Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

venerdì 19 agosto 2011

Prendere atto della realtà

Avvenimenti eccezionali caratterizzano questa estate 2011. L'Italia é forzata ad aprire gli occhi di fronte alla crisi di sempre. Le banche centrali si confrontano con la minaccia di una nuova recessione globale. Gli Stati Uniti perdono la massima valutazione creditizia per la prima volta nella loro storia. La consapevolezza che il mondo occidentale deve ristrutturare le proprie fondamenta va di pari passo con una volatilità che é destinata a lasciare delle cicatrici profonde nella mente degli investitori.

Maurizio Piglia - Direttore investimenti della banca Savings & Investments a Auckland, Nuova Zelanda: "Non si può che sentirsi sollevati dal fatto che l'inane congrega che ci governa sia costretta a prendere atto dell'esistenza della realtà, spaventa invece che si dedichino a soluzioni dall'impatto economico decisamente discutibile".

 - Risposta a Daniele: "Perché dobbiamo pagare dei debiti che fino a qualche anno fa non comportavano nessun problema?"

6 commenti:

  1. @ Maurzio
    Su Bernanke hai messo il dito nella piaga, come giustamente hai detto nessuno e dico nessuno, ha sollevato il problema "tipografico" americano, ma porca put...possibile che tutti oltre che ciechi siano anche sordi? Con la camicia di forza mi hai fatto ridere per 10 minuti di fila!


    Mi permetto di ripondere allla domanda del mio "omonimo": il discorso del debito è sempre stato un problema, forse prima veniva trattato con maggiore leggerezza e quindi si aveva l'impressione, errata, che fosse di secondaria importanza. Con il tempo si è visto l'enorme danno che si è venuto a creare dilatando sempre di più l'insolvenza; credo che tutti noi siamo contrari a dover pagare un debito che sentiamo non nostro e qui mi riferisco ai vari aiuti dati a Grecia, Irlanda e via discorrendo, ma come dice il buon Maurizio facendo parte di una comunità europea abbiamo degli obblighi verso la comunità stessa, giusti o sbagliati che siano. Per il debito nostrano cosa dire? Se tutto avesse funzionato come doveva oggi saremmo uno degli stati più virtuosi del pianeta, e non solo d'Europa ma ahimè l'enorme debito che abbiamo creato è servito oltre che per la (poca) crescita del nostro Paese anche a foreggiare ogni tipo di spreco immaginabile.
    Un'ultima cosa sulla BCE. Per statuto non può acquistare obbligazioni sovrane ma lo sta facendo apertamente, per non parlare dell'assoluta non considerazione dei rating...ora, se chi deve trovare soluzioni, imporre rigidità e rigore infrange le proprie regole, come può venire a capo del problema? La Banca Centrale Europea si è sempre mostrata inflessibile davanti ai suoi scopi, ha sbagliato prima o non sa più che pesci prendere ora? La verità credo che stia nel mezzo, peccato che non se ne siano accorti prima.
    Vi saluto e ...BENTORNATI!

    Daniele

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  2. Dobbiamo pagare i debiti prodotti dallo Stato sociale: lo Stato sociale ha fallito ed è fallito.

    Hanno voluto imporre la solidarietà per legge e questo è il risultato: secondo l'Istat nel 2010 i poveri superavano gli 8 milioni (su 60 in totale). Nell'ultimo anno non penso che il numero sia diminuito.

    La facile risposta "colpa della cattiva amministrazione" oltre a dimostrare una drammatica falla intrinseca della struttura dello Stato sociale, non è nemmeno sufficiente, poiché anche la Francia (e presto anche la Germania?) ha subìto i primi colpi, nonostante la riconosciuta efficienza del suo apparato statale.

    La fiaba dello Stato che ti accompagna dalla culla alla tomba funzionicchia a fasi alterne in quelle nazioni dove gli abitanti si conoscono per nome e magari sono pieni di petrolio (vedi Norvegia); ma anche da quelle parti hanno avuto tempi freddi e bui (vedi crisi finanziaria svedese anni 90).

    Voglio essere ottimista e pensare che da questa crisi esca una Società più matura e, di conseguenza, uno Stato finalmente depotenziato.

    Bentornata Vloganza

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  3. La vera realtà di banche e assicurazioni a parimonio netto ampiamente negativo NON è stata per nulla affrontata, si scarica il pericolo sui debiti sovrani con l'idea che questi debbano/vogliano continuare a coprire le spalle a un sistema finanziario fallimentare ma non credo che sarà unanimente così e nemmeno lo sarebbe in potenza

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  4. Grazie Piglia e Giovannetti per i vs. commenti, sempre senza autocensure.

    Se la politica non mette ordine nella finanza, non ne leviamo le gambe!
    La priorità deve tornare al capitalismo (nel senso positivo del termine) e deve essere tolto il potere a chi ci ha portato alla catastrofe, cioè alla finanza "creativa". Le banche devono tornare ad essere le "ruote di scorta" e non il motore dell'economia. Producono solo carta, ricordiamocelo.

    Ci sarà una leadership che riuscirà a "stroncare" le mega-banche, soprattutto made in USA?
    La cosa non è più procrastinabile.

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  5. Un sentito grazie a Luciano e agli ospiti che ogni giorno ci illuminano.

    Vorrei chiedere a Piglia che allocazione di portafoglio consiglia per un italiano preoccupato dai recenti eventi.

    In questi giorni molte persone stanno ritirando contante o trasferendo i propri fondi all'estero (ad esempio in Svizzera) per paura di una crisi di liquidità con congelamento dei prelievi (tipo argentina) o di una patrimoniale (stile Amato, che apparentemente per il momento abbiamo evitato).

    In caso di stampa di denaro da parte della BCE per tappare le falle (come ha già iniziato a fare con l'acquisto di BTP e BONOS) il potere di acquisto dell'euro verrebbe ridotto notevolmente e il denaro messo "in salvo" non ne sarebbe immune.

    Tutti i beni rifugio hanno raggiunto valori da bolla e investire in oro o franco svizzero al momento pare una follia. Per non parlare dei BUND con il rendimento del decennale prossimo al 2%.

    Cosa fare dunque? Esistono ancora beni "rifugio" che non abbiano intrapreso il cammino della bolla? Meglio stringere i denti e acquistare azioni sottovalutate (come nel 2008-2009) pur sapendo che il fondo potrebbe non essere ancora stato raggiunto?

    Vedo che diversi investitori si stanno posizionando short su treasury e bund e altri iniziano a trovare interessanti i livelli di prezzo di alcune azioni. Al momento l'euro pare fortemente sopravvalutato rispetto al dollaro, motivo per cui verrebbe da pensare che investire nei colossi statunitensi con posizioni di mercato consolidate possa rendere nel lungo periodo.. tanto per citarne alcune fra le big a sconto mi verrebbero APPLE, INTEL, CISCO, COCA COLA, MICROSOFT, .. apparentemente meno sensibili agli shock di mercato e in grado di generare utili mostruosi e costanti

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  6. Maurizio Piglia22 agosto 2011 04:51

    @Dario,
    toglierei Microsoft dall'elenco, toglierei Cisco e starei attento ad Apple...che amo moltissimo per motivi miei storici..ma che ha un "rischio Steve Jobs" pesantissimo ( Di Leonardo da Vinci e di Steve Jobs ne nasce uno ogni 400 anni...e Steve non sta da dio, di salute..).

    Coca Cola, Gillette, Procter e Gamble, Unilever, Kraft, Mac Donald, questi sono i nomi USA su cui puoi puntare...ma e' un po' presto...credo che l'obiettivo effettivo dello S&P 500 sia tra i 950 e i 1000 prima che i prezzi siano appetibili. Diciamo che puoi comprare " dollar cost averaging" piano piano da una rottura di 1100 verso il basso...manca mica tanto. Sul $ Usa...hai ragione nel breve. Nel lungo potrebbero ricominciare a stampare furiosamente.Ma nel breve qualcosina dovrebbe riprendersi sull'Euro. L'Euro ha i suoi problemi...ma se, per ora, guadagni e spendi in Euro, la teoria ti direbbe stai nella valuta tua...Ma tieni presente che da uno sconquasso strutturale come questo...non c'e' salvezza assoluta. Si puo' solo limitare i danni...o poter andare anche short, essere bravi...e veloci.
    Auguri Dario.

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