Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

giovedì 4 ottobre 2012

Draghi pronto a comprare con condizionalità e invidia

La Banca centrale europea è pronta a comprare obbligazioni sovrane appena le condizioni necessarie sono soddisfatte da ogni paese che ha bisogno di assistenza, lo afferma a Lubiana il Presidente Mario Draghi, dopo avere annunciato la decisione di lasciare invariato il tasso di riferimento della zona euro al...
minimo storico dello 0,75%. La Bank of England mantiene l'obiettivo di acquisto di obbligazioni a £375 miliardi e i tassi allo 0,50%.

Paolo Manasse - Professore di Economia politica dell'Università di Bologna da Milano: "La condizionalità per l'Italia sarà in linea con la lettera della Bce al governo Berlusconi, rimangono da fare privatizzazioni degli attivi statali, a partire dalle partecipazioni in Enel e Eni, una qualche forma di liberalizzazione del mercato del credito dalle fondazioni bancarie, e qualcosa in più sul mercato del lavoro".



2 commenti:

  1. Buongiorno Luciano
    Le segnalo il seguente articolo
    Ogni quattro anni, l’Economist sonda i maggiori economisti statunitensi in vista delle elezioni presidenziali.
    Conferma che tentare di capire qualcosa di questa infinita post crisi affidandosi agli economisti è soprattutto un atto di fede.
    http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2012/10/polling-experts?fsrc=gn_ep
    Buon lavoro
    Alessandro

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    Risposte
    1. Ciao Alessandro,

      ho finalmente avuto tempo di leggere l'articolo che ci hai passato. Penso che i sondaggi rappresentino una buona base per accendere il dibattito, nient'altro. Infatti è dal dibattito, non tanto dal sondaggio, che spesso escono le idee più interessanti, specialmente se è possibile distinguere la forza dell'idea da quella con cui l'idea viene sostenuta. Insomma, ho trovato più interessanti alcuni dei commenti.

      Direi che sono d'accordo con te: affidarsi agli economisti è in definitiva un atto di fede. Nessuno, loro inclusi, può sapere come le proposte degli economisti possono funzionare nella realtà, o quali potrebbero essere le conseguenze non volute. Immagino sia questo che si intende quando si dice che l'economia non può essere prevista.

      D'altra parte però, a chi dovremmo rivolgere le nostre domande se non a chi ha studiato a fondo l'argomento?

      Saluti

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