Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

lunedì 9 luglio 2012

L'euro deve passare dalle parole ai fatti

Le obbligazioni italiane calano per il quarto giorno consecutivo e mandano il rendimento del Btp decennale al massimo dal 28 giugno mentre quello spagnolo torna sopra al 7%. Gli investitori ritengono che i ministri delle finanze europee riuniti a Brussels non riescano a trovare un accordo sulle misure...
da adottare contro la crisi del debito.

Vanni Lucchelli - Consulente indipendente e socio di Compagnia Fiduciaria Lombarda a Milano: "I politici devono rendersi conto che non soltanto i mercati ma anche i cittadini sono stufi di vedersi menati per il naso a causa dei loro interessi elettorali, siamo arrivato all'inevitabilità di una decisione importante".


20 commenti:

  1. Alla faccia del condominio ci mancavano le tribù lappone a dettar legge !!! Bell'intervento di Vanni Luchelli !!! Serve il pugno di ferro per lo spread ovvero qualcuno deve ipotizzare un nuovo capilismo fordiano a livello globale ... poi vediamo se c'è interesse a farlo salire.
    esiliato

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  2. Grazie x l'intervista Luciano, ma noi a questo punto che dobbiamo fare, piangere?
    rino.

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    1. Rino,

      piangere non fa nascere le margherite, diceva il sognatore di Fontepiccioli. Mostrare un senso di coinvolgimento sociale aumenta la libertà individuale, ripeteva il poeta del Manderino. L'unico sforzo meritevole è quello di aumentare la nostra consapevolezza, gli faceva eco il vecchio saggio dei Villini.

      Io non saprei che dire, mi fa piacere ascoltare loro e leggere i tuoi commenti.

      Grazie a te

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    2. Grazie di esistere Luciano ogni tanto ho la sensazione di essere capito, anche se mi dispiace per Monti che è un brav'uomo, gli italiani non devono percepire quello che sta succedendo come una realtà non piegabile verso le proprie aspettative, ogni cosa può giocare a favore, anche una crisi finta come questa, andando ad analizzare senza trame complottiste la teoria di mio nonno si sta avverando, perchè ? Perchè non puoi da un punto di vista matematico creare un'economia basata sul costo irrosorio dell'operaio ... chi ha creato l'occidente come lo conosciamo oggi ? Ford ... chi lo sta distruggendo ? Gli antifordisti ... e la teoria è semplice ... molto semplice tutto quello che alla fine passa in mezzo può venire inteso come disinformazione, ovvero il capitale umano è la cosa di più importante che abbiamo se tu dai ad esso solo un valore numerico per dare energia ai tuoi fondamentali d'azienda e consideri il mercato come un qualcosa di infinito bhè ecco alla fine qualcuno ha sbagliato a fare i calcoli.....
      esiliato

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    3. Bella risposta, Luciano! In realtà quello che noi dobbiamo fare è proprio quello che suggerisce il "vecchio saggio dei Villini": continuare a vivere, e questo è tanto più possibile quanto meglio comprendiamo il mondo in cui viviamo: la conoscenza può evitarci spiacevoli sorprese (si noti il "può", nulla è fortunatamente determinato per intero!)
      Vanni

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  3. Io non direi che De Gaulle e Adenauer fossero di altra statura rispetto a Hollande e Merkel.

    Se De Gaulle fosse in politica oggi, ogni sua scelta sarebbe dettata dalle scadenze elettorali. Non posso provarlo, ma lo so.

    Penso invece che il problema sia un altro, banale e atroce al tempo stesso: con il tempo, anche le cose più importanti vengono dimenticate.

    Stiamo (noi cittadini dell'unione europea) vivendo il più lungo periodo di pace e prosperità nella storia di questo continente. Eppure prestiamo attenzione solo a quelle notizie che ci vogliono sull'orlo del precipizio.

    Non credo che in passato siano esistiti dei giganti, sono più orientato a pensare che in questo momento i cittadini europei siano in prevalenza dei nani.

    Si tratta semplicemente di rinunciare a quella stupida e agghiacciante idea secondo la quale lo stato ti imbocca dal primo all'ultimo giorno di vita. E' chiedere troppo? Bisogna farla tanto lunga? Erano meglio le trincee e il gas nervino?

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    1. Nani ? nani adesso quando tutti possono accedere alla conoscenza ? alle fonti ? e prima cosa eravamo ? giganti ? tanto giganti da tollerare leggi razziste, colonie, guerre, vendette...

      De Gaulle, Adenauer, De Gasperi ecc...di fronte alla pochezza dell'uomo qualunque occupante i comandi di oggi...tutti sono nani meno che il popolo sovrano anzi, i popoli sovrani.

      Il perchè è molto semplice: in tempi prolungati di pace, la guardia viene abbassata e il mediocre, attraverso titoli o riconoscimenti, scala la catena di comando e prepara il terreno alla nuova guerra. E' così da sempre.

      E i cittadini europei sarebbero dei nani ? per fortuna che hai detto che Merkel e Hollande sono come Adenauer e De Gaulle...alcuni potrebbero ancora avere i sensi di colpa, di essere colpevoli...il peccato originale e crederti, un pò come l'essere cornuti e mazziati.

      Saluti, Davide.

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    2. Davide dici

      "[...]Nani ? nani adesso quando tutti possono accedere alla conoscenza ? alle fonti ? e prima cosa eravamo ? giganti ? tanto giganti da tollerare leggi razziste, colonie, guerre, vendette [...]"

      Appunto perché abbiamo gli strumenti, ma soprattutto l'esempio della storia nemmeno troppo lontana, dovrebbe essere un dato scontato quanto l'Unione Europea sia imprescindibile e che l'uscita dall'euro non dovrebbe nemmeno comparire tra gli argomenti di discussione.

      Invece basta ipotizzare un lieve ridimensionamento di qualche privilegio economicamente insostenibile, per tornare a sognare la lira e i pieni poteri nazionali. Se non è nanismo questo.

      "[...]tutti sono nani meno che il popolo sovrano [...]"

      Appunto perché il popolo è >>>sovrano<<<, che ha la responsabilità delle scelte che compie.

      Il Sovrano non può limitarsi al lamento. Quando parliamo di "accountability", rendicontabilità, non parliamo di un concetto che riguarda solo i politici.

      Se la classe dirigente, tutta e nel tempo, si dimostra refrattaria al controllo e ciò nonostante viene confermata e riconfermata (non necessariamente le persone, ma gli incarichi) di chi è la colpa?

      Se nonostante le conclamate prove che queste deleghe cadano sempre in cattive mani o in mani non così buone come servirebbe, e il popolo continua a chiedere sempre più Stato ottenendo puntualmente risultati deludenti, di chi è la colpa?

      E' proprio discolpando i cittadini, che si toglie loro (noi) dignità e quindi sovranità.

      E' invece rimettendo più poteri nelle mani dell'individuo che quella sovranità si realizza. Peccato, però, che questa corrente sia minoritaria.

      Ciao

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    3. Il problema resta la svalutazione competitiva della Germania è inutile rivoltare mille volte la frittata, dare in continuazione a Bruxelles un ulteriore "calcio al barottolo"; l'Euro è insostenibile e tra l'altro mi sembra sotto gli occhi di tutti.
      Invece di una svalutazione monetaria volete una svalutazione interna?
      Bene!ma ne vedremo delle belle, anzi delle BRUTTE secondo me!
      rino.

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    4. Una volta era così ora con un hub finanziario pubblico legato con la bancha d'emissione della valuta fà quello che vuole, la new non si svaluterà e chi proverà a svalutarla remerà contro in pratica l'infinito ....
      esiliato

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    5. Ovvero ricapitolando l'uscita dall'euro comporta questi passi ( grosso modo ) :
      1 ritiro della massa valutaria circolante
      2 emissione della new lira
      questo lo aggiungo io
      3 la massa valutaria va a coprire il debito
      4 si crea un hub pubblico che 'para' i colpi della 'speculazione'
      risultato
      5 l'Italia si ritrova con 100 md di valore espresso in euro di debito
      6 il valore della moneta è lagato al valore che gli viene attribuito dall'hub pubblico quindi sia soggetta a svalutazione che rivalutazione dipende dal contesto ( esportazioni ecc ecc )
      7 sono tutti felici e contenti tranne chi vuole erodere il nostro strato industriale ( se c'è e penso proprio di sì )
      esiliato

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    6. L'altra alternativa è distruggere adagio e inavitebilmente non solo il patrimonio storico degli italiani ma tutto il resto, finanza, industria, commercio, ogni cosa verrà inghiottita dalle tasse che dovranno paghare un debito impagabile, se l'italia non pagherà le conseguenza saranno imprevidibili anche per chi ostenta questa creatura moribonda l'euro, ovvero dopo aver ceduto Ducati ora si attenderà nuova erosione dell'avanzo primario, potrebbero passare due anni, ma dopo tocca ad Eni , enel e tutte le multinazionali di rilievo private o no, questo per i 'diritti' speciali di prelievo non è un problema, ogni cosa può venire 'nazionalizzata' o ceduta allo strozzinaggio delle corporation ( sotto la tutela del fmi ) o viceversa ? Cioè chi ricomprerà gli assett produttivi una volta 'ceduti' ? ...
      Meglio ammettere che siamo vittima di strangolatori professionisti ... il futuro è imprevedibile.
      esiliato
      esiliato

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    7. C'è anche da chiedersi se la situazione all'improvviso precipitasse in italia cosa farebbero i vari Grillo, bersani, Ventola o Berlusconi che tipo di sganciamento avrebbero in mente?
      Che tipo di opzione di uscita sarebbero in grado di formulare?
      rino.

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    8. Questa che ho proposto è la più affidabile ... nessuno ci potrà mai dire niente. Mi accontento di una poltrona in parlamento come rappresentante dei poeti che giocano in borsa. Poi bò penso di non ricevere neanche un grazie.
      esiliato.athos

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  4. >>> Questa è una NOTIZIONA!<<<

    A BRUXELLES OGGI C'E STATA UNA RISSA TRA CAPI DI STATO MA IL NOSTRO MARIO TRA PUGNI E CALCI LI HA FATTI CORRERE.....

    http://youtu.be/ScXZKbtyrhc

    rino.

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  5. Scusate tutti, ma cosa vuol dire "essere corti"? L'ho sentito in un dibattito tra economisti e parlavano delle strategie di investimento dei fondi comuni...

    Grazie mille,

    Andrea

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    1. Andrea, bellissima domanda. Sono sicuro che su Vloganza.tv c'è più di una persona che può darti una risposta. Tento la mia.

      In generale essere corti corrisponde a una posizione di mercato ribassista, il contrario di essere lunghi che invece descrive una posizione rialzista.

      Come spesso accade, specialmente in finanza, "essere corti" è una traduzione approssimativa dall'inglese. L'originale è "short selling" o anche "shorting" oppure "going short". Comunque rende l'idea, si riferisce al periodo in cui un investitore ha aperto una posizione corta e non l'ha ancora chiusa o più esattamente, non l'ha ancora coperta.

      Si può andare corti su una lista di valori di mercato, tra cui anche materie prime e valute, ma facciamo l'esempio dell'andare corti su un titolo azionario. Una posizione corta è la vendita di un'azione presa a prestito con l'aspettativa che quell'azione diminuirà di valore.

      Un investitore ha una posizione corta, è corto, quando prende un'azione a prestito da un intermediario, tra l'emittente di azioni e l'investitore stesso, e vende quell'azione sul mercato. L'investitore deve restituire l'azione ricomprandola dal mercato. Se l'azione nel frattempo è diminuita di prezzo, l'investitore la ricompra a un costo inferiore di quando l'ha venduta, realizzando un profitto.

      Mi fermo qua e evito di sprofondare nei tecnicismi dell'andare corto o lungo, che altri sanno spiegare meglio di me, sperando di avere chiarito il concetto di base.

      Aggiungo solo che nei mercati più maturi, o forse sarebbe meglio dire nelle società più mature di quella italiana, gli investitori che adottano queste tecniche sono definiti "speculatori". Non sono quelli che hanno la bava alla bocca, gli occhi imbevuti di sangue e tolgono i soldi alla povera gente per darli ai ricchi, come l'immaginario collettivo nazionale li dipinge. Ma semplicemente investitori che prendono posizioni di mercato ad alto rischio.

      Altri interventi sull'argomento sono benvenuti. E tu Andrea magari fammi sapere se sei soddisfatto.

      Saluti

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    2. Provo anche io a dire la mia, facendo un paragone e ditemi se regge.

      Sono d'accordo con Luciano che la traduzione "corto" è fuorviante e probabilmente "ribassista" rende meglio l'idea.

      Una delle più comuni posizioni "short" tenute da noi comuni mortali che non facciamo abitualmente operazioni sui mercati, è la scelta del mutuo a tasso variabile.

      Chi lo sceglie scommette che per la maggior parte della durata del mutuo, il costo del denaro (secondo l'indice EURIBOR ad esempio) si abbasserà. Quindi si punta al ribasso del prezzo del bene che si è preso in prestito (in questo caso, il denaro stesso).

      Spero di non aver confuso le idee e se così fosse, chiaritele anche a me.

      Ciao

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    3. Alberto,

      Non è tanto il "corto", che dopotutto mantiene il rapporto e l'equilibrio con il "lungo", quanto "l'essere". Se lo ritraduci diventa "to be short", che significa essere basso o essere in mancanza di, "to be short of". Non "sei corto" ma "hai una posizione corta" oppure "vai corto". Immagino dipenda anche dalla differenza dell'uso del verbo essere con l'inglese. Insomma non è una gigantesca cantonata tendenziosa e provocatoria, nel tipico stile dell'informazione nazionale, come nel caso de "lo spread". Probabilmente, anche se si perde il "corto", la versione italiana più appropriata è "vendite allo scoperto".

      Non so quanto sia confrontabile con i mutui a tasso variabile, mi sembra che il guadagno in quel caso sia dato dalla media dei tassi in un lungo periodo di tempo.

      Vediamo il corto, e un po' di lungo, più da vicino.

      Per andare corto o lungo su un investimento l'investitore generalmente usa un intermediario, un broker, con cui ha bisogno di aprire un conto: in contanti oppure a margine, margine di garanzia credo sia in italiano.

      Il conto in contanti implica che l'investitore paghi per l'azione, o comunque il valore su cui intende investire, al momento dell'acquisto. Con un margine di garanzia l'intermediario presta all'investitore una parte dei soldi al momento dell'acquisto e di conseguenza l'azione, o il valore, agisce da collaterale.

      Andare lunghi significa che l'investitore ha comprato un'azione credendo che il prezzo salirà in futuro. Andare corto invece è la vendita di un'azione che non è posseduta dall'investitore, ma che l'investitore ha promesso di riconsegnare. Il concetto è più semplice di quanto sembra.

      Quando un investitore effettua una vendita allo scoperto di un'azione, è l'intermediario che gliela presta, dal suo portafoglio, da quello di un altro cliente o di un altro intermediario, a un certo costo.

      L'azione viene venduta e il guadagno viene accreditato al conto dell'investitore. Prima o poi l'investitore deve chiudere lo scoperto ricomprando lo stesso numero di azioni, deve ri-coprire, e restituire le azioni all'intermediario. Se il prezzo dell'azione è calato, l'investitore le ricompra a un prezzo più basso e guadagna sulla differenza. Se il prezzo dell'azione è salito, deve ricomprarla a un prezzo maggiore e quindi perde soldi.

      L'investitore, generalmente, può mantenere una posizione corta per tutto il tempo che vuole ma deve pagare gli interessi sul margine di garanzia, quindi più a lungo rimane corto più la posizione costa.

      L'intermediario può costringere l'investitore a coprire la sua posizione perché lui non può vendere quello che non possiede. Quindi il nostro intermediario dovrà trovare nuove azioni a prestito o forzare l'investitore a coprire. Una situazione non frequente ma possibile se molti investitori mantengono posizioni corte su una determinata azione.

      L'investitore, che come abbiamo detto non possiede l'azione, deve anche pagare all'intermediario i dividendi e i diritti maturati nel corso del prestito.

      Morale?

      Ciao

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  6. Morale? Mi arrendo, non trovo una morale, ma solo due diversi modi per cercare di portare a casa un profitto.

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