Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

lunedì 30 gennaio 2012

Concentrarsi su stimolo a domanda e sistema creditizio

I capi di stato e di governo dell'Unione europea si riuniscono a Brussels per il primo summit del 2012 mentre il deterioramento dell'economia e l'incertezza sull'accantonamento del debito greco rischiano di vanificare gli sforzi per risolvere la crisi. I Btp a dieci anni interrompono due giorni di guadagno, il Tesoro...
vende €7.5 mld di debito, un livello inferiore all'obiettivo massimo. Il Presidente Giorgio Napolitano riceve la laurea Honoris causa in Relazioni internazionali dall'Università di Bologna tra le contestazioni di piazza.

Paolo Manasse - Professore di Economia politica dell'Università di Bologna da Milano: "Il governo Monti dovrebbe concentrarsi su due aspetti importanti, usare i soldi recuperati dall'evasione per abbassare le aliquote sugli scaglioni più bassi e trasferire la riduzione degli oneri sul debito a breve anche alle imprese per stimolare la domanda e ottenere un sistema creditizio più competitivo".


5 commenti:

  1. Ma si, non prendiamocela con i sistemi finanziari, con la BCE e nemmeno con i loro maggiordomi, ormai il panglottismo e la "teologocosmoscemologia" è la nuova dottrina del terzo millennio. Certo, qualcuno sussurra che nessun pazzo investirà in Italia, qualcuno pensa che la lotta all'evasione fiscale è lecita se la tassazione fosse sostenibile per le imprese, qualcuno molto sommessamente pensa che portare capitali in Italia, è come buttarli al macero...ma ormai nessuno più crede che è con l'economia reale o con l'imprenditorialità che si crea la ricchezza. Poco male, in un'era di Fiat money, è giusto rifugiarsi nei mondi virtuali o darsi alla soma ed evitare accuratamente i Melampo Monti ed il campo dei miracoli oggi chiamto banche.

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  2. Professor Manasse lei che ne pensa dell'insistenza del governo sull'articolo18, è strano ma a quanto pare le imprese non se ne fanno un problema.
    http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1437

    La farò breve:la germania è molto competitiva anche se i lavoratori tedeschi non sono molto felici, quello che vogliono lo sappiamo e cioè pretendono che tutti adottino questo tipo di modello produttivo (il loro modello) ma perchè lo vuole la germania? perchè possiamo così competere con lei? non penso proprio! e allora mi richiedo "perchè al governo italiano interessa tanto ELIMINARE l'articolo 18"?
    Forse per caso interessa agli imprenditori tedeschi guarda caso tramite BCE? e perchè mai????



    Thorz l'alemanno
    http://www.youtube.com/watch?v=NAT37xf-ZHg

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    1. Gianni,

      l'equità sociale non è sufficiente come motivo per eliminare l'articolo 18?

      Dei lavoratori dipendenti, solo i 2/3 sono tutelati dall'articolo 18.

      Se ci aggiungiamo gli autonomi (lavoratori anch'essi, dove confluiscono partite iva monomandatarie, contratti a progetto, etc) quelli tutelati non superano il 46%. La minoranza.

      Dati presi dalla CGIA di Mestre

      http://www.cgiamestre.com/2011/12/quasi-dueterzi-dei-lavoratori-dipendenti-sono-tutelati-dall%E2%80%99articolo-18/

      Ripeto, perché non cercare la ragione nella elementare equità sociale?

      Perché non proporre che da questo istante, tutti i contratti in essere, nonché i nuovi, verranno coperti dall'articolo 18? A tutti, a partire dalle badanti. Quali conseguenze potremmo immaginare?

      Se conviene facciamo così, altrimenti definiamolo per quello che è, cioè una fonte di iniquità e immobilismo sociale.

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  3. Secondo me Alberto se vogliamo equità sociale dobbiamo far aumentare del 20% gli stipendi degli operai tedeschi e solo allora potremmo costruire una bella Europa basata sull'equilibrio, sull'equità quella vera non quella alla "Thorz l'alemanno".
    In precedenza non volevo dire che le riforme tedesche sono state inefficaci ma volevo solo dire che le "riforme" tedesche consistono nel fregare i partner europei, tutto quì.
    Ti rendi conto che questa crisi a portato a valori delle nostre aziende alquanto bassi(oltre il 50%) e quindi secondo te è ragionevole pensare che qualcuno potrebbe fare shopping?(IDE)
    Magari senza articolo 18 tra le palle.

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    1. Non capisco davvero dove porti e a cosa serva questo modo di rappresentare la realtà, favoleggiando trame contorte e ignorando bellamente l'evidenza.
      Ci sono dei numeri chiari: l'articolo 18 copre meno della metà dei lavoratori.
      Sono falsi questi numeri?
      Oppure, è accettabile che solo una minoranza possa godere di pieni diritti sul lavoro?
      Una volta data risposta a questi due punti, si possono rincorrere altre tesi. Perché ignorarli?
      Fino ad allora, però, rimangono solo delle speculazioni autocompiaciute o addirittura un diversivo per allontanare l'attenzione dal problema.

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