Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

mercoledì 17 ottobre 2012

L'occhio allungato del famigerato mercato

Moody's Investors Service mantiene la valutazione sulla capacità creditizia della Spagna sopra al grado di investimento, l'impegno della Banca centrale europea a comprare debito sovrano riduce il rischio che il paese perda l'accesso al mercato. La Germania allenta la sua opposizione al salvataggio sovrano...
della Spagna. Il rendimento del Btp decennale scende al minimo di sei mesi e azioni, materie prime e euro reagiscono con un rialzo.

Vanni Lucchelli - Consulente indipendente e socio di Compagnia fiduciaria lombarda a Milano: "Gli investitori hanno già metabolizzato la situazione di crisi in cui ci troviamo e guardano avanti, l'obiettivo é il secondo trimestre del 2013 e i mercati sono già posizionati su questo scenario, qualunque indicazione che si sta andando verso una ripresa dell'economia globale sarà di supporto".



4 commenti:

  1. Avrei un paio di domande per chiunque volesse darmi una risposta:

    1) i Bonos sono considerati poco più che spazzatura eppure leggo la quotazione di quello in scadenza nel 2032 con tasso nominale annuo al 5,75% (ISIN ES0000012411) con valore di vendita 97.
    Se non ricordo male, il novembre scorso nel nostro momento peggiore, i BTP a dieci o a vent'anni valevano sui 60-70.
    Questo scarto si spiega solo con l'autorevolezza riconosciuta dai mercati alla BCE di Draghi?

    2) il nostro BTP in scadenza nel febbraio '37 con tasso al 4% (ISIN IT0003934657) vale 83, mentre quello in scadenza nel '40 (seppure con tasso al 5%) vale 93. E' quel punto percentuale lordo a fare tutta questa differenza o c'è altro?

    Grazie

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    1. Ciao Alberto,

      non sono sicuro di avere capito bene la tue domande, specialmente la seconda. Quando non distruggi il significato di parole importanti come "onestà" diventi ancora più sibillino... scherzo eh. Comunque direi che la risposta é si e, che altro credi ci sia?.

      Vanni esordisce dicendo: "Certamente il ruolo della banca centrale é stato determinante...". E continua poi con altre ragioni consequenziali che assecondano il calo dei rendimenti e motivano la calma attuale.

      Vanni parla anche di "circolo virtuoso", é il secondo ospite a scegliere quella definizione. Nicolò Nunziata ne ha parlato a sua volta recentemente: Vloganza.tv: Nel mezzo di un piccolo ciclo virtuoso

      Sono contento di questo video, credo spieghi bene gli accadimenti del momento e la loro importanza, e offra un panorama sul probabile futuro.

      Se non sei soddisfatto insisti pure, magari chiediamo a Vanni una risposta più tecnica.

      Saluti

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    2. Grazie per le risposte.

      Con queste domande volevo sapere se, oltre ai motivi già citati da Lucchelli, ci fossero anche questioni tecniche non ancora affrontate. Nessun sospetto di complotti pluto-demo-masso-giudaici, davvero.

      Rileggendo la seconda domanda mi accorgo che sarebbe bastato prendere carta e penna e fare due conti, per capire che quel punto percentuale (su una distanza di 25-30 anni) può da solo spiegare la differenza tra un valore di vendita a 83 e l'altro a 93.

      A questo punto, se è vero che:

      1. il "circolo virtuoso" citato da Nunziata e Lucchelli si è innescato grazie a una politica monetaria capace di tranquillizzare i mercati

      2. gli strali delle agenzie di rating non hanno più ripercussioni sui tassi

      allora, Luciano, è tempo di affiancare alle tue meritorie battaglie contro lo "spread", contro il signoraggio, contro il complottismo mondiale, anche quella contro la demonizzazione delle agenzie di rating.

      Lo avevi già fatto, lo so bene. Proprio da un tuo video ho saputo di quell'inchiesta della procura di Trani contro S&P. Però riprendiamola, quando capita.

      Viva Vloganza.

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  2. Grazie Luciano, risposta impeccabile. Se serve qualche integrazione, ma non mi sembra, fammelo sapere.

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