Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

lunedì 5 novembre 2012

Grecia, riduzione del debito o insolvenza

La determinazione dei politici europei a mantenere la Grecia all'interno della zona euro viene messa alla prova questa settimana. Il Primo Ministro Antonis Samaras dura fatica a trovare gli accordi necessari sull'implementazione di ulteriori misure di austerità, che comprendono altri tagli a stipendi e...
pensioni, per ottenere una nuova fetta di aiuto finanziario internazionale da €31 miliardi.

Fausto Panunzi - Professore di economia politica dell'università Bocconi a Milano: "Il vero rischio dell'austerità é quello di generare una sfiducia profonda verso l'Europa, l'euro e i mercati, la deriva populista che si vede in Grecia e in altri paesi europei ci dice che stiamo toccando il limite di sopportazione politica da parte dei cittadini".


10 commenti:

  1. Buonasera.

    Complimenti per il tema trattato.

    Per completezza ricordo che al lato opposto della Grecia (ma in generale di tutti i Paesi che storicamente hanno basato l'economia sulla moneta debole) c'è la Germania, la vera ed unica vincitrice dall'introduzione dell'Euro.

    Siamo così sicuri che la Germania ha in testa uno sviluppo armonico dell'Europa? Guardando e relativizzando i dati su produttività e distribuzione dei salari credo che i tedeschi abbiamo già messo l'anello al naso anche a noi italiani.

    E' questa l'idea di Europa? Se questa è l'Europa è meglio soffrire subito l'uscita dall'Euro e cominciare a svalutare.

    Luciano, quando vuoi/puoi arricchisci questo tema parlando di Germania.

    Grazie per la possibilità di riflettere.

    Aldo

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    1. Caro Aldo,

      abbiamo parlato e certo parleremo ancora molto della Germania. non sono sicuro di capire bene cosa vuoi dire con "Guardando e relativizzando i dati su produttività e distribuzione dei salari credo che i tedeschi abbiano già messo l'anello al naso anche a noi italiani". Però mi sembra che l'anello al naso noi italiani ce lo siamo messi da soli.

      La Germania é un esempio di efficienza in Europa e nel mondo e ha tutto il diritto di scegliersi le politiche di sviluppo che ritiene più opportune. Lo stesso, a parte l'esempio di efficienza, vale naturalmente anche per l'Italia.

      Un buon video sulla Germania, ma anche su Grecia e Italia e quelli che vogliono uscire dall'euro é questo: Vloganza.tv: Efficienza tedesca, tragedia greca, furbizia italiana

      Per altri video in cui si parla di Germania puoi andare qui.

      Saluti

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    2. "La Germania é un esempio di efficienza in Europa e nel mondo e ha tutto il diritto di scegliersi le politiche di sviluppo che ritiene più opportune. Lo stesso, a parte l'esempio di efficienza, vale naturalmente anche per l'Italia."



      Mi scusi Luciano se riporto una parte della sua replica ma la Germania interferisce in un modo non cooperativo rispetto ai propri partner europei se no che senso ha aver fatto una EU? per poi farli agonizzare?

      Ma con questo atteggiamento non cooperativo la Storia le chiederà prima o poi il conto, come ha già fatto due volte nello scorso secolo.

      rino.

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    3. Rino,
      se possono interessarti qua e qua ci sono due link ad articoli che presentano un altro punto di vista su chi ha guadagnato e chi no, dall'introduzione dell'euro.

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    4. Grazie Alberto, li leggerò domani.
      Notte:)

      rino.

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    5. Alberto ogni studioso ha la sua terapia e noi lettori ci impossessiamo in qualche modo delle teorie che più ci convincono o ci aggradano(Boldrin,Cesarotto,Bagnai,Brancaccio); la situazione sotto i nostri occhi sta precipitando, le prospettive x i prossimi anni sono negative quindi fioriranno eccome gli Alba d'Oro i Le Pen e grillini vari...siamo solo all'inizio.

      Tieni,interessante questo articolo
      http://intermarketandmore.finanza.com/italia-la-competitivita-questa-sconosciuta-50706.html

      rino.

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  2. Bene Aldo, riflettiamo ancora di più a questo punto.
    Hai toccato il problema Germania che molti conosco bene e se permetti vorrei aggiungere al tuo argomento quello della politica italiana e di conseguenza dl potere che ne deriva.
    Questa gente è le stessa di anni fa e non è cambiata, è la stessa che ha avuto in pancia SPRECHI, CASTE, CORRUZIONE, DEBITO PUBBLICO e altro ancora.
    Ci hanno MENTITO x anni e ci mentono tutt'ora!(collegandomi al tuo discorso sulla Germania)

    A questi gli fa comodo che non ne parliamo, non ne riflettiamo insieme, ci vogliono addormentati. (ancora una volta)

    rino.


    ps
    Grillo lo preferisco come comico giusto x chiarire.


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  3. La troi(k)a (ossia la Germania che ha la golden share politica sull'EU) accecata dalla teologia liberista della riduzione del deficit costi quel che costi, ha stretto il cappio al collo della Grecia: meno stipendi, meno soldi da spendere, meno consumi, più disoccupati, meno PIL, più deficit. In caduta avvitata. Non ne ne esce da 5 anni. Anche dopo il parziale default pilotato di 1 anno fa, nulla è cambiato. Ogni pacchetto di aiuto stringe più il cappio: deprime i consumi (=PIL) serve solo a comprare tempo spostando in avanti il default. Lo dice anche il professore, quando propone in alternativa al default + uscita dall'euro, il default parziale mantenendo l'euro. Ma sarebbe il secondo, dopo appena 1 anno: se non ha funzionato il primo, perchè dovrebbe funzionare il secondo?
    La Grecia può togliersi il cappio e iniziare a respirare solo con default e uscita dall'euro. Politicamente ed economicamente, conciati come sono, sarebbe probabilmente il male minore rispetto a riduzioni del debito da pagare con la povertà. E riprenderebbero in mano la sovranità monetaria.
    La troi(k)a (e i ciechi politicanti europei) non vede che quello è l'exitus finale: + stringono il cappio, più aumentano i voti a sinistra Siriza e nazisti di Alba dorata, entrambi favorevoli all'uscita dall'euro. Già ora sono i primi partiti, socialisti e destra saranno spazzati via. Sicchè, se così finirà, tanto vale finirla prima!
    Complimenti al professore che - raro caso - guarda le cose con realismo senza l'ottundimento ideologico della teologia liberista proeuro. Servono più economisti così.

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  4. Il problema della Grecia è quello della sostenibilità del suo debito.
    Ormai ci avviamo verso il sesto anno consecutivo di recessione, ma qualche obiettivo si sta, finalmente, raggiungendo. Per la prima volta, nel 2013, è previsto un avanzo primario. Il debito, invece, continuerà a crescere sempre più in una voragine senza fine.

    E' dunque ineludibile un taglio.
    Il problema è chi se ne assumerà l'onere: ed è di questo che si discute sui tavoli tecnici.

    Il settore "privato" è già stato tagliato a marzo con il PSI+, un altro eventuale haircut servirebbe a poco. Anzi, aggraverebbe ulteriormente il sistema bancario greco.
    Il FMI e Obama sostengono una OSI: ovviamente con i soldi degli altri, cioè della UE. Come al solito, molto generosi ...

    Non rimarrà che trovare un equilibrio accettando una riduzione dei tassi e un allungamento delle scadenze del settore "istituzionale". Ma servirà a poco.
    Il "taglio" del debito è quello necessario. E sarà possibile attraverso la ricapitalizzazione delle banche greche. Queste ricevono 50 MLD di aiuti dallo Stato... non mi addentro in "tecnicismi".

    Non credo ad ipotesi di buy-back, ma sono possibili. La Germania spinge con forza verso questa direzione.
    Un dato che non sfugge è l'incremento dei titoli
    di stato: dai minimi di giugno siamo arrivati ad un più 140% (circa).
    Idem dicasi per la Borsa di Atene, volatilissima in questa ultima settimana ma paragonata a quella tedesca per gli incrementi degli ultimi tre mesi.
    Vorrà dire qualcosa?

    Tommy271

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  5. Sono in parte daccordo col professore. Però in alcuni commenti Signori io non capisco tutti questi bizantinismi di cui alcuni parlano, su fantomatici complotti internazionali ai danni della vittima spennata povera Grecia...ma di che stiamo parlando? Ma chi deve i soldi a chi? Ma qui ci perdiamo la trave per guardare la pagliuzza. Facciamo chiarezza il primo colpevole è la Grecia (non si parla del privato cittadino, dell'operaio, dell'imprenditore, della casalinga o del politico, qui si parla di Stati). Se lo Stato greco non è in grado di stare nell'euro, che esca al piu' presto ormai. Questi sono un pozzo senza fondo peggio di noi e che non ci possiamo permettere. Chi vuole perseverare nel salvataggio con questi numeri, diventa evidente che vuole salvaguardare solo i propri interessi. Io sono per il sancire l'uscita della Grecia dall'euro da domattina. La rinuncia a parte dei crediti è ovvia, visto che tutti i soldi non ci sono, non vedo perchè glieli devo ridare io attraverso le tasse. Dopodichè la Grecia starà magari anche meglio, e noi pure.

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