Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

martedì 17 luglio 2012

Tra Germania e Italia non ci sono scorciatoie

L'indebolimento dell'euro garantisce alle esportazioni della Germania un reddito molto superiore a quanto il paese paga per combattere la crisi. La prima economia europea si avvantaggia delle politiche di austerità del Cancelliere Angela Merkel, mentre la Corte Costituzionale tedesca rimanda...
l'approvazione del fondo di salvataggio permanente fino al 12 settembre.

Fausto Panunzi - Professore di economia politica all'Università Bocconi a Milano: "Andare a intaccare la spesa pubblica ha un effetto enorme in termini di consenso elettorale, non ci sono segnali chiari che le scelte politiche future saranno diverse da quelle del passato e questo pesa nella valutazione che oggi i mercati danno sul futuro dell'Italia".


27 commenti:

  1. Sono d'accordo con quanto spiega Panunzi: sono le riforme tedesche a rendere la Germania forte, non la moneta con cui esportano.

    A sostegno di questa posizione c'è anche questo studio di Confindustria in cui mostra come l'effetto svalutazione (qualora ne avessimo la possibilità, tornando alla lira) non darebbe gli effetti sperati, poiché le filiere globali (che negli anni del nostro boom non esistevano) ne ridurrebbero considerevolmente i discutibili vantaggi.

    Parrebbe essere arrivato il tempo dei calci nelle gengive ai furbetti.

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    1. furbetti???
      i furbetti sono i tedeschi.
      Dovremmo minacciare l'uscita dall'euro nel caso la zona euro non predisponesse una road map per arrivare agli stati uniti d'europa.
      Altrimenti saremo destinati alla cinesizzazione per permettere a tutti i privilegiati d'italia, manager statali, pensionati d'oro e politici vari di mantenere le loro mega rendite in valuta pregiata.
      In italia oggi prende più un pensionato che un giovane laureato, anzi nemmeno tanto giovane...
      Mario

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    2. @Mario I furbetti sono quelli che credono che la politica monetaria possa sopperire agli sprechi e al mantenimento di privilegi, come quelli a cui fai riferimento.

      Io ho semplicemente riportato un link all'ultima (in ordine di tempo) ricerca che dimostra in quali guai ci andremmo a ficcare adottando vecchie soluzioni.

      Oggi, a vent'anni dalla riunificazione tedesca, tra Monaco di Baviera e Dresda non c'è la differenza che passa tra Torino e Catanzaro dopo 150 anni di unificazione italiana.

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    3. Non capisco.
      Dovremmo evitare il ritorno alla Lira perché non diventiamo ricchi???
      Scontato, qui si tratta di far affondare un intero Paese o di salvarne parte di esso per poter in 6-7 anni cercare di rimettersi in piedi.

      Non è una passeggiata, si tratta di scegliere la via che permette di lascire indietro meno persone, famiglie, esseri umani che OGGI NON HANNO DA MANGIARE!

      Tu invece mi parli di sprechi e privilegi, come se tutto un paese debba suicidarsi per eliminarli.
      Ma sono sempre lì!!! sono 12 anni che abbiamo l'Euro ma i privilegi e le ruberie non mancano mai.

      Pensi che si possano toccare le pensioni da 2500 euro??? Pensioni di persone normali che sono diventate da privilegiati visto che un laureato non arriva nemmeno vicino ai 2000/mese... e lavora!!!

      Vogliamo parlare anche dei funzionari statali con stipendi superiori a 3.000/mese?

      Loro toglieranno un po' di ruberie (veri e propri reati), poche liberalizzazioni, un po' di privatizzazioni, venderanno i beni pubblici... e va benissimo ma la conclusione non cambia!!!

      E adesso hanno avuto il coraggio di firmare il fiscal compact!

      SCANDALOSO!

      andate via dall'itaglia se potete!

      Mario

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  2. Se la Germania pagasse il 6% per finanziarsi e noi l'1,5% cosa succederebbe? Riflettiamo prima di sparare sempre e solo a zero sull'Italia.

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    1. Bravo Attilio, li avremmo aiutati senza se e senza ma. Del resto chi ha sentito un italiano inveire sui greci ? fare sondaggi sulla uscita o no della Grecia dall'€ ?

      Avete sentito mica un italiano lamentarsi del fatto che è stufo di essere il 3° finanziatore dell'€uropa ? che è stufo di dare soldi alla Grecia, Portogallo, Irlanda e, ora, Spagna ?

      No, nulla di nulla, neppure un gesto contro i soldi prestati alle banche spagnole al 3% quando noi paghiamo il 6%.

      MA del resto questo estremo buonismo ha, nel tempo, creato mostri, buchi neri, la Sicilia è un solo esempio. Se fossimo stati meno "buoni" oggi il meridione sarebbe in ben altre condizioni.

      Detto questo, l'Italia ha fatto molto e dunque ogni ritardo della Germania nell'essere propositiva induce tutti, tutti nel mondo, a dire che i tedeschi non sono cambiati. Questo è il razzismo più razzismo di tutti perchè proviene dal di dentro ma come per l'Italia, che viene giudicata dai fatti, anche per la Germania vale la stessa regola e quindi che non si parli di aggressione e razzismo nei confronti dei tedeschi, le regole valgono per tutti così come i giudizi.

      Il differenziale che abbiamo oggi non è più tollerabile, deve tornare ad un livello accettabile ma non ideale, altrimenti tutto si bloccherebbe nuovamente.

      Finisco con il ricordare che lo sport nazionale, che non è il calcio ma lo sputarsi addosso, è finito da tempo ormai; i debiti sono stati saldati, abbiamo pagato, capito e siamo tornati liberi.

      Severi con Noi stessi ma spietati con i terzi, sempre, così come fanno altri popoli.

      Saluti, Davide.

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    2. @Attilio: perché il resto del mondo preferisce prestare soldi alla Germania all'1% e a noi al 6%?

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    3. Permettimi Alberto:

      perchè sono pazzi, solo un pazzo comprerebbe il massimo rischio con zero rendimento.

      Se sono Istituzionali lo fanno solo con i soldi degli altri, degli stessi che chiedevano nel 2000 di comprarsi ogni cosa che trattasse internet e non solo.

      Se ai gestori gli arrivano i soldi, loro non possono far altro che investirli.

      Nessun gestore sano di mente si sognerebbe di comprare un Bund a 145 quando il paese che lo ha emesso ha una moneta unica e che dipendete da tutti gli altri paesi.

      Caso mai mette in portafoglio i Bond se proprio non è interessato al rendimento ma solo alla sicurezza.

      Un algoritmo semplice negherebbe l'acquisto di titoli di Stato tedeschi...stiamo parlando di macchine e quindi cose stupide ma razionali.

      L'uomo non sarà stupido ma di certo non è razionale e infatti necessita di passar dallo stadio dello stupito per arrivare a capire che è stato stupido.

      Saluti, Davide.

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    4. "perchè sono pazzi"

      Abbi pazienza, Davide, ma questa sembra come quella dell'ubriaco in macchina in autostrada e alla radio sente che c'è un pazzo che guida contromano e la sua unica reazione è: "uno solo? sono a decine!"

      Il mondo è compatto nel giudicare il nostro debito a rischio. Hanno torto? Ok, ma allora perché chiedere prestito a dei pazzi?

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    5. Stiamo parlando di Bund non di BTP.

      Comprati il Bund, se lo ritieni logico, comprati il Bund.
      Perchè mischi il BTP con il Bund ? lo devi pure difendere ?

      Ribadisco, il mercato vive gli eccessi e questi sembrano eterni salvo poi rifarsi con gli interessi.

      Questo è un sito di finanza, qui si dovrebbe "urlare" del pericolo Bund, non parlare di BTP che son sotto gli occhi di tutti.

      Se ritieni che a 145 i titoli tedeschi abbiano senso, vai pure..poi però non ci si lamenti quando verrà e se verrà l'ora della conta.

      E per la seconda domanda, non capisco. Per debiti pagati mi riferisco a quelli storici, di guerra, il senso di colpa, quello che i tedeschi mai hanno avuto e lo dimostrano quotidianamente.

      Ciao, Davide

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  3. Ciao Fausto volevo sapere se anche a te ti hanno rubato il portatile .... sulla percezione non condivido perchè parlando con italiani residenti in gruccolandia la percezione della crisi è più marcata là che qua ( north italy ) per via di influenze storiche e speculazioni politiche ( neonazisti nella gruccolandia dell'est ) e con rammarico mi domando per l'ennesima volta ma se il problema è il debito perchè continuono a emetterlo ? Non possono semplicemente tagliare e fare cassa ? O il fondo salva stati è un fondo salva banche ? Siamo al ridicolo ? Ogni forma di turbolenza finanziaria non nasce dai paradossi ? Ma rispondo io è l'incertezza che genera quello che fausto chiama nella sintesti antiluciana speculazione .... e la richezza prodotta da una nazione in questi casi deve venire supportata con politiche lungimeranti e promuovendo una corrente antisprechi e anti maxi stipendi e pensioni d'oro solo per dare credibilità : ma va bhè meglio dire che la crisi non nasce anche per questi motivi e condivido sulle riform al 100 per cento . Ma che non siano di carattere clienterale .... sprono la mente a pensare che cosa sia veramente l'italia ovvero un sistema basato sul rapporto signore/servo. Malignamente dobbiamo prostrarci fino alla fine ? Quindi chi è che specula ?
    esiliato

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  4. @Davide, dici: "[...]i debiti sono stati saldati, abbiamo pagato, capito e siamo tornati liberi.[...]"

    Ok, solo una domanda: sono i tedeschi che ci obbligano a fare aste di titoli di stato?

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  5. E illusorio e mistificatorio ritenere che tornando alla lire e svalutando l'Italia potrebbe riprendersi da questa situazione, sono vecchie ricette ormai anacronistiche perché la situazione è notevolmente mutata e l'interdipendenza (globalizzazione) è divenuta più diffusa e penetrante. Siamo in preda alla mistificazione più bieca e volgare, volta solo a guadagnare tempo ed indurre alla ricerca di capri espiatori (immancabile quella degli SPECULATORI o del cinismo dei TEUTONICI) ed evitare di mettere le mani nelle tasche di coloro che veramente hanno avuto ed hanno tuttora responsabilità: i privilegiati ed i corrotti, politici e loro cortigiani, ai quali si dovrebbe sequestrare e poi confiscare i patrimoni accumulati illegittimamente ed in maniera immorale. Qualcuno mi spiega ad esempio per quale motivo dovremmo accettare rinvii di cinque o sei anni nel diritto all'erogazione della pensione per cui abbiamo già versato i contributi in abbondanza, mentre non si toccano pensioni elevatissime frutto di pochissimi anni di contribuzione nel settore pubblico? Tanto per fare uno degli innumerevoli esempi di sperequazione e discriminazione vergognosa ...

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  6. Il tema è come intaccare la spesa pubblica, senza la soluzione di questa roba è perfettamente inutile prendersela con i tedeschi e la sua cancelliera in quanto -le riforme strutturali - loro le hanno fatte dieci anni prima di noi mentre qui ne staimo appena discutendo adesso. Morale? Queste riforme sono urgentissime e bisogna farle sia con Monti o senza Monti.
    In questo momento cosa avviene ?
    I tagli goveranativi alla spesa pubblica sono ronzio di mosche, totalmente insufficienti e nessuna riduzione potrà mai essere veramente fondamentale e in giustizia se non riguarderà le spese regionali. Queste, vivono e si sono proliferate dall'autonomia che gli assicura la campana della Costituzione. Quindi l'unica vera strada riformatrice e strutturale al tempo stesso e mettere mano alla Costituzione. Quì,i tentativi riformatori di Monti si sono miseramente infranti.
    Molti sostenevano che le Regioni Autonome a Statuto Speciale avessero avuto un senso prima che fossero create quelle " normali" nel 2001. Quell'anno , con follia tutta italica condita da una stupidità all'ennesima potenza e spinta dalla competizione alla Lega, l'allora maggioranza di sinistra votò la dissenata riforma del Titolo Quinto della Costituzione. Con l'approvazione di questa radicale cambiamento ,all'interno dello Stato nasce una legislazione concorrente (regionale ) in materie come :il commercio con l'estero; la tutela e la sicurezza sul lavoro; la tutela della salute; la legislazione alimentare; l'ordinamento sportivo; i trasporti e la navigazione; la produzione ; il trasporto e la distribuzione dell'energia elettrica ed altre attribuzioni proprie di uno stato centralizzato.
    Facciamo un esempio prendendo la voce " commercio estero ". Il Piemonte ha la sua delegazione regionale a Bruxelles e, come il Piemonte anche la Lombardia , il Veneto e così di seguito.Tutti in prima fila per far vedere chi è il migliore e tutti a combattere in ordine sparso addirittura in Cina o nella Papuasia governata dal Re Pon Pong.
    Morale !
    Prima conseguenza Stato e Potere Centrale scardinato.
    Seconda conseguenza spese folli e con esse anche il mal fare che tutti lamentiamo e oggetto d'indignazione.

    Ci sarebbe anche il discorso delle Province. Qui si affaccia un tentativo di riduzione e conseguente accorpamento, ma non è la soluzione perchè vanno tutte depennate. Alcuni anni fa Tognoli ( ex Sindaco di Milano ) diceva che le Province costavano circa 17 miliardi di euro all'anno e, se non ricordo male ai primi del '900 un sindaco di Milano di cui non ricordo il cognome diceva che serviavno solo per rattoppare le strade.
    Altro argomento riguarda i Comuni che andrebbero accorpati se sotto i 5000 abitanti , gli enti di bacino e le Città Metropolitane.

    Tutto questo farebbe riforma strutturale e , nelle riforme - purtroppo - esiste anche la parte brutale : i licenziamenti. D'altro canto questi avvengono ben nell'industria quindi, non vedo il perchè questi non possano avvenire nella cosa pubblica.
    Vorrei capire una cosa. Per caso gli statali hanno più litri di sangue di un operaio Fiat? Il alto dirigente statale strapagato prende forse più rischi di un manager della Brembo per giustificare un altissimo guadagno immerso nel bozzolo ovattato dello Stato ?

    Cerchiamo di essere ottimisti e ...speriamo!

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    1. Magari cerchiamo di non mischiare i problemi italiani(malcostume,clientelismo e corruzione) con i problemi relativi alla convivenza europea.
      Sono problemi secondo me molto diversi e distanti tra loro.
      Approposito,chi paga x la Sicilia?...



      rino.

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    2. Rino !!! Cosa c'entra l'Europa ? Questa è una conseguenza del nostro mal fare e non solo il nostro. Se fossimo noi al posto della Germania è molto facile che faremo come loro, ovvero : " mettete le cose a posto in casa vostra e poi ne riparliamo ". Questo se fossimo sempre stato un Paese con la schiena retta. Ma siccome siamo sempre stati abituati a tutti compromessi storici di Fanfulla è più facile che il nostro carattere opti per la formula " poverino, ma fa pena, diamogli l'elemosina anche se sappiamo che ti stende la mano poi si fa di droga oppure si ubriaca al bar." Così non funziona e non ha mai funzionato.
      Non ci sono problemi diversi, che solo un problema che si chiama :"ORGANIZZAZIONE". Questo fa semlicità amministrativa ed elimina chi mette la colla sulle mani. Riformiamo e il problema europeo si scioglie come neve al sole. Ovviamente tutto deve pareggiare leggi e dinero.
      Sicilia. Chi vuoi che paghi ? Pagherò io, pagherai tu e pagheranno tutti fessi. Se però fossimo meno individualisti e più uniti verso il mal fare amministrativo e non, forse avremo da tempo defenestrato qualche personaggio. Vatti a leggere cosa capitò a Praga attorno al'700, sempre t'interessi la storia.

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    3. Rino dati alla mano non parole Hollande socialista sta dando scuola di economia a un neoliberale ... perchè ? Perchè in italia malcostume clientelismo e corruzione sono la zavorra e niente servirà tranne che una politica alla Hollande anche in Italia ... il mercato ( il giudice del buon governo )dice questo.
      esiliato

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    4. Secondo me Esiliato la politica di sinistra italiana o francese stanno gestendo una situazione altamente pericolosa.
      La gente che lavora caro Esiliato secondo me comincia a intuire anzi cominciano a sentire sulla propria pelle le scelte fatta dalla sinistra europea di politica economica.
      Hollande sta facendo lo stesso lavoro di Monti/Bersani o il lavoro che Schroeder ha già fatto in Germania e Rajoy in Spagna. La Merkel ha bisogno dei sui giullari che applicano la compressione salariale attraverso la disoccupazione di massa.(guardati la curva di Phillips/Monti la conosce sicuramente)
      Dipende dall'elettorato di sinistra in Europa capire che questa gente si è messa il grenbiulino rosso x non far vedere gli schizzi di sangue, dipende dall'elettorato di sinistra capire che questa gente sta ossequindo la finanza.
      DIMMI!,sono forse più accettabili dalla gente, politiche di destra se chi le fà si dice di sinistra?
      rino.

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    5. per me non importa del tipo di politiche che faranno importa della stabilità sociale e la moneta è solo uno strumento dello stato in questo caso è uno strumento dell'UE.Ciao.
      esiliato

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  7. Giorgio se pensi che i problemi che assillano il nostro paese è un problema di ORGANIZZAZIONE e riformando, il problema "PIU'Europa" si scioglierebbe come neve al sole dovresti di conseguenza anche pensare che il modello tedesco è quello da seguire,giusto?
    Non credo Giorgio che la Germania vada contro i suoi interessi.
    Pensi che la Germania ci dia da fare i compitini x renderci competitivi contro chi? Contro di lei? MA TI RENDI CONTO?

    La penso diversamente da te,Berlusconi ha sicuramente le sue responsabilità negli ultimi 20nni di governo come delle responsabilità le hanno altri politici di altri schieramenti. Ma tranquillo il Debito Pubblico è stato sempre alto con tutti quanti i partiti come i problemi italiani che non sono mai stati risolti.

    L'Euro, L'Unione Europea sono un problema x me diverso.
    rino.

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  8. @ Giorgio e Rino. Salve dopo un mese d'assenza nell'economia reale della frontiera petrolifera dell'artico, in Alaska ho questi pensieri che mi vengono dopo avere ascoltato il video del Prof. Panunzi e letto i vari commenti qui.

    Prima di tutto bisogna a mio avviso cercare di definire i problemi di questa grandissima crisi economica nelle varie sue parti componenti. Ci sono a mio avviso tre problemi fondamntali:

    1. Problemi di tipo monetario, [impatto sull'economia reale di banche e banche centrali];

    2. Problemi che riguardano la crescita economica di tutti i paesi industrializzati, non solo Italia, ma USA e EU, Giappone e (meno) in Australiasia;

    3. Problemi che sono prettamente politici, ossia di scelte o giudizi nelle politiche sociali da parte dei nostri politici, e queste si che sono responsabilita' sia della classe politica in EU ed in particolare in Italia, ma anche e in modo fondamentale dell'elettorato che vuole essere preso in giro con le solite menzogne che hanno contribuito a questo completo sfascio.

    Per essere breve vado per ordine e molto sintentico:

    1. Le banche centrali fino all'inizio della grande crisi avevano una politica monetaria RESTRITTIVA. La paura era inflazione, [vedi Trichet che alza i tassi nel luglio del 2007 ed i commenti di Bini Smaghi sul rischio inflattivo del caro commodities]. Chiaramente questo e' stato un "canard" pazzesco e non fino al taglio decisivo dei tassi da parte della Fed il 16 dicembre 2008 abbiamo visto la retromarcia della politica di tassi restrittivi.

    Ma uno dei grandi problemi economici in una economia in deflazione, e' che anche se la banca centrale taglia i tassi, e immette liquidita nel sistema bancario, assistiamo ad un comportamento di "accumulo di liquidi" anche a tassi NEGATIVI, perche' sia individui con liquidita', sia il settore privato, sia le stesse banche, diventano talmente avverse a qualsiasi rischio, che le politiche monetarie convenzionali NON hanno l'effetto di stimolo della domanda che esiste in un mercato in tendenza all'equilibrio.

    Percio', eccoci a nocciolo. Nonostante la grande immissione di liquidita' da parte delle banche centrali, assistiamo alla continua contrazione degli stati patrimoniali di banche e settore privato, che cercano in tutti i modi di effettuare un develeraging aggressivo, e quelli che possono finanziano il vecchio debito che hanno con tassi piu' bassi. Ma la stragrande maggioranza non puo', perche abbiamo assistito ad un enorme peggioramento del credito di banche ma anche di stati sovrani.

    Dal punto di vista della gestione finanziaria questo ha comportato un cambiamento tectonico nel rischio finanziario. Oggi tutti gli Stati sovrani industrializzati hanno una fortissima componente di rischio credito, e in contemporaneo un grande rischio interessi, in quanto i titoli a reddito fisso sono molto sopravalutati. Questo comporta una rischio CORRELAZIONE fra asset classes molto alta, e che cambia velocemente, [vedi come cambia il VIX] perche la distribuzione statistica non segue una "Normal Distribution Curve", ma una con FAT TAILS, molto difficile allora effettuare politiche di diversificazione rischio convenzionali.

    Continua

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    1. Ciao Philip, sempre un piacere leggere i tuoi commenti appassionati e appassionanti.

      dici

      "[...]assistiamo ad un comportamento di "accumulo di liquidi" anche a tassi NEGATIVI, perche' sia individui con liquidita', sia il settore privato, sia le stesse banche, diventano talmente avverse a qualsiasi rischio[...]"

      credo anche io che la circolazione del credito sia il punto centrale

      subito dopo aggiungi

      "[...]Nonostante la grande immissione di liquidita' da parte delle banche centrali, assistiamo alla continua contrazione degli stati patrimoniali di banche e settore privato, che cercano in tutti i modi di effettuare un develeraging aggressivo, e quelli che possono finanziano il vecchio debito che hanno con tassi piu' bassi. [...]"

      Io non avrei iniziato questa frase con "Nonostante la grande immissione di liquidità", ma con "A CAUSA DELLA grande immissione di liquidità".

      Secondo me il problema è che le banche, di mestiere, dovrebbero solo fare credito.

      Cerco di essere più chiaro: le banche, rinunciando a fare credito, non dovrebbero avere di che sostentarsi.

      Tutti i QE e i LTRO e le prossime diavolerie, altro non faranno che incoraggiare le banche a fare profitti senza fare credito.

      Le banche dovrebbero essere poste di fronte a una scelta: fallire o fare il loro mestiere.

      E' evidente il ricatto portato avanti dal sistema bancario e accettato dalle istituzioni governative: se la banca fallisce trascina con sé risparmi dei correntisti, la potenziale capacità di prestito e farebbe mancare il suo contributo alle aste dei titoli di stato.

      Però, a ben vedere, questi tre motivi sono trascurabili o addirittura, possono essere grandi opportunità:
      - il primo, i correntisti possono essere coperti da assicurazioni o fondi interbancari.
      - il secondo, il "credit crunch" è già in atto ora, mentre ingenti quantità di denaro cercano di salvare banche che per il mercato sono morte. Di fatto, il fallimento di una banca permetterebbe grossi risparmi, da questo punto di vista
      - il terzo, la riduzione della domanda di debito pubblico, costringerebbe gli stati a farne meno o a trovare soldi in altro modo.

      Domanda: posto che i cambiamenti non debbano avvenire domani mattina, ma possono essere modulati opportunamente,
      cosa ci trovi di buono nell'intervento delle autorità nel sistema creditizio, che io proprio non riesco a vedere?

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  9. Parte 2:


    2. Crescita. Ecco il nocciolo. Come e a che costo, specie sociale. Oggi abbiamo bisogno di un retraining massiccio in EU, USA ed altri parti del mondo industrializzato, come successe nell'Inghilterra della prima rivoluzione industriale degli anno 1830. Serve una poltica a lungo termone STRATEGICA, e non scelte tattiche a breve. In questo tutta la zone EU si e' mostrata estremamente carente, agendo sempre con 2-3 mesi di ritardo, aggravando la situazione in quanto ogni scelta ritardataria condanna l"EU a meno liberta d'azione nelle proprie scelte di strategie economiche. Basta vedere quello che e' successo in Grecia.

    Monti, [anche se non ha un mandato] a mio avviso e' uno dei pochi al potere nella zona EU che ha compreso che serve una politica EU COORDINATA, per prevenire la perdita di "confidence" di tutto il settore privato EU, specie quello dell'industria manufatturiera Tedesca e del Nord Italia. Training, spesa pubblica per retraining, scelte di politica industriale a livello EU. Questo manca.

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  10. Parte terza:

    3. Scelte sociali. Rino penso che questo sia il nocciolo di molti dibattiti qui. Quale e' la soluzione possibile e politicamente accettabile in EU ed in particolare per l'Italia, un paese con> 2,000 miliardi di EU di debito che ai tassi dei CCT e BTP a lungo odierni sta per saltare.

    Ricorda che piu' si tergiversa, sempre 2-3 mesi di ritardo rispetto agli eventi, meno sono le possibili scelte economiche appetibili, basta vedere la Grecia come esempio.

    A questo punto si puo svalutare tirando L'Italia fuori dall'Euro con grandissmi costi sociali, ma con la speranza di una ripresa piu' veloce, [anche se questo e' improbabile in un frangente macro-economico come quello che attraversa l'EU], oppure effettuando dei tagli alla spesa pubblica, [sprechi, auto blu, salari pubblici, Provincie], ma allo stesso tempo avendo un vero supporto per politiche di crescita [con aiuto della Germania] che passano attraverso retraining, scelte di politiche energetiche/industriali a lungo termine, incentivi per chi produce in EU.

    Penso sia piu' produttivo parlare delle scelte sociali per distillare quelle che possono essere piu' accettabili politicamente, che di guardare a complotti.

    Un saluto a tutti, e mi scuso per la lunghezza del discorso.

    Philip

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    1. Philip,

      già nei giorni scorsi ho proposto due link a notizie che hanno a che fare con questo tuo ultimo intervento.

      Una ricerca del centro studi di confindustria secondo la quale svalutare non è una soluzione praticabile, poiché la filiera dei manufatti è diversa rispetto a mezzo secolo fa e ridurrebbe di molto i vantaggi derivanti dalla svalutazione.

      Il secondo link riguarda i costi sociali dei baby pensionati, cioè centinaia di migliaia di persone che percepiscono pensione da quando avevano meno di 50 anni (alcune da quando ne avevano 35!!!)

      Non ho nulla in contrario a decimare la classe politica, togliendo loro ogni benefit.

      Però, come è stato riportato su molti giornali, il finanziamento pubblico dei partiti è costato 2 miliardi di euro dal '94 (quasi 20 anni), contro i 150 miliardi di euro in 40 anni per i baby pensionati. Facendo una proporzione, questi ultimi costano 37 volte più di tutta la nostra classe politica (che già di suo è parecchio parassitaria).

      Correlando queste due notizie non si può fare a meno di notare che:
      1, i cittadini rubano più dei loro rappresentanti
      2, i politici dovrebbero essere pagati per NON legiferare

      Anche per questo commento, ti ripeto la domanda fatta sopra: cosa ci vedi di così vantaggioso, nell'intervento dello stato nelle scelte sociali?

      Sgombriamo il tavolo da discorsi del tipo: "più etica, più onestà"

      Il materiale umano a disposizione è questo.

      Inutile quindi sperare nello spirito santo. Ogni soluzione proposta deve necessariamente considerare questo stato morale.

      Trascurarlo non è possibile oppure è sintomo di non avere le idee chiare su come rispondere alla crisi.

      Ciao

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  11. Grazie Alberto. Devo ammettere non ero a conoscienza di questa stima del calcolo delle costo delle baby pensioni. Mi puoi dare una referenza, o fonte, in quanto io ho sempre sospettato che questa forma di pensione clientelare sia stata una delle cause dello sfascio in Italia come lo e' stato per i "furbi" in Grecia.

    Quello che e' incredibile per me e' che non abbiamo quello che noi chiamiamo "means testing" per queste pensioni, ossia un controllo per verificare che queste pensioni non vengano versate a persone che hanno redditi superiori ad un minimo. Chiaramente chi opera in nero ci sguazza.

    Grazie molto del tuo commento.

    Philip

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    1. I dati sono stati raccolti in un rapporto di Confartigianato.

      A questo link puoi vederne il riassunto con i dati più significativi, mentre il rapporto completo credo sia accessibile solo agli iscritti.

      A questo link una rassegna stampa i cui articoli iniziali trattano l'argomento delle baby pensioni.

      I numeri fanno impressione. Solo un estratto: "[...]531.752 pensioni di vecchiaia e di anzianità concesse a lavoratori pubblici e privati che sono andati in pensione con meno di 50 anni di età, in alcuni casi addirittura dopo appena 14 anni, 6 mesi e 1 giorno di servizio.[...]"

      Oltre all'immenso costo, sulle spalle dei lavoratori e delle generazioni successive, sarebbero da considerare i danni alla cultura del lavoro.

      Da quando ho letto questi numeri, ogni volta che sento parlare di etica e di indignazione rivolgo sempre un pensiero a questi 531.752 privilegiati.

      Ciao

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