Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

lunedì 12 marzo 2012

Ingrassare le banche non serve

La corsa per garantire la crescita economica suggerisce che i responsabili delle quattro banche centrali più importanti del mondo non si fermeranno per abbassare il muro di denaro da $9.000 miliardi nei loro bilanci, ne tantomeno per alzare i tassi di interesse ingessati ai minimi storici. Anzi, sono...
pronti ad aggiungere ulteriore stimolo nel caso il recente miglioramento dovesse rivelarsi un'altra delusione.

Roberto Malnati - Responsabile gestione di Global Opportunity Investmensts a Lugano: "Il nostro è un futuro di impoverimento generalizzato come la rana che viene bollita aumentando pian piano la temperatura dell'acqua, se non verrà messo da parte l'interesse del settore finanziario a salvaguardare se stesso".


14 commenti:

  1. Aggiungo Malnati alla top four che fanno di Vloganza uno dei migliori blog tv finanziari. Da un po' pero non sentiamo il mio conterraneo Paloscia......
    Riccardo
    Ps . un saluto all'idolo.....(M.Piglia)

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  2. Cosa ne penso? Che è tutto vero quello che Roberto ha detto. Purtroppo, anche a fronte di continui suicidi da parte di piccoli imprenditori e artigiani le banche continuano a trattenere i soldi senza concedere credito. Mi domando: ma lo stato dov'è? Non può farsi parte diligente di offrire garanzie per i prestiti che le banche dovrebbero fare?
    Sembra tutto assurdo, ma purtroppo è così.

    Bel video molto interessante e pieno di spunti.
    Saluti, franco.

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  3. Ottimo Malnati! in grande forma. Interessanti diverse osservazioni, tra cui la crescita delle materie prime, dell'inflazione e delle divise che sono tutte sostenute con stampo di denaro.
    Dove andremo a finire, appunto?
    Vedo comunque, che il pensiero "Piglia" incomincia a "incarnarsi" sempre di più, d'altronde è anche inevitabile!

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  4. LUIGI GIRARDINI13 marzo 2012 07:12

    BRAO LUCIANO,OGNI VIDEO CHE RICEVO, è MEGLIO CHE QUELLO PRECEDENTE, HAI DEI OSPITI VERAMENTE ECCESIONALI, CHE CI TRASMETONO IN MANIERA SEMPLICE E CHIARA LA VERA SITUAZIONE GIA SIA NAZIONALE CHE INTERNAZIONALE. GRAZIE PER IL LAVORO CHE FATTE.
    QUESTO CHE DICONO PIGLIA, MALNATI, PALOSCIA, PERCHE NON SE FA NIENTE?.PER CHE CHIEDONO SACRIFICI A NOI COMUNI MORTALI? QUESTI POLITICI E BANCHIERI LO FANNO PER PRENDERCI IN GIRO E RIDERE DI NOI? ALLA FINE ME SA CHE HA RAGIONE PIGLIA, PRIMA O POI ARRIVANO LE BAIONETTE.IO SONO STANCO DE TUTTI QUESTI POLITICANTI DI TERZO MONDO, E LE CONOSCO PERCHE SONO SCAPATO NEL 2001 DALL'ARGENTINA.BISOGNA RIAGIRE SE NON CI CUOCIONO COME DICE MALNATI PIAN PIAN. SALUTI A TUTTI

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  5. Interessante e poliedrica analisi. Concordo soprattutto sul fatto che la societa’ occidentale sta subendo il principio della rana bollita. Anche l’immissione di ingente liquidita’, serve non a portare cambiamenti radicali in un sistema economico, ma, appunto a bollire la rana senza che questa reagisca piu’. Inutile dire che le rane bollite sono i tax payers e gli Stati Nazionali, che hanno rinunciato ad essere Stati tramutandosi in pentole per rane. L’insano principio del too big to fail, ha annichilito il capitalismo e ha amputato la mano invisibile di Adam Smith rendendo di fatto criminosa la deregulation della finanza in quanto privata dell’unico strumento regolatore ovvero il principio che chi e’ fallimentare fallisca, lasciando spazio all’economia sana . In fisica ogni vuoto viene riempito, e dunque se un colosso bancario dovesse fallire, si ricreerebbe un sistema economico diverso e decisamente sano.
    Il principio della rana bollita non riguarda, ahimè solo la deindustrializzazione dell’occidente, la deagriculturizzazione delle terre potenzialmente produttive, la deculturizzazione sociale, ma si sta assistendo ad una distruzione della democrazia, intesa non come voto al popolo ( che lascia il tempo che trova), ma ad un mancato spirito di cittadinanza, che dovrebbe rendere partecipi e consapevoli i cittadini, ormai trasformati in abulici zombie che subiscono la finanzocrazia dei tecnocrati di varia specie e grado. Pur sapendo quali sono i mali, oggi si e’ rinunciato a combatterli, come se la morte sociale sia un fatto ineluttabile. La politica, anziche agire per arginare lo strapotere della finanza, e per questo pagata dai taxpayers, e’ diventata l’acqua di cottura delle rane.
    Se non esistesse l’insano principio dl too big to fail, ovvero se l’acqua scottasse dall’inizio, le rane si salverebbero fuggendo , magari perdendo soldi o pensioni, ma generando un sistema rigeneratore che invece con i giochini degli apprendisti stregoni della finanza, viene a mancare portando alla morte sociale, civile e democratica.
    Ora e’ curioso il discorso sulle banche centrali, perché sembrerebbe che sono banche degli Stati, e cosi non e’. La BCE è solo una società di banche private, che ovviamente fanno i loro interessi ed è peculiare che invece gli Stati non fanno gli interessi degli Stati, ma sono complici di un sistema produttore di rane cotte.

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  6. Buongiorno e grazie per il servizio che fate. Sarei curioso di sapere cosa ne pensa Bonelli a riguardo! Nel suo ultimo video Baresini Varini dice (se ho capito bene) che le banche torneranno a concedere credito a imprese e famiglie perché gli risulterà più conveniente che acquistare i titoli di stato a breve scadenza che nel frattempo sono scesi molto. Il ragionamento nasce in funzione di un cinico e puro motivo economico, di convenienza. Naturalmente prevedere il futuro è impossibile, però se davvero le banche entro pochi mesi ricominciassero ad erogare credito, come reagirebbero imprese, occupazione, eccetera? Davvero c'è da aspettarsi il peggio? magari nasce un ciclo economico che qualche anno dura ancora prima del crack colossale. Spero di aver stimolato qualcuno nella risposta.
    Grazie, Marco

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    1. Se anche fosse, sarebbe troppo tardi ormai. Da profano ti faccio l'esempio di un automobilista che intendeva cambiare l'auto e qualche anno fa il prezzo era pieno, non c'erano incentivi, in caso di finanziamento se non era immacolato non glielo concedevano oppure gli chiedevano un tasso di interessi da sfiorare l'usura ... così ha rinunciato e si è tenuto l'auto vecchia. Oggi pur di fargli comprare un auto nuova le case automobil,istiche gli farebbero anche il 35 per cento di sconto sul listino e gli darebbero un prestito a zero interessi, gli optional gratis, ecc., PECCATO CHE NEL FRATTEMPO L'AUTOMOBILISTA SI SIA IMPOVERITO, non riesce ad arrivare a fine mese, è depresso perché sa che il suo reddito ha perso potere di acquisto e potrebbe ridursi ulteriormente, la pensione gliela hanno allontanata di sei anni, i figli non trovano lavoro, ecc. PER CUI NON HA NESSUNA INTENZIONE DI CAMBIARE AUTO, manco gliela fornissero a metà prezzo con minirate per 10 anni ... Ho reso l'idea? Il parassitismo politico finanziario ha ormai quasi ucciso le sue vittime, le rane sono ormai quasi bollite, estinte le rane dovranno per forza diventare vegetariani ...

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  7. l'unica frase significativa pronunciata da malnati è al minuto 18:14... 'le banche centrali stanno facendo l'unico gioco possibile perché l'alternativa era rovinosa'... tutto il resto è un autocelebrativo 'ascoltatemi che dico quello che voi ignorantoni catastrofisti volete sentire'

    a tutti quelli che invece capiscono che il cataclisma è stato evitato... consiglio di ascoltare le analisi molto più realistiche del prof. manasse o di vanni lucchelli o di baresani varini

    eman

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  8. Mi piacerebbe spendere due parole riguardo agli imprenditori che si suicidano per mancanza di fondi anche se l'argomento solleverà sicuramente polemiche.
    Evidentemente tali imprenditori non hanno garanzie sufficenti da offrire per ottenere ulteriori prestiti, oppure, come imprenditori non sono gran chè, visto che si vedono costretti a dover chiedere prestiti per poter mandare avanti l'attività. Il bravo imprenditore, secondo me, é un po come la formica, nei periodi buoni accantona per quelli meno buoni e non come la cicala, che quando i soldi ci sono via a comprare auto di lusso, ville a piu' non posso (magari all'estero cosi' al fisco italiano non figura nulla), pellicce e vacanze costose. Del resto, essere imprenditore comporta dei rischi, si chiama appunto rischio d'impresa e se va male non e' certo il caso di suicidarsi, la soluzione sarebbe quella di rimboccarsi le maniche, vendere tutto il futile (vedi auto di lussoe seconde case) e darsi una bella ridimensionata magari andando a lavorare come l'80% della gente per pochi dannati soldi pagando il 40/45% in tasse.
    Ma certo, si sa, la realtà, a volte, é difficile da accettare.
    GMM

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    1. GMM, l'impresa ha bisogno di accesso al credito per nascere e per crescere e se non lo trova significa che il sistema non funziona... su questo non c'è dubbio

      ma prendere i suicidi come esempio delle difficoltà economiche è cinico sciacallaggio... chi commette suicidio evidenzia insormontabili problemi psicologici... merita il nostro rispetto, la nostra compassione e il nostro silenzio

      se la comunità ha una colpa è perché ha fallito nell'assistenza sociale... non certo perché non ha concesso prestiti

      eman

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  9. eman, io dico quello che penso. Non quello che agli altri piace sentire.

    E penso che il mondo sarebbe decisamente migliore con almeno meta' del sistema bancario cancellato. E' il sistema bancario ad essere "autocelebrativo" e autoreferenziale.

    Le aziende chiudono per mancanza di credito e le banche (anche quelle gestite da incapaci che le hanno portate al fallimento) ingrassano grazie ai ricchi aiuti della BCE.

    Servirebbe un'agenzia nazionale di attribuzione del merito di credito e una banca nazionale "obbligata" a prestare denaro in funzione al merito e alle garanzie presentate (tipicamente fatture incassabili da stato/enti/società con merito di credito elevato)

    Le fatture dovrebbero essere censite dal fisco in un sistema centralizzato obbligatorio, prima della loro presentazione come garanzia escutibile.

    Sarebbe troppo facile e risolverebbe troppi problemi tutti assieme vero ?

    saluti

    r

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    1. caro malnati è ovvio che il sistema non è perfetto

      la mia osservazione non intende difendere le banche ma chiarire che la priorità di gran lunga più urgente in assoluto era ed è calmare la crisi che può travolgere l'italia, l'europa e ben oltre... una prospettiva enormemente più terribile di quanto sta accadendo adesso

      la bce sta dando un contributo fondamentale per evitare la tragedia... in seguito dovrà mostrare la sua consapevolezza sulle difficoltà del credito

      al momento tutto il resto è speculazione gratuita e facile populismo

      eman

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    2. Temo che alcuni di noi siano condizionati dal vissuto mediatico. Gli ospiti di Luciano sono persone valide, da lui selezionate in tanti anni di esperienza, in grado di fornire visioni, analisi ed interpretazioni da punti di vista diversi spetta poi a noi valutare in base (appunto) al proprio vissuto ed alle aspettative che ognuno si pone, poi si sa che entra sempre in gioco l'emotività che altera il giudizio. Non credo che gli ospiti si pongano il problema dell'indice di gradimento come fossero attori da sottoporsi all'audience. Credo sia quasi offensivo pensare che dicano quello che si vorrebbe sentire da loro ... Non è questione di catastrofismo, complottismo o pessimismo, ma di valutazione della realtà in base alla propria esperienza, documentazione disponibile, ecc.. Infine se posso permettermi, sarebbe meglio che ognuno si facesse identificare, evitando l'anonimato, non fosse altro per poter interloquire civilmente, è sufficiente anche un nikname

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  10. Le banche e la finanza (di cui una buona meta' come dice Malnati se ne puo' fare a meno perche' autorefenziale , parassitaria e dannosa )non sono scevre dall'aver portato gli stati sul ciglio del burrone .
    Troppo facile attribuire le colpe ai soli debiti pubblici sovrani creati da classi politiche criminali asservite anche a modelli di sviluppo economico totalmente da rivedere dal contesto ragionieristico e demenziale del PIL.
    La benzina ce l'hanno messa gli stati e' vero ..ma la scintilla per l'innesco del fuoco per bollire rane e interi sistemi democratici l'ha accesa la finanza criminale coi castelli di carte che tutti ormai conoscono ...quindi di che stiamo parlando?? Stiamo concedendo al piromane (quello dei CDO ,CDS ,L(i)tro ,QE ,quiquoqua e paperino ..) di spegnere l'incendio ..???
    A questi bisogna levare il tizzone dalle mani una volta per tutte altro che balle ....e ridare il primato economico a chi produce ricchezza reale coi beni reali (banche comprese che tornino alla loro mission naturale ossia di cinghia di trasmissione per il mondo produttivo e non megacasino' globale ) ..e non coi castelli di sabbia.
    Altrimenti resta un corto circuito da cui non se ne esce.. finanza folle per modelli di sviluppo piu' folli...tamponata una crisi tocca solo sperare di non essere travolti dalla prossima....
    Ad Majora

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