Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

venerdì 10 febbraio 2012

Sul sangue dalle rape e la civilizzazione dei beceri

I ministri delle finanze europee non concedono il pacchetto di salvataggio alla Grecia con un secco rifiuto che lascia i politici di Atene di fronte alla scelta di implementare ulteriore austerità o uscire dall'euro.  La Banca centrale europea rifiuta di vendere le obbligazioni greche che possiede al Fondo europeo...
per la stabilità finanziaria. Il Presidente del Consiglio Mario Monti chiede flessibilità al Fmi e impegno per la crescita all'Unione europea dopo l'incontro con il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama.

Maurizio Piglia - Direttore investimenti della banca Savings & Investments a Auckland, Nuova Zelanda: "Per l'Italia è una novità tornare a uno stile quantomeno civilizzato, più sopportabile e più vivibile dello stile becero e impresentabile che i governi Berlusconi ci hanno ammannito fino a adesso".


20 commenti:

  1. Sempre al TOP Maurizio che dice pane al pane e vino al vino, senza sconti.

    Una sola domanda volevo formulargli. Ma come è possibile togliere dai libri il debito? Tutti gli stati all'unisono fanno come fece l'Argentina e poi si ricomincia tutti daccapo?

    Franco.

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  2. Scusate la mia ignoranza in materia ma dichiarando bancarotta come si estingue il debito sovrano e poi si può lanciare lo sviluppo?
    Grazie Giuseppe G.

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    1. Maurizio Piglia11 febbraio 2012 23:28

      Rispondo una volta per tutti e due.

      L'istituzione legale della bancarotta serve a questo. Se un privato ha un debito troppo grande non solo per sperare di ripagarlo, ma anche per continuare solo a pagare gli interessi, conviene dichiari bancarotta.
      I beni acquistati finora, e in parte pagati, vengono venduti dai creditori...i quali si accollano si le proprieta', ma dopo la bancarotta sia stata eseguita, si accollano anche le perdite, se ce ne sono, della differenza del ricavato della vendita dei beni e il debito residuo.

      A quel punto, l'ex debitore, ha, di solito, almeno un lavoro con un reddito, e deve imparare a vivere secondo i suoi mezzi, senza fare altri debiti, almeno per un periodo definito in cui resta "iscritto" in una serie di registri.

      La bancarotta di uno Stato ha un enorme vantaggio...che le proprieta' non te le sequestrano, a meno di madarti un esercito a occuparti. Ti escludono, ovviamente, dal mercato del credito...ma tu svaluti la tua moneta, e il tuo reddito sale rapidamente. Come per il debitore privato, per un periodo piu' o meno lungo devi imparare a vivere coi tuoi mezzi (pensa..puoi semttere di pagare deputati e senatori cifre ridicole per forza!), cosa che non e'MAI indolore ma induce a una certa disciplina. Ma dopo un po'ti trovi Francesi e Tedeschi che delocalizzano da te...e gente che, visto che il tuo reddito (*crescita del PIL) e' schizzato..pensera; che prestarti ancora qualcosa non sia un pessimo affare. Se nel frattempo hai imparato la lezione e la disciplina...e' una soluzione come un'altra.

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    2. Comunque secondo me lo shopping lo hanno già fatto in Italia basta vedersi intorno....è un campo di macerie quindi anche con l'uscita dall'euro con i titoli deprezzati del 70% di Ide probabilmente ne abbiamo già, con la svalutazione perderemo mettiamo un altro 20% ma il 20% di 100 (prezzo di 18 mesi fà) è 25 ma il 20% di 25 è 5 che per carità non sono pochi ma se paragonati ai 100 iniziali insomma....
      Alla germania gli è piaciuto vincere facile e lo sconto, i saldi gli li ha permessi l'euro, poi adesso con questo governo deprimiamo anche il mercato interno così mettiamo completamente a ko le nostre imprese tanto bersani non se ne accorge,lui pensa all'art18.
      Poi non devo scrivere parolacce!...................!

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  3. Non sono più d'accordo con Piglia,ferme restando la stima e la considerazione nei suoi confronti.E' innegabile che le prospettive per l'euro zona siano migliorate rispetto a 3 mesi fa,la percezione è cambiata.L'eventuale ristrutturazione del debito italiano,secondo me,è totalmente fuori luogo,anche perchè l'Italia è in buona compagnia....il Giappone,gli Stati Uniti,il Belgio,l'UK,e a cascata Francia ,Germania,ecc...ecc...La catastrofe finanziaria non è secondo me,l'unica o la più probabile eventualità sul tappeto.

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    1. Maurizio Piglia11 febbraio 2012 22:43

      decagius
      Vedi quel che dice Alberto piu' sotto. Entita' e modalita' di ristrutturazione sono qualcosa di cui si puo' discutere, se ristrutturare "soft" o "hard" e' una discussione da mettere sul tavolo, anche vedendo la disponibilita' dei creditori. Le prospettive per l'eurozona sono cambiate in seguito all'immissione di oltre 600 Miliardi di euro di LTRO nel sistema bancario europeo, non perche' uno solo dei nodi strutturali di una moneta unica senza politica fiscale unica sia stato soltanto sfiorato. I mercati finanziari non stanno aspettando di vedere se la Grecia domani votera' e come..di aver spinto la Grecia sull'orlo della guerra civile non frega niente a nessuno ( men che meno al FMI, col suo bel track record..) quel che i mercati finanziari vogliono sapere e' di quanto sara' la prossima operazione di LTRO...se sopra ai 500 Miliardi di euro...i mercati voleranno anche sulle immagini della Grecia in fiamme. Toglietevi il filtro dei mercati finanziari per giudicare la realta', i mercati finanziari sono e saranno sempre meno un metro di giudizio su cui contare, finche' le manovre disperate dei contraffattori di moneta centrali li terranno a galla svincolati completamente dalla realta'. ma la realta' ha il pessimo e inveterato vizio di prevalere sulla fantasia...e' solo una questione di tempo...leggi decagius , questo e' Repubblica di oggi : http://www.repubblica.it/economia/2012/02/11/news/cgia_c_una_stretta_sul_credito_imprese_insolventi_in_crescita_del_36_-29704620/?ref=DRC-1

      Questo era il ricco Veneto dei distretti produttivi che esportavano...e in cui gli imprenditori si suicidano. Lo "spread" di cui si parla in continuazione diventa secondario...i soldi della LTRO non sono andati alle imprese, sono finiti in partite di giro delle banche e in sostenere la "percezione" che Stati falliti che non dovrebbero avere piu' accesso alla "droga" del debito in realta' vadano bene.
      E' solo questa la grande menzogna...che vi consiglio di vedere. Smettete di prendere la pillola blu dei mercati finanziari...la pillola rossa vi fa svegliare in una realta' dura e spiacevole..ma almeno e' vera.

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  4. "Il problema dell'Italia sono i due trilioni di debito"

    Nessuno chiede di estinguerli.

    E' vero che con certi ammontari, tra creditori e debitori è meglio per tutti impostare un rapporto di collaborazione.

    Ci chiedono "semplicemente" di passare dal 120% di debito/PIL all'80%. Non per domani, ma progressivamente con gli anni. Diminuire di 1/3 il nostro debito.

    A me non solo sembra che quella degli investitori sia una richiesta ragionevole, ma da cittadino potrei averne da guadagnare se nel frattempo si mantenesse una politica di riduzione del debito e di espansione dell'economia.

    Forse sono questi i punti su cui converrebbe discutere, anziché proporre la cancellazione (anche parziale) del debito.

    Per assurdo, se anche ce lo scontassero, nel giro di dieci anni avremmo nuovamente un debito insostenibile per le nostre tasche.

    Sangue, sudore e lacrime anche per educare il cittadino a non chiedere sempre favori al politico. Perché il politico, quei favori, li concede molto volentieri. Tanto non li paga lui.

    Spero vivamente che nessuno dei nostri governanti, presenti e futuri, abbia mai la "brillante" idea di sentirsi in una posizione di forza solo perché è seduto su una montagna di debito.

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    1. Maurizio Piglia11 febbraio 2012 23:13

      Alberto
      non ci chiedono di estinguerli...certo che no.

      A un tasso medio del 5% (arrotondato per difetto...cosi' non polemizziamo sui centesimi) ci chiedono 100 Miliardi di euro l'anno di interessi per mantenerlo.

      Quando si parla di "interventi per la crescita" si dimentica che un'economia, anche solo per ridurre il tasso di crescita del debito anche solo al tasso di crescita del PIL ( considerato virtuoso..) si avvita in una recessione.
      Ti posso fare esempi numerici o citare Fisher e Minsky, convenientemente ignorati dai neoclassici al potere.

      Ma leggo nel tuo intervento che sei ben consapevole anche tu , che anche una riduzione "soft" come quella che prospetti tu comporta sangue, sudore e lacrime.Per educare ai non favori e privilegi, e aggiungo io, per consumare in proporzione agli incrementi di produttivita' dell'economia , e non al gonfiarsi di debiti, che altro non sono che la cessione di incrementi di reddito futuri in cambio di immediate soddisfazioni di....necessita'??
      Il debito ha un senso , per l'impresa, quando si tratta di capitale per soddisfare domanda non soddisfatta dalla capacita' produttiva,solo ovviamente se il tasso di profitto e' ben al di sopra dei tassi richiesti per il debito, e, per il privato, per acquistare, quando sensato ( come alternativa REALMENTE conveniente all'affittarlo) un bene primario come l'abitazione e/o per acquistare strumenti che gli permettano di incrementare la sua produttivita', e di conseguenza il suo reddito. Altri motivi , per indebitarsi, non ce ne dovrebbero essere. NESSUNO!!

      Comunque, credimi, Alberto, se vuoi passo a dimostrazioni numeriche ma, nell'economia odierna, riduzione del debito ed espansione dell'economia non possono coesistere. Al massimo, raggiungerai un punto dove riduzione del debito e stagnazione possono coesistere.
      Una volta sceso il debito sotto certi livelli, finito il deleveraging...solo la nuova espansione del debito ti portera' a espansione dell'economia, a tassi la meta' del tasso di espansione del debito, a meno di non cambiare seriamente certe strutture ( Banca e Finanza in primis..) e certi paradigmi.

      Io spero che i nostri governanti non si sentano mai in quella posizione che tu, come me, non auspichi...ma di fronte a creditori ed FMI che tentassero di precipitare il NOSTRO di Paese in una guerra civile, un bel ricorso all'italico "Vaffanculo" io si' che me lo auspico...e tranquillo, che dopo qualche anno nell'angolino in castigo e col cappellino da somaro in testa, col monte debito cancellato dal "vaffa'" e l'economia in esplosione grazie alla svalutazione della Nuova Lira..gente che ti presta soldi te ne bussa ancora alla porta, sta sicuro. Addirittura avrai Francesi e Tedeschi che delocalizzano da te e Marchionne che torna di corsa...inevitabilmente. Fino al prossimo squilibrio strutturale insanabile.

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    2. Prima del vaffa solito Piglia direi....dopo mi ha fatto godere! quella e' la strada! e magari con un governo di stile "tatcheriano" che sradichi chi e cosa il debito lo ha creato in passato. Inizierebbe un neo Rinascimento Italiano.

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  5. Anonimo,
    ci puo' essere anche un default selettivo, ovvero cancellare una parte del debito, esattamente come dice l'ottimo Maurizio.

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  6. Creditori e debitori sono strettamente legati...... Il debito non e' sostenibile.... Forse e' il momento di focalizzare sulle opportunita' sostenibili e non focalizzare sul zero sum game, ti perdi e io guadagno....

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  7. Vanno bene tutte le teorie,ma il male principale non sono i 2 trilioni.Il male più grande per il nostro Paese,è l'assoluta mancanza di una cultura d'impresa.L'imprenditore è stato per troppo tempo demonizzato,ma io penso che la ricchezza deve obbligatoriamente nascere non dall'LTRO,ma dal sacrificio, dalla volontà e dal rischio d'impresa.Troppi costi,troppi lacci e lacciuoli hanno fatto perdere la "voglia di fare impresa" ai pochi che ce l'avevano.

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  8. eltre amncare la culuta d'impresa non e che manchi anche un vero ed affidabile canale di finanziamento per l'impresa? La borsa ad esempio?

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  9. grande maurizio...bisognerebbe che ci fosse al comando del nostro paese una persona come lui con i piedi per terra e che dicesse quello che pensa sempre senza timori.
    A suo favore anche la sua eterna lotta contro le menzogne che ci vengono propinate e la sua volontà a risolvere nell'immediato problemi che rischiano di far implodere il nostro paese e sua volta l'unione europea.
    E mettiamoci anche che in questo momento il nostro paese necessita di persone come lui con una grande competenza finanziaria e che sappia guardarci con acchio clinico dall'esterno come stà facendo lui ora..
    i suoi commenti sono sempre graditi...chissà che non se ne esca anche con il fatto che bisogna levare un pò di potere alle lobby che ci comandano con i soliti noti arraffoni...
    sarebbe il caso che ci si rendesse conto che l'italia è un paese che al suo tempo era cresciuto con la libera imprenditoria,anche di piccole aziende che sono state lasciate crescere per la loro strada..chi comanda vuole solo delocalizzare per i propri interessi ma penso che non ci possa portare lontano per la struttura stessa della nazione italiana...le grandi industrie si, contano,ma ad oggi cosa fanno realmente per il pil?
    la politica dei nostri governanti nel tempo è servita solo a portare avanti i loro personali interessi ed ora è sotto gli occhi di tutti..
    si potrà chiedere agli italiani onesti di fare dei sacrifici per tamponare i danni che ha fatto SOLO la nostra classe politica...ma nel tempo bisognerà promettergli qualcosa in cambio...sicuramente bisogna semplificare la vita di questa nazione dove un attività a oggi è impossibile da portare avanti o diventeremo una nazione di disoccupati e pensionati alla fame.
    Ed è seriamente ora di tagliare tutto ciò che è superfluo nella gestione di questa nazione e tutto ciò che c'è di corrotto il che fa si che all'estero si prendano gioco di noi.
    Sopratutto per recuperare la nostra credibilità.

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  10. la serietà con cui si stanno facendo le riforme è testimoniato dalla fiaccante e stupefacente litania dell'abolizione delle province.

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  11. Ottimo intervento ed anche le domande poste.
    Non sono d'accordo su quello che dice Piglia nel commento dove dice che nella bancarotta di uno Stato nei vantaggi mette che dopo la svalutazione della moneta c'è l'aumento del reddito! ma come, dopo la svalutazione ovviamente anche lo stipendio scende, poi l'inflazione aumenta vertiginosamente, il potere d'acquisto scende in quanto con la moneta che è svalutata devi comprare materie prime (petrolio, energie ecc) all'estero ma con più soldi! quindi è vero che diventi competitivo per produrre ma il disastro sociale che si è creato è difficile sanarlo. Certo pensiamo a quello Argentino, ma allora nel 2003 eravamo in un economia espansiva e poi c'era la Cina che comprava le materie prime, in un economia mondiale in contrazione non so quanto se ne potrebbe uscire. Non la vedo così facile...

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    1. mi sembra che l'epilogo della Grecia sia proprio simile a quello dell'Argentina. Sicuramente quest'ultima aveva il vantaggio dell'autonomia energetica e ricchezza materie prime, d'altra parte la Grecia ha un patrimonio inestimabile culturale-paesaggistico (patrimonio dell'umanità),agricolo e potenzialmente zootecnico riguardo l'acquacoltura, da potenziare sfruttando il vantaggioso profilo costiero. Infine ricordo ai lettori del forum la curiosa e paradossale fornitura franco-tedesca alla Grecia di milardarie partite di armi (sommergibili, aerei, cacciatorpediniere ecc.).
      Tony Day

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  12. PROPOSTA PRATICA 1: eliminazione delle accise sui carburanti ed IVA stabile (va riportata al 20% e non alzata più...)

    DURATA: 3 anni... nel frattempo si fanno le riforme strutturali necessarie... finito il periodo di 3 anni, con le riforme in funzione, non si reintroducono, ma si alza progressivamente l'IVA (soltanto sui carburanti) portando l'iva sulla benzina al 30%...

    SCOPO: aumentare liquidità in circolazione nella economia reale & forte stimolo alla crescita, parimenti (allo stesso tempo) recuperare nel breve periodo competitività del sistema italia...

    COSTO: 25 miliardi circa l'anno... da recuperarsi tramite tagli alla spesa pubblica improduttiva ed alzando le tasse ai redditi sopra i 60 mila euro l'anno...

    EFFETTI PREVEDIBILI: inflazione -8% cumulata in 3 anni... Pil +4% in 3 anni...

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  13. Daccordo con i commenti qui. E' vero che abbiamo vissuto in un mondo di vere bugie, assistenzialismo scambiato per voti, e questo ha portato al collasso guidato da furbi del quartierino. Pero' penso che manchi una cosa importante. Ricordiamoci che in un economia che non cresce, la politica diventa il modo di tirare la coperta da un lato del letto all'altro. Questo lo vediamo in Grecia e PIIGS in generale. La lottizzazione del potere perche' in un "zero sum game" si degenera nella protezione delle rendite di posizione. Mancando un agente di cambio come per esempio una "Dama di Ferro", tutto e' stasi. Si parla solo del debito, di come ri-allocare fra gruppi economici etc... Crescita. Crescita sostenibile. Ecco quello che tutti con un cervello in testa stanno cercando.

    Io stesso parlo spesso del "gap" produttivo dei vari paesi del EU, rispetto a per esempio S. Korea, Taiwan, Stati Uniti. La soluzione... Investire in industrie produttive? Si ma non solo!

    Il problema reale e' non c'e' soluzione per l'impiego della produttivita' solo focalizzando su forti innovazioni. Un fonderia super produttiva di semi-conduttori NON assorbe le perdite di impiego di personale licenziato da una catena di montaggio auto. Ecco bisogna capire l'ordine di grandezza delle cose.

    Ma c'e' una vera soluzione. La produttivita' di ogni attivita puo' essere migliorata, tutto, incluso il settore pubblico. Noi abbiamo una pessima abitudine nel ns. paese di ostacolare la produttivita'. Qusi fosse una parolacci, un insulto. Subito si esce con "moderiamo i termini pfv, non si puo' mica pretendere produttivita' da una burocrazia Statale! I sindacati hanno un vera colp[a nel capire che oggi l'impiego e' una cosa che va tutelata con training, con appredistati, continui miglioramenti. Non e' possibile stare fermi, cantare "bella ciao etc.." Essendo un "pinko" trovo assurdo anche l'attaggiamento protettivo "culturale" verso burocrazie che sono al servizio del tax payer, ma che sembra non abbiano ragione d'esistere che per se stessi. Non e' solo un problema di di Politici, ma anche di cultura. E questa cultura di vittimismo rispetto ai paesi piu' produttivi bisogna perderla.

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