Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

venerdì 26 ottobre 2012

Europa e America in progressivo peggioramento

Gli effetti della crisi del debito iniziata in Grecia nel 2009 arrivano in Germania, la fiducia degli imprenditori della maggiore economia europea cala al minimo di oltre due anni e mezzo a ottobre mentre diminuisce la domanda di beni tedeschi da parte dei paesi confinanti. Il numero di licenziamenti in...
America sale al massimo dal 2010, la lenta crescita degli Stati Uniti e il peggioramento della recessione in Europa causano un calo persistente dei fatturati.

Nicolò Nunziata - Analista e responsabile ufficio studi di JC Investimenti a Milano: "Non vorrei che da quest'estate in poi il mercato abbia assunto molto più rischio rispetto alla debolezza del contesto macroeconomico, la mia paura é che più si é tirato la corda prima più può spezzarsi violentemente dopo a fronte di episodi negativi, il fiscal cliff americano é l'evento sul quale bisognerà concentrarsi nei prossimi mesi".



12 commenti:

  1. Ciao Luciano e un saluto anche al professor Nunziata. Seguo i vostri commenti e siete un valido riferimento per capire cosa frulla nel mondo finanziario ed economico mondiale. grazie di esistere! Ho sentito parlare di giapponesizzazione...non credete come me che sia questo il nostro destino alla lunga? Io ho grande stima dei giapponesi ed onestamente non credo che noi italiani possiamo fare meglio. Non si può crescere all'infinito e loro ci hanno anticipato su quella via. Ma attenzione non sarà gratis, dovremo sudarcela, io comincerei con questo, rendiamo per legge i dirigenti partecipi delle aziende, una parte di stipendio pagata in denaro ed un altra in azioni o simili....ovviamente queste diventano titoli di stato vincolati ad un anno nel caso dei dipendenti/dirigenti pubblici con reddito alto (in modo che il denare gli consenta di fare una vita agiata). In questo modo sosteniamo il nostro debito e responsabilizziamo i nostri amministratori. Sarebbe un ottimo primo passo invece che strillare tagli di stipendi che non si fanno mai.

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    1. Ciao Massimo,

      l'economista americano, premio Nobel 2008, Paul Krugman, ritiene che il mondo sviluppato, particolarmente Usa, Europa e Giappone, sia già in una cosiddetta trappola della liquidità. Cioè in una situazione in cui le politiche monetarie della banche centrali non riescono più a stimolare la crescita economica.

      Per gli stipendi dei dirigenti pubblici direi invece che bisogna tagliare e di molto.

      Saluti

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    2. Ciao Luciano e grazie della risposta,

      il problema è che solo una parte di tutti quei soldi freschi di stampa vanno a finire nell'economia reale, perchè le banche rimettono a posto i loro conti e solo parzialmente finanziano le imprese e i privati.
      Per il taglio degli stipendi pubblici tra l'altro segnalo quello che è successo a metà Ottobre quando la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale sia il prelievo del 2,5% sul tfr sia il contributo di solidarietà del 5% e 10% su stipendi superiori a 90mila e 150mila euro dei dipendenti pubblici voluto nel 2010 dal governo Berlusconi. Qualcosa di simile mi pare sia avvenuto per lo stipendio dei magistrati. Probabilmente non è così, e non mi intendo di diritto, ma l'impressione è che la casta difenda i propri privilegi e diritti divini facendo blocco.

      Buona Domenica!

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  2. Gent.le Sig. Luciano, vorrei chiedere fino a che punto, le stime di crescita sbandierate dalla tv di stato sull'America, siano vere.
    Grazie
    Orazio

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    1. Ciao Orazio,

      non vedo la TV di stato e non ho idea di quali stime sbandieri sulla crescita americana.

      Comunque le stime ufficiali (Fmi, Ocse, Conference Board, Business Economics... ) sono per una crescita intorno al 2% (1,9% - 2,2%) per quest'anno e il prossimo.

      Grazie a te.

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  3. Aspettiamo solo la bolla edile cinese e il quadro si completa ... e con questa si darà inizio ad un nuovo 29.
    esiliato

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  4. Nell'intervista Luciano legge che

    "[...] la fiducia degli imprenditori tedeschi cala perché diminuisce la domanda di beni tedeschi da parte di paesi confinanti [...]"

    Nunziata ricorda che

    "[...] il report della commissione Bertelsmann ha misurato in costi molto elevati per la Germania la possibile uscita della Grecia dall'Euro [...]"

    e infine conclude dicendo che

    "[...] la Grecia a questo punto avrebbe quasi solo da guadagnarci a uscire dall'euro e la Germania a rimetterci di più [...]"

    Io non ho capito questa conclusione

    Se la Grecia avesse da guadagnare dall'uscita, sarebbe liberissima di farlo. Chi glielo impedirebbe?

    Ricordiamoci che a giugno i greci >>>NON<<< hanno premiato le liste antieuropeiste. Giugno, quattro mesi fa.

    Inoltre, se le prospettive greche al di fuori dall'euro fossero veramente migliori di quelle attuali, la "scissione" avrebbe effetti virtuosi anche verso la stessa Germania.

    Infatti, se l'economia Grecia tornasse veramente alla crescita, i debiti contratti con le banche tedesche avrebbero più speranze di venire ripagati e i prodotti tedeschi di venire venduti.

    Perché questi stati non abbandonano l'Europa? Eppure si sono svolte elezioni in Grecia pochi mesi fa, in Spagna e Portogallo l'anno scorso e, a parte tanto fracasso, gli elettori hanno votato per rimanere in Europa. E in Italia accadrà lo stesso.

    Ciò detto, le mie domande sono queste: quale vantaggio avrebbe la Grecia ad abbandonare l'Europa? Perché non lo fa?

    Viva Vloganza

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    1. Fino a qualche mese fa i cittadini greci avrebbero votato senza dubbio la permanenza nell'euro, preoccupati delle conseguenze di una loro uscita. I politici dei partiti di maggioranza hanno perciò evitato posizioni antieuro per non essere bocciati al voto.
      Va premesso che lo statuto dell'Eurozona non attualmente permette l'uscita di un paese, per cui una eventuale decisione in merito dovrebbe essere un processo politico.
      La Grecia per essere pratici potrebbe uscire solo con la garanzia che il Fondo Monetario continuerebbe a finanziarla.
      La svalutazione valutaria dovrebbe infatti permetterle di ricominciare a crescere migliorandone i ratio sul debito e sul deficit. Il mercato deciderebbe di quanto dovrebbe essere il deprezzamento della valuta.
      Si tratta della cosidetta Teoria dei giochi, in quanto anche Spagna e Portogallo se ne avessero la possibilità probabilmente uscirebbero volentieri e svaluterebbero. A determinati valori della valuta infatti rientrerebbero gli investitori esteri riattivando dinamiche positive come è sempre accaduto nelle svalutazioni competitive.
      E' chiaro che nel momento in cui un paese esce c'è il rischio che euro ed Eurozona ne escano ridimensionati oltre che modificati, ma se non si riesce a tornare a crescere e l'euro rimane una valuta forte, prima o poi ci sarà una crisi irreversibile.
      La Germania dovrà decidere in quale situazione i costi saranno minori.....
      Sarà un caso, ma nel momento in cui le tensioni tra la Troika e il governo greco sono aumentate, l'indice azionario greco è salito in pochi mesi circa del 60% e i bonds sono quasi raddoppiati....
      Infine, la partita non è del tutto in mano ai policy makers europei, perchè qualora FED e BOJ dovessero implementare politiche monetarie concora più accomodanti, si indebolirebbero contro euro. L'Eurozona diventerebbe a quel punto senza più alcun dubbio il Giappone anni '80 e a quel punto probabilmente aumenterebbero i sentimenti anti euro e il "si salvi chi può".
      Sarà un opinione personale e criticabile, ma io da uomo di mercato continuo a pensare che il primo paese che esce, egoisticamente, ricomincerebbe a vedere la luce sul fronte della crescita.
      Tutte queste considerazioni, di cui sono d'accordo con Lei rendono estremamente difficile la scelta di cosa sia giusto fare (e nessuna scelta è scontata....), non fanno che aumentare lo squilibrio dell'attuale momento storico, forse nella fase più delicata dagli anni '70....
      Nicolò Nunziata

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  5. Ottima intervista, con contenuti chiari e precisi che non lasciano spazio all'ambiguità ed illusioni. Senza scomodare la Scuola Economica Austriaca chiunque dotato di buon senso ormai capisce che continuare a immettere denaro dal nulla non aiuta l'economia reale, sarebbe come se nel settore sanitario si abusasse nel somministrare antibiotici a scopo preventivo o ai minimi segnali di malessere anziché potenziare le difese immunitarie dell'organismo. Grazie Luciano e complimenti a Nicolò Nunziata

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  6. appello a tutti gli amici di vloganza!!!

    ma avete visto il tono dei commenti che arrivano ai video di luciano sul fatto quotidiano... l'incarnazione dell'ignoranza... non so se ridere o se piangere

    venite a dare una mano perché non se ne può più

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/27/europa-e-stati-uniti-in-progressivo-e-continuo-peggioramento/395412/

    luciano santo subito!

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    1. eman, ho letto. Certi interventi sono molto irritanti e anche io avrei voluto rispondere, ma mi è tornata alla mente quella vecchia massima che dice "non litigare con un idiota, si finirebbe col non notare la differenza".

      Sia chiaro: non ho problemi a essere considerato idiota, ma non alla pari con quelli.

      Tra gli interventi ne cito solo uno che dice così: "Lei è un ignorante. significa che ignora molte cose. se avessi voluto offenderla le avrei dato del borghese.".

      Borghese è un'offesa.

      Nel 2012, non solo esiste ancora qualcuno che usa il termine "borghese", ma è pure convinto che sia un'offesa.

      Immagino che "proletario" sia un complimento. Peccato però che trovare qualcuno a cui dare del "proletario", in Italia, uno dei paesi col più basso tasso di natalità al mondo, sia un'impresa.

      La cosa che più urta è proprio la sciatteria e la patetica riproposizione di vecchi cliché. Disarmante.

      Però è a suo modo istruttivo: come tu stesso hai commentato in quel post ("[...]la povertà della maggioranza dei commenti è l'indicazione più chiara dei motivi della crisi italiana[...]"), questa è la realtà con cui fare i conti.

      Secondo me non è un problema se Tizio crede che Goldman Sachs comandi il mondo. Il problema nasce quando Tizio non ne vuole sapere di sottoporre al vaglio altrui la propria posizione e si arrocca non rispondendo o tagliando corto.

      Hai un'idea? Benissimo, sbattimela in faccia! Dimostrami che io sbaglio e tu no. E invece no, la voglia di liquidare in fretta sputando lì la sentenzucola trita e ritrita sembra sempre avere la meglio.

      Spero solo che il numero di interventi faccia bene a Vloganza.

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    2. grazie alberto per il supporto... sono pienamente d'accordo con quello che scrivi ma io proprio non riesco a far finta di nulla, gli devo rispondere... voglio sperare siano solo una rappresentanza minoritaria delle idee del paese... anche se ne dubito

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