imposizione fiscale - devono essere applicati, chi potrebbe renderli realistici vista l'attuale situazione politica italiana che pensiamo sia arrivata nel superlativo
    della confusione ?"

    Grazie

    Giorgio Florio

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    1. Domanda difficile, ovviamente. Non voglio fare pubblicita' elettorale. Pero' Fermare il Declino, gruppo politico che sta nascendo attorno a Oscar Giannino, Michele Boldrin, Luigi Zingales, ed altri (disclosure: collaboro anche io, ma senza cariche politico-strategiche) ha questi punti nel suo programma.

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    2. Giorgio Florio9 dicembre 2012 23:23

      La cosa è meritoria e lo spessore dei personaggi non si discute. Il fatto è che per mettere in pratica anche solo una idea come quella di biffare tutte le Province , bisogna avere i numeri e sapere parlare alla pancia dell'elettorato. Questo purtroppo manca perchè i numeri si fanno con la piazza e non con riunioni d'elite anche se condivisibili.
      Giannino non deve convincere me in quanto pittore abituato alla ridondanza dei colori, ma tutta quella massa di gente normale che magari non accetta il suo anticonformismo nel vestire. Il fatto è che la gente normale - delusa - questa volta non andrà a votare. Per intercettarla bisogna cambiare metodo e passare dall'esoterismo ( discorso fatto a pochi ) a concepire discorsi piani , comprensibili e concentrati.
      Prendiamo per fare un esempio un dibattito televisivo qualsiasi.
      Il più delle volte finisce in rissa. Interrompono e urlano . Cosa capisce quel telespettatore portatore di un voto ? Niente ! Prende il telecomando , cambia canale e li manda tutti a quel paese. Che sia il caso di ritornare all'antico ?

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  4. Ma per favore, prof. Bisin, non è certo l'utilizzo di una moneta rispetto a un'altra che determina l'affidabilità della politica economica e le premesse di sviluppo e crescita di un paese.

    Questa su affermazione, con tutta il rispetto, è una bestialità bella e buona. Lo dimostrano ampiamente quei paesi che pur facendo parte dell'UE hanno mantenuto le monete nazionali.

    Prima tra tutte la Gran Bretagna, che ha una situazione debitoria, tra debito pubblico, debito impliciyo e debito privato, forse peggiore di quella italiana e malgrado ciò riesce a continuare a mantenere la tripla A per il proprio debito.

    Quello che determina le sorti di un paese è in primo luogo l'onestà e la competenza di coloro che si assumono l'onere di amministrarlo.

    Le ricordo che negli anni '70 l'Italia ha attraversato una crisi economica ben peggiore dell'attuale, con tassi a doppia cifra. Eppure la popolazione non ha sofferto tanto come in questo momento.

    Le soluzioni ai problemi sono molteplici. Bisogna vedere se chi le adotta ha a cuore gli interessi di pochi rispetto al benessere dell'intera comunità. Le scelte giuste sono quelle che non penalizzano nessuno e rendono giustizia a tutti.

    Non ero un euroscettico, ma viste le scelte e gli obiettivi che si vogliono perseguire auspico per l'Italia una uscita dall'eurozona il prima possibile.

    Si vada a leggere le condizioni di tutti gli accordi sotoscritti dai paesi dell'eurozona e non solo, a partire dall'infame MES e poi ne riparliamo.

    Le faccio notare che proprio per questi accordi in questi giorni è stata presentata una documentata e dettagliata denuncia per crimini contro l'umanità nei confronti di Van Rompy, della Merkel, della Lagarde e compagnia...

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    1. Bisin ha detto una cosa molto chiara, poi dipende sempre se uno ha voglia o no di ascoltare.

      Minuto 11:30 circa: "[...] il problema non è quanto sia alto il debito, gli investitori sono preoccupati che il debito non venga ripagato [...]"

      Portare ad esempio la Gran Bretagna (la cui tripla A, per Fitch è in bilico) è il modo migliore per avallare le parole di Bisin.

      La Gran Bretagna ha cominciato il programma di >>>AUSTERITA'<<< nel 2010 (DUEMILADIECI) e, al momento, pensa di prolungarlo fino al 2018 (DUEMILADICIOTTO).

      In altre parole, ha tranquillizzato gli investitori, dimostrando che non intende assistere inoperosa alla crescita del debito ed ha così iniziato una lunga serie di tagli, come auspicato per noi da Bisin.

      Chi avesse voglia di informarsi, può partire da qua.

      Nel 2010, invece, qua da noi molti erano convinti che la crisi non ci fosse perché gli aerei e i ristoranti erano pieni.

      Aggiungerei anche che, la Gran Bretagna, debba molto alle precedenti politiche di austerità della Thatcher, se alle porte di questa grande crisi si è trovata con un debito pubblico intorno al 60% del PIL, mentre noi ce l'avevamo doppio.

      Infine, sui presunti crimini contro l'umanità commessi dall'eurozona (certa gente dovrebbe andare in Sudan o in El Salvador o in Corea del Nord, prima di trattare con tanta leggerezza certi temi), la Storia ha già risposto dicendo che proprio quell'area coperta dall'eurozona non ha mai attraversato un periodo di pace tanto lungo, come quello attuale.

      Ma la Storia presenta solamente dei fatti e sappiamo come i fatti abbiano poca importanza per la maggioranza degli italiani.

      Come dicevo prima, la battaglia più dura (sulla cui vittoria, io dispero) è quella culturale.

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    2. Ciao Pino,

      non so dove tu abbia preso informazioni per definire "infame" il MES o ESM. Gira tanta porcheria in rete al proposito.

      Vale la pena ricordare che l'approvazione dell'ESM, le politiche di rigore di Monti (per quanto criticabili) e la decisione di Mario Draghi di presentare un programma di acquisto di obbligazioni dei paesi che ne fanno richiesta (principalmente Italia e Spagna), sono le ragioni per cui i rendimenti del debito sovrano sono calati a livelli accettabili e l'intensità della crisi é diminuita, finora.

      Una circostanza che non sarebbe stata possibile senza uno solo dei tre elementi sopra.

      Saluti

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    3. Non ho mai detto che "l'utilizzo di una moneta rispetto a un'altra che determina l'affidabilità della politica economica e le premesse di sviluppo e crescita di un paese." Ma l'uscita dall'Euro non e' l'utilizzo di un'altra moneta; e' la rottura di un accordo con l'obiettivo di svalutare successivamente nel mezzo di una grave crisi debitoria; tutt'altra questione. Questo si' non sarebbe certo un segnale di stabilita' della politica economica.

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    4. Grazie Pino,

      lo siamo tutti coinvolti nella situazione attuale e tutti cerchiamo di fare uno sforzo per capirla.

      Ho visto i due links che hai passato. La denuncia, e il modo in cui viene presentata, mi sembra delirante, non significa nulla e davvero non ci perderei tempo. Le considerazioni sul MES sono un misto di disinformazione, populismo e inconsapevolezza, anche in questo caso sorvolerei.

      In una scala di valori il problema del costo dei finanziamenti, cioè quanto l'Italia paga per prendere soldi a prestito dal mercato, é in cima a tutti i gradini in questo momento. É vitale abbassarlo per allontanarci dal rischio del fallimento, della disperazione, della tragedia.

      Quindi ripeto quanto ho scritto sopra. Il MES insieme alle politiche di rigore di Monti e al piano Draghi hanno permesso un vistoso calo dei rendimenti delle obbligazioni statali: oltre 200 punti base, più del 2%, dal novembre scorso. Una boccata di ossigeno che l'Italia non avrebbe avuto in mancanza di uno solo dei tre elementi. Spero ti sia chiara l'importanza del MES.

      Per quanto riguarda l'organizzazione del MES ti passo un commento che ho scritto sul Fatto un paio di mesi fa. So che non é esaustivo ma spero sia abbastanza per aiutarti a capirlo meglio.

      Saluti

      "Riassumo principalmente dal sito della BCE.

      "Fondo salva stati" o addirittura "fondo salva-spread" sono trovate infantili della paternalistica informazione nazionale. Il fondo si chiama European Stability Mechanism (ESM). Se lo vogliamo in italiano è Meccanismo Europeo di Stabilità (MES). Rimpiazza gli attuali fondi temporanei European Financial Stability Facility (EFSF) e European Financial Stabilisation Mechanism (EFSM).

      Dopo che la Corte Costituzionale tedesca lo ha approvato il 12 settembre 2012, il fondo ESM dovrebbe diventare operativo l'8 ottobre 2012.

      Il fondo ESM dovrebbe avere un capitale totale sottoscritto di €700 miliardi di cui €80 mld di capitale pagato e €620 mld di capitale a richiesta. Una struttura che dovrebbe garantire la più alta valutazione creditizia e una capacità di prestito di €500 mld, cioè la somma dei capitali di EFSF e EFSM. Il fondo ESM dovrebbe anche autofinanziarsi attraverso l'emissione di obbligazioni speciali sul mercato.

      Il 30 marzo 2012 l'Eurogruppo ha deciso di anticipare i pagamenti dei vari paesi in cinque rate fino alla prima metà del 2014, dalle precedenti cinque rate annuali.

      I paesi contribuiscono secondo la loro percentuale di partecipazione nella BCE, che corrisponde alla grandezza delle varie economie, dal PIL più grosso al più piccolo:

      - Germania 27,1464%, paga €21.717 milioni, sottoscrive €190.024 milioni
      - Francia 20,3859%, paga €16.308 mln, sottoscrive €142.701 mln
      - Italia 17,9137%, paga €14.331 mln, sottoscrive €125.395 mln
      - Spagna 11,9037%, paga €9.523 mln, sottoscrive €83.325 mln

      e poi Olanda, Belgio, Austria, Grecia, Finlandia, Portogallo, Irlanda, Slovacchia, Slovenia, Lussemburgo, Cipro, Estonia e Malta."

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    5. Grazie Luciano,
      riguardo la denuncia bisogna dire che se fosse stata realmente delirante sarebbe stata respinta e non accettata.

      Posso capire che chi sia contro apporatndo motivazioni argomentate sopra le righe sia criticabile, ma non credo sia becero populismo. Non possiamo neoliberisticamente dare un senso alla storia giustificando tutto con i numeri e una logica freddamente giurisprudenziale.

      Le urla di chi stà perdendo il lavoro, la casa e stòà vedendo il suo nucleo familiare frantumarsi non può essere ignorato in nome di una presunta ragione superiore, così come le grida e i pianti dei suoi bambini. Perdonami, non voglio essere melodrammatico, ma la finanza e l'economia sonoi e rimangono un'astrazione rispetto alla vita reale e questa astrazione ha ormai preso il sopravvento su di essa e sul buonsenso.

      In Europa si stà manifestando tramite la Bce, il Mes, l'Fmi e compagni. N eriparleremo a febbraio/marzo, quando scadranno un monte di obbligazioni che artatamente nessuno vorrà sottoscrivere. In quella occasione non mi sorprenderei se l'Italia sarà costretta a ricorrere allo scudo anti spread a condizoni da strozzo.

      Guarda caso solo oggi la troika si accorge che la Grecia non sarebbe più in grado di ripagare il suo debito. Ma a cosa servono la storia, i supercalcolatori, i supereconomisti? Come mai la Grecia non ha intentato una causa di risarcimento danni contro GS e il pool di banche che hanno avvallato l'attuale situazione? Come la Bce ha vietato la divulgazione di notizie secondo le quali già dal 2001 era a conoscenza de l'affair greco?

      O siamo in mano a incopetenti o siamo in amno a gente in malafede. purtroppo tutto mi porta a dare come verosimile la seconda ipotesi. Per cui vedi tu che valore dare a tutto ciò. È davvero tutta spazzatura o non vogliamo credere a ciò che intuiamo? Un caro saluto.

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  5. "Uscire dall'euro in questo momento significa dichiarare al mondo che non siamo in grado di tenere il ritmo del resto dell'Europa e causare la fuga dei mercati"
    Non sono d'accordo, l'Italia già da tempo ha dichiarato di non tenere il ritmo, sia per le sue strutture che per la bassa cultura dei suoi abitanti.
    Uscire dall'euro perlomeno porterebbe lavoro,per un costo della manodopera più basso, per il resto la decadenza dell Italia non si può fermare.
    Molti paesi del terzo mondo stanno emergendo, vecchi paesi come l'Italia, piena di parassiti e con poca gente che produce,sono destinati a diventare terzo mondo.
    E' la globalizzazione e i nodi vengono al pettine.

    Giovanni

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    1. il problema e' che davvero non siamo in grado. Ci stiamo nascondendo dietro un dito.

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  6. Mi permetto di rammentare al prof. Bisin, visto che insegna economia politica, che la produzione industriale è strttamente connessa a M1. Se M1 si contrae si avvia una fase recessiva, se M1 si incrementa si avvia una fase espansiva.

    Da cui si evince che le "crisi" possono essere pilotate artatamente per perseguire determinati obiettivi. La Bce ha avviato un incremento della massa monetaria da pochi mesi a questa parte, da cui si desume che entro 10-15 mesi dovremmo assistere a un "minimo tecnico" da cui i mercati finanziari e poi la produzione industriale ripartirà.

    Si rilegga Kondratieff professore. Altro che "crisi" e euro... i numeri e la matematica finanziaria parlano chiaro, il resto a mio avviso sono chiacchiere.

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  7. Ottimo intervento e ottimo contributo alla crescita di Vloganza..
    Spostare 10 punti di pil dal settore pubblico al settore privato ad esempio mi sembra un' ottima idea. Naturalemnto facendo attenzione a come si privatizza!! Perchè in passato abbiamo visto degli esempi pessimi.. Telecom che era controllata dall IFIL del gruppo Agnelli che aveva forse il 2% del capitale, Autostrade svendute ai Benetton...

    Tagliare ad esempio negli affiti della pubblica amministrazione. E' possibile che con l'enorme patrimonio immobiliare (in parte in disuso vedi ex caserme) ancora in mano allo Stato questo debbe sperperare cifre assurde in affitti per uffici e sedi varie? E questo a catena deve coivolgere anche regioni province e comuni.. Io divento matto quando vedo uffici sparsi per il cuore di Roma presi in affitto a prezzi probabilmente gonfiati da qualche amico palazzinaro.. Facciamoli lavorare un po in periferia questi pubblici dipendenti, riempiamo un po di vecchie caserme in disuso.. Così magari ne approfittiamo per insegnargli anche un po di disciplina visto che spesso non abbonda in quegli ambienti.. Luciano mi perdonerai quest'ultima provocazione...
    Viva Vloganza

    bruno

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  8. Ciao Luciano. Qui potrai trovare i link al testo della denuncia in diverse lingue:

    http://www.informarexresistere.fr/2012/12/05/denunciati-herman-achille-van-rompuy-e-altri-4-esponenti-per-crimini-contro-lumanita/#axzz2EaEAjxoL

    Qui potrai trovare (anche per Alberto e per il prof. Bisin), per esempio, alcune considerazioni relative a certi punti del MES, a mio avviso condivisibili (ma se ne potrebbero fare anche altre):

    http://lemieconsiderazioniinutili.blogspot.it/2012/10/germania-mes-che-channo-fregato-unaltra.html

    Chiedo venia se il tono dei miei interventi è risultato offensivo o arrogante. Non era questa la mia intenzione. Diciamo che mi sento "coinvolto" dalla situazione attuale...

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  9. Trapletti Giuseppe9 dicembre 2012 19:22

    Complimenti a Luciano e al suo nuovo ospite.
    Condivido quasi tutta l'intervista, in particolare il passaggio dove viene smontato il mantra della svalutazione monetaria con parole semplici, comprensibili a tutti.
    Unico neo secondo mio umile parere la presunta migliore credibilità americana nei confronti di alcuni paesi europei riguardo i debiti publici.
    In molte zone del mondo il dollaro sta velocemente perdendo il suo status di valuta di riferimento.
    Gli stessi cinesi sono entrati nell'ottica che i pezzi di carta avuti dagli americani in cambio delle loro merci a breve non varranno un granchè.
    Vero è che lei a sottolineato l'indiscutibile potenza militare USA.
    Spero che lei non voglia intendere che i cinesi potrebbero essere ripagati in modo inusuale.....

    Saluti a tutti

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  10. Sulla domanda iniziale di Luciano al prof.Bisin > porterebbe vantaggi a svalutare l'Euro < vorrei specificare che quelli che propongono una Bce come la Fed americana forse non sanno che negli Stati Uniti il bilancio federale compensa con trasferimenti una proporzione attorno al 30% degli shock negativi subiti da Stati dell’Unione.
    Questo è il risultato degli studi compiuti da studiosi di riconosciuto spicco internazionale come Bayoumi e Masson o Sala-i-Martin e Sachs.
    http://ideas.repec.org/p/cpr/ceprdp/1057.html
    http://ideas.repec.org/p/nbr/nberwo/3855.html

    In questo caso, e solo in questo caso, la politica monetaria centralizzata funziona. Si chiama integrazione fiscale. E voi ce la vedete la Germania ad agire in tal senso, compensando gli shock dei Pigs con i soldi che ha accumulato grazie alla loro domanda? No, ovviamente. Quindi la Bce modello Fed non può funzionare.

    rino.

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  11. Giustissimi rilievi rino. Che poi, se vogliamo, è anche un po' la ragione per la quale, sia pur con i suoi orrendi difetti, dopo 150 e passa anni, l'Italia è ancora uno stato unitario. Con buona pace della lega. No, dico, voi ce li vedreste una Calabria od un Molise costretti ad una austerità per star dietro ad una Lombardia o ad un'Emilia. Eh suvvìa... :)
    Lorixnt2

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    1. Che poi Carlo,siamo da 150nni uno stato unitario ma la nostra Banca d'Italia tra inflazione, deflazione e di tutto e di più ha avuto sempre il sud d'Italia in deficit strutturale (prevalentemente con il Nord Italia)e per risolvere questo problema la Banca d’Italia non ha potuto fare niente, perché la leva del tasso di interesse nazionale sugli squilibri regionali non poteva avere presa.
      Il problema del sud d'Italia non lo ha potuto risolvere la banca centrale ma sicuramente qualcun'altro doveva risolverlo!
      uindi Carlo la metafora è questa:il Sud Italia è in deficit, come il Sud Europa, e la politica della Banca d’Italia non ha inciso su questa situazione, come la politica della Bce non può incidere sui deficit dei Pigs.
      In pratica ci stanno proponendo(Bce)la soluzione dei nostri problemi quello che invece è realmente la soluzione dei problemi delle banche.(non sappiamo quando debito privato hanno in pancia)
      Giocare alla Fed non ci salverà.

      rino.

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  12. Gran bella puntata di Vloganza e molto bravo l'ospite di cui ho apprezzato il modo di parlare schietto e chiaro.
    Complimenti!

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  13. Perchè non intervistare Antonino Galloni, economista e dirigente ministeriale, che qualcosa di più chiaro pèotrebbe dirci sulla UE e sull'Italia nella UE? Saluti.

    http://www.youtube.com/watch?v=t_ssGy0LXo0

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  14. nessuno ha mai pensato che la storia del debito pubblico e' una farsa? chi puo stampare si ricompra allegramente il.proprio debito, chi ha perso la sovranita' monetaria si attacca! qual'e' l'unico limite allo stampaggio? l'inflazione, finche quella e' sotto controllo rotative a tutto spiano. o qualcuno crede davvero che trilioni di dollari siano rimborsabili senza ricorrere ad alchimie?

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  15. Bel Video: Grazie Luciano per avere trovato sempre persone interessanti per questo dibattito.

    Comunque non ci sono solo alternative binarie, ossia o rimanere nella zona EU, con deflazione, anni di crescita negativa, impoverimento ulteriore della classe media, oppure salto nella "brace" dell'inflazione, uscita dell'EU, distruzione di capitali. Esiste anche una forma utilizzata da un paese che e' stato in Default, come l'Argentina, o una forma di ERM con bande nelle quali le valute dei paesi in crisi possono svalutare rispetto all' EU, organizzarsi ed eventualmente fare ritorno in una valuta "hard" come l'Euro.

    Farei anche i seguenti punti:

    1. Non esiste paese nella zona EU che puo' continuare a non crescere per altri 10 anni e fare fronte alla pressione fiscale attuale. Come si sa, i budget degli Stati sovrani, dipendono si dalle spese discrezionali, ma anche dalle entrate fiscali. Nella zona OCSE, la media delle entrate fiscali/PIl e' oltre il 33%. In Italia siamo quasi al 38%. Siamo iper tassati in Italia! In US per esempio siamo al 15.7%. Senza crescita queste % non sono sostenibili. Altro fattore sono i tassi di interesse. a 7-9% anche la grande Deutschland non avrebbe spazi. Tutto dipende da quanto credibilita' hanno gli stati del EU nel proporre una soluzione alla crisi che abbia una componente di crescita nel reddito pro capite specie per il ceto medio nei paesi in crisi. Senno questi fanno come Arnault, e Depardieu in Francia, e se ne vanno altrove. Chiaramente questo comporta meno entrate fiscali.

    2. Il vero sottotitolo della crisi e': Crisi di solvibilita' del sistema bancario in EU. Non e' veramente solo crisi del sistema di credito sovrani. Senza la capacita delle banche di "riciclare" il surplus finanziario dei paesi come Cina etc., non esiste il modo per finanziare la crescita in EU. Senza questo, non esiste a mio avviso una soluzione democraticamente accettabile per molti degli elettori in paesi come Spagna, Francia, Italia, Portogallo. Grecia e' un caso a parte. Ci sono degli spiragli per essere ottimisti: Regolamentazione delle banche a livello EU, finalmente, se solo in teoria. Ma come molt sanno, anche un banalissimo prestito "working capital" non e' facilmente ottenibile di questi tempi.

    Per uscire dalla crisi bisogna focalizzarsi su crecita, creazione di impresa. Ci sono molte societa' in Italia come Navionics, [GPS per Applicazione navali, Apps su piattaforma Apple] che stanno crescendo globalmente certo non grazie a politiche dell'EU. La setssa Vloganza e' un case study, su crescita senza alcun assist, da parte di carrozzoni EU.

    La realta' e' che abbiamo speso troppo tempo in discussioni sulle grande politiche della BCE, decisioni di Rompuy etc.., e troppo poco su creazione e formazione di impresa e di tutto cio che comporta successo nella formazione di impresa.

    Un cordiale Saluto,


    Philip Corsano

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