Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

martedì 11 dicembre 2012

L'Italia del populismo e della demagogia

L'ex premier Silvio Berlusconi, definisce la differenza di rendimento tra le obbligazioni italiane e quelle tedesche una truffa, afferma che il Presidente del Consiglio Mario Monti, ha seguito politiche dettate dalla Germania che hanno costretto l'economia in uno stato molto peggiore di quando lui era al...
potere, perché dietro la crisi c'é una precisa strategia tedesca.

Sandro Brusco - Professore di economia politica dell'università di Stony Brook da Stony Brook, New York: "Quando la politica diventa populismo  e demagogia i problemi reali finiscono sotto il tappeto e le soluzioni credibili non trovano spazio, dare la colpa agli altri pensando che é tutta una congiura per evitare risposte serie alle difficoltà é da sempre il nostro tallone di Achille, non si finisce con un debito vicino al 130% del Pil per nulla".



5 commenti:

  1. vorrei sapere dall'esimio ospite come.mai il giappone non e' affetto dal.morbo dello spread con valori di debito pil di gran lunga.peggiori

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  2. Dalla definizione dei due sostantivi, il popolo non ne esce bene ( "rivendicazioni, anche irragionevoli, della maggioranza" o "aspettative del popolo indipendentemente da ogni valutazione del loro contenuto, della loro opportunità").

    Anzi, non ne esce bene la maggioranza degli elettori, poiché, come ben sappiamo, in un regime democratico è sufficiente far presa su di loro per imporre a tutti le conseguenze di scelte sbagliate o di mancate scelte.

    Anche questo meccanismo andrebbe affrontato e messo in discussione, quanto meno per cominciare a far breccia in quella corazza culturale che vorrebbe come unica alternativa alla democrazia, la dittatura.

    I demagoghi esistono solo perché c'è una forte domanda di questi personaggi. C'è una forte domanda di questi personaggi, perché con la logica della "maggioranza" il singolo cittadino si sente deresponsabilizzato e pensa che non pagherà mai per intero le conseguenze delle proprie scelte, seppure chiaramente scellerate.

    E' un gioco di complicità, vecchio come il cucco. Il segreto, perché duri, è fingere che la gente sia estranea o comunque meno colpevole del capo-popolo. Tant'è che non esiste un termine altrettanto preciso per definire coloro i quali seguono il demagogo o il populista.

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  3. Riallacciandomi all'ottima ed esplicità intervista tra Luciano ed il prof. Brusco (nomen omen, ma in senso positivo … :-)) ed al secondo commento (molto pertinente) e che condivido entrambi nei contenuti, posso solo aggiungere brevemente che è appunto la demagogia, il populismo, il parassitismo, l'egotismo, condito con retorica nazionalista, ad aver condotto il nostro ricchissimo paese (non di materie prime, ma di cultura, ambienti, genialità, creatività, intraprendenza, ecc.) al fallimento ed alla miseria sociale (ho letto recentemente che sono ormai 6 milioni gli italiani che non riescono a mettere insieme un pasto completo al giorno, e sono in costante aumento). La democrazia fasulla (rappresentativa solo delle oligarchie) nella quale viviamo pare conduca inevitabilmente a questa sorte, occorre trasformarla in democrazia partecipata e per farlo occorre creare comunità locali autonome e libere da ingerenze stataliste, come penso da anni e che trova conferma nel pensiero di Carlo Lottieri, che reputo uno dei più liberi intellettuali libertari presenti in Italia. Una sana competizione tra autonomie locali nella gestione della cosa pubblica ci libererebbe dal parassitismo patologico di cui soffre il nostro paese, nel quale in troppi vivono sulle spalle di coloro che lavorano onestamente, producono realmente, rischiano in proprio, compiono sacrifici, pianificano il futuro, si assumono responsabilità, tengono unita la famiglia, ecc.. Come tra i 26 Cantoni elvetici, le differenze nella pressione fiscale, nella qualità dei servizi pubblici, nelle promozioni per gli insediamenti produttivi, nell'attrarre investimenti, ecc., ed il ricorso serio e rispettato dell'istituto referendario, consentono ai cittadini di evolvere la società in maniera condivisa cono iniziative dal basso, e se si rimane delusi ci si può trasferire in altri Cantoni.

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  4. Da quando è sceso in campo Berlusconi, la demagogia, classica "arma" di tutti i Partiti, per prendere voti, è dilagata nel populismo + sfrenato .
    Gli stessi USA non sono certamente esenti da questo, sin dai tempi della Presidenza Reagan, che ha ideologizzato la politica americana, rendendola meno pragmatica. Basta vedere la difficoltà a trovare un accordo sul "fiscal cliff". Cosa impensabile fino alla fine degli anni 70.
    Bisogna poi stare attenti a non parlare di populismo, anche quando si difendono cause giuste. Un esempio? Lo scippo o rapina fatta dalla riforma Fornero, sulle pensioni acquisite di migliaia di persone,(parlo di pensioni sui 40 anni di lavoro e non le baby-pensioni), che adesso si trovano addirittura senza nessuna forma di entrata, e tutto questo senza intaccare minimamente le pensioni d'oro, già esistenti e tutt'ora percepite. Non dovrebbe essere un sacrificio per tutti? Quindi rimettere in discussione la riforma non è populismo ma una necessità sociale e umana, e serve anche per rilanciare l'economia. E' banale ma il Governo dei Prof non l'ha capito o non poteva fare diversamente, causa ricatto...dei soliti noti.

    Chiarito questo, d'ora in avanti, chi sarà chiamato a governare non avrà vita facile come i precedenti Governi. Almeno su questo si può essere sicuri e anche un ben maggior numero di cittadini ha preso coscienza di certi diritti e doveri.
    Le varie caste sono ormai venute allo scoperto e sarà difficile, per loro, pensare di rientrare nell'ombra che le proteggeva.
    Buona e fuori dai denti l'analisi del prof. Brusco e, inutile ormai sottolineare, la bravura del "grande" Luciano!

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  5. Complimenti per l'ottima analisi della situazione italiana. Perche' in Italia non abbiamo ecomomisti di tale livello o se ci sono vengono emarginati? Ha ragione Brusco, e' necessario un taglio della spesa pubblica improduttiva eliminando le inefficienze. Ma e' altresi' necessario un ricambio completo di questa classe politica corrotta e collusa! Di questa mattina 14 dicembre notizia che i molti consiglieri regione lombardia mettevano di tutto e di piu' nei rimborsi spesa! In UK mi ricordo che un deputato e' tuttora in prigione per aver gonfiato un rimborso! In Italia nulla di tutto cio' accade. A pagare alla fine e' sempre il cittadino inerme di fronte allo stato. E inoltre non puo' nemmeno esprimere una preferenza nel voto con l'attuale legge elettorale.
    marco m

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