Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

venerdì 4 novembre 2011

Distruzione creativa, l'unica soluzione per la crisi del debito

L'Italia diventa la potenziale prossima vittima della crisi del debito sovrano con i leaders mondiali che invitano il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi, ad accettare il monitoraggio del Fmi sulla strategia di riduzione del debito. Il G20 esprime impazienza e irritazione verso l'incapacità europea di risolvere la...
crisi finanziaria dopo due anni di tentativi. Il Presidente della Bce Mario Draghi, indica l'intenzione di usare i tassi di interesse piuttosto che la creazione di nuovo denaro per sostenere la crescita, mentre la crisi spinge l'economia della zona euro verso la recessione.

Maurizio Piglia - Direttore investimenti della banca Savings & Investments: "È solo con la distruzione creativa schumpeteriana che si può pensare di sostituire una elite che ha fallito nel guidare nazioni e popolazioni, non  perseverando e mantenendo lo status quo".

- "Distruzione creativa" è un termine adottato dall'economista austro-americano Joseph Schumpeter, 1883-1950, nel suo libro del 1942: "Capitalism, Socialism and Democracy". Si riferisce a "un processo di cambiamento industriale che rivoluziona incessantemente la struttura economica dal suo interno, incessantemente distrugge la vecchia, incessantemente crea la nuova". Schumpeter considerava la distruzione creativa "il fatto essenziale del capitalismo".


21 commenti:

  1. se posso permettermi,

    dopo ci voglione le persone giuste al comando,

    e qui casca l'asino purtroppo x noi

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  2. maurizio, è la terza volta in 3 mesi che mi fai ca...re sotto. senti, parliamo fuori di metafora. tu credi che l'italia non sarà in grado (da qui al 2014) di ripagare il debito? credi che i btp non verranno rimborsati?

    domanda semplice, semplice. che mi mette i brividi...

    luigi da napoli

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  3. Troppo semplicistico affermare che e' conveniente il default.
    Il fatto poi che sarebbero le elite che non vogliono il default perche' non conviene loro, mi lascia perplesso.
    In realta' il default, con conseguente grande svalutazione monetaria, colpirebbe chiunque detenga uno stock di risparmio.
    Quindi colpirebbe tutti, e non solo le elite.
    Le elite, semmai, hanno per tempo imboscato le loro fortune in paesi esteri al riparo da ogni default.
    Oltre alla distruzione dello stock di risparmio un default si porterebbe dietro conseguenze inimaginabili, derivanti dalla terribile svalutazione e al blocco all'accesso del mercato del credito internazionale per lunghi anni.
    In Europa poi, con lo scherzetto di un default, non ci farebbero fare piu' i produttori di ciarpame a bassso costo grazie alle svalutazioni competitive, ma interverrebbero con robusti dazi doganali.
    Mi permetta dottor Piglia, molto meglio un lungo periodo di sacrifici che trovarci con risparmi evaporati e una terribile crisi economica.
    roberto da firenze.

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  4. grande stima per te Maurizio !

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  5. Grande Maurizio Piglia!
    sono totalmente d'accordo con Lei. Ho accumulato 80 mila euro di debito con due banche e una finanziaria. Ho comprato due auto, vado in vacanza tre volte all'anno (altro che quel pidocchio del mio vicino di casa: non se lo può permettere, dice), vesto alla moda, mando mia figlia ad equitazione e mio figlio a studiare a Milano. Il sabato sera siamo sempre a cena fuori e qualche volta anche durante la settimana.
    Ora le banche premono perché rientri dal debito. Ma voglio fare anche io default. Smetto di pagare le rate e chi s'é visto s'é visto. Non vedo perché devo rinunciare ad un tenore di vita superiore a quello che mi posso permettere.
    Mi dicono che sono un irresponsabile, che i debiti vanno pagati, che è colpa delle banche se ho accumulato questo debito. E chi se ne frega? tanto la colpa sarà sempre delle banche e non la mia, povero padre di famiglia. Che facesse lo stesso anche lo stato italiano, che ha accumulato debiti perché per trent'anni con le entrate non è riuscito a pagare le spese, e ha emesso cambiali anziché ridurre la spesa o licenziare un dipendente statale come me.

    Franco.

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  6. lei franco è un delinquente

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  7. @Franco
    Spero che la tua sia sarcasmo, altrimenti meno male che le persone come te avranno Crif per la quale non presteranno + i soldi manco per piangere.

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  8. Buona sera.

    L'ultima parte del Video rompe il fiato.

    "In fondo c'è questo ..... la Germania" che chiede il conto ....... e storicamente la Germania l'ha sempre chiesto!

    Complimenti, veramente per la straordinaria speculazione intellettuale.

    Aldo

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  9. Buongiorno sig. Maurizio P. .. vale sempre il consiglio delle obbligazioni corporate oro e cash , anche in caso ( o soprattutto ) si sviluppino le sue considerazioni ?
    Sono spaventato di avere visioni coincidenti con le sue . Buon lavoro a Lei , e complementi al sig. Giovannetti .

    Fiorentino Dispettoso

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  10. L'espressione di Luciano Giovannetti, quando intervista Maurizio Piglia è impagabile : )
    Ammetto che il pezzo sulla mild recession, mi ha fatto ridere per un bel po'. Comunque il problema dell'occidente è proprio di credere che il benessere è un diritto divino e non una lotta per averlo o mantenerlo. Il problema è che tutti pensano che il benessere è uno Status Quo inamovibile, mentre il mondo è rimarrà hobbesiano. Tempo di investire su fabbriche di cera per candele e kit della sopravvivenza : )
    Neriana

    (Grazie al sig. Luciano per il suo bel sito )

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  11. Il Dott. Piglia ha un grande merito: spiega le cose in maniera semplice e comprensibile.
    Molta stima.

    Sergio (il cassettista, secondo la nuova definizione :) )

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  12. Maurizio Piglia5 novembre 2011 21:58

    @ Luigi, da Napoli
    Non sono io che ti dico che il debito Italiano al 2025 vale 85 centesimi , e non 1 euro....e' il mercato, cioe' quella cosa che se vuoi monetizzare adesso il tuo BTP 2025 ti paga 85 centesimi di euro. Questo non e' affatto, per ora, un prezzo che implica il possibile default dell'Italia. E' anche vero che, da qui al 2025 c'e' la stessa distanza che da qui al 1996..Di cambiamenti ce ne sono stati tali e tanti, che ti lascio il compito di farti un'idea. Ho gia' detto, se devo scegliere, preferisco detenere debito Nestle' o Johnson e Johnson, che debito dello Stato Italiano. E' una questione di probabilita'....
    @ roberto da firenze
    Tutt'altro che semplicistico, come dici tu, terribile...ma unica via d'uscita. Roberto, esci dall'illusione, i risparmiatori sono gia' stati colpiti da un decennio di tassi compressi al ridicolo dai banditi centali( opps..banchieri). La cosa terribile e' che il concetto che si possa neutralizzare il rischio a costo zero e "scremare" il sistema di enormi utili ha creato un casino' infinito che premia la leva infinita, distrugge il risparmio, crea una catena di rischio di controparte terrificante, e, soprattutto, drena il capitale agli investimenti produttivi, pazienti, alla ricerca e sviluppo, alla vita reale...se puoi fare soldi a rischio zero con la leva , perche' investire in un'idea promettente che un ragazzo ha sviluppato nel garage di casa sua?? Credimi Roberto, il blocco all'accesso di credito facile ci costringerebbe a tagliare i parassiti e convogliare il poco capitale alle forze sane...quelle che, se sostenute, l'occupazione la creerebbero anche, senza bisogno di evadere le tasse. E, credimi, se la gamba e' in cancrena, non e' pietoso e umano non tagliarla per illudere il paziente che in 10 anni do morfina e antibiotici e immobilita' la salvi...Meglio dire al paziente cosa succede, tagliare, aiutarlo a farsi una protesi e rimetterlo in piedi, a camminare da se'.
    @ Franco
    mi pare di cogliere uno spirito ironico, alla Johnatan Swift...me lo auguro come se lo augura marco. Altrimenti ricordati che in Europa il recupero del credito comporta tutti gli asset del debitore...la casa , la macchina etc...certo, non ti recupereranno i ristoranti...ma dubito che dopo il tuo default tu possa andarci ancora. :)
    @ Fiorentino
    Si vale sempre. Immagina come sono spaventato io che le visioni le ho di
    mio....:)
    @Neriana...si ti confesso che a volte rido anch'io, rivedendoci, dopo....concordo su quello che dici. Nulla e' acquisito, nulla e' inamovibile....e tutto puo' cambiare e rovesciarsi ...all'improvviso.
    @ Sergio...grazie, e' forse la cosa a cui tengo di piu'...

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  13. Non ripagare il debito? Ok, mi sta bene.

    Tutti coloro i quali aderiscono a questa linea, sanno cosa significa?

    Stato sociale, bye bye!
    Sanità pubblica, bye bye!
    Istruzione pubblica, bye bye!
    Dipendenti statali, bye bye!
    INPS, bye bye!

    A me sta più che bene.

    Un passo indietro dal baratro dall'inferno ipocrita del Welfare State e un passo più vicino all'Eden di una società guidata dal Mercato.

    Mi domando solo se chi, da una parte chiede più Stato e dall'altra chiede di non pagare il debito accumulato, sa cosa sta dicendo.

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  14. Il problema Alberto, è che se i soldi allo Stato servano a serviziare un debito non più serviziabile, si ha comunque un bye bye delle pensioni, della sanità, dell'istruzione pubblica.Le cose da fare sono percio' da una parte rinegoziare il debito, e dall'altra controllare veramente le spese pubbliche.Oggi è proprio il Mercato che con i bailout, demolisce gli Stati. Tassare lavoro, prodotti, patrimoni e quant'altro, significa comunque recessione...e questa recessione la chiamerei agonia che porta a morte. Riducendo il debito con la rinegoziazione invece, si ha una probabilità in più di sopravvivere.(N)

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  15. Pur trovandomi d'accordo con Maurizio nell'analisi non convengo nella soluzione .
    Il default credo sia da evitare come la peste ...verremmo messi in un oblio finanziario internazionale per chissa' quanti anni..sempreche' la morte di una balena grande come l'Italia non ammorbi ed appesti anche i mari circostanti con quello che potrebbe evolvere a carattere socioeconomico ...non sarebbe da escludere neanche un conflitto bellico ...che credo nessuno si augura od auspica .
    Non serve fare paragoni con isolette dei mari del nord che si scaldano con i soffioni geotermici o di paesi sudamericani che vivono di allevamento di bestiame..
    Noi siamo una specificita' molto industriale ,seppur ormai a scarsa innovazione di prodotto e processo ,ed essere messi al bando della finanza internazionale per non aver onorato i propri debiti senza risorse naturali vorrebbe dire la fine senza dubbio.
    La Russia ha fatto default nel 98 ma loro hanno di tutto e di piu' sotto terra ..noi solo patate e neanche tante..e stronzi in parlamento ..
    Quindi si a cure da cavallo ma no al default...si ammazza il cavallo cosi'..
    Oltretutto sarebbero a pagare il prezzo piu’ alto i piccoli risparmiatori…chi ha accumulato fortune enormi (col raggiro delle leggi o evadendo in modo sistematico e industriale ) ha gia’ pronto il piano B da qualche parte..
    A me personalmente le sedute spiritiche in cui si evoca il "maligno" non fanno nessun effetto ..perche' non esiste nessun maligno ..ma la strada e' piena di menti deboli e suggestionabili ..e spesso queste sovrastano quelle lucide con cio' che ne segue..
    Oltretutto non dimentichiamoci che siamo , adesso , l'agnello sacrificale per quella torma di saltafossi che non potendo far business in modi "ortodossi " ,perche' il sistema occidentale sta intravedendo i propri limiti fisici ,intende cavare soldi aggredendo gli anelli piu' deboli della catena.
    I nostri conti non sono spaventosamente peggiori di quelli di 4-5 anni fa(sebbene il contesto politico si sia ridotto a misero e sporco mercimonio a tornaconto di un solo individuo aggrappato incoscientemente alla sedia come una cozza )..ma le prospettive di business della torma di fetenti (e credo che non serva spiegare chi siano...basta solo guardare chi si sta arricchendo in questi anni..)quelle si che si sono fortemente deteriorate ..
    Occorrerebbe rivedere l'intero impianto finanziario mondiale alla radice ...cosa che mai si fara' perche' chi decide queste cose e' a libro paga del suo "osservato "....
    Da ultimo sostengo che gli indirizzi di politica economica e sociale di uno stato sovrano spetta alla classe dirigente e politica democraticamente eletta nel paese ..non certo a qualche oscuro funzionario di banca centrale e men che meno al mercato (delle vacche) impazzito e avido di profitti facili….I mercati e la speculazione hanno il compito di far suonare la sirena dell’emergenza ..la gestione di questa DEVE essere politica e istituzionale ..altrimenti tanto vale imbracciare da subito il fucile e presidiare la porta di casa.
    Il debito pubblico degli stati e’ il grimaldello con cui ormai le elite finanziarie e speculative mondiali stanno scassinando le cassaforti delle regole democratiche e civili di interi paesi sovrani per loro esclusivo tornaconto
    Certo se il paese ,e l'occidente intero ,non svolta una volta per tutte(e intendo una maxi patrimoniale da 500 miliardi per abbattere subito il debito ,chiusura di una camera o dimezzamento dei parlamentari,chiusura delle provincie ,lotta agli sprechi pubblici in primis sanita’ ,e guerra ma dico guerra senza quartiere all’evasione fiscale..) la fine sara' quella ..ma mi auguro di non doverla vedere mai...come non dovermi mai sparare nei @@ ...

    W L'Italia

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  16. Maurizio Piglia6 novembre 2011 22:52

    Ultimi 3 commenti particolarmente interessanti.
    Il primo mette ben in evidenza quel che cerco di dire sono le conseguenze di un default effettivo, il secondo che dekinea il fatto che i bail-out portano alla stessa fine ma con una lenta agonia...e il terzo che mette il dito sul problema effettivo.
    Il tabu' che "nessuno puo' lasciare l'euro" e' un'invenzione di Trichet, dipendente delle grandi banche.
    Il punto e' un altro...

    Noi abbiamo cumulato una quantita' di debito tale, che invece di dover subire i diktat dei banchieri tedeschi e francesi, possiamo anche trattare una rinegoziazione da una posizione di forza. Noi non abbiamo un problema immediato di cassa, ne' abbiamo bisogno, per ora di aiuto per pagare gli interessi.

    Il momento di ricordare ai cravattari che siamo noi a tenere le loro @@ e le sorti dell'euro in mano e' questo, e negoziare una riduzione e degli interessi che siano alla nostra portata, che ci costringano a rivalutare seriamente il modo in cui spendiamo risorse, ma non a fare macelleria sociale.

    E', pero' ormai chiaro, che questo governo non e' autorizzato a trattare per noi. Perche' non ci da' nessuna garanzia che a pagare non sia sempre la povera gente...TUTTI dovranno pagare, perche' il debito e' di TUTTI gli Italiani, ma i cravattari non possono dettare legge su quanto e come...quello lo diciamo noi...e se agitano la minaccia della chiusura dei rubinetti...ricordargli sempre che stavolta, Sansone, si tira dietro tutti i Filistei...ma proprio tutti.

    Quindi Merkosy e soci stiano manzi...e gli ispettori, il FMI non li faccia arrivare neanche alle frontiere..la prima volta li riaccompagneremmo e basta...la seconda potrebbe non andargli cosi' bene. E' vero, serve una svolta di tutto l'Occidente per fermare i banchieri ladri...ma cominciamo noi, portiamoci avanti.

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  17. Beh, in effetti mettersi i monatti ell'FMI alle porte per "certificare" il debito, non è davvero stata una bella trovata,(sempre che sia stata una trovata) in genere l'FMI fa sia la parte dello iena che del becchino. Bisogna capire che l'economia occidentale è vampiresca e aprire la porta ai vampiri non è certo il massimo. L'Italia ha bisogno di ricreare quell'immagine di Arte, "Bella Vita", Creatività, per fare ripartire i settori assett dell'economia che sono turismo culturale-paesaggistico, moda e design,agroalimentare, e di conseguenza l'immobiliare delle case della campagna dell'Italia centrale e del centro-sud. Ovvio che serve serietà e legalità, visto che ormai la legalità non è più una virtu morale, ma una necessità economica imprescindibile. Con tutto l'inquinamento dei Briics, ricreare il luogo d'elezione deve anche passae per quel settore dell'energia alternativa bloccato da Romani, e fra l'altro, i progetti di energia alternativa ridistribuiscono ricchezza su tutto il territorio.(N)

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  18. "Non pretendiamo che le cose cambino, se facciamo sempre le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progresso. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.

    Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. La convenienza delle persone e delle nazioni è di trovare soluzioni e vie d'uscita. Senza crisi non ci sono sfide, e senza sfida la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono meriti. E' nella crisi che emerge il meglio di ciascuno, perché senza crisi ogni vento è una carezza. Parlare della crisi significa incrementarla e non nominarla vuol dire esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi che ci minaccia, cioè la tragedia di non voler lottare per superarla".

    Albert Einstein (Ulma, 14 marzo 1879 -Princeton, 18 aprile 1955)

    Dunque...fuori le idee : ) (N)

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  19. Trapletti Giuseppe7 novembre 2011 23:29

    Distruzione della finanza creativa=distruzione del risparmio privato, sarà, ma non mi suona bene.

    L'opzione che Lei invoca, caro sig. Piglia, cura gli effetti ma non le cause.

    I debiti li deve pagare chi li ha accumulati, ossia il binomio criminale finanza & politica, non la casalinga di Voghera con i suoi sudati risparmi investiti in BOT.

    Finito il periodo di lacrime e sangue che ci aspetta, la lobby ebraico-finanziaria si ripresenterà per far ripartire un'altro giro di valzer.

    Immagino già fra 50/60 anni, i nostri pronipoti prendere a calci quel maledettissimo barattolo, visto che noi facendo una "pulizia" fine a se stessa l'avremo solamente spinto avanti di qualche decennio.

    Insieme al sistema bisogna distruggere chi l'ha creato, poi si potrà risorgere imponendo una moneta vera non manovrabile da pochi e sane teorie economiche per il benessere di tutti.

    Se un giorno si avvererà tutto ciò, noi potremmo finalmente parlare di democrazia e ritenerci uomini liberi.

    Altrimenti le grandi depressioni si ripeteranno in modo ciclico, 1929, 2008, etc etc.

    Il conto? sempre dalla massaia a Voghera!!!!

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  20. Io credo che la massaia di Voghera non ha più i BOT. Li aveva quando rendevano il 20% o giù di lì nell'era del CAF. In questi anni la massaia di Voghera ha gia messo mano ai risparmi. Poi, diciamolo,grazie ai BOT degli anni d'oro, la massai di Voghera si è fatta casa,e lo Stato si è fatto debiti. Insomma è semplicemente un dare ed un avere. (N)

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  21. A me sembra che la finanza non sia una cosa seria, ne potremo fare tranquillamente a meno.
    Porta più problemi che benefici, più povertà che benessere.
    Quindi...delle belle picconate su wall street, fed, bce, fmi, gs e compagnia bella e via andare a pulire fiumi e boschi e strade.
    Buona serata
    Riccardo

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