Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

sabato 3 novembre 2012

Usa 2012, presidenziali imprevedibili e ricerca di valori

Il Presidente Barak Obama e lo sfidante repubblicano Mitt Romney concentrano gli ultimi giorni della loro campagna sull'economia, che rimane l'argomento centrale per la maggioranza dei cittadini americani. Entrambi i candidati sostengono di possedere la forza del cambiamento mentre il Dipartimento del...
lavoro degli Stati Uniti pubblica gli ultimi dati sull'occupazione prima del martedì elettorale.

Philip Corsano - Economista di Gnostam LLC a Seattle, Washington: "Non é possibile dire chi vincerà le presidenziali, l'economia é stata il grande argomento della campagna elettorale ma nessuno dei due candidati é riuscito ad articolare un piano, l'America ritorna sui valori fondamentali e si chiede quali spese tagliare, un dibattito che trovo utile e che francamente in Europa ancora non vedo".



12 commenti:

  1. A proposito dei colpi bassi in campagna elettorale, chiedo a Corsano o a chi ha seguito le presidenziali, se ci sono stati attacchi a Romney per la sua appartenenza alla comunità mormone, da molti ritenuta non cristiana e vista con sospetto per la promozione della poligamia.

    La mia sorpresa deriva dal fatto che nelle passate elezioni furono oggetto di polemiche sia le posizioni creazioniste della Palin, che la distanza di Obama dalla religione.

    Su Ron Paul: appunto, loro hanno Ron Paul, noi Beppe Grillo.

    RispondiElimina
  2. Ron Paul è fondamentalmente un libertario, rispettoso dei principi fondanti della carta costituzionale di fine '700 (tradita soprattutto negli ultimi decenni), è uno studioso della Scuola Economica Austriaca, quindi ostile alle Banche centrali, alla fiat money, alla dottrina Monroe estesa al dominio internazionale, all'uso delle forze armate a sostegno degli interessi delle corporation USA, ecc., quindi distante anni luce dagli altri politici di punta degli USA, ma anche imparagonabile con Beppe Grillo, che per quanto sia un abile comunicatore, si impegni nel sociale ed abbia un grande seguito (soprattutto tra i giovani, proprio come Ron Paul), ma non ha la stessa profonda cultura economica e politica, MAGARI L'AVESSE, faremmo un enorme salto di qualità nel nostro paese, uscendo dai luoghi comuni, miti e falsità ...

    RispondiElimina
  3. Concordo con l ultimo commento.. Paragonare Ron Paul a Beppe grillo è assurdo... Secondo me se Ron Paul fosse il presidente degli Stati Uniti il mondo starebbe molto ma molto meglio.. Liberta d'impresa, meno stato, basta con l' essere i gendarmi del mondo e soprattutto la MONETA che torna una moneta buona, SANA, non coriandoli come ora.. A chi non conosce il pensiero della scuola economica austriaca consiglio di fare qualche ricerca on line..

    Se venissero applicati i concetti della scuola austriaca ci libereremmo in un sol colpo del binomio incestuoso banchieri-classe politica-grande industria... Ops, guardacaso gli unici beneficiari di ogni nuova stampa di carta-coriandoli.. Ma che strano eh??? Banche politica grande industria...

    bruno

    RispondiElimina
  4. Non so se i due commenti erano in risposta al mio. Nel caso lo fossero, evidentemente ho scritto molto male quello che intendevo dire.

    Ho accomunato Ron Paul e Grillo solo perché sono gli outsider delle rispettive elezioni, ma le analogie finiscono qui. Volevo solo segnare la differenza di spessore tra i due candidati, in favore del primo.

    Grillo è l'ennesimo "uomo forte" a cui l'italiota non sa resistere, mentre Ron Paul è quello che lavora per togliere potere al governo e darlo al cittadino.

    E potere al cittadino non è certo quella baggianata del referendum propositivo senza quorum, bensì significa lasciare che sia il mercato a regolamentare la società e la società a regolamentare il mercato, con un ministato che si occupi solo di proteggere l'inviolabilità della persona e della proprietà. PUNTO.

    Vagliela a dire a un grillino una roba del genere. Se non sviene o se non ti tira qualcosa in testa, ti risponderà che i servizi essenziali debbono essere nazionalizzati e che il mercato deve essere regolamentato.

    Esattamente la stessa politica che viene fatta in Italia da almeno un secolo, dal ventennio mussoliniano a quello berlusconiano, passando per oltre 50 anni di DC+PCI.

    A Ron Paul succederà il figlio Rand (un omaggio ad Ayn Rand?), che a leggiucchiare qua e là pare essere anche erede politico del pader. Chiunque sia, speriamo che che quel discorso continui a essere portato avanti.

    RispondiElimina
  5. Lo Stato deve essere solo un sistema operativo su cui far girare tutti gli altri programmi, liberamente pensati e creati dalla gente; oltre questo ci troveremmo nella stessa situazione di oggi, con un processore costretto a far gli straordinari per far girare lo stesso S.O, per poi aver poca memoria e potenza per tutto il resto che è certamente produttivo.

    Detto questo, affermare che il M5S è contro il libero mercato e la libertà individuale è dire il falso, caso mai è vero il contrario.
    Certamente il M5S si pone come obiettivo di far rientrare nei ranghi certe gestioni piratesche della cosa pubblica, come l'acqua e altre costanti, ma tutto si ferma li.

    Abolizioni di ordini professionali a cominciare dall'albo di fascista memoria come quello giornalistico, per passare alla cancellazione di notai e carrozzoni parassitari pubblici...bè non mi sembra voler dire minare la libertà.

    Trovo poi veramente divertente questo continuo citare il M5S come statalista quando abbiamo un candidato politico come Vendola che va dicendo che spazzerà via il liberismo...alla faccia, peccatto che in Italia a parte gli anni immediatamente il dopo guerra di liberismo ne ha vissuto veramente poco o niente!!! di questo passo in questo paese per andare ad espletare i propri bisogni fisiologici servirà un titolo di studio, un albo, un permesso, una tassa e l'immancabile tassa sulla tassa...la marca da bollo!!! e via così...certamente appena alzati dalla tazza, in quel momento, ci sentiremo sicuramente liberi e certamente più leggeri.

    Saluti, Davide.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che il rapporto tra M5S e il libero mercato sia quello di un PD o di un PDL qualunque, sta scritto nel programma M5S.

      Cito:

      "Risorse finanziarie dello Stato erogate solo alla scuola pubblica".

      Sicuramente la seconda parte della frase ("solo alla scuola pubblica") è quella che rimane impressa nella maggior parte delle persone, ma chi ha una sincera considerazione del libero mercato si blocca alla prima metà: "Risorse finanziarie dello Stato".

      Una cosa che ha finanziamenti pubblici chiamatela come vi pare, ma NON Libero Mercato.

      2)

      "[...] la sanità privata che sottrae risorse e talenti al pubblico.[...]"

      Solo un paio d'anni fa mezza Italia si stracciava le vesti sul caso di Eluana Englaro. Quanti ne sentivo che parlavano di "libertà di scelta".

      Naturalmente il caso di Eluana fu una strumentalizzazione per dare contro alla chiesa o al governo di allora che era del berlusca. Io non sono affatto ammiratore né della prima, né del secondo, ma era evidente che tra quelli che si indignavano, pochissimi credevano veramente nella "libertà di scelta".

      Io ci credo e "libertà di scelta" significa scegliere se finanziare la struttura pubblica o meno. Perché >>>finché mi verrà tolta una quota considerevole dei miei guadagni, la mia scelta sarà obbligata, indipendentemente dalla mia volontà.<<<

      Come al solito, la parola "libertà" viene svuotata di ogni significato e poi sbandierata da questo o da quel politicuzzo. E la gente appresso.

      Libertà significa che di TUTTE le mie sostanze sono solo IO che decido cosa farne.

      Poi, come dicevo in un altro commento, nel programma M5S le ricerche di parole come "statalizzazione", "incentivi", "sussidi" non andranno mai a vuoto.

      E cosa c'entra con il Libero Mercato tutto questo? Niente.

      Come fate a non vedere una continuità con le politiche sociali ed economiche dell'ultimo secolo?

      A furia di ripetere che i servizi essenziali devono rimanere nelle mani pubbliche, si sono ingrassati Formigoni, Polverini e anche i "volti nuovi" dei decenni scorsi, da Di Pietro a Bossi.

      Va bene tutto, mi sta bene tutto, ma non chiamate libero mercato qualcosa che di "libero" e di "mercato" ha poco o niente a che spartire.

      Elimina
  6. Ma qualcuno sa indicarmi il nome di un paio.. non ne chiedo di piu.. un paio di politici italiani di spessore che abbiano un autentico pensiero liberale nella loro testa?? Io faccio fatica a trovarli... L ultimo che mi viene in mente forse è l ex ministro martino.. Ma uno che in fondo ha avuto come capo il cavalier banana come lo chiamava qualcuno qui credo che non possa essere un vero liberale..

    Certo in un Italia piena di cittadini che vivono di stipendi pubblici.. sussidi... prepende e assistenzialismo credo sia utopia prevedere un primo monistro liberale.. autentico liberale.. non come quei socialisti e statalisti che ogni tanto per esser fighi si professano di pensiero liberale... vien da ridere.. o forse da piangere..

    bruno

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Curiosamente, i parlamentari più sensibili e più aperti alle esigenze di mercato, li ho trovati nel PD: Pietro Ichino e Nicola Rossi.

      Il primo è il famoso giuslavorista, ex sindacalista, che da tantissimi anni predica il graduale abbandono dell'iperprotezionismo del posto di lavoro in favore dell'allargamento del mercato di lavoro.

      Nicola Rossi, è stato fondamentale ispiratore dell'unica (seppur timida) ondata di liberalizzazioni. Da un anno o due ha abbandonato il parlamento (forse anche il PD) ed è ora presidente della Istituto Bruno Leoni.

      Su Antonio Martino, che per molti dovrebbe essere l'esponenti italiano più vicino agli "austriaci", mi vien solo da piangere per il nulla che ha combinato sia da ministro che da esponente PdL.

      Ecco, se quelli più aperti a un'economia concorrenziale stanno (o stavano) nel partito erede dell'ex PCI, la dice lunghissima sul grado di liberalismo della società italiana.

      Elimina
  7. Interessante questi commenti su Ron Paul, ed il Libertarismo. Certo che dopo l'esempio dell Euro Zona, viene la legittima domanda, ma si puo' fare meglio?

    Se penso che la solvibilita' dell' Euro Zona dipende da.... crescita economica, che non dipende solamente da tassi d interesse forse e' auspicabile un Ron Paul? Dopi tutto una crisi di liquidita' sistemica, come viviamo in Europa, diventa rapidamente una crisi di solvibilita' di tutto il sistema economico Europeo, e come si e' discusso ad nauseam in questa sede, senza una volonta' di agire sugli incentivi economici del settore privato Europeo, tutta la Zona dell'Euro, inclusa Germania non e' solvibile. Basta che gli interessi sul debito pubblico Tedesco vadano al 10%, si fa presto ad mettere in ginocchio anche la Germania. Non basta l'acquisto da parte di Draghi del debito pubblico tramite OMT per uscire dalla crisi. Bisogna prendere una scure alla spesa pubblica, e tagliare la dipendenza della banche al finanziamento socializzato dai taxpayers, facile a dire, chiaramente non c'e volonta' politica per questo.

    Certo e' che Ron Paul, e' anche liberista sui grandi temi sociali, diritti umani, non impone le sue opinioni su aborto liberta di vivere in coppia per omosessuali, [anche se e' profondamente omo-sessuofobo personalmenet, vedi il grande Borat].

    Per il resto, veramente c'e' una grande latitanza del voto bianco per Romney, per via della sua appartenenza alla chiesa Mormona, che viene giudicata una setta da molti. il 90% del voto Repubblicano e bianco. Percio' i Repubblicani hanno un problema demografico con uno come Romney. Forse era meglio Marco Rubio, ben piu' scaltro sui grandi temi di liberta' sociale di quanto non lo sia stato Romney, che e' in campagna elettorale da 6 anni!


    RispondiElimina
  8. Sai forse Einaudi.... Un uomo che insisteva sul fatto di togliere il valore legale alla laurea di tutte le Universita'. Pensa che oggi uno con una laurea da Oxford o Harvard, non puo' presentarsi ad un concorso pubblico in Italia, perche' la laurea di Oxford/Harvard non ha valore legale in Italia, mentre quella dell'Universita' di Canicatti la ha!

    Mis scuso se ho offeso Canicatti!

    :-)

    RispondiElimina
  9. Siccome almeno tra di noi attribuiamo valore alle parole, avente quindi un significato e connesse insieme assumono anche uno scopo, suggerirei di non definire "politici" coloro che si dedicano alla politica in Italia, ma "politicanti", così distingueremo tra la politica nel suo originario e nobile significato da quel teatrino dell'assurdo in cui è degnerata da decenni nel nostro paese, cui partecipano attori falliti, logorroici, megalomani, mentecatti, acefali, barbogi, guitti e prostitute, e chi più ne ha più ne metta ... volendo citare la parte migliore ed omettere quella "criminale"

    RispondiElimina
  10. Alla fine la scelta di una posizione intransigente da parte dei Repubblicani su scelte sociali ha affondato la loro corsa alla Casa Bianca. Bloomberg ha ragione a sponsorizzare dei candidati moderati.

    RispondiElimina

Per commentare é necessario un indirizzo email "@gmail.com". Se non ce l'hai puoi farlo qui, oppure iscrivendoti al vlog. Altrimenti puoi usare una delle altre opzioni disponibili nel menù "Commenta come".