Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

lunedì 9 gennaio 2012

Grande danno, grosso animale, soluzione mortale

I diritti di Unicredit calano nel primo giorno di contrattazione in Borsa aggiungendo incertezza alla ricapitalizzazione da 7 miliardi e 500 milioni di euro della prima banca italiana. Secondo il Cancelliere tedesco Angela Merkel, le nuove regole di bilancio per la zona euro potrebbero essere decise entro il 30...
gennaio, un mese prima di quanto previsto. Philip Hildebrand si dimette dal vertice della banca centrale svizzera dopo che una transazione sul mercato valutario effettuata dalla moglie ha intaccato la sua credibilità.

Roberto Malnati - Responsabile gestione di Global Opportunity Investments a Lugano: "Se la Grecia non sarà in grado di accedere a nuovi finanziamenti e dovrà operare una sorta di insolvenza il mercato si attenderà l'insolvenza di altri stati sovrani a partire dai periferici europei e l'animale grosso sarà l'Italia".

- Risposta a Giast: "Non credete che le soluzioni finali alla crisi siano solo involuzione o evoluzione, e si calcola che in tutto il mondo circoli più denaro rispetto al valore di ciò che con esso si può acquistare, come se ne esce?".


20 commenti:

  1. Malnati dice: "Manca la capacità da parte dell'elettorato di essere così intelligente e così lungimirante da accettare il costo di una riunificazione vera"

    BINGO!

    Non è un problema di Casta. E' un problema di individui.

    Troppa gente prende per oro colato tesi preconfezionate da maitre a penser furbacchioni, senza riflettere un solo attimo se quelle tesi abbiano ancora senso.

    Nel Maggio scorso la maggioranza dei votanti si espresse affinché il controllo degli acquedotti rimanesse saldamente nelle mani dei politici.

    Tra qualche settimana, con molta probabilità, quei servizi e tanti altri ancora, verranno privatizzati perché la Storia ha deciso che è venuto il tempo di cominciare a pagare il conto di uno stile di vita che non possiamo più permetterci.

    Dovrebbe essere un'occasione più che sufficiente perché i sostenitori dello Stato Sociale, così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi, tornino rapidamente sulle loro posizioni rivedendole radicalmente.

    Temo, però, che Malnati abbia maledettamente ragione.

    RispondiElimina
  2. Salve,
    Buon Anno anche a Voi di Vloganza.
    Malnati sempre in gamba, ed io sono uno di quelli fregati da Unidebit! non so ancora che pesci prendere se vendere i diritti o fare aumento, bah..speriamo che dopo l'adc si riprenda sennò la veda dura per tutto il comparto e quindi dell'indice.
    Hans Castorp

    RispondiElimina
  3. Maurizio Piglia10 gennaio 2012 03:04

    @Hans...alla chiusura di ieri,vendi le azioni, compri i diritti e sottoscrivi, se credi al lungo termine.
    Attenzione, che potresti anche vedere i diritti a ( vicinissimi) zero...rastrellarne un po' e sottoscrivere, mettendoti in tasca la vendita di azioni...e se sei gia' azionista...lo puoi fare!!!

    Le parita' possono essere controllate con un Excel semplicissimo...in tempo reale. Si chiamano arbitraggi...
    Un saluto
    Maurizio

    RispondiElimina
  4. Beh, la Svizzera, come i paesi del nord Europa, ha dignità. Non è che in questi paesi non esistano disonesti, semplicemente se vengono beccati, si dimettono, questo vale se hai copiato un pezzeto di tesi senza citare l'autore, o se tua moglie ha comperato dollari in un momento topico per cifre che decisamente non cambiano la vita. L'Italia,al contrario, è un paese dove ormai non si riesce nemmeno più a stare dietro agli scadali, ministri delle finanze che pagano in nero affitti, case comprate "ad insaputa", o con sconti inenarrabili, come i vari casi, dalla Polverini a Patroni Griffi, per non parlare degi scandai di Propaganda Fides, baci ai mafiosi, mazzette ed aggiotaggi conclamati, assassini di studenti che tornano ad insegnare, capi delle bande armate graziati che diventano direttori editoriali o opinionisti,referenti delle mafie, messi come deputati, senatori o sottosegretari, sindaci che si stracciano le vesti per difendere gi abusi edilizi dei privati..questo tanto per citare qualche esempio. Ma davvero qualcuno crede seriamente che i paesi del nord europa vogliano fare umma umma con paesi in queste condizioni? E davvero gi investitori si devono fidare delle imprese italiane, e dele banche ? Io la vedo difficile, anche se, il modelo itaiano rischia di essere esporato per ragioni "familiari".

    RispondiElimina
  5. Grazie Maurizio per il consiglio, lo schemino con excel ce l'ho... credo che ora convenga o vendere i diritti o fare aumento, il vantaggio si attesta sui 7 centesimi, e tra acquisto e vendita me li mangio di commissioni...
    Saluti
    hans castorp

    RispondiElimina
  6. Qualcuno ha le idee confuse e si accorge che l'elettorato non è intelligente perchè rifiuta che l'acqua, fonte della vita sul pianeta Terra, non debba essere gestita da privati. Se ne può parlare ovviamente, nessun dogma.
    Il fatto che l'elettorato, con maggioranza infima x fortuna, ha permesso ad un figuro come Silvio Berlusconi di fare il Capo del Governo, tipo satrapo, per quasi 20 anni, non era un segno di poca intelligenza? Non importava aspettare il referendum sull'acqua per capirlo mi pare.
    I referendum che hanno ridicolizzato la figura del Cavaliere sulle leggi ad personam e sull'energia nucleare, non vengono mai rammentati, ovviamente.
    I liberisti duri e puri insistono nella loro arrogante ed ottusa idea di come deve essere la società perfetta.
    La società perfetta non esisterà mai(forse per fortuna) ma certamente una società che rifiuta il darwinismo sociale legato ad uno sfrenata avidità di ricchezza fine a se stessa, come predicato da certi liberisti da strapazzo,(sempre assenti e silenziosi sui diritti civili del cittadino) sarebbe già una buona società.

    Inoltre per precisare e per specificare meglio l'intelligenza individuale di chi lo ascolta, Malnati si riferisce alla riunificazione reale e politica dell'Europa, quando accenna all'intelligenza degli elettori, e un'Europa unita non significa certamente un'Europa senza un adeguato stato sociale, nè tantomeno uno Stato ostaggio della finanza d'assalto.

    Meno arroganza e + attenzione, prima di scrivere, per favore! Grazie

    RispondiElimina
  7. @Roberto

    La rete idrica nazionale è un colabrodo. Soldi per ripararla non ce ne sono. Gli amministratori locali sono per lo più incompetenti e corrotti. Date queste premesse, mi sembrava un'enorme cazzata non cambiare le cose.

    Invece no.

    Dopo averti letto, pare che sia una scelta estremamente intelligente lasciare le cose come stanno.

    Perché? Perché l'acqua è un bene vitale.

    Non so da te, ma da me il pane (come ogni altro genere alimentare) lo compero in esercizi commerciali posseduti e gestiti da privati tra loro in concorrenza. Non ci crederai, ma da me ancora nessuno è morto di fame.

    Toh! In Italia (quel paese con dove metà dell'acqua pubblica si perde nel trasporto) si consuma molta più acqua confezionata che nel resto del mondo ...

    A me continua a non sembrare particolarmente brillante avere una rete idrica bucherellata, ma so di certo che altre persone la pensano diversamente da me e sono stati ben lieti che quelli come te (con ben altra sensibilità ed un occhio attento al sociale) abbiano vinto, rendendo così poco competitiva l'acqua da rubinetto. Ciarrapico, ad esempio.

    RispondiElimina
  8. Maurizio Piglia11 gennaio 2012 03:26

    Il pane e' uno dei pochi esempi che non e' MAI uscito dall'area di controllo del governo.
    Si fanno le rivolte armate sul pane...al tempo descritto dal Manzoni non era controllato...con risultati ricorrenti descritti.

    Il prezzo del pane e' tutt'ora definito "amministrato" e il panettiere non lo fissa lui...ha dei massimi stabiliti, da li' puo' solo amministrare i suoi costi...non agire sul prezzo.

    QUALUNQUE servizio essenziale, come generazione e trasporto di energia elettrica, trasporto capillare d'acqua, sanita' generalizzata,istruzione scolastica, infrastrutture di telefonia e ferrovie, deve, per sua natura di "essenziale", occuparsi di essere accessibile a fasce di utenza che per loro natura e caratteristiche NON POTRANNO MAI ESSERE PROFITTEVOLI. (L'istruzione generalizzata non e' profittevole, in termini monetari..)

    I costi delle infrastrutture per rendere capillarmente accessibili i servizi essenziali sono colossali ( e colossale e' il costo di riparazione della rete idrica), talmente colossali che possono essere ammortizzati solo in periodi ultratrentennali e oltre e al puro costo di sostituzione del capitale, compito che puo' spettare solo allo Stato.
    Aggiungere una remunerazione al capitale e un profitto all'ammortizzazione di questi costi vuole dire non sapere o fare finta di non sapere che alcune fasce non potrebbero piu' accedere a servizi, per loro natura ESSENZIALI ( documentarsi sul significato della parola e' consigliato..). Rendere inaccessibili servizi essenziali a fasce numericamente non trascurabili della popolazione significa seminare i semi della rivolta armata e della guerra di classe.

    Quanto scritto sopra e riprodotto qui sotto ha un valore infinitamente superiore a qualsiasi efficienza ottenuta con astratti concetti liberisti, e ha un valore superiore perche' riguarda da vicino la vita di un grande numero di persone.

    " I liberisti duri e puri insistono nella loro arrogante ed ottusa idea di come deve essere la società perfetta.
    La società perfetta non esisterà mai(forse per fortuna) ma certamente una società che rifiuta il darwinismo sociale legato ad uno sfrenata avidità di ricchezza fine a se stessa, come predicato da certi liberisti da strapazzo,(sempre assenti e silenziosi sui diritti civili del cittadino) sarebbe già una buona società."

    L'acqua di rubinetto NON e' poco competitiva, dove non arriva acqua di rubinetto buona a volte si e' costretti a bere la bottiglia...ma non e' certo per la competitivita' che si sceglie la bottiglia.

    La soluzione dell'Italia NON e' e NON sara' mai privatizzare...ma sterminare col fuoco i ratti corrotti e le burocrazie inefficienti che ci infestano da tempo.
    E una burocrazia, puo' benissimo essere efficiente e non corrotta..lo so, ci vivo.

    RispondiElimina
  9. Bah, l'esempio del pane è davvero topico. Come ha ben detto Maurizio Piglia, il prezzo del pane è controllato, ma non solo. Per fare produrre a prezzi popolari, frutta, grano e verdura, la UE dà fondi agli agricoltori, sotto il nome di PAC (politica agricola comune). Tali finanziamenti impegnando circa il 34% del bilancio dell'Unione Europea.

    RispondiElimina
  10. In Italia il liberismo non è astratto: è totalmente assente. Prego di non spacciare il "crony capitalism" per liberismo.

    Dei quasi 2000 mld di debito pubblico, possiamo accollare il 100% delle responsabilità a tutti i socialismi che abbiamo subìto. Quelli di centro, di sinistra e, ultimo in ordine di tempo, quello del Berlusca.

    Dal dopoguerra ad oggi c'è sempre stata una continuità politica impressionante: spendere denaro pubblico in cambio di consenso. Non propriamente un caposaldo liberista.

    Suggerisco la visione de "Le mani sulla città", in cui viene mostrato molto bene cosa significhi lasciare il potere in mano a "rappresentanti". Non si parla certo di "concorrenza" o di "abbattimento delle barriere all'ingresso del mercato". Si parla, invece, di piani regolatori e di pieno controllo delle amministrazioni pubbliche.

    Il Berlusca è la continuità di quel potere, non certo un'eccezione o uno scadimento.

    Il decreto Ronchi allargava la GESTIONE dei servizi idrici LOCALI ai privati, con bando di gara, per una durata proporzionale agli investimenti, senza escludere (a seconda dei casi) di mantenere il regime attuale.

    Da nessuna parte si parlava di privatizzazione dell'acqua.

    Grazie all'esito di quel referendum, le probabilità di toppare qualche falla nella rete sono svanite (ma a nessuno pare interessare) e le società di gestione rimangono saldamente nelle mani dell'amministratore di turno, il quale nominerà discrezionalmente i dirigenti.

    Poi si sorprendono e si indignano quando scoppia il caso di qualche "parentopoli".

    "La situazione è grave, ma non seria", diceva Flaiano.

    RispondiElimina
  11. Il problema è che i partiti non vogliono Governare, ma vogliono il Potere per piazzare le loro cricche. Chi Governa a volte deve fare scelte impopolari, ed è per questo che esiste l'alternanza. Se la Germania va bene, è grazie alle riforme (impopolari) di Gerhard Schröder e non grazie alla Frau Kasner (merkel)che ne raccoglie i frutti. Bisogna vedere se chi governa vuole il bene del Paese o delle sue tasche, il resto è fuffa.

    RispondiElimina
  12. Maurizio Piglia11 gennaio 2012 17:03

    @Alberto

    leggendo il tuo intervento, mi pare che il nocciolo sia proprio quello, comunque...non tanto la struttura proprietaria, quanto che in Italia Pubblico significa automaticamente in mano a malfattori occupati a "sistemare" se stessi e "famigli" e non a espletare un ruolo dirigente serio...un serio amministratore del bene pubblico, riparerebbe le condotte ove necessario, assegnando il lavoro in base a convenienza economica ma anche a garanzia di qualita'. Non e' difficile, in teoria, poi il settore pubblico invece interviene con la terribile procedura delle "gare d'appalto" che trasforma il lavoro di un anno in dieci anni e il costo da 5 milioni di euro a 70, oppure 80 o a fino a quando si riesce a moltiplicare.

    il decreto Ronchi e' stato affondato in base a quel che ti ho detto io, si proponeva di affidare LA GESTIONE ( e quindi la facolta' di FISSARE I PREZZI Alberto, necessaria al concetto di gestione..)con ancora gli scellerati "bandi di gara" per una durata " proporzionale agli investimenti" , che , essendo ingenti, prefigurano permanenze ultradecennali e ben oltre.
    E' stato tentato, in Bolivia, societa' francese del gruppo Lyonnaise des Eaux....Se non li avesse rapidamente espropriati Evo Morales alla sua elezione e buttati fuori dal Paese, questi avevano costituito una specie di milizia per riscuotere i loro prezzi e " difendere" (armati...) le condutture.
    Non manca l'acqua in Bolivia, scende, purissima, dalle montagne....mancano le infrastrutture per distribuirla...ma se la metti in condotte forzate per darla alle citta'...devi ricordarti di mettere dei rubinetti per gli indios che l'acqua l'hanno presa dal torrente per secoli, e irrigare anche i loro pascoli d'altura...questi, per le societa' private, sono utenti marginali...non sprecano la "loro" acqua per mantenere una pastorizia di sussistenza, che consuma pochissimo...ma tiene vivi migliaia di Indios.

    Hai visto il caso Equitalia...nessuno discute il loro scopo principale...ma si sono rivelati forti solo coi deboli. I Grandi Evasori ( le Banche che fanno il dividend washing, Intesa ex del Ministro Passera ) non si sono mai scontrate con gli scherani di Equitalia.

    No Alberto, un Paese privatizzato, in Italia specialmente...non e' migliore.
    Un Paese onesto lo sarebbe, un Paese uguale per potenti e per chi lavora....

    RispondiElimina
  13. Si oltre a Profumo di Frode, fatto con i "tax trading" per fregare l'erario tra il 2004 ed il 2009 di 3 miliardi e mezzo , per non parare dei 31 miliardi di euro evasi dalla Atlantis di Corallo-Walfenzao...con Padrini davvero inediti dei sateliti Tulliani e con decreti ad hoc di Siniscalco...va beh, lasciamo perdere,, ma atro che IMU e pensioni e privatizzazioni del'acqua..

    RispondiElimina
  14. Ah bè, allora perché non parlare delle RIUSCITE privatizzazioni in Gabon, Guinea, Filippine, Cambogia, Cile e Argentina (Fredrik Segerfeldt, "Water for Sale", qui sotto il link al suo libro su google books).

    http://books.google.it/books?id=SIprmbevhSYC&printsec=frontcover&dq=Fredrik+Segerfeldt+Water+for+Sale&hl=it&sa=X&ei=RfYNT8unJoOCOsannLcH&ved=0CDQQ6AEwAA#v=onepage&q=Fredrik%20Segerfeldt%20Water%20for%20Sale&f=false

    Di privatizzazioni ce ne sono di mille tipi, di statalizzazione sempre e solo una. E soprattutto nel terzo mondo, produzione e distribuzione di acqua e cibo sono saldamente nelle mani dei governi, con risultati eloquenti.

    Da noi l'importante è non privatizzare. Eppure la rete colabrodo (in queste condizioni da cinquant'anni) è TUTTA opera delle amministrazioni locali.

    Per quanti altri decenni dovremo invocare il Paese onesto, prima di cambiare strada? E soprattutto, perché proseguire in questa infruttuosa attesa?

    RispondiElimina
  15. @Maurizio Piglia

    Mi inserisco in questa discussione molto interessante fra Te, Neriana e Alberto, sulla questione più terra terra di Unidebit.
    Dopo due giorni che ci studio su ho capito meglio quello che mi consigliavi su Unicredit. E' la cosa più giusta da fare, vendo le azioni, certifico purtroppo la grande perdita, ma esercito i diritti con il ricavato della vendita più qualche cosa, ma inferiore nel caso avessi aderito all'aumento anche con le azioni in possesso a prezzi di carico moto alti (14,33) ed in più mi trovo il pacchetto nuovo a 1,94 con minusvalenze da recuperare... Hai completamente ragione, grazie mille!
    Hans Castorp

    RispondiElimina
  16. Maurizio Piglia12 gennaio 2012 02:07

    Alberto

    "Se fosse compreso che il Governo non ha limiti di bilancio, allora potrebbe spendere come gli pare, acquisendo una fetta troppo grande delle risorse nazionali" Larry Randall Wray Professore di Economia all'Universita'di Kansas City, Missouri.

    Dagli anni 70 e' in atto una guerra ideologica, economica e sociale da parte del capitale privato oligarchico per distruggere la triplice fondazione della democrazia moderna: Cittadini , Stato e Legge.
    Io sono in Nuova Zelanda perche' NON intendo far parte dell'Europa di un governo non eletto e con un Parlamento inutile e imbelle. Io intendevo essere parte dello Stato Italiano cercando di farne uno strumento controllato dai Cittadini.

    Sia chiaro, io sono un nemico dichiarato del liberismo e del darwinismo sociale professato dai profeti del privato...anche se ho rinunciato a restare di cercare di cambiare qualcosa in Italia ...nel momento in cui lo Stato Italiano ha rinunciato alla sua sovranita' monetaria.
    Li', ho capito di aver perso...e che era ora di cambiare aria.

    RispondiElimina
  17. In effetti con la privatizzazione del Patrimonio pubbico dell'Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) , settimo fatturato al mondo, venduto per un piatto di lenticchie, è iniziata la deindustrilizzazione, la delocazione delle imprese e le premesse di recessione del'Italia, e, stando ai dati economici, è aumentato il debito pubblico. Insomma bella cosa la privatizzazione?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'IRI fu fondata da Benito Mussolini.

      Lo ricordo tanto per cominciare col piede giusto e capire di cosa parliamo: di una delle massime espressioni di dirigismo, di controllo statale del tessuto economico e quindi della società intera. Parliamo di un incubo orwelliano, insomma.

      Questo gioiellino andava così bene che hanno deciso di "privatizzarlo" dopo almeno vent'anni di conti in rosso di tutte le società del gruppo.

      Nel '92 avrà pure avuto un grande fatturato (sfido io, con quelle dimensioni giurassiche), peccato però che una volta calcolata la differenza tra costi e ricavi, risultasse avere una PERDITA che ammontava a circa 5000 mld (di lire). Tutto merito dello Stato e dei suoi ligi servitori, ancora non erano avviate le "privatizzazioni" (boom!).

      Le logiche con cui veniva gestito erano quelle che ci hanno consegnato una buonissima parte dei quasi 2000 mld euro di debito pubblico: accumulare consenso tramite assunzioni smodate e regalìe varie, ben sapendo chi debiti sarebbero stati ripianati ogni anno dallo Stato (denaro pubblico dirottato a coprire debiti elettorali, anziché alla crescita o ad opere di pubblica utilità).

      Negli anni '70 Italsider, Finsider, Alfa Romeo e tutte le altre le puoi comodamente trovare su internet, fino ad arrivare ai "gioielli" Alitalia e Tirrenia, avevano bilanci rosso sangue ed erano sommerse dai debiti.

      E meno male che la santissima Europa, all'inizio dei '90, ci impose (già allora) di ridurre il debito, altrimenti l'IRI ce l'avremmo ancora tra noi. Assai a malincuore i politici dovettero rinunciare ad un tale serbatoio di voti, ma trovarono il modo di mantenerne molti, passando "formalmente" la proprietà a uomini di paglia.

      Non è elegante spacciare il "crony capitalism" per liberismo. Se vuoi privatizzare per aprire alla concorrenza lo comunichi al MONDO, apri l'asta e chi fa l'offerta migliore se lo porta via.

      Se ti rifiuti di vendere Alfa Romeo a Volkswagen o ai giapponesi che hanno progetti seri a medio e lungo termine, solo perché Agnelli non vuole concorrenza in casa propria, quello è tutt'altro che liberismo. Quella è la migliore via per arrivare al nostro attuale NANISMO industriale.

      Dare al Mercato le colpe delle scelleratezze dello Stato è un esercizio incoraggiato dai politici e praticato da tanti cittadini. E' puro conformismo.

      Sono proprio queste posizioni preconcette alla base del fiorire della peggiore politica. In questi giorni i politici più impresentabili, da Scilipoti a Storace, fanno a gara a promettere protezione a questa o a quella categoria "minacciata" dalle liberalizzazioni. Ho pure sentito Rizzo (quello che ha mandato il telegramma di condoglianze per la morte di Kim Jong-Il) difendere i tassisti, da sempre zoccolo duro della destra.

      Rimango sempre più dell'opinione che il problema sono i cittadini che rinunciano ad affrancarsi dal giogo dei politici. Scusa lo sfogo e spero che nessuno abbia perso tempo per arrivare a leggere fino a qua, ma non hai idea della tristezza che mi mette addosso.

      Elimina
  18. Maurizio Piglia12 gennaio 2012 16:03

    Alberto

    vai tranquillo, che il bello del discutere...e' far emergere divergenze e punti di contatto possibili.

    Guarda che solo i politicanti di professione non cavano niente dalle discussioni, se dovessimo discutere su situazioni e soluzioni reali io, te e Neriana o chiunque altro campi di un lavoro onesto...mi sa che dopo qualche ora con qualcosa di accettabile ce ne usciamo...loro no.

    Un abbraccio

    RispondiElimina
  19. Mi scusi Alberto, ma l'incubo orweliano è quello del potere senza faccia, ovvero quello che vediamo oggi e che,antesinianamente aveva individuato Toqueville. Cito da un articolo di M. Viroli : - "Benjamin Constant mette in guardia contro "il dispotismo dei moderni" che prende forma di un potere oppressivo esercitato questa volta "con l'autorità e a nome di tutti"; Alexis de Tocqueville individua nella società democratica un dispotismo "di nuova specie", un "potere immenso e tutelare" che "avvilisce gli uomini senza tormentarli"; John Stuart Mill denuncia il dispotismo dell'opinione pubblica che manipola le idee e, diversamente dalla tirannia, non opera solo sulle azioni ma anche sulla mente. - ( tutto l'articolo qui :http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/021016a.htm ). Detto queste e società democratiche vere si basavano sue comunanze, ovvero sui beni comuni, che, essendo comuni andavano gestiti con diligenza. Il problema che lei solleva, non è dovuto alla proprietà delo Stato, ma nella classe dirigente/politica che abusa dei beni comuni per fini propri. Insomma non conviene buttare il bambino e l'acqua sporca, ma conviene eliminare l'acqua sporca.

    Ora non credo che sia sempre sana la cosa pubblica, e, se ci fossero delle regole chiare non disdegno l'imprenditoria privata. Il problema è nel'assenza di regole. Certamente l'IRI era un carrozzone, ma, anzichè renderlo attivo e trainante dell'economia, lo si è svenduto. ( http://it.wikipedia.org/wiki/IRI)
    Non si puo' negare che il trend negativo dell'Italia inizia proprio con la svendita dell'IRI per poi esplodere nel 2002 sia perchè la Cina entra nel WTO, sia con l'entrata dell'Italia nell'area Euro. Ora era perlomeno molto prevedibile che se 'economia industriale italiana stava in piedi solo grazie all'inflazione, non avrebbe retto con una moneta non inflazionabile, creando ovviamente un fenomeno di deocazione delle imprese, non più legate al territorio /Stato.

    Curiosità, è che anche Mussolini istituì l'IRI e ì IMI per evitare il fallimento delle principali banche italiane (Commerciale, Credito Italiano e Banco di Roma ) già provate dalla crisi de '29.

    RispondiElimina

Per commentare é necessario un indirizzo email "@gmail.com". Se non ce l'hai puoi farlo qui, oppure iscrivendoti al vlog. Altrimenti puoi usare una delle altre opzioni disponibili nel menù "Commenta come".