Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

mercoledì 2 maggio 2012

Facciamo pagare meno tasse a chi crea più lavoro

La disoccupazione in Italia aumenta fino al massimo di 12 anni a marzo, in Europa arriva al livello più alto degli ultimi 15 anni e sale a sorpresa anche in Germania, le aziende non assumono a causa delle indicazioni su un peggioramento della recessione economica. Il mercato azionario cala per la seconda...
volta in tre giorni.

Gianluca Braguzzi - Responsabile finanziario di PairsTech Capital Management: "Collegare l'intensità della pressione fiscale sulle aziende alla loro capacità di creare posti di lavoro, è un elemento fondante di un rinnovamento globale di cui il nostro sistema finanziario ha bisogno".


18 commenti:

  1. Perchè le migliori menti d'italia che si occupano di finanza e di economia non si riuniscono tutti insieme per trovare una soluzione concreta e non escono da questo ipotetico 'congresso' finchè non trovano una soluzione o più soluzioni. L'idea di Gianluca Braguzzi è ottima il problema è : chi è che investe oggi ? quali sono i segmenti del mercato che possono creare occupazione ? ecc ecc e come si fa ad attirare investitori in Italia con questa burocraia ? L'idea di un congresso di questo tipo mi sembra anche una risposta per la gente, per le persone comuni che ancora non si sono 'arrese'. Ciao e grazie.

    RispondiElimina
  2. Non mi sembra una brutta idea, lo Stato se da una parte perderebbe dalle imposte dirette ne guadagnerebbe però nei bilanci dell'Inps oltre ad aumentare gli occupati.
    Certo che andrebbero rivisti gli studi di settore, perchè il personale ti fa aumentare i coeficienti che ti alzano il reddito che non sarebbe reale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gianluca Braguzzi3 maggio 2012 07:27

      Il mio progetto prevederebbe di cancellare completamente l'IRAP e rivedere la logica degli studi di settore. Premiando chi crea occupazione e "punendo" chi non ne crea. Allo stesso tempo non credo che si produrrebbe un danno in termini di entrate fiscali dirette perchè il piano prevederebbe un corrisponcente innalzamento delle aliquote per le rendite di posizione (enti, "paraenti" ecc) nonché andrebbe a colpire maggiormente i redditi dei capitani d'azienda che fanno carriera a suon di tagli di posti di lavoro. Insomma una "rivoluzione" in termini di logica di valutazione del lavoro svolto.

      Elimina
  3. Ottimo suggerimento legare la tassazione alla creazione di posti di lavoro. Ma in Italia siamo ormai al paradosso: i bonus e gli stipendi dei managers continuano a crescere nonostante il valore di borsa delle primarie societa' banche e ass.ni continuino a scendere!! Negli Usa una cosa del genere non potrebbe mai accadere. Non c'e' da stupirsi dell'andamento della borsa italiana. Stupido me che fino a pochi mesi fa pensavo che la nostra classe dirigente avesse un moto di orgoglio e dignita' che li spingesse a cambiare le cose. Non sta avvenendo nulla di tutto cio' purtroppo.
    Complimenti e continuate cosi'
    marco

    RispondiElimina
  4. La proposta di Braguzzi sarà pure interessante, ma mi pare che stia sulla scia dell'ultradecennale dibattito sul taglio del cuneo fiscale.

    Tagliare il cuneo fiscale, significa tagliare ulteriormente i servizi sociali: coloro i quali avvertono solo da pochi mesi l'insostenibilità del carico fiscale, ne sono consapevoli o ancora pensano che apparato burocratico, sistema previdenziale, sanitario e istruzione (lascio a ognuno il compito di definire il grado di efficienza di questi quattro comparti) si autofinanzino?

    Sul caricare di tasse i guadagni dei "manager" poi ... mi dispiace dirlo, ma siamo in pieno grillismo.

    Per quelli pubblici mi sta più che bene, poiché i soldi che guadagnano vengono forzosamente prelevati anche dalle mie tasche, indipendentemente dai risultati che raggiungono o falliscono.

    Per quelli privati non vedo la ragione, laddove per privati intendo dirigenti di società che non prendono un solo euro di sussidio statale in alcuna forma (cassa integrazione, incentivi, appalti, etc)

    Mi sembra sia arrivato il momento (sarebbe arrivato da un pezzo, ma meglio tardi che mai) di ragionare sul proprio portafoglio e cominciare a pensare: ma quanto mi costa lo Stato? ne ho davvero bisogno?

    In base a cosa sono portato a credere che quanto ricevo o quanto mi viene promesso, costi meno degli stessi servizi offerti da un mercato libero senza vincoli all'accesso? E' uno sforzo che possiamo fare.

    Pure non dare retta a Grillo o al prossimo masaniello che prometterà, in altra forma, le stesse cose promesse in altri tempi da DC, PCI, PSI, PdL, Pd, Udc, Lega, IdV, SEL, M5, etc è uno sforzo che possiamo fare.

    Dare e chiedere meno allo Stato, è la mia ricetta per uscire da questa situazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ha già risposto Philp a queste osservazioni. L'Italia psende meno degli altri per il sociale, i sussidi qui non sappiamo neppure cosa siano.

      Il problema è il carrozzone di Stato, lo Stato occupato il resto è aria fritta.

      Saluti, Davide.

      Elimina
  5. Ohhh, c’è la crisi, rilassiamoci.
    Questa crisi è la somma di più fattori che vanno dalla insostenibilità di un’economia basata sui consumi dell’effimero e non sul consolidamento di cio’ che si ha, insostenibilità di una moneta che è creata dal nulla e non legata ad un valore reale, oltre al fatto che una moneta non legata a valori reali lievita al punto di uccidere l’economia reale basata sull’impresa e sull’imprenditorialità , quest’ultima legata invece a valori reali di materie prime, e fattore lavoro. Comprimere il costo del lavoro non è la soluzione, proprio perché la moneta la si crea dal nulla, ed è sproporzionale la differenza tra la capacità di ottenere un salario in cambio di energia lavorativa ( intellettuale o manuale) e la capacità di creare “liquidità” che ha chi controlla la finanza. E’ come se si trovano sullo stesso piano le monete del Monopoli e le monete reali…e questo, in effetti genera una crisi sistemica.
    Cercare soluzioni indolori a questa situazione, ad esempio immettendo altra moneta “Monopoli” pretendendo che il debito lo paghi chi fornisce energia reale ( ovvero i lavoratori), attraverso l’alchimia di trasformare la moneta del clic, in moneta reale, è assurdo e peggiorerà la situazione a quel 98% della popolazione mondiale. Percio’ non conviene stressarsi più di tanto a trovare soluzioni come la detassazione di chi crea posti di lavoro, in quanto non toglie comunque il sistema di vessazione dato da chi crea moneta dal nulla.
    L’unica soluzione è creare consorzi di cittadini che creino una moneta parallela, legata all’ora lavorativa, evitando così di utilizzare la moneta dei falsari ufficiali di BCE FED et simila.
    L’unica cosa che resterebbe da pagare con la moneta delle banche, sarebbero le tasse, ma a quel punto sarebbe talmente evidente la truffa della moneta delle banche, che si smetterebbe di pagarle con molta serenità e buonsenso. La conseguenza sarebbe anche la caduta dello stuolo di parassiti detti politici che succhiano energie attraverso sedicenti governi e pparati tipo ONU,UNESCO, UE , NATO e chipiunehapiunemetta.
    Per altro la regola prima che ogni cittadino deve imparare è che dello Stato non ci si deve fidare. Le Leggi non sono più scolpite nella pietra, ma cambiano. Percio’ se un imprenditore investisse per dare posti di lavoro, c’è da scommettere che lo Stato farebbe una Legge anche retroattiva, per rifare pagare le tasse sui redditi. Lo sanno tutti. Chi ha investito nell’agroalimentare che oggi si vede la tasse sui cibi grassi, o sui succhi di frutta, lo sanno gli agricoltori che hanno investito in agriturismi per oggi avere IMU e rivalutazioni da capogiro, lo sanno gli scudati, ….insomma lo sanno tutti. Lo Stato in genere fa leggi per cricche e succhia risorse a chi crea economia, così è stato e sempre sarà.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Brava Neriana. Attenta che appena verrà istituita la Santa Inquisizione Monetaria sarai tra le prime che in odore di eresia verrai imprigionata, torturata con la corda e poi finirai bruciata in un incendio, come scrissero a proposito di Giordano Bruno ...

      Elimina
    2. Si brava Neriana l'idea della svalutazione di valute dentro allo stesso sistema non è un'idea nuova, ma crera appunto svalutazione interna, e poi, solo le banche centrali creano valuta dal niente, quindi bisognerà avere può banche emittenti, è un'idea gia diffusa in usa e da non scartare come quella della valuta elettronica, ma se il problema è il debito sovrano, perchè è enorme, perchè non si incomincia a pretendere che non venga più emesso e tagliare veramente le uscite dello stato ? va bè che non è un mio problema, l'altra alternativa sarebbe quella di 'scomporre' il debito pubblico in base a fattori d'origine,in tipologie che possono essere 1 verso chi 2 durata 3 e altro e iniziare una strategia di rientro emettendo altro debito ma a lunga durata e dopo, per carità, non farlo più. Ciao è solo un'idea, tra l'altro incompleta. Ciao e ammiro tutti coloro che si impegnano a cercare una soluzione a questo enorme problema, ciao e continuamo così !

      Elimina
    3. Maciknight capisco cosa intende dire. Il problema è che non è che io ce l'ho con i "Poteri Forti" a prescindere, il problema è che il sistema monetario è insostenibile, sia che qualcuno lo dica, sia che non venga detta. Potranno arrestare tutti quelli del movimento contro wall street, o mettere al rogo le Neriane, ma la realtà è quella che è.

      Elimina
    4. ogni sistema creato dagli esseri umani nella storia ha un punto di rottura, noi sappiamo qual'è il nostro e alla fine si troverà una soluzione, perchè l'altra l'aternativa Neriana è troppo brutta, e non intendo come alternativa una società diversa da questa ma qualcosa di spaventosamente peggio : il ripertersi della storia. Ciao. ( ma potrei sbagliare )

      Elimina
  6. Dottor Braguzzi sicuramente sono un po ignorante in materia economica ma francamente non riesco a capire in un paese dove le aziende stanno morendo x mancanza di soldi, in un paese dove la gente non ha i soldi x spendere io mi chiedo se potrebbe essere una buona idea lasciare a casa tutti gli italiani e assumere exstracomunitari e cinesi, così facendo gli stipendi potrebbero essere ridotti, le aziende di conseguenza abbasserebbero i costi di produzione, potrebbero esportare come la Germania e in conclusione avere delle agevolazioni fiscali come lei a proposto.
    Ci tengo a precisare che non volevo essere irriverente nei suoi confronti ma obbiettivamente la sua idea non mi ha molto convinta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. gianluca braguzzi4 maggio 2012 09:34

      Apprezzo moltissimo davvero le critiche specie se venate di intelligente ironia (approccio che reputo sempre intelligente). Peraltro mi pare di capire che la mia idea non sia giunta correttamente e vado a spiegare meglio: credo che la tassazione di un imprenditore(ma eventualmente anche di un manager) che crea e mantiene posti di lavoro possa, anzi debba, essere differente e più favorevole rispetto a quella di un manager che si siede su una poltrona di qualche ente o "paraente", allo stesso modo la tassazione per manager che vengono premiati grazie a pesanti piani di tagli di personale, esuberi, pre-pensionamenti ed esodi vari non dovrebbe essere equiparata(ma più pesante) a quella di chi invece i posti di lavoro li crea. Stesso ragionamento per le aziende: cassa integrazione ed altri ammortizzatori sociali debbono equivalere a più tasse sui futuri utili ed a concambi azionari a favore della collettività (stato).

      Elimina
  7. Conveniente ed opportuna l'idea di meno tasse per chi crea lavoro. Si potrebbe provare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, diciamo che detassare chi crea lavoro, era già successo con Tremonti, che nella prima legislatura aveva permesso di portare in detrazioni gli utili reinvestiti in azienda che è un modo indiretto di creare posti di lavoro indiretti e diretti. Come dicevano una volta... tutto fa, ma non credo che serva punire con le tasse le imprese che diminuiscono la forza lavoro, in quanto, se lo fanno, è spesso per ragioni economiche, e aumentare le tasse certo non giova ad evitare che chiudono del tutto. Le grandi imprese hanno già delocato o lo stanno per fare. Ci vuole una detassazione generale del mondo del lavoro. I giovani potrebbero fare delle aziende via internet per il commercio, comprando su alibaba all'ingrosso e rivendendo al dettaglio via internet. Abbattendo i costi di affitto negozio, vetrine, commesse, si avrebbero un costo merci accettabile. Gli acquirenti risparmiano sulla benzina. Articoli interessanti in Italia sarebbero tutti quelli che riguardano gli anziani, come carrelli per deambulare, motorette elettriche per anziani, scarpe per anziani, cibi dieteci, (integratori ma quelli già ci sono ). Ma il vero business sarebbe quello di ditte specializzate nell'accompagnamento di anziani per visite mediche, ospedali, pulizie appartamenti di anziani, catering per pasti dieteci ecc. Un'altra start up potrebbe occuparsi del settore " apocalittico" ovvero di vendita di iodio contro radiazioni nucleari, schermi in tugsteno, cibi e verdure conservati senza frigo, e tutti i kit che servono nell'eventualità di guerra termonucleare ecc. Non credo che le aziende "classiche" possano sopravvivere a IMU, tasse, balzelli vari,mancanza di credito dalle banche, e mancato pagamento dei clienti, concorsi truccati, pizzi ed altre amenità. Insomma è più facile sopravvivere nelle situazioni difficili com fa Bear Grylls di Wild, che fare impresa in Italia.

      Elimina
    2. Condivido Neriana ma per l'apocalisse bisogna aspettare un pò, diciamo fino al 2030-50 quando le ultime gocce di petrolio 'economico' saranno contese. Invero una buona idea è finanziare la cosidetta benzina 'ecologica' e tutto quello che riguarda la green economy, ma se fosse per me, agirei in un'altra maniere, ma cosa vuoi, io mi accontento di emigrare, perchè alla fine conosciamo fin troppo bene il nostro paese, ma questo non vuol dire che non c'è la farà. Ciao

      Elimina
    3. inteso ero un fan del nucleare Ciao

      Elimina
  8. gianluca braguzzi4 maggio 2012 09:40

    Una sano ralismo oggigiorno non ci può esimere da un'analisi molto preoccupata della situazione italiana e internazionale in genere. Leggo però tra le righe di diversi commenti un catastrofismo immanente che lascia poco alla speranza. Credo che invece abbiamo dei doveri verso le nuove generazioni che sono quelli di lottare con la forza delle idee e delle proproste per arrivare a un cambiamento radicale dellla struttura economica e finanziaria della società. Vloganza già rappresenta un flusso vitale di idee, critiche e stimoli, facciamolo respirare di progettualità e voglia di crederci piuttosto che sommergerlo con una cupa ombra di pessimismo.

    RispondiElimina

Per commentare é necessario un indirizzo email "@gmail.com". Se non ce l'hai puoi farlo qui, oppure iscrivendoti al vlog. Altrimenti puoi usare una delle altre opzioni disponibili nel menù "Commenta come".