Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

sabato 19 maggio 2012

La crisi del debito nasconde una crisi politica, è giallo?

Il Ministro delle finanze della Germania, Wolfgang Schaeuble, afferma che le turbolenze sui mercati finanziari causate dalla crisi del debito potrebbero durare altri due anni, mentre il G8 discute della Grecia e del suo impatto sull'economia globale. L'Unione europea e la Bce lavorano a dei piani di emergenza...
per gestire l'eventuale uscita dall'euro della Grecia, secondo il Commissario europeo al commercio, Karel De Gucht.

Fabio Scacciavillani - Capo economista del fondo di investimento dell'Oman a Bologna: "La consapevolezza delle cause della crisi sembra maggiore in Italia che in Grecia, tuttavia quando si riducono gli sprechi, quando si prosciuga la palude del parassitismo ci sono comunque conseguenze politiche".


18 commenti:

  1. In questi giorni Schäuble ha parlato della necessità di elezioni in tutti i paesi della UE per nominare direttamente il presidente e di rendere la commissione europea un governo europeo.

    E' il commento più serio che ho sentito in questi ultimi tempi da parte di un grosso nome della politica europea.

    Quello della cessione di sovranità, dai singoli stati verso gli organi dell'unione, è un argomento che viene trattato assai raramente.

    I politici e il loro codazzo non hanno interesse ad alimentare questo genere di discorsi, è comprensibile.

    Sarebbe invece molto più logico che fosse la "nuova politica" a cavalcare la necessità di abbattere i confini nazionali. Invece, non lo fa.
    Anche in questo caso tra la sedicente "nuova" e la vecchia politica non scorgo alcuna soluzione di continuità.



    Sui giornali. Una volta ho letto questa frase di David Randall, giornalista britannico: "I giornali vendono notizie ai lettori e lettori agli inserzionisti".

    Le parole di Luciano sono quelle di una persona che non solo fa bene il proprio lavoro, ma ci mette anche l'anima e quindi le rispetto doppiamente.

    Ciò detto, ognuno di noi lettori, alla fine di un articolo, è in grado di domandarsi che cosa abbia appena letto: se è un pezzo che ha senso, se è contraddittorio, se ci sono parti oscure o mancanti.

    Mai e poi mai assolverei il lettore, a meno che non si trovi in presenza di una notizia falsa, ma qua stiamo parlando di altro.

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    1. Alberto,

      ti ringrazio, sai che il rispetto è contraccambiato. Sai anche che per me questo dell'informazione è il padre, il fratello e il cugino di tutti i problemi: una cattiva informazione causa danni paragonabili a quelli causati dalla cattiva politica.

      Non mi è del tutto chiaro il significato delle ultime due frasi che scrivi, ma la seconda parte del tuo commento contiene alcuni elementi del problema che mi danno opportunità di approfondire il mio punto di vista.

      Io non credo affatto che noi italiani siamo in grado di giudicare un pezzo di informazione, che sia articolo o TV o video o radio. Per la semplice ragione che siamo circondati dallo stesso tenore di informazione e non conosciamo alternative. Siamo al massimo capaci di dire se quel pezzo di informazione che abbiamo letto, visto o sentito ci piace o meno in base a dei criteri del tutto personali e casuali, che poco o niente hanno a che vedere con il problema della cattiva informazione.

      In altre parole: se il livello di chi trasmette l'informazione è basso, il livello di chi riceve l'informazione non potrà che essere basso. Ancora: chi trasmette l'informazione crea il recinto culturale che imprigiona chi riceve l'informazione. Nessuno più di noi italiani dovrebbe essere consapevole di questa realtà, dopo 20 anni di Berlusconi. Eppure ancora non sembra che siamo consapevoli perché, appunto, siamo bassi e dentro al recinto. Tutti, sia chi trasmette sia chi riceve.

      Questa idea è confermata anche dalla frase di Randall che riporti: "I giornali vendono notizie ai lettori e lettori agli inserzionisti". Niente di più vero. Quindi, chi trasmette confeziona l'informazione in modo tale da catturare il maggiore numero di riceventi al fine di aggiudicarsi il maggiore numero di inserzionisti. Significa che in Italia oggi raggiungi il maggiore numero di riceventi con la cattiva informazione.

      Un'Italia fatta di informazione ignorante per attirare cittadini ignoranti... ma i cittadini sono ignoranti perché ricevono informazione ignorante.

      Siamo al cane che si morde la coda? Al mefistofelico dubbio se è nato prima l'uovo o la gallina?

      Ciao

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    2. Luciano,

      sui due titoli di giornale che citi penso tu abbia ragione, ma sono sicuro che i direttori delle edizioni on line di Repubblica e del Corriere troverebbero argomenti per controbattere al tuo punto di vista, sostenendo che i titoli sintetizzavano nel migliore dei modi la situazione. Chi avrebbe ragione? Trovereste un modo per misurare la corretta informazione?

      Limitiamoci ai fatti. Io e molti altri scegliamo Vloganza ogni giorno: non è Vloganza a scegliere noi. Altri scelgono Repubblica, non viceversa. Alcuni sono arrivati a Vloganza e se ne sono andati, altri sono rimasti.

      Sono tutte scelte su cui tu non puoi intervenire altro che con la qualità del tuo lavoro, ma alla fine siamo noi a decidere. Decisioni diverse (rimanere, andarsene, ascoltare tutto, ascoltare qualcosa, riascoltare) a fronte del medesimo lavoro: quindi non è (solo) la qualità del lavoro a fare la differenza, ma le diverse esigenze personali.

      Come in tutte le cose della vita, l'offerta, per buona che possa essere, ha la necessità di incontrare la domanda.

      Dici: “[...] i cittadini sono ignoranti perché ricevono informazione ignorante [...]”. Secondo me questa è una china pericolosissima. Con queste argomentazioni diventa difficile controbattere al Grillo di turno. Anche lui se la prende con Repubblica e Corriere e dice di fare “vera informazione”.

      In tante interviste affronti il tema della speculazione, spiegando che non è un male in sé, oppure dimostri che guardare ai problemi di questi anni con le lenti del complottismo è depistante eppure, immancabili, arrivano sempre dei commenti che dimostrano di non avere minimamente seguito il pezzo.

      E' colpa tua che non hai fatto buona informazione oppure è lo spettatore che ha scelto di prendere qua e là solo le parole che più gli piacevano o gli facevano comodo?

      Esiste la responsabilità individuale e non credo sia una buona idea svilirla o subordinarla ad altro.

      Viva Vloganza

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    3. Alberto,

      probabilmente chiedendo a zio Paperone direbbe che è il papero più generoso del mondo.

      Ci sono diversi metri con cui misurare l'informazione a secondo degli aspetti che si stanno esaminando. Tra questi spiccano l'importanza, l'interesse, il fatto che fa notizia, che merita di essere diffuso come notizia, e la comprensione di questi che porta al giudizio.

      Se mi parli di "è giallo" o "è emergenza" o de "lo spread" o dei "riflettori puntati" o di "Piazza Affari che brucia miliardi" o di "docce gelate" o di "colpi di reni" o di "giro di boa" e via col tango fai qualcos'altro, qualsiasi cosa tu abbia da dire.

      Poi ti rimando all'idea di contesto accennata nel video e a quanto scritto sopra, che non mi sembra tu abbia afferrato correttamente nel suo insieme.

      Nessuna opinione, su qualunque argomento, vale qualcosa se non è sostenuta da un sufficiente grado di informazione che fa davvero conoscere di cosa stiamo parlando.

      Sempre viva Vloganza.

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  2. Forse è scritto in giallo......

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  3. Caro Luciano e caro Fabio avete proprio colto nel segno i giornali e l'informazione italiana servono condizionare i lettori a vendere opinioni e non fatti accaduti... complimenti per il lavoro di informazione che stai facendo Luciano.

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    1. Caro Cinico,

      mi vengono due cose da dirti.

      Secondo me hai sbagliato nomignolo, cinico non ti si addice.

      Invece hai colto in pieno il punto. Il giornalismo italiano è nato per influenzare i cittadini a favore del potere, quello anglosassone, ad esempio, per criticare e controllare il potere a garanzia dei cittadini.

      Saluti

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    2. Eh eh ho messo come nome Cinico perchè quando stavo scrivendo il primo mio commento su Vloganza una mia amica mi disse che ero Cinico... tutto li...

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  4. Pensate che in Italia i più letti sono i giornali locali, in alcune aree i giornali locali sono praticamente venduti a tutte le famiglie residenti, ed è difficile che si occupino di fatti veramente rilevanti per la vita delle comunità, essendo limitati come giurisdizione ed interesse a ciò che accade solo nel proprio campanile e specializzati soprattutto nel cazzeggio. Inoltre ci sono anche altre aggravanti: ci sono parecchi monopoli locali, per cui una stessa persona o gruppo controlla tutti i giornali di un'area, anche vasta (a volte una o due o tre province) e censurano o meglio "autocensurano" tutte le notizie ed interventi scomodi per il potere locale, gli sponsor, gli inserzionisti e lo status quo o quiete pubblica, ecc., quindi se avviene ad esempio un incendio in una discarica o fabbrica chimica la nube CERTAMENTE non è tossica, se avviano un inceneritore di rifiuti cammuffato da qualcosa d'altro ricorrendo alla NEOLINGUA, non potrà che far del bene purificando l'aria, i politici locali sono sempre in evidenza come delle star che fanno tanto bene alla comunità e sono tanto impegnati socialmente, ecc.. Per cui siamo veramente messi male, smentendo anche coloro che credono che a livello locale se gli enti locali disponessero di maggiori poteri ed autonomia le cose andrebbero meglio .... illusioni. E' un problema culturale ed etico e non si risolverà tanto facilmente.

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    1. Grazie Maciknight per questo significativo spaccato italiano.

      Il giornalismo, la notizia in se è prima di tutto locale. Buona idea quindi avere giornali locali.

      D'altra parte, da sempre in Italia, il giornalismo viene finanziato da ricchi e politici, spesso fusi nella stessa persona, non al fine di informare ma di raccogliere consenso.

      Ciao

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    2. Andando veloce nello scrivere i commenti devo sempre essere sintetico, e mi sono pertanto dimenticato di aggiungere due cose, che poi leggendo il tuo intervento mi sono tornate alla mente:
      - a causa del modus operandi dei giornali locali, che devono appunto solo raccogliere profitti e consenso, i lettori rimangono ignoranti e provinciali;
      - noi minoranza di non ignoranti dobbiamo agire nell'unico modo possibile: con la critica (dove è possibile e consentita) e non comprando i giornali che riteniamo indegni, cioé i giornali locali (che invece la massa del gregge umano continua a comprare per abitudine e per morbosa curiosità -la rubrica dei necrologi e della cronaca nera è sempre la più seguita- oltre che per vanità, inq uanto prima o poi qualcuno della famiglia o del cerchio degli amici viene citato con foto a colori, magari perché ha vinto il torneo di biliardo). Il miglior modo di far politica come singolo è nell'atto di spendere i propri soldi, le scelte non devono essere fatte con leggerezza ma con consapevolezza delle ripercussioni ... Caro Luciano, grazie a te di esistere

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    3. Sei inquietante ... gregge ...e minoranza di non ignoranti .... ognuno è libero di informarsi come meglio crede e di amare ciò che vuole, ovvio, io neppure le leggo i giornali locali o nazionali e neppure guardo la tv a eccezione di qualcosa che mi interessa, ma il sistema è costruito con uno scopo ovvero l'autoalimentazione ... si autoalimentano con pensieri che tu e io e altri possiamo criticare come indegni o altro, ma appunto 'plebei', detto questo non mi considero un patrizio a più che altro un legionario dei mercati, ma il resto dell'informazione preferisco neppure considerarla eccetto vloganza e altri network che parlano di finanza, godi del tuo status ma non criticare il sistema perchè tanto mi pare sforzo inutile, c'è chi entra e chi esce, tu trova persone affini al tuo scopo, ma lascia ad ognuno per carità il suo momento di gloria, che sia solo per aver vinto un torneo di biliardo, accettiamo gli altri per come appaiano, non per come sono, magari non conoscendoli non meriterebbero critiche generiche. Non trovi ? Poichè la virtù non si misura solo con il pensiero ma anche con le azioni e quindi l'ignoranza altrui può essere la sua virtù e la tua virtù intelettuale può essere tua debolezza sul campo di battaglia ( esempio ) e non conoscendoti non lo posso dire come tu non puoi dire d'esser parte di una minoranza istruita perchè ad ognun piace il proprio regno ...
      esiliato.economico

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    4. Non c'era giudizio nel mio intervento, ho hai interpretato tu in quel modo. Il periodo della commisurazione e rapporto superiore-inferiore è passata da un pezzo, diciamo almeno dall'adolescenza, e quindi non mi permetto di giudicare, ma di riscontrare e valutare la realtà con cui interagisco. Quando mi riferisco a chi è ignorante, mi riferisco ad esempio a come sono stati rilevati da Tullio De Mauro alcuni anni fa in un suo studio, cioé persone che hanno difficoltà a leggere argomenti minimamente impegnativi ed articolati, che vadano oltre il gossip e la leggerezza totale, e quasi incapaci di scrivere frasi articolate e capire concetti astratti (e stiamo parlando del 71 per cento della popolazione italiana)... A me non interessa giudicare gli altri in termini di inferiorità o approvazione, ma solo in base ai danni che possono arrecare, anche a me stesso, ed in minima parte anche nel modo che hai valutato nel tuo finale relativistico ... Tu stesso mi pare che sei diventato selettivo, è inevitabile, è non è questione di elite o snob, ma sopravvivenza dignitosa

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    5. Esatto è sopravvivenza pura e semplice e incline alla rassegnazione, tanto vale esser danneggiati in eterno ? non mi pare per quello che ho intenzione di trasferirmi altrove, conoscendo fin troppo bene un sistema votato al suicidio economico, in cui gli abitanti si autoimpongono la loro camicia di forza, calcio, politica, ed ora anche lo spread btp bund ( quell'ignonimia giornalistica che cerca di descrivere lo stato di crisi invece di parlare dei cds a 5 anni dell'italia che sono arrivati a 503,33 al nono posto della classifica dei paesi in via di fallimento ) certo che ognuno cerca di salvarsi in questo mondo e cerca di combattere un mondo destinato all'oblio culturale, specchio dei mass media, e della polvere di incenso che aleggia un pò ovunque, ogni volta che fa l'ingresso una crisi, o presunta tale, l'umanità risponde con il panic-selling anti-sistema come capro, ma qui sta la differenza, fra il giudicare corettamente o prendere in considerazione che l'analisi ultima del malessere sociale nasce dall'avidità dei singoli. Senza confondere quest'idea con la leva, che alla fine non centra nulla o la finanza stessa che è un sottoprodotto culturale neo-liberista e imbrigliato sempre di più per ogni tipo di tensione da 'sta finendo tutto' il problema per l'italia per lo meno ( e qua giudico felicemente ) sono stati gli italiani stessi che hanno permesso il disloccamento degli impianti produttivi in asia, che hanno permesso la vendita di industrie a società estere, che hanno permesso alla fine un sistema basato sul debito ... di chi è la colpa alla fine ? dell'ignoranza e oggi si paga piangendo non sapendo che alla fine il sistema funzionava benissimo prima senza domandarsi perchè. Ed ora rispondiamo e giudichiamo noi stessi e poniamoci la seguente domanda : ma ne vale la pena stare in Italia ? Che prezzo dobbiamo pagare da qua ai prossimi vent'anni o trenta per i sbagli di un sistema che si autoalimentava come un tossico e malato capitalista senza averne diritto perche era lo stato ? mi riferisco agli stipendi di funzionari pubblici fuori da ogni buon senso mi riferisco agli sprechi che da soli potrebbero pagare gli interessi di questo debito pubblico ASSURDO ....
      Ciao
      esiliato.economico

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    6. io giudico eccome ... piangere sul latte versato non è virtuoso, e cambiare è possibile ... basta bloccare il paese e chiedere dieta ai 'grassoni' che stanno distruggendo il sistema. Protestare ad oltranza è virtuoso poichè ne và del destino di milioni di persone. Chiedere riduzioni di stipendio portarli tutti a livelli accetabili per incominciare ... ma non ci credo per via delle camicie di forza ...
      esiliato.economico

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  5. Il tuo ragionamento sarebbe vero se ognuno di noi fosse un individuo le cui scelte non incidono su tutti gli altri,ma facendo parte di un gruppo apartitico, che ha come passione la politica ti assicuro che a livello locale spesso le elezioni non si vincono con competenze, ma facendosi fotografare(i candidati sindaci o i sindaci già eletti)vicino al vincitore del torneo di bigliardo o alla sagra della castagna.Purtroppo però non è dovuto solo all'ignoranza del lettore, ma a una politica talmente lontana dai cittadini ,che un sindaco ,quindi un politico che ti si avvicina e si fa fotografare con te semplice cittadino ti dà la sensazione di umanità e spesso a molti basta.Percè come diceva mio nonno "piuttosto che niente è meglio piuttosto...."

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  6. I commenti virano sul rapporto giornalismo verità. Da sempre in Italy i giornalisti sono pennivendoli eterodiretti dal potere costituito. In assoluto sull'economia. Il conflitto di interesse dei padroni dei giornali si scarica sul pennivendolo che dice quello che vuole il padrone. La nostra cultura economica è da trogloditi. Ma non è colpa nostra. Noi sappiamo di non sapere. Alcuni manco lo sanno. Sicchè falsano i pennivendoli la realtà economica. Claro che quando il berluska sparava le sue panzane sulla bontà dei ns. conti pubblici, ad es.,siccome i numeri sono oggettivi, il giornalista che segue i fatti quindi i numeri doveva spernacchiarlo; invece gli stavano dietro. Ecco che gli italioti si ritrovanno cornuti mazziati e si incazzano: gli avevano detto che andava tutto bene madama la signora.
    Se questo è per i giornaloni nazionali, per i giornaletti locali è massimamente. Gossip economico. Vi faccio l'esempio - nomen meus omen :-) - del disastro del Monte dei Fiaschi di Siena. Dopo il servizio di Report, e le indagini della magistratura, i suddetti giornaletti hanno gridato al complotto antisiena e antipalio. Roba da istituto luce anni 40. Solo che l'economia è fatta di soldi numeri: se li hai li hai, se no nisba. E la verità arriva e ti cozza in faccia.
    Nessuna speranza per il giornalettismo italiota. Io mi abbevero a internet e basta.

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  7. i like it tutte e due buona domenica
    esiliato.economico

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