Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

venerdì 13 gennaio 2012

Effetto calcio al barattolo

L'eccezionale iniezione di contante nel sistema finanziario effettuata il mese scorso dalla Bce sta iniziando a lubrificare il mercato del credito, secondo il Presidente della banca centrale Mario Draghi. L'Italia vende €4.75 mld di debito, l'obiettivo massimo della seconda asta dell'anno mentre il costo dei...
finanziamenti continua a scendere. Il mercato azionario sale al massimo degli ultimi due mesi e aumentano i prezzi delle materie prime dopo il successo dell'asta italiana.

Maurizio Piglia - Direttore investimenti della banca Savings & Investments a Auckland, Nuova Zelanda: "La situazione è decisamente migliore dopo l'iniezione di liquidità della Bce ma la montagna di debito rimane insieme alle manovre recessive, non possiamo escludere che il peggio sia più avanti, che questo sia solo un'altro calcio al barattolo".

- Risposta a
Stefano Lucaccini: "La Bce aiuta le banche che a loro volta salveranno l'euro?".
Juri Castellani: "Non è illogico il fatto che la quantità di denaro nel sistema possa aumentare o diminuire?".


18 commenti:

  1. Non capisco cosa potrebbe succedere coi titoli greci. Alcuni son convinti che li pagheranno a 40, a fronte di un 25 nominale...si parla di un 50, ma francamente appare assurdo. In ogni caso se si fa l'haircut significa che la Grecia va in default ed in tal caso sarebbe costretta per forza ad uscire dall' euro, o no? Esiste una maniera per farla rimanere nell'euro? Ho paura che le studieranno tutte piuttosto che lasciarla andare via per paura che prima o poi la segua qualcun'altro...

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  2. Sempre interessanti gli interventi di Maurizio Piglia, ma mi sarebbe piaciuto di più sentirlo dopo la notizia dei vari declassamenti dell'agenzia di rating Standard&Poor's a cominciare da quello più eclatante della Francia...
    Capisco però che sarebbe stata una levataccia per l'ora di laggiù... ;-)
    Hans Castorp

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    1. Maurizio Piglia16 gennaio 2012 00:18

      L'ho mancata comunque di poco Hans...vedi che stavolta il barattolo non e' andato lontano..

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  3. Buongiorno Luciano,TUTTI CI GIOCANO CONTRO,la Merkel,l'EBA che con un tempismo da polli o da kiwi chiede alle banche europee di ricapitalizzarsi(a proposito,ma da chi sono indicati i membri di questo ente?),le agenzie di ratings che giocano ad affondare l'Europa che è come sparare sulla croce rossa...Mi viene il dubbio che non sia tutto casuale.Un abbraccio

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    1. Maurizio Piglia16 gennaio 2012 00:19

      beh...non c'e' bisogno che ci giochino tutti contro.
      Abbiamo fatto abbastanza danni da soli nei 17 anni di Governo del Cav. Banana

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  4. Io non capisco perchè la BCE non riesca ad imporre alle banche che prendono a prestito liquidità all'1% l'obbligo di immettere tale denaro nel sistema, in particolare per finanziare le imprese, invece di tenerlo sotto chiave...e far sì che tale liquidità arrivi direttamente a chi ne ha veramente bisogno per creare occupazione e sviluppo economico bypassando le banche, è un'ipotesi realizzabile?

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    1. Calcando la mano sulla politica della "homeownership", i governi americani spinsero le banche a concedere mutui ipotecari a soggetti privi di garanzie e così crebbe il credito subprime.

      Regalare soldi con mutui, sovvenzioni, incentivi, è sbagliato perché porta il mercato a crescere in modo innaturale e sproporzionato, creando bolle. E quando una bolla scoppia, in tanti si fanno male, anche quelli che non hanno partecipato alla festa.

      Doppiamente sbagliato, poi, è dire a qualcuno come deve spendere i soldi che ha: se non credi che sia capace di spenderli, perché darglieli?

      Come hanno già ripetuto più volte molti ospiti di Vloganza, tra cui lo stesso Piglia, chi sbaglia deve pagare e non deve essere salvato (non con soldi pubblici), altrimenti si crea la piaga peggiore: la deresponsabilizzazione.

      Dopo aver ripianato i debiti delle banche, i governi hanno peggiorato i propri conti ed eccoci qua a dibatterci con la crisi del debito sovrano. Lo hanno fatto adducendo al pericolo di un credit crunch. Come me, anche Beatrice ha l'impressione che quel problema non sia stato risolto. In compenso ne hanno creato un altro, parimenti pericoloso.

      La morale è sotto i nosti occhi: meno i governi e i governanti mettono becco nell'economia e meglio è per tutti.

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    2. Maurizio Piglia16 gennaio 2012 00:36

      Alberto, vorrei ricordati di non guardare soltanto la paglia nell'occhio del pubblico, ma la trave in quello del privato.
      Quel che accelero' immensamente la produzione di mutui subprime non fu tanto una politica governativa incoraggiante la homeownership...
      Quella politica non avrebbe influenzato banche gestite in maniera responsabile e capaci di analizzare il merito di credito.
      Il grosso incentivo fu di aggirare le regole sulla capitalizzazione minima dell'8% sui prestiti delle banche private, attraverso la "securitization" e rating compiacenti di agenzie di rating che si sono fatte ingolosire dai fees...e non hanno capito minimamente che gli algoritmi usati dalle banche servivano solo ad aggirare le regole sulla capitalizzazione minima e a rendere ancora piu' fasullo il VAR.
      Il tutto, certo, condito da regolatori imbelli ed incompetenti, e da un'armata di lobbysti agguerrita e pesantemente finanziata, prontissima a respingere richieste di maggior capitalizzazione e prudenza proprio in base a "principi" distorti di concorrenza .
      Quando io dico che chi sbaglia deve pagare...intendo i banchieri privati, Alberto, ed invoco il sano capitalismo che se devo salvare una banca coi quattrini del contribuente...diventa di proprieta' dello Stato che la ricapitallzata, la ristruttura come meglio crede , e poi la rivende non per un tozzo di pan secco...ma per il valore di quel "mercato' che il settore privato invoca solo a senso unico...quando fa comodo a lui.

      La morale e' sotto i nostri occhi: Quando le regole vengono diluite e "dimenticate" per favorire la "concorrenza" gli utili , si strepita siano del privato...ma le perdite , il privato corre ad accollarle allo Stato e ai governi.

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    3. I governi dispongono dei soldi pubblici, NON i privati. I privati potrebbero strepitare all'infinito, ma se i governi gli rispondessero picche, non otterrebbero un solo centesimo.

      Salvataggi, finanziamenti, incentivi, sovvenzioni, contributi. Tutte decisioni prese da amministratori pubblici, per accaparrarsi consenso (quindi essere rieletti) a favore di pochi, ma a spese di tutti.

      Chi spenderà più oculatamente i miei soldi: io oppure uno sconosciuto che non è costretto a rendermi conto del suo operato?

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  5. Beatrice,sarà perchè i soci BCE sono questi ?

    Deutsche Bundesbank 18,94 1.406.533.694,10
    Banque de France 14,22 1.056.253.899,48
    Banca d'Italia 12,50 928.162.354,81
    Banco de España 8,30 616.764.575,51
    De Nederlandsche Bank 3,99 296.216.339,12
    Nationale Bank van België/Banque Nationale de Belgique 2,43 180.157.051,35
    Τράπεζα της Ελλάδος/Bank of Greece 1,96 145.939.392,39
    Oesterreichische Nationalbank 1,94 144.216.254,37
    Banco de Portugal 1,75 130.007.792,98
    Suomen Pankki-Flnlands Bank 1,25 93.131.153,81
    Central Bank and Financial Services Authority of Ireland 1,11 82.495.232,91
    Národná banka Slovenska 0,69 51.501.030,43
    Banka Slovenije 0,33 24.421.025,10
    Eesti Pank 0,18 13.294.901,14
    Banque centrale du Luxembourg 0,17 12.975.526,42
    Banca centrale di Cipro 0,14 10.167.999,81
    Bank ĊentraliMalta

    Ovvero delle stesse banche private ?’

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    1. Maurizio Piglia16 gennaio 2012 00:37

      Quelle che citi qui sopra sono TUTTE banche Centrali...ma il filo va' seguito un passo oltre.
      Le Banche Centrali di cui sopra sono partecipate TUTTE da banche private.

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  6. Una domanda per il sig. Piglia:

    Da quello che mi e' sembrato di capire abbiamo due obiettivi molto importanti da raggiungere nei prossimi anni. 1 il pareggio di bilancio nel 2013 e 2 la progressiva riduzione del ratio debito/pil dell'italia al 60% entro il 2020. Il Presidente del consiglio Monti dice che tutto cio' e' fattibile. Vorrei sapere da lei quanto in realta' lo sia, tra downgrade, imminente credit crunch, recessione e altri pericoli lungo la strada....

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    1. Maurizio Piglia16 gennaio 2012 00:40

      Il 1, cioe' il pareggio di bilancio nel 2013, potrebbe anche essere fattibile ( a costo della recessione che gia' sta arrivando...
      Il secondo e' un'idiozia di proporzioni tali che dal mio vecchio Prof. di macroeconomia non me lo aspettavo...:)

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  7. Sig.Piglia altro che calcio al barotto, alle agenzie di rating darei un calcio...
    Si dice basta tasse è ora di parlare di crescita! ma la crescita vuol dire far lavorare le imprese, riaprire il credito alle imprese e queste hanno già i loro enormi problemi con le banche e ora abbsando di nuovo il giudizio di credito che effetto si ha sull'economia reale per i vincoli a cui gli intermediari finanziari devono sottostare?(Basilea II)
    Leggo che il nuovo rating attribuito ai titoli di debito pubblico italiani causerà un aumento del coefficente di ponderazione delle riserve patrimoniali iscritte nei bilanci aziendali a copertura del rischio del credito dal 20 al 50%.(vedi tabella)
    http://www.mc.camcom.it/uploaded/Allegati/Promozione/Doc/Doc-04-Basilea-2.pdf

    Un'ultima cosa sulle agenzie di rating, un video divertente: non le sembra anomalo sig.Piglia che S&P non capisca che la crisi debitoria è una crisi per il creditore, cioè per la Germania?
    http://youtu.be/zQ_q9Q4vRxw

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  8. Maurizio Piglia16 gennaio 2012 00:41

    Le agenzie di rating, adesso, stanno solo facendo il loro lavoro. Notarizzano una situazione esistente. Non sono loro la causa..

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  9. Mi rifaccio a quello che dice Piglia intorno al 10' dove parla di pareggio di bilancio che l'Italia raggiungerebbe nel 2013 ma sarebbe controbilanciato da recessione e interessi del debito pubblico, c'è una bella intervista sulla La Stampa a Martin Feldstein economista di Harvard e consigliere di Obama recentemente e di Ronald Reagan, dove in sostanza lui sostiene che l'Italia con le manovre di Monti riuscirebbe a salvarsi da sola senza l'aiuto di Bce, Fmi e Efsf, e cito: ...la recessione in Europa farà crescere la componente ciclica del deficit italiano, il Governo deve spiegare che il suo deficit ciclicamente corretto tende al surplus e che il surplus aumenterà nei prossimi anni....
    A proposito di barattolo scalciato più avanti, oltre a questa analisi è davvero notevole l'articolo di Bill Emmott, ex direttore dell'Economist e che ora collabora con La Stampa, sempre di Domenica dove con sagacia con lo stile alla Piglia descrive la situazione e il non vedere la realtà dei politici Europei... qui il link: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=9651

    Hans Castorp

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  10. Buongiorno Luciano,un punto sul quale il dibattito in corso scarseggia,ma io credo di fondamentale importanza,è l'evoluzione del quadro politico in Italia.Penso che Monti possa e debba scendere in campo nella futura contesa elettorale, in quanto è l'unica persona in grado ,grazie alla sua autorevolezza,di trascinarci fuori, pur con grandi sacrifici,dalla situazione fallimentare in cui ci ha trascinati la classe dirigente degli ultimi decenni.

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    1. Per ora sappiamo che Monti si è impegnato a guidare l'attuale governo fino alla fine della legislatura nel 2013 e che si è impegnato anche a non presentarsi alle elezioni che dovrebbero seguire. Al di la di questo non credo si possano ancora fare previsioni attendibili su quanto potrà accadere. Di certo sappiamo che questa è una crisi della politica.

      Se fossimo un normale periodo di anormalità italiana saremmo probabilmente già entrati in campagna elettorale e un anno e mezzo sarebbe passato un fretta tra le solite promesse, gli insulti e l'arroganza dei politicanti e la rassegnazione dei cittadini. Adesso è almeno lecito sperare in qualche cambiamento e magari nel 2013 avremo un paese abbastanza diverso da pretendere una diversa classe politica.

      Saluti

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