Tra poco in video con Philip Corsano, Economista di Gnostam LLC: "Il problema è che in Europa ci sono troppe banche, continuare a dare sussidi a tutte queste banche è una forma di follia, bisognerebbe riuscire a capire a che punto le banche europee dovrebbero essere ridimensionate" ~ L'Italia vende €6.25 mld di obbligazioni per favorire il finanziamento di €37 mld di debito in scadenza ~ Il rendimento del Btp decennale cala fino ai livelli dello scorso settembre e il differenziale con il bund tedesco si restringe fino a 353 punti base ~ Le prospettive su un secondo giro di prestiti a tre anni concessi dalla Bce alle banche europee assecondano la domanda di nuovo debito

venerdì 27 gennaio 2012

Promesse sul gas, minacce sul petrolio, attese sull'oro

Il Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, appoggia l'uso del gas naturale come combustibile per i trasporti, è più pulito, più a buon mercato e molto più abbondante del petrolio sul territorio americano. Alcuni paesi europei potrebbero attingere alle riserve strategiche di petrolio dal prossimo luglio in seguito...
all'embargo sulle esportazioni iraniane. Il prezzo dell'oro potrebbe salire per la quarta settimana consecutiva ed allungare il migliore inizio anno degli ultimi 30 anni.

Lorenzo Paloscia - Trader e Gestore di Etruria Capital Mgmt a Chicago, Illinois: "L'eventuale divieto di importazione di petrolio dall'Iran penalizzerebbe proprio i tre paesi che sono nell'occhio del ciclone della crisi, Italia, Spagna e Grecia, significherebbe alzare il prezzo in Europa per fare un bel regalo alla Cina che se lo ritroverebbe a buon mercato".


6 Commenti:

  1. è sempre un piacere ascoltare il bravo Lorenzo al quale vorrei chiedere anche come interpreta il crollo del baltic dry index e se tale indice anticipa il movimento dei prezzi delle materie prime o se non c'è correlazione.
    Grazie

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  2. Grazie Lorenzo. Sempre interessanti i tuoi aggiornamenti.

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  3. Riguardo il petrolio iraniano ci sono alcune novità interessanti. In primo luogo gli iraniani non accetteranno più i dollari americani e forse anche gli euro, prediligendo come valuta d'acquisto quella nazionale e come valute estere pregiate lo yuan e il rublo, con cui stanno fissando un concambio diretto senza passare dal dollaro americano. In secondo luogo, fatto a mio avviso emblematico e che potrebbe avere risvolti al momento difficilmente valutabili, nazioni come l'India pagheranno il petrolio iraniano in oro fisico... per approfondimenti suggerisco di visionare l'European Union Times, l'India Times e le testate giornalistiche cinesi.

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  4. Intervista interessante; non credo che, per il momento, il gas naturale inverta il trend ribassista!
    Financial Markets LAB

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  5. @Lux74 ho scritto sul BDIY un blog proprio ieri
    http://livingstone.finanza.com/2012/01/29/commodities-28-gennaio-2012-crollo-del-baltic-dry-index/

    spero che possa rispondere alla tua domanda

    @Andrea
    Non mi meraviglio che l'Iran voglia abbandonare l'euro, meno sicuro che sia in effetti interessato ad abbandonare del tutto anche il dollaro. Cmq questo articolo di zerohedge confermerebbe quello che dici, ovvero che l'Iran sarebbe intenzionato a trovare sbocchi diversi per il suo petrolio http://www.zerohedge.com/news/iran-blinks-delays-vote-european-crude-export-halt-even-us-escalates-military-developments-agai

    @Financial
    Credo che il gas avra' difficolta' a superare i 4$ - 4.5$ quest'anno ma oggettivamente non credo che possa scendere troppo sotto i 2$. L'offerta e' in effetti ancora elevata e la domanda langue, ma la stagionalita' punterebbe ad un minimo in febbraio per varie ragioni (manutenzione centrali nucleari e carbone, chiusura pozzi in anticipazione della riduzione della domanda primaverile, potenziali gelate tardive in Marzo, inizio coperture dei consumatori per la stagione estiva).

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    1. Grazie. Cmq sembra che questro embargo abbia degli "esentati" in ambito europeo. Le motivazioni dell'esenzione dal rispettare l'embargo trovo che siano assolutamente opinabili...

      http://nuovediscussioni.blogspot.com/2012/01/londra-e-parigi-decidono-che-sara-roma.html

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