Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

giovedì 2 febbraio 2012

Articolo 18, mente aperta e spirito costruttivo

Il governo di Mario Monti ha intenzione di riscrivere le regole del mercato del lavoro anche senza il supporto dei sindacati e delle imprese, secondo le dichiarazioni del Ministro Elsa Fornero. La Banca d'Italia concede maggiori flessibilità agli istituti bancari per il riacquisto di obbligazioni subordinate, un'operazione che...
potrebbe generare circa 25 punti base di capitale. In Borsa, Benetton cerca di uscire battuto dalla concorrenza spagnola, Facebook cerca di entrare con una Opv che potrebbe risultare superiore di cinque volte alla valutazione di Google.

Vanni Lucchelli - Consulente indipendente e socio di Compagnia Fiduciaria Lombarda a Milano: "Dell'articolo 18 beneficia chi è assunto a tempo indeterminato mentre il grande fenomeno del precariato non riceve tutele, se vogliamo ridurre le sperequazioni tra questi due fatti è necessario discutere con mente aperta e spirito costruttivo".


8 commenti:

  1. Il Governo che ha trasformato l'Italia in un Paese di precari, era un acerrimo nemico dell'art. 18.

    Cmq nessun tabù, ma, per favore, non prendiamoci in giro affermando che questo articolo ha bloccato l'economia.
    E' come dire che l'economia fiorisce soltanto in un Paese ad alto sfruttamento della manodopera.
    Meno male che la Germania c'è! (come prova che è una solenne cavolata, portata avanti da un capitalismo straccione, ricco ..di conoscenze e scatole cinesi, anzichè di capitali) :-)

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    1. Il Governo che ha trasformato l'Italia in un Paese di precari, NON ha nemmeno sfiorato l'articolo 18. Questo dovrebbe far riflettere, anziché mandare a memoria slogan frusti e incoerenti.

      In Svezia, tanto per citare un'icona degli assistenzialisti, i lavoratori possono essere tranquillamente licenziati in tronco.

      http://www.europarl.europa.eu/workingpapers/soci/w13/summary_it.htm
      http://www.tco.se/FileOrganizer/TCOs%20webbplats/Publikationer/Tryckt%20material/den_svenska_modellen_IT.pdf

      Meno della metà dei lavoratori italiani (dipendenti, interinali, partite IVA monocommittenti, contratti a progetto, apprendistato, part time, etc) è tutelato dall'articolo 1.

      Questo è il DATO DI FATTO a cui i sostenitori di questa norma smaccatamente iniqua e classista devono dare risposta.

      Perché non spiegare come estendere A TUTTI E DA ORA un privilegio che è di una minoranza?

      Le chiacchiere stanno a zero.

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    2. Maurizio Piglia3 febbraio 2012 01:21

      Concordo una cosa con Alberto...perche' sempre ad adeguarsi al minimo comun denominatore?? Perche' non discutere di come proteggere i piu' della meta' dei non protetti invece di perpetuare minoranze protette??

      A questo sono d'accordo, qualcuno vuole rispondere??

      P>S<
      Dovevivo io, TUTTI possono essere licenziati...redundancy pay 1/3 mesi di paga max.

      Ma il tasso di disoccupazione e' del 5.5% max 6%...e gia' al 6 se ne parla come di una piaga sociale.

      Il sussidio di disoccupazione consente di sopravvivere...si, una vita modesta e scomoda...in modo che rimanga un buon incentivo a trovarsi un lavoro. Ma nessuno, per ora non ne ho visti, mendica per strada.

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  2. Scusate, intervengo solo x una piccola parentesi.

    Nel 2003 c'è stato un referendum x l'estensione dell'art.18 alle imprese con meno di 16 dipendenti, il risultato? circa il 75% si è astenuto.
    Vorrei solo ricordare che in quella occasione sia i sindacati che i partiti della coalizione dell'Ulivo che dovrebbero essere a favore dei lavoratori ed appoggiare i loro diritti, ahimè hanno invece consigliato di astenersi.

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  3. 20120202h1717
    Che noiaaaaa !
    il monotono integralismo
    liberista di Mari e Monti.

    CLINT

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  4. Lei cosa propone di alternativo?

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  5. Il governo sta lavorando sulle varie leggi con una visuale di medio lungo periodo e fin quì ci siamo, sappiamo che oltre 4000 imprese in Italia hanno tra i 50 e i 500 dipendenti, per le microimprese (< 15 dipendenti) penso diversi milioni di aziende.

    Mi sembra che il governo con la logica del medio/lungo periodo stia studiando il sistema x rendere più competitive le nostre aziende in Europa.
    Quindi non mi meraviglierei che potrebbe in futuro cercare di ridurre le microimprese, per esempio incentivandole ad unirsi tra loro in base alle singole capacità produttive per avere più potenzialità e aiutarle magari per questo tipo di "passaggio" anche con incentivi di vario tipo.
    In poche parole non cè la parola "crescita" se non cè competività e qualità nella produzione.

    Da questo punto in poi forse riuscirei a capire le scelte del governo sull'art.18, se no che senso avrebbe come priorità?

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  6. Se un'impresa è in difficoltà economica, non c'è articolo 18 che tenga: manda a casa la gente punto e basta; ne ho di esempi dalle mie parti. Chiediamoci invece che fine facciano i 30 miliardi di € che lo stato (noi) trasferisce alle imprese ogni anno. Quanto tempo ci vuole per iniziare un'attività imprenditoriale? E le incombenze fiscali quante sono in un anno? occupiamoci di incentivi fiscali, detassiamo il lavoro, etc.. etc.. . Per cortesia occupiamoci di aspetti sensati e lasciamo stare la propaganda ideologica.

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