Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

martedì 30 ottobre 2012

La vittoria del non voto e il vero nodo dell'Italia

Il Movimento 5 Stelle é la prima forza politica nelle elezioni regionali siciliane marcate da un astensionismo record, solo il 47,4 percento dei votanti é andato alle urne. L'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo la condanna a quattro anni di reclusione per frode fiscale, dice che il suo partito...
potrebbe togliere la fiducia al governo tecnico. Mario Monti sostiene che il suo governo non può essere minacciato.

Fabio Scacciavillani - Capo economista del fondo di investimento sovrano dell'Oman da Bologna: "Il vero nodo dell'Italia é che con una zavorra della pubblica amministrazione inefficiente e costosa, con un sistema fiscale pesante e farraginoso e con una spesa pubblica ancora fuori controllo questo paese non riuscirà mai a rimettersi in piedi".



12 commenti:

  1. Luciano la politca oramai sembra l'anticamera della bassa o quasi nulla aspettativa di benessere che hanno gli italiani riguardo il futuro .... un giovane su tre è pronta a espatriare ... ottima intervista ormani la politica è l'espressione della caduta dell'aspettativa.
    Come dire ... si stava meglio quando si stava peggio. ( non riferito ovviamente al periodo fascista ma più che altro agli anni ottanta e novanta )
    Ottima intervista. Saluti.
    Esiliato

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    1. pronto ... sorry ... ci manca solo che ci portiamo addietro le nostre ragazze con tutto lo splendore che c'è nel mondo. Ciao scusa per l'errore ortografico.
      Esiliato

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  2. Luciano, dopo il filmato di Monti fai notare

    "[...]questo modo di parlare e il modo in cui si rivolge alla gente non è questo che mette sull'attenti gli italiani? non sta lì la differenza con il modo di parlare di Grillo?[...]"

    Secondo me più che la forma è la ricchezza di contenuti a impaurire molti italiani, mentre la vaghezza li conquista.

    Penso che le riunioni di condominio siano un'esperienza condivisa, un piccolo (sicuramente non esaustivo) laboratorio comune, dove osservare quali sono gli atteggiamenti prevalenti.

    Di fronte alla necessità di prendere una decisione, difficilmente (nella mia esperienza, mai) tutti i convenuti avranno la pazienza di ascoltare le proposte, riflettere e infine dare la propria preferenza.

    Vince sempre la reazione scomposta, incomprensibile e fuori luogo che all'atto pratico porta ad azzuffarsi sull'acquisto di sottovasi per pochi euro a testa, mentre le spese di riscaldamento, la voce maggiore di ogni bilancio condominiale, vengono approvate senza mugugni e senza considerare l'opportunità di prendere contromisure.

    Ad oggi il taglio dei costi della politica è la chiave che apre i cuori a molti elettori. Peccato però che non è quella la spesa che ci sta seppellendo.

    Come da quello studio della confartigianato di Mestre di qualche mese fa era emerso che dal 1994 a oggi il finanziamento pubblico è costato 2 miliardi di euro (tantissimo, senza dubbio), mentre dagli anni '70 a oggi i baby pensionati sono costati 150 miliardi.

    2 contro 150.

    Il sottovaso da 10 euro contro i 1500 di riscaldamento a tutte le ore.

    Io prenderei in considerazione la possibilità che tra gli italiani ci siano troppi Peter Pan. Felici di esserlo per giunta. Difficile immaginare qualcosa di più patetico di un Peter Pan felice di esserlo.

    Anagraficamente adulti, biologicamente vecchi e socialmente imbecilli.

    Non spenderei nemmeno aggettivi come "nichilisti", troppo complicati per questi vanitosi qualunquisti.

    Sul movimento di "Fermare il declino", invece, non potrei spendere altro che parole di apprezzamento.

    Sui commenti che però fanno al governo Monti, che spesso sento da parte di Giannino e qua pure da parte di Scacciavillani, non mi ci riconosco e anzi trovo che a tratti giochino sporco.

    Premetto che personalmente ritengo l'imposizione fiscale niente altro che una manifestazione di bullismo.

    Detto questo, Monti, nella situazione in cui è stato chiamato, ha fatto il massimo di quello che si poteva fare. E pure nella fase 2 è pur sempre in una posizione che deve far fronte a un'assemblea parlamentare e che, giocoforza, deve scendere a compromessi.

    Auguro con tutto il cuore che Giannino & co possano fare meglio, ma scontrarsi contro un muro di bamboccioni ultracinquantenni sarà dura.

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  3. Bella discussione sulle ultime linee guida della politica italiana! Sulla Sicilia mi sembra che ci sia il nulla di fatto, cioè un governo simile al precedente in cui una speranziella sono i guastatori del movimento 5 stelle. Spero di sbagliarmi.
    Istintivamente sono d'accordo con Alberto nella difesa di Monti però Scacciavillani faceva notare che da un governo tecnico uno si aspetta riforme radicali! Alcune si sono fatte ma ne occorrono molte di piu' e piu' incisive. E poi si fanno modificando le leggi e non alzando le tasse. I tagli agli stipendi esorbitanti dei dirigenti pubblici sono stati fermati non dal governo Monti ma dalla Corte Costituzionale, cioè è inconstituzionale tagliare gli alti stipendi dei dirigenti pubblici. Questo va cambiato!
    Su Montezemolo anche lui mi sembra nulla di nuovo. Anzi toglierei 'di nuovo'.
    Anch'io aderisco a Fermare il Declino con speranza per la prossima primavera!

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  4. Ciao a tutti,

    anzitutto vorrei esprimere il mio piacere nei confronti dell'intervista incentrata su questi temi. Il mio pensiero è che all'interno del M5S sia giunto il momento - forse è addirittura troppo tardi - di fare venire fuori voci competenti in materia di economia e altri importanti tematiche, che aumenterebbero l'autorevolezza del movimento.

    Va bene la trasparenza, l'onesta, l'impegno, le battaglie, ma la programmazione è necessario abbinarla alla parola COMPETENZA, e ciò non sempre può essere figlia di un espressione popolare, cerco di spiegarmi meglio.

    Bisogna sempre tenere a mente che gli Italiani sono gli stessi -a parte qualche giovane figlio del web in contatto con informazione più o meno sana- che hanno eletto Alì babà e i 40 ladroni 5 anni fa. Cosa significa questo? Che il background culturale è il medesimo, e stanno semplicemente cambiato bandiera. Grillo mi sembra sufficientemente onesto nel dire le cose e (spero) nell'applicarle, ma non è lui che mi spaventa. In nome della sacrosanta democrazia, se il M5S fosse al governo e proponesse un referendum sull'uscita dall'euro che esprimesse la volontà di uscita, sarebbe un disastro, no? Ecco perché non è grillo che mi spaventa, ma al solito gli Italiani, (me compreso).

    Un caro saluto,
    Marco R.

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    1. E dove sta scritto che sarebbe un disastro ? hai la sfera di cristallo ? oppure sei quell'italiano che tanto disprezzi, ma che imiti tanto volentieri visto che vai AFFERMANDO di conoscere il futuro !!!!

      Non vedo alcuna differenza tra quelli che dicono che senza € staremmo meglio e quelli che dicono l'esatto contrario, tutti pretendete di conoscere il futuro e tutti accusate l'altro di essere ignorante.

      Avanti così verso la distruzione totale, tutti che sanno tutto e nessuno che dubita...nessuno.

      Saluti, Davide.

      PS: il tempo del "fotti fotti" è finito come anche quello del "disprezza e deridi". Forse è giunto il tempo di farla finita di parlare di se stessi, popolo italiano, in terza persona rimarcando un non so che del tipo "io so, tutti gli altri non sanno un bel nulla" come non si appartenesse allo stesso genere. Gli "italiani"...come se non fossimo tutti italiani!!!!
      L'esterofilia è stata la rovina del paese e farà la fine dei "fotti fotti".

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    2. Condivido molto di quello che scrive Marco.

      Il tema della competenza è fondamentale. I buoni sentimenti, le anime belle, possono anche essere apprezzabili, ma è ingenuo (eufemismo) pensare che basti o che sia il requisito imprescindibile. Questo è il tipico velleitarismo anni 60/70 che si è risolto in nulla, lasciando strada aperta ai conservatori di destra e di sinistra.

      Un sistema vasto e complesso come la pubblica amministrazione di una nazione di 60 milioni di persone, non può basarsi sull'onestà dei suoi elementi. Un tale sistema sarebbe incredibilmente fragile; basterebbe infatti l'ingresso di pochi disonesti per mandarlo a gambe all'aria. Cosa che è puntualmente successa più e più volte.

      Competenza, sì. L'unica, credibile, onestà di intenti io la vedo in chi vuole mettere in sicurezza il sistema, decentrando il potere.

      Non lo stupido decentramento federalista che trasferisce il potere da poche mani romane a poche mani milanesi o palermitane, bensì il decentramento dalla collettività all'individuo.

      Grillo sostiene di aver preso una strada simile, ma a leggere il suo programma, non sembra.

      Ad esempio, parla di "[...]Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia[...]", ma solo una pagina prima scrive "[...]Statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia, e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore telefonico[...]".

      "Impegno da parte dello Stato", allora siamo da capo. Anche oggi e ieri e l'altro ieri si parla di "Impegno da parte dello Stato".

      Oppure scrive, in maiuscolo, "GRATUITÀ DELLE CURE ED EQUITÀ DI ACCESSO"

      Esattamente, cosa significa "Gratuità" ? Che le tasse verranno tagliate in proporzione alla quota destinata alla sanità pubblica? Temo di sapere cosa sia la sua "Gratuità", esattamente quella che ho sempre sentito in bocca ai governatori regionali o ai ministri di salute e welfare.

      E così via. Basta cercare quante volte ricorrono parole come "incentivi" e "sussidi", ma questo, in barba a ogni coerenza, non gli impedisce di parlare di "Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi"

      Ma quali sono questi sprechi? Fiorito? Magari fosse solo lui e i suoi compagni di merende.

      E se scoprissimo, invece, che lo spreco è rappresentato da ogni attività in cui lo Stato non consente un vero mercato concorrenziale, a partire da giustizia, ordine pubblico, sanità e istruzione, sarebbe pronto a TA-GLIA-RE e DE-RE-GO-LA-MEN-TA-RE in favore della concorrenza?

      A giudicare dall'impegno che ha profuso contro la timidissima apertura al mercato sulla gestione della rete idrica, che ancora oggi perde un terzo di acqua prima di arrivare al rubinetto di casa, io ne dubito fortemente.

      Il problema sono gli italiani over 40, quelli che mirano a mantenere i minuscoli privilegi che gli hanno elemosinato questo politicuccio o quel sindacalistino, in cambio di un debito pubblico enorme e tanto, ma tanto potere. Dei Fiorito possiamo dire tutto, tranne che siano saliti al potere con le armi. Come scrive Marco, Ali babà e i 40 ladroni sono stati ELETTI.

      I nonni hanno vinto sui nipoti e i padri stanno disperatamente cercando di vincere sui figli. D'altra parte la cultura italiana è fradicia di paternalismo, che viene sempre spacciato per bonario, quando invece è subdolo egoismo.

      Sì, l'uscita dall'euro sarebbe un disastro per quegli italiani consapevoli di vivere in un paese privo di materie prime, che ha nell'esportazione (soprattutto verso l'area euro, perché nei nuovi mercati siamo in grave ritardo rispetto alla concorrenza) l'unico punto di forza e che ha una spesa pubblica da primato in cambio di servizi inefficienti.

      Ma solo per questi italiani l'uscita dall'euro sarebbe un disastro.

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  5. Eh si siamo qui ad aspettare (e votare) ogni volta un nuovo Salvatore. Benvengano nuove personalità carismatiche dotate di leadership per carità. Adesso c'è il Movimento 5 Stelle....Io, senza voler togliere entusiasmo a chi lo sostiene, pur vedendolo con simpatia, ritengo che solo come forza di opposizione potrebbe dare un valido contributo, ma non, almeno per ora, come forza di governo per il Paese. Passando dalle piazze e dai bar (reali o virtuali) nella stanza dei bottoni sarebbe forse travolto in pochi mesi.

    Per l'euro ci sono molteplici analisi disponibili in internet su cosa potrebbere succedere in caso di uscita dell'Italia dall'euro. Dopo che nel mondo sono cadute le barriere e la globalizzazione lo ha pervaso creando un flusso (per noi deflusso) ben definito della ricchezza, la moneta unica sta manifestando tutti i suoi squilibri e mettendo a nudo i trucchi dei governanti populisti, soprattutto dei PIIGS nel nostro angolo di mondo. Ci piace guardare in faccia e affrontare questa realtà? Allora rimaniamo nell'euro. O forse è meglio cercare altre realtà con un salto nel buio? Allora usciamone, ma a questo punto a carissimo prezzo.
    Comunque siamo tutti sulla stessa barca!

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  6. Su uscita dall'euro, referendum sull'euro, ciarlatani e imbonitori vari... che mi sembrano i punti principali suggeriti dai commenti sopra.

    Prima però vorrei fare i complimenti a tutti per gli ottimi interventi. Davvero, mi fa molto piacere vedere che gli spettatori di Vloganza hanno le rotelle cervellotiche che girano bene. In contrapposizione ai commenti che arrivano da altre parti, come sottolineato in un paio di video sotto da eman e Alberto, che approfitto per ringraziare.

    Dell'uscita dall'euro abbiamo parlato tante volte nei video e nei commenti, evidentemente é un tema che viene ancora ritenuto plausibile. Abbiamo già detto, tra l'altro, che: non é l'euro la causa della crisi. Accusare la moneta é un depistaggio dai veri problemi, indisciplina fiscale, corruzione, pessima amministrazione pubblica, e allontana la possibilità di ripresa.
    Aggiungo un concetto che in una sola parola definirei, prospettiva: le valute sono destinate a durare per secoli, il loro andamento non può essere giudicato dopo solo una manciata di anni. In definitiva l'euro é una decisione politica e a tempo indeterminato.
    Ancora un altro aspetto a cui abbiamo già accennato in precedenza e che credo dovrebbe fare parte di quel rinnovamento, anche culturale, che noi italiani stiamo inseguendo: un paese non aderisce a un'unione monetaria solo per qualche anno, quando é conveniente e i benefici sono evidenti, per poi uscire quando arrivano alcuni dei prevedibilissimi costi. I costi colpiscono sporadicamente, i benefici si sommano goccia dopo goccia durante l'esistenza della valuta.
    Chi si oppone all'euro in questo momento deve distorcere dati e fatti e inventare storie dal nulla, per provare che ha ragione, per rubare 10 minuti di notorietà e imbambolare i cittadini che, come suggerisce Alberto, tendono al semplicistico e rifiutano il ragionato. Giusto per fare dei nomi, di una lista comunque più lunga: Beppe Grillo, Alberto Bagnai, Claudio Borghi, Claudio Messora, Paolo Barnad e, viste le sue recenti prese di posizione, inserirei anche il nostro eroe Maurizio Piglia (da qui il senso della mia risposta a chi ultimamente chiedeva che fine avesse fatto. Questo non significa che intendo riaprire il discorso su Piglia già chiuso a suo tempo).

    Il referendum sull'euro, sbandierato da alcuni dei ciarlatani e imbonitori sopra, non solo non avrebbe senso ma semplicemente non si può fare: la Costituzione italiana non ammette referendum sui trattati internazionali (vedi articolo 75, secondo comma). Per fare il referendum sull'euro bisognerebbe cambiare la Costituzione. È questo di cui l'Italia ha bisogno? Io credo proprio di no.

    Cari saluti a tutti.

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    1. Caro Luciano,
      perché dai per scontato che non sia "giusto" o "preferibile" o "la nostra unica possibilità" uscire dall'euro???
      Io non credo che si possa continuare ad avere questi pensionati e questa moneta. Possiamo scegliere di tagliare le pensioni del 50% sopra i 1.000 euro (incostituzionale), oppure possiamo scegliere di uscire dall'euro.

      Sull'art. 75 cost.
      Non è ammesso il referendum per le leggi di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

      è evidente che non si tratta di questo, ovvero di chiedere l'autorizzazione per ratificare il trattato.
      Penso quindi possa essere ammissibile.

      Mario

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    2. Caro Mario,

      come ho scritto sopra e come ho ripetuto molte volte io non credo che l'euro sia la ragione della crisi. Anzi, l'euro ha rappresentato e tutt'oggi rappresenta una grande occasione di rinnovamento per l'Italia. Un'occasione che finora é stata persa e che oggi costa più fatica perché le possibilità di errore per il paese sono drammaticamente diminuite e dobbiamo recuperare.

      Non sono sicuro di seguire il tuo ragionamento sulla Costituzione. Il fatto é che non si può fare un referendum sull'euro, a meno che non si voglia cambiare la Costituzione.

      Saluti

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  7. sinceramente l'unica strada che vedo per uscire da questa crisi gravissima...è la fondazione dell'€ (classe B) ovvero fondare l'euromed la nuova moneta dei paesi del mediterraneo...EUROMED
    svalutata rispetto all'euro DI CIRCA IL 20-30% CUI FAREBBERO PARTE inizialmente Spagna Italia e Portogallo nonchè Grecia...di questa nuova moneta ci sarebbe la banca centrale che opererebbe allo stesso modo delle altre banche centrali anglosassoni...così avremmo che l'euro (classe A) di Germania Francia Belgio Olanda Austria ecc... si rivaluterebbe ed i nostri prodotti diverrebbero più attraenti in tutto il mondo..

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