Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

martedì 13 dicembre 2011

Azioni e obbligazioni sul ciglio del precipizio

Il Fondo di stabilità debutta sul mercato del debito europeo con la vendita di 2 miliardi di euro di obbligazioni a tre mesi per finanziare i prestiti ai paesi contagiati dalla crisi. I buoni italiani invertono l'andamento e salgono per il terzo giorno consecutivo in seguito all'acquisto effettuato sul mercato secondario dalla...
Banca centrale europea. Il mercato azionario chiude in ribasso nonostante l'aumento della fiducia degli investitori tedeschi e la vendita superiore alle attese di debito spagnolo.

Gianluca Braguzzi - Direttore gestioni e strategie di Total Return Sgr a Mantova: "I mercati finanziari stanno covando, non si vede tornare denaro e il loro andamento incerto, zoppicante con continui ripensamenti facilita l'emergere di nuove pressioni al ribasso, sull'azionario come già sull'obbligazionario siamo sull'orlo del precipizio".

- Risposta a
Paolo Albereti: "Perché si parla sempre di titoli di stato quando si parla della crisi dell'euro?".
Giacomo Pintossi: "La mia linea di investimenti è sicura contro l'inevitabile crack dello stato italiano?".
Alessandro Venturi: "Quali potrebbero essere le ripercussioni della fine dell'euro?".


8 commenti:

  1. Ma cosa sara' mai quel gesto che Luciano solo continua imperterrito a presentarci alla fine di ogni video?

    Luciano , ma sei venusiano ?

    Beh Gianluca non ci casca ....

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  2. Maurizio Piglia14 dicembre 2011 03:34

    V....come Winston Churchill...ma credo voglia dire, semplicemente, V come Vloganza.
    Tutto li'....nessuno deve "cascare" in niente, mi pare...

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  3. Buongiorno Luciano,grazie per il servizio che date,se posso gradirei porle una domanda o forse la domanda:perchè è cambiata la percezione del debito nel mondo rispetto a qualche tempo fa e quindi si è deciso di far fallire il mondo occidentale o una parte di questo?
    Grazie ancora,vi seguo sempre.pino decaroli

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  4. V come vloganza o vittoria se vuoi sui media nazionali.HIHIHI....

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  5. Ciao Luciano, ciao Gianluca, sempre un piacere ritrovarvi.

    Relativamente alle obbligazioni tedesche e olandesi non viene detto però qual'è uno dei motivi, forse il più importante, del perchè costino così tanto.

    Sono utilizzati in qualità di valori in garanzia (collaterale). Garantirsi con obbligazioni italiane è più difficile e più oneroso.

    Ci tenevo anche a fare insieme con voi alcune considerazioni di cui vorrei sapere cosa ne pensate.

    Relativamente alla situazione macro attuale:

    1) Le economie occidentali sono in deleveraging, ossia stanno tentando di ridurre il debito.

    2) La riduzione del debito, che prevede scelte di politica economica di contrazione o recessiva, in questo momento non è accompagnata da una politica economica espansiva, ossia dall'incremento della massa monetaria, nè in Usa nè in Europa a esclusione della Gran Bretagna che ha avviato un QE da 230 mld di pounds (anche il Giappone stà facendo una scelta del genere).

    Come l'Italia della lira ha più volte dimostrato in passato, se si stampa moneta ci si "dimentica" del debito pubblico. Il Giappone docet.

    3) Buona parte del denaro immesso finora nel circuito finanziario è stato sterilizzato con la ricapitalizzazione degli istituti finanziari. In Europa l'Eba ha chiesto ulteriori rafforzamenti.

    4) La liquidità presente nel circuito è praticamente ferma, non gira. L'apparato industriale e privato ha difficoltà ad accedere al credito e le aziende che grazie alle ristrutturazioni degli ultimi anni sono piene di cash lo tengono fermo o lo usano prevalentemente per operazioni di M&A o di buy back, ma non per espandere o rilanciare il business.

    5) I motivi di cui sopra (massa monetaria incrementata ma non circolante) hanno provocato l'aumento dei prezzi dei metalli preziosi in particolare contestualmente ad un abbassamento dei prezzi al consumo e del lavoro (deflazione). L'inflazione è causata non solo dall'incremento della massa monetaria ma anche dalla velocità di circolazione della stessa, prevede un aumento corale dei prezzi e su certi valori è indicatore di crescita.

    6) In un contesto di questo tipo l'anno prossimo e i due anni a seguire andranno in scadenza obbligazioni statali e corporate per un ammontare pari a quattro volte quello scaduto quest'anno. Se non si stampa moneta non si capisce come questi debiti potranno essere onorati/rinnovati.

    7) Le economie emergenti sono in raffreddamento. Un incremento del pil inferiore al 7% annuo in Cina vedrebbe l'impossibilità di continuare a incrementare i posti di lavoro, anzi porterebbe parecchie aziende a chiudere e segnalerebbe probabili tensioni sociali interne al paese.

    8) L'incremento della massa monetaria per sortire i suoi effetti ci impega un anno, anno e mezzo. Per cui, anche se il trend di "stampaggio" sembra timidamente invertito da un mese o due, ci vuole parecchio tempo perchè se ne vedano gli effetti.

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  6. Continuando...

    Riguardo la Cina aggiungo che se non ricordo male una crescita del pil intorno al 4,5% dovrebbe garantire la creazione di nuovi posti di lavoro.

    Per la Cina il problema, almeno momentaneo, deriverebbe dalla velocità di espansione avuta finora che portata celermente sotto determinati valori segnallerebbe la diffciltà nello smaltire l'enorme offerta di manodopera, che oltre tutto stà creando un grosso problema.

    L'abbandono delle campagne stà sensibilmente riducendo la produzione agricola e stà favorendo un processo di desertificazione.

    Riguardo l'euro.

    Non credo che l'euro deflagherà, anzi penso che sia prossimo a diventare una moneta molto, molto stabile e strutturata. I motivi principali che mi fanno pensare ciò sono: la somma dei debiti pubblici europei è inferiore al debito pubblico americano.

    La somma delle riserve auree europee è superiore del 20% e più delle riserve auree americane (+350 milioni di once contro 290 milioni di once).

    Piuttosto mi chiedo che fine farà la sterlina.
    La Gran Bretagna è priva di riserve auree e l'industria finanziaria su cui si basa, al contrario di quella di produzione di beni reali, trae vantaggio da una moneta forte invece che da una debole.

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  7. a chi come mè che entra in banca e non sà nemmeno cosa dirgli e si deve fidare dei consigli dei banchieri di turno che caspita potrei comprare?Considerando il mio portafoglio è molto modesto ma almeno salvarlo senza perdite future?
    Complimenti per l'informazione bravissiomo Gianluca

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  8. Gianluca Braguzzi15 dicembre 2011 11:19

    Partiamo dal presupposto che ogni gestore pensa di poter essere l'unico o quasi (ovviamente includo buona parte dei colleghi presenti su Vloganza)salvatore dei patrimoni.
    detto questo meglio NON fidarsi dei consigli delle banche. Un portafoglio frazionato tra titoli tedeschi e governativi in valute forti è l'ideale in questa fase per chi vuole stare sull'obbligazionario.

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