Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

venerdì 19 ottobre 2012

Temporali passeggeri sull'azionario - Analisi tecnica

Il mercato azionario é salito troppo e troppo in fretta, i dati macroeconomici hanno assecondato un rialzo a due cifre dai minimi annuali registrati a giugno, adesso l'analisi tecnica suggerisce cautela. Le aziende americane hanno registrato un picco degli utili in relazione al Pil a fine 2011. Il presidente...
Barak Obama guadagna possibilità di rielezione con i guadagni del mercato azionario.

Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia a Bari: "É in arrivo un periodo di ribasso dell'azionario che si trascinerà fino alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, ma le prospettive restano invitanti fino alla prima parte del 2013 quando la contrazione dei profitti aziendali sarà seguita da un massimo del mercato azionario americano e a ruota dei mercati mondiali".



15 commenti:

  1. Grande Gaetano allora eurusd a 1,40 dopo il 2013 ?
    esiliato

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  2. Come sempre complimenti per l'esposizione chiara e precisa.

    Ho una domanda riguardo la profittabilita' delle aziende USA che hai mostrato. Tu sostieni che la profittabilita' delle imprese sia probabilmente destinata a scendere principalmente per l'aumento del costo del lavoro, credo quindi che tu intenda o che gli stipendi dei lavoratori crescano(magari quelli dei banchieri un po' di piu') o che vengano impiegati ulteriori lavoratori. E' possibile invece, come credo io, che i profitti delle imprese siano destinati a scendere piuttosto per un aumento dei prezzi degli input produttivi ex-lavoro? In pratica quello che voglio dire e' che secondo me l'effetto delle politiche della FED sara' minimo sull'occupazione ma sara' elevato sull'aumento dell'inflazione (sia PPI che CPI).

    Te come la vedi?

    Grazie

    P.S. Si nota che non sono un fan di Bernanke?

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  3. Ciao Gaetano,
    complimenti per il tuo lavoro sempre ottimo, rispetto al penultimo video noto che hai corretto un po' il tiro, visto che parlavi chiaramenete di mercato toro d medio lungo termine, ora invece prendi in considerazione uno storno magari anche significativo per poi un allungo finale di pochi mesi....secondo te a che livello si potrà comprare di nuovo il nasdaq100? Io vedo i 2615, non siamo lontani dopo le ultime due sedute......credi che terrà la rialzista partita nel 2009? Passa poco più in basso a 2550 ma da novembre si alzerà il livello....Grazie se mi risponderai!
    Pierantonio Fabrizio M.
    PS Io la penso come te ma credo che l'allungo successivo durerà fino all'estate anche se a ritmi non sostenuti (un andamento lateral-rialzista, tipo quelli di giugno/luglio di quest'anno prima dell'allungo in agosto per intendersi).

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  4. il picco degli utili aziendali, registrato nel 9/97, ha preceduto di alcuni anni - non di 5/6 mesi i massimi azionari. Un forte ribasso dello SP500 richiede un superdollaro. Come può accadere prima del 2015? La correzione a breve sembra rimarcata dalla debolezza del rame e dei semiconduttori. Il contagio esteso anche ai mercati europei, non presuppone un bund verso nuovi massimi? Grazie per le ottime esposizioni

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  5. Luciano, segui questo blog? Se non l hai letta ti posto questo intervento, dove tra l altro si confuta anche l idea espressa in un intervista da parte di un ex frequentatore delle tue interviste. Pensi che possa essere possibile avere in video da te ogni tanto anche Francesco Carbone? Per sentire anche la campana di un economista di scuola austriaca... Vloganza secondo me ne uscirebbe ancor piu rafforzata, secondo me manca qualcuno che la pensa cosi...

    Con stima Bruno

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    1. Ciao Bruno,

      no, non lo seguo, ma ho letto con piacere l'articolo che hai passato. É raro, molto, molto raro trovare su internet dei concetti che abbiano un senso e che sopratutto si contrappongano alla cialtroneria imperante in parte evidenziata da Carbone. L'altra faccia della medaglia é la triste constatazione che gli italiani vanno pazzi per la cialtroneria.

      Ho trovato anche alcune cose che non mi sono piaciute, come la convinzione della supremazia di un'idea e l'auto inscatolamento in una categoria. Ma questo é un'altro discorso che adesso appare addirittura marginale in confronto alla necessità di distruggere i falsi miti, come ha ben fatto Carbone.

      Ho provato a contattarlo senza successo per ora, vedremo in seguito.

      Grazie a te per la segnalazione, saluti!

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    2. Sono d'accordo con te Luciano,ho letto anch'io alcuni articoli di questo sig Carbone, ma a parte alcune idee condivisibili sull'efficienza dei sistemi produttivi e il problema della burocrazie, mi sembra un arci ideologico che vede chiunque metta in dubbio la sua infallibile ideologia sia un somigliante dei primati e soprattutto un mangia bambini rosso! ma non ce ne era già uno ad Arcore così? non so cosa possa dire di ineressante su Vloganza...

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    3. Bell'articolo, quello segnalato da Bruno. Sarebbe interessante vederlo su Vloganza.

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  6. ops ecco il link...

    http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=918:miti-economici-spacciansi&catid=39:politiche-economiche&Itemid=176

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  7. Se la memoria non m'inganna, in USA il costo del personale rappresenta circa il 70% del costo di produzione; mentre il costo delle materie prime non supera il 16%. Per cui a livello analitico l'argomentazione secondo cui le manovre della Fed possano nuocere alle aziende mediante un aumento delle commodities e dunque degli input mi sembra discutibile.
    C'é una evidente relazione inversa fra profitti e retribuzioni (fra capitale e lavoro, in ottica marxiana). Lo rende ancora più evidente questo grafico, che contrappone i margini di profitto mostrati nell'intervista, alla variazione annuale del costo del lavoro nelle aziende USA (rosso, scala di sinistra rovesciata):

    http://http://documenti.ageitalia.net/grafici/ULC.gif

    Evidentemente mentre la quota di PIL riconducibile alle aziende negli ultimi 15 anni cresceva, calava la varazione annuale delle retribuzioni.
    Da due trimestri a questa parte i margini di profitto si sono ridimensionati, e che succede? succede che la variazione di salari e stipendi è passata dal -2.8% di fine 2011 a +1.2% di giugno 2012.
    E' probabile che nei prossimi anni il "monte retribuzioni" cresca per due ragioni: sia perché la produttività non è ulteriormente migliorabile (le aziende devono assumere per incrementare l'output; non potendo più mantenere costante la produzione riducendo l'occupazione), sia perché il calo della disoccupazione riduce la capacità negoziale in sede di rinnovi salariali.

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    1. grazie della risposta (penso che fosse diretta a me)

      Permettimi di ribadire il mio concetto e di chiarire meglio cosa intendevo chiedere.

      Per prima cosa sono perfettamente d'accordo con la tua affermazione "... l'argomentazione secondo cui le manovre della Fed possano nuocere alle aziende mediante un aumento delle commodities e dunque degli input mi sembra discutibile".
      Partendo dal presupposto che tale frase fosse rivolta a me ti faccio notare che ho posto una domanda proprio per discuterne, se avessi avuto la conferma ti avrei portato evidenze a supporto della mia idea. Non sono un esperto di economia anche se mi fa piacere discuterne con persone briillanti come te.

      Aggiungo, inoltre, che assolutamente non mettevo in dubbio che esistesse una relazione inversa tra profitti aziendali e retribuzioni. Infatti, al di la' di Marx o dell'utilizzo di grafici a supporto credo che siamo tutti d'accordo che dalla definizione di profitto abbiamo

      Profitto = Ricavi - Costi

      Dato che la retribuzione dei dipendenti e' un costo per l'impresa e' evidente, dal segno meno dell'equazione, che esiste una relazione inversa tra profitti e retribuzioni.
      E' evidente anche che esiste una relazione inversa tra prezzi degli input e profitti, dato che anche gli input sono dei costi per l'impresa. Dato che gli input sono collegati alle materie prime, credo che possiamo essere d'accordo sul fatto che ci sia una relazione inversa tra "prezzi delle materie prime" e profittabilita' delle imprese.

      Partendo da queste premesse quello che ti chiedevo e' se, con il tuo database e la tua esperienza, era possibile individuare una relazione tra operato della FED e profittabilita' delle imprese.

      Mi hai parzialmente risposto indicando che la componente "costo materie prime" e' intorno al 16% e che quindi (N.B.anche SE la politica monetaria della FED fosse inflazionistica) la componente "costo materie prime", a tuo avviso, non avrebbe un effetto cosi' marcato sul calo della profittabilita' delle imprese.

      Credo pero' che la risposta corretta alla mia domanda andrebbe cercata nell'evoluzione della percentuale del costo materie prime sulla determinazione dei profitti.
      Sarebbe interessante notare se tale componente sta aumentando nel tempo, e se si a che tasso.

      Io penso che tale % aumentera' sempre di piu', ma non ho le prove nemmeno per dire se c'e' un trend in salita, figurati se posso portare prove a supporto del fatto che aumentera' in futuro. Per quanto ne so potrebbe pure essere in un trend ribassista.

      La seconda e piu' intrigante ricerca sarebbe quella di collegare tale evento ("l'aumento della componente prezzi materie prime nella determinazione dei profitti") con l'operato della FED. E qui proprio non saprei nemmeno da cosa partire.

      Il mio dubbio rimane e continuo a credere che le politiche della FED siano negative nel lungo termine per l'economia globale. Saro' ben felice di essere smentito.
      Come si dice
      "Chi vivra' vedra'"

      Chiudo il mio intervento ringraziandoti di nuovo per gli interessantissimi interventi e per la disponibilita' a discutere su questi argomenti.

      Ciao
      Lorenzo

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    2. Ma certo che c'è una relazione fra operato della Fed e andamento della dinamica reddituale delle aziende. Solo che, a differenza di quanto si possa immaginare, la relazione è inversa, e non diretta: vale a dire, quando la Fed aumenta i tassi, i profitti salgono; quando la Fed taglia i tassi, gli utili precipitano.
      L'ho messa in questi termini per provocare, ma non molto. Nel grafico in basso ho comparato utili (EPS) operativi a tasso Fed. O meglio: la variazione % annuale degli oEPS alla varazione annuale, in misura assoluta, del Fed Fund rate:

      http://documenti.ageitalia.net/grafici/oEPS.gif

      La relazione è evidentemente diretta. Attenzione: non sempre relazione vuol dire COrrelazione. Altri possono essere i fattori che incidono. Sarebbe troppo bello se l'economia fosse limitabile a due fattori. Ma andiamo avanti per amor di semplicità.
      Dunque si nota come le manovre restrittive della Fed coincidono (ecco, così va meglio...) con un miglioramento della profittabilità aziendale. Per dire: a fine 2001 il tasso sui Fed funds (FFR) risultava di 475 punti base inferiore al livello di un anno prima, e al contempo gli oEPS erano del 31% più bassi.
      I tagli si sono fatti sempre meno drastici, per cui la politica monetaria si è normalizzata. Per dire, a fine 2002 il FFR era di mezzo punto percentuale inferiore al livello dell'anno precedente, e gli oEPS facevano registrare una crescita del 18%. Andiamo avanti: a settembre 2004 si registravano i primi aumenti dei tassi (+75bps in un anno il FFR), e al contempo gli oEPS salivano del 25%.
      Veniamo a tempi più recenti. A fine 2008, malgrado i drastici tagli dei tassi (o forse proprio per questo?...) gli utili collassavano: il FFR era di 400pb inferiore al livello di un anno prima, ma ciò malgrado gli oEPS crollavano del 40%.
      L'anno dopo la scure dei tassi si è progressivamente sollevata (sotto lo 0 non si può andare...) per cui il confronto anno su anno è migliorato, coincidendo con il miglioramento della crescita annuale dei profitti. Il dato poi è schizzato in orbita perché si confrontava con un dato infinitamente basso; ma poi è tornato sulla Terra.

      Si noterà l'encefalogramma piatto del FFR. Logico: i tassi sono fermi da fine 2008, per cui l'attuale livello è il medesimo di un anno fa (differenza pari a 0). Questo un po' ci penalizza, perché ci priva di un valido strumento comparativo.
      A meno che... a meno che si rivolga l'attenzione verso il nuovo strumento della Fed per fare politica monetaria da quattro anni a questa parte: il proprio bilancio. Ma di questo magari parlerò nella prossima chiacchierata qui su Vloganza.

      Grazie a te, Lorenzo, e a tutti per la squisita e benevola attenzione.

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  8. @Geo Tritone.
    Il lead time di 5 trimestri è una MEDIA di tutti i cicli registrati dal Dopoguerra ad oggi. Sono una dozzina, per cui la deviazione standard è considerevole. In parole povere, possono essere 2 o anche 8 trimestri...
    Quello che è certo, è che il picco ANTICIPA, e non di poco, i massimi di mercato.

    Mi preme sottolineare ancora una volta come qui si parli non di utili (EPS); ma di MARGINI di profitto (rapporto fra EPS e GDP). Questi ultimi hanno raggiunto un picco a fine 2011; gli EPS invece, in base ai dati provvisori al 28% delle società dello S&P500, hanno toccato nel Q3 un nuovo massimo.

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  9. Sarebbe possibile chiedere quando durerà questo "temporale passeggero"? ho lasciato a casa l'ombrello e mi sto bagnando non poco...

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    1. Ciao Mario,

      secondo Gaetano Evangelista, al 19/10/2012, i temporali dovrebbero durare fino alle elezioni presidenziali americane. Lo dice nel video ed é anche il pezzo che ho scelto per la citazione nell'introduzione scritta.

      Saluti

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