Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

lunedì 30 aprile 2012

Questa è l'Europa di oggi

L'economia spagnola si contrae nel primo trimestre ed entra nella seconda recessione dal 2009. L'inflazione in Italia rimane al massimo di sei mesi a aprile mentre rallenta nella zona euro a causa di un aumento più contenuto del costo dell'energia. Le vendite al dettaglio in Germania salgono a marzo, la...
diminuzione della disoccupazione sostiene il potere d'acquisto delle famiglie.

Roberto Malnati - Responsabile gestione di Global Opportunity Investments a Lugano: "La Germania tutto quello che fa lo fa per se stessa e lo fa piuttosto bene, il resto dell'Europa è destinato a soccombere, prepariamoci a vedere rivoluzioni politiche e rivolte sociali".


21 commenti:

  1. La Germania così distante dal resto d'Europa?

    A leggere certe notizie non sembrerebbe.

    Devo dare atto che, in un certo senso, i movimenti sindacali europei attuano veramente la redristibuzione della ricchezza: impoverendo il proprio paese e favorendo la crescita di altri, quelli dove vengono portati i posti di lavoro.

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  2. Il problema principale del Governo Berlusconi è stato di lasciare spazio alla corruzione ed al nepotismo famigliare e lobbistico. Un Governo Tecnico avrebbe dovuto riformare la Giustizia e penalizzare le mazzette, le corruzioni ed i pizzi, ovvero riformare la politica. Al contrario il "sobrio e vetusto insubrico" imposto dai Bilderberg all'Italia in qualità di liquidatore, ha praticamente smantellato la capacità di ripresa del Paese con i suoi compitini del piffero, ha praticamente annichilito quello che restava del tessuto industriale e produttivo italiano, azzerando non solo il settore industriale già messo in crisi dalla crisi del 2007, e dalla crisi del credito, ma anche e di conseguenza il settore del commercio e del turismo. Se una fabbrica chiude, o vende i macchinari di produzione, o li vede sequestrati da Equitalia, non potrà aprire mai più, perchè ricomperare i macchinari sarebbe un investimento insostenibile. In compenso l'insubrico vegliardo e i suoi apostoli, non hanno nè tagliato la spesa, nè ottimizzato la tassazione, nè tantomeno combattuto la corruzione ed i pizzi o messo un fermo ai costi insostenibili della politica. Buffo che un Governo di tecnici ora abbia bisogno di un tecnico per vedere come e dove tagliare la spesa. Tant'è...il prossimo settore ad affondare sotto i colpi dell'IMU , delle tasse e delle accise sui carburanti, sarà il settore agricolo che era già fortemente provato. Ora pollai, stalloni, capannoni, rimesse agricole saranno tassati rendendo il reddito agricolo deficitario. Sarà che sono proprio i politici ed i loro affini che vivono in casali trasformati in ville di lusso, e pensano che il loro standart economico sia quello degli agricoltori. Questo farà si che oltra ad un abbandono delle terre, ci sarà una svendita di immobili agricoli con un tonfo epico sui prezzi di mercato. Il fenomeno del crollo prezzi, citato da Malnati, senza apparente inflazione, è noto come stagflazione ed andrebbe combatutto non immettendo liquidità, ma rinegoziando il debito. Praticamento un concordato... ma, visto che l'insubrico venuto dall'europa tecnocratica è praticamente un dipendente della BCE ( ovvero delle banche private) , prima toglierà dalle tasche anche l'ultimo centesimo di ricchezza, poi, forse, dopo avere impoveritotutti gli italiani ed anche i carmelitani scalzi ed i clochard, e avere reso gli interessi sul debito ormai impagabili , avverà la rinegoziazione.. ma a quel punto l'Italia sarà diventata come la Moldavia di pggi, senza possibilità di riprendersi. Io non credo che le persone siano davvero in grado di ribellarsi al diktat di questi filibustieri...e come diceva Malnati si finirà sempliemente bolliti come la rana....ovvero a fuoco lento.

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    1. mi sono fermato alle prima quattro righe trovo assurdo quello che dici ma non per l'esposizione ma per l'ignoranza i cds sono uno strumento finanziario e chiunque gode della libertà di stipulare un'assicurazione se lo reputa necessario. Quello che poi leggo mi sembra più propaganda che un discorso basato sulla logica, tant'è che Monti ha anche varato il decreto salva famiglie, adesso non conosco i particolari ma bisogna rendersi conto che le uscite sono enormi e il debito pure, se tu vivi in questo sistema, devi condividere lo stesso sistema di valori che il sitema ti ha imposto, logica brutale, ma altre alternative oltre il voto e una dinamica civile di confronto non esiste, quello che farà ad esempio un ipotetico governo estremista è la stessa cosa che farà qualsiasi altro governo, tu dici, ad esmpio, che andassero al diavolo che il debito se lo paghino loro, ecco sei sicura che i fornimenti di petrolio continueranno ? io non lo so.

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    2. Gentile Anomino,va beh che è il giorno che si pianta il maggio, ma questo non significa trasformare la"testa" in maggio. Un sistema esiste ma non significa che quel sistema è valido, percio' bisogna approvarlo anche se non funziona.Per pagare il debito, in un sistema basato sull'eoonomia dei consumi, bisogna consumare.. Magari mi trova daccordo sul fatto che serve consumare cose diverse ed anzichè comperarsi tante "maggiolate" tipo una serie di black&decker per arrederare il garage, o tavolini da pic nic se non si fanno i pic nic, o schede telefoniche a gogo, e Ipad Ipod Ipud Iped e Ipid,o scarpe firmate da esporre in ufficio/scuola, conviene investire (spendere)per beni che aumentano il valore delle cose, come caldaie a risparmio energetico, infissi con vetri isolanti a bassa dispersione, cordoli sui tetti nei centri storici, cappotti per isolamento termico delle case, pannelli solari, ( edilizia ), o elettrodomestici a basso consumo, ecc. Quello che nonsi deve fare è inibire i consumiper mancanza di soldi sottratti all'economia da uno Stato famelico ed irresponsabili, e con una classe politica corrotta.

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    3. Brava Neriana.

      Verità assolute ma sulla rana bollita non concordo...c'è aria in giro che non è quella di cucina...........

      Saluti, Davide.

      PS: mio caro anonimo, prima di dar offesa, caso mai fosse giusto, sarebbe forse il caso di metter un nome. Per i CDS poi bè, se per te l'assicurarsi contro la fine del mondo è possibile, allora sarai un cliente perfetto per gli emittenti di CDS.

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    4. alla fine penso che sia la psiche la vera causa della crisi, cioè la non capacità dei singoli di trovare risposte adeguate che inserito in un insieme più grande comporta la creazione di quella sensazione catastrofistica che ormai regna sovrana, ma, ti faccio un esempio, un mio amico è appena tornato dall'australia ed è di un sereno che neanche immagini, poi personalmente non sono catastrofista, invero mi dispiace di aver dato dell'ignorante a una persona la cui esposizione grammaticale e ortografica è stupenda solo che alcune tematiche non le capisco. Sorry chiedo perdono a Neriana di cuore.
      Anonimus

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  3. Aggiungo che Il modello Germania non è replicabile nel resto dell'Europa in quanto la Germania ha fatto riforme strutturali ( Schroder ) per repire i fondi pubblici per gli investimenti nella Germania dell'EST e portare il livello strutturale dell'ex Germania dell'est al pari con quella dell'Ovest. Ovvio che ad est mancava tutto, dalle automobili, ai frullatori,alle strade, ai supermercati, alle scuole , alla riqualificazione dei luoghi pubblici...e questo ha permesso alle ditte tedesche di avere un'alta occupazione, mentre, nel resto dell'Europa classica, c'era un livello di saturazione con un coto oltre i 1400 miliardi di euro ( investimenti). La fretta di unificare l'Europa dopo la caduta del muro di Berlino (1989) è servita anche a spalmare i costi di questo "upgrading" della Germania dell'Est agli Stati periferici europei con il beneplacito di BCE ( sede a Francoforte ). Percio' inutile competere con la Germania, in quanto la Germania puo' benissimo fregarsene del resto dell'Europa , certamente non prima di avere deindustrializzato gli Stati periferici.

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    1. Una piccola nota che ti servirà nelle tue riflessioni : Schroder mi sembra che sia ancora il presidente del north strem ... prosegui le tue riflessioni ma stai attenta a non incappare nella logica del 'complottismo' Ciao

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    2. non intendendo per complottismo la sacra verità che ha detto Roberto Malnati, invece le sue osservazioni sono state molto chiare. Invero la geopolicita crea grossi squilibri fra stati se il baricentro è troppo spostato da una parte, il caso storico di costantinopoli ( ricchissima ) con la sua periferia ( sempre più tassata per mantenere gli sfarzi della capitale ), che ne fu la causa poi del declino ...
      Il problema a mio avviso non è tanto l'uscita della germania dall'ue, poichè dossier molti attendibili davano al pil tedesco un meno 30 percento se eventualmente uscisse dall'euro,( e portando verso punti di non ritorno il resto dell'ue o ex-ue ) qui il proplema vero è la sua egenomia all'interno dell'ue che danneggia il resto, ma è presto per parlare di una germania fuori dell'europa, poichè l'asse, purtroppo per noi, è sempre stato franco-tedesco non italo-tedesco, quindi alla fine bisogna aspettare il dopo votazioni in francia.( come dire facciamo prima a uscire noi, ma il problema sarebbero i costi legati alla moneta ) Comunque Neriana gli italiani all'estero fatturono 450 md di euro all'anno, non abbiamo bisogno della germagnia per de-industrilizzarci, ci pensiamo da soli.

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  4. Forse è arrivato il momento di metterci a studiare economia....:)
    Ritengo, ascoltando le voci che cominciano a circolare tra i vari media, che si sta cadendo nel stesso errore ripetuto già altre volte ed è per questo che dobbiamo essere più informati; non possiamo passare dall'Angela attraverso Grecia e Berlusca! La mia impressione è che questo sistema di puntare il dito ogni volta contro qualcuno non ci porta a capire il mondo economico che attualmente ci circonda.


    SE LA LOCOMOTIVA VA NELLA DIREZIONE SBAGLIATA
    di Sergio de Nardis 22.10.2010
    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001966-351.html

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    1. esatto Berlusconi con il sud strem e con la sua politica economica con la libia stava spezzando questo monopolio-geopolitico legato all'asse franco-tedesco, poi il resto è storia.

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    2. Beh diciamo che quando c'erano Chirac, Schroderer, Berlusconi e Zapatero..in politica estera, l' Europa aveva più speranze. <La politica di South stream, non era niente male, e serviva a ad avere un canale privilegiato per il gas. Da quando c'è lo stan laurel dei poveri (sarkozy), l'Europa ha cominciato a franare...dato che fa da caproespiatorio alla caduta del dollaro, oltre ad avere assunto il debito americano con paccottiglia di ogni tipo di subprime.

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  5. Anzitutto grazie a Luciano, Roberto ed a tutti gli ospiti di Vloganza. Vorrei fare una considerazione ed una domanda (mi rendo conto non facilissima). Preso atto che in questo momento (da un paio d'anni almeno) non esiste alcuna omogeneità nelle condizioni economiche all'interno dell'Europa, con una regione centrale (Germania) che cresce e si finanzia gratis e paesi periferici che hanno "prosperato" fino a poco tempo fa (si pensi alla Spagna che cresceva molto fino al 2007) e che ora vengono deprezzate dal mercato a causa della crisi del debito Greco, mi pare lecito ritenere assolutamente colpevole la politica (o burocrazia) Europea di non essere in grado di rispondere razionalmente e con coraggio alla crisi, che necessiterebbe prese di posizione serie senza guardare con "più cura" nessun elettorato nazionale ma ad un "bene comune" europeo a lungo termine. Mi pare invece che le dinamiche politiche Europee siano drammaticamente troppo simili a quelle italiane, con la politica che decide non per il bene comune ma per il proprio elettorato di riferimento fregandosene del medio e lungo termine ma guardando solo al brevissimo. Si tratta di una provocazione, ma ritengo che in Europa ci siano le capacità di affrontare la situazione in modo molto più efficace, distribuendo sacrifici leggeri anche ai paesi "virtuosi" garantendo però una politica fiscale seria (non severa o austera) da parte di chi è in difficoltà, in questo modo si potrebbe pensare ai famosi titoli di debito europei ed a un sostegno della domanda anche nei paesi in difficoltà, con la garanzia però di una marcia comune europea che massimizzi le possibilità di intervento della BCE. Vorrei sapere dagli ospiti di Vloganza cosa ritengono si dovrebbe fare per agire razionalmente di fronte alla situazione, cioè cosa la politica europea dovrebbe avere il coraggio di fare. Grazie 1000!!!

    un saluto

    Riccardo Andreotti da Varese

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  6. Solo partiti europei non locali ( nazionali ) come in Usa ...

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  7. Puntualizzo che non ritengo giusto ci sia nessun "assistenzialismo" da parte di nessuno, anche perché non credo sia richiesto e necessario, si tratta solo di guardare con obiettività al perché esista l'euro ed ai possibili vantaggi di agire in modo coeso a livello europeo rispetto ad agire in modo scomposto e scoordinato con i bravi e furbi (tedeschi) che guadagnano sulle spalle degli sprovveduti ed incapaci (italiani). Trovo che ci sia dell'assurdo; ci sono due possibilità:
    1) se i paesi Europei sono una squadra unica che compete a livello globale allora devono seguire una strategia comune in cui onori ed oneri siano condivisi in modo proporzionato alle possibilità di ciascuno e cercando di uniformare i livelli
    2) se tutti vogliono fare i loro comodi (quelli con una classe politica che almeno guarda alla prosperità nazionale) allora che si sciolga l'euro SUBITO.

    Mi interessa sapere cosa pensa Roberto Malnati sulle idee che ho espresso e cosa lui ritiene sarebbe concretamente fattibile per fronteggiare la situazione

    Grazie ancora!

    Riccardo Andreotti

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    1. Ho seguito con molto interesse i due suoi interventi ma qualcosa non mi torna: l'uscita dall'euro ci permetterebbe di riequilibrare i nostri rapporti economici con la Germania svalutando la nostra moneta invece di ridurre i salari.
      Ma io ho sempre saputo che il primo effetto della svalutazione alias inflazione è la riduzione del potere d'acquisto - valore dei salari. Dove sbaglio? Lo chiedo con molto rispetto, da incompetente.

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  8. Scusa, mi sono dimenticato il link:

    http://goofynomics.blogspot.it/2012/04/svalutazione-e-salari-ad-usum-piddini.html

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  9. Più che cacciare la Germania è più facile e opportuno cacciare gli stati maialini che tra loro potrebbero fare un euro PIIGS. Balenano di quando in quando queste soluzioni: euro serie A nordico teutonico, euro serie B terronico-mediterraneo. Più realisticamente: la Germania da tempo, almeno dalla caduta del muro, sta piano piano disinvestendo politicamente nell'europa, il suo "core business"politico si è spostato verso est,dove ha di fatto ricostruito l'economia dei paesi ex mitteleuropa. Basta fare un giro per vedere. Quindi è disinteressata al resto d'europa. Il prossimo passo è diventare il partner di fiducia della russia, diventando il trait 'd'union Russia - Cina con EU occidente. Schroder infatti dove è ora? La Ltro è servita alla Germanina a dare tempo alle banche straniere, in particolare le sue, per scaricare i bond PIIGS e fuggire via. Che interesse ha più la Germania a coprire il debito dei PIIGS ora che ha portato via i soldi?

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    1. Il mio punto di vista è proprio concentrato sull'insostenibilità di questa condizione per cui siamo (tutti) sudditi della Germania (non è una critica a loro ma a noi altri europei con evidenti atteggiamenti di sudditanza). Mi chiedo con quale logica si stia ad attendere l'elemosina di qualcuno che (secondo me in modo cieco ma comprensibile) non ha alcuna intenzione di concedercela (io non la voglio). Il problema è puramente logico: o siamo alleati e condividiamo nel bene e nel male oppure siamo avversari.. punto. Una volta svalutavamo la lira e rubvamo mercato ai tedeschi, oggi cosa facciamo? aspettiamo e per riempire il tempo ammazziamo la domanda interna.. Però.. Furbi eh? Dobbiamo smettere di farci prendere in giro. Se è vero che i tedeschi non sono più interessati all'Europa occidentale perchè si sentono i padroni del mondo (tra l'altro mi pare che sia già accaduto storicamente..) credo che invece gli altri paesi europei abbiano una maggior sensibilità alla coalizione europea ed all'idea della costituzione degli ipotetici "Stati Uniti d'Europa", che mi pare ancora una grande opportunità, alla quale credo che i popoli siano più ben disposti che i relativi politici nazionali che perderebbero il loro orticello. Euro A ed euro B sono palliativi alla non volontà di accettare la sfida dell'unione fino in fondo. Uniti o divisi, punto. Uniti siamo importanti ancora, divisi non siamo nulla, tranne forse la Germania, ma bisognerà vedere...

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    2. Molti problemi si potrebbero evitare, se a mio avviso, non ci fosse nessuna distinzione partitica in europa ma solo partiti europei che lavorino per attuare i loro principi a livello europeo e non più locale, questa è la vera sfida che attende l'europa, uscire dai particolarismi che fino ad ora, nel suo insieme, la stanno danneggiando. Questo d'altronde dovrebbe essere definito come progresso.

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  10. La Germania tutto quello che fa lo fa per se stessa e lo fa piuttosto bene, il resto dell'Europa è destinato a soccombere, prepariamoci a vedere rivoluzioni politiche e rivolte sociali.
    La maggiornaza dell'Europa starebbe oggi molto meglio con la Germania fuori


    Vero a condizione che si definisca bene quale parte dell'Europa starebbe meglio: é l'europa latina e levantina.

    Lasciata quest'ultima al suo destino, la Germania e le altre regioni e Stati che ancora funzionano dovrebbero fare fronte a se con l'Euro.
    Cosa diavolo aspetta 'sta Merkel a farlo?

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