Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

mercoledì 8 giugno 2011

Chiamata al voto per i referendum del 12 e 13 giugno 2011

"Il governo ha tutto l'interesse a sfruttare la stanchezza degli elettori che in molte parti d'Italia hanno già votato due volte e a promuovere l'astensione per vanificare il referendum - dice Antonio Banfi, Professore di Diritto Romano dell'Università Bocconi a Milano - la decisione di votare a giugno é un trucco per rendere più difficile il raggiungimento del quorum".

"Il quesito sul legittimo impedimento é quello che fa più paura al governo perché riguarda la persona del Presidente del Consiglio ed é mirato contro una delle cosiddette leggi ad personam - dice Banfi - l'eventuale abrogazione sarebbe uno schiaffo politico e una reazione decisa degli italiani contro il fatto che il Presidente del Consiglio disegna le norme sui suoi bisogni".

"Il 12 e 13 giungo bisogna assolutamente andare a votare anche perché é ora che questo governo che non governa venga sostituito da qualcos'altro - dice Banfi - ogni cosa che contribuisce ad abbreviarne la vita é benvenuta come un bene per il paese".


12 commenti:

  1. La gestione della rete verrebbe affidata a società private o miste, ma il CONTROLLO rimarrebbe alle amministrazioni pubbliche.

    Il profitto ai privati su un bene fondamentale è pericoloso.

    La gestione disastrosa di gran parte della rete da sessant'anni da parte del pubblico (con perdite di milioni di ettolitri dello stesso bene fondamentale), invece, non è così pericoloso.

    Se questo è un discorso logico, lo trovo deludente e avvilente.

    Diciamo la verità: il referendum del 12/13 è contro Berlusconi.

    I quesiti potrebbero parlare di acqua, come di lupini, ma oramai i "sì" sono stati bollati come spallata a Berlusconi e quindi che ne parliamo a fare.

    Parafrasando Ennio Flaiano "In Italia esistono due tipi di berlusconiani: i berlusconiani e gli antiberlusconiani"

    RispondiElimina
  2. Antonio Banfi8 giugno 2011 21:50

    aggiornamento: a quanto pare gli italiani all'estero non potranno rivotare (nonostante la nullità del loro voto, a quanto si dice) e però saranno computati ai fini del quorum. Vengono annunciate azioni legali in merito, ci sarà da divertirsi. Al solito, non smentiamo la nostra fama.

    RispondiElimina
  3. Grazie ad Antonio Banfi e a Luciano per la chiara esposizione dei temi trattati dai prossimi referendum che anche i media a carattere pubblico (che in Itala a mio avviso non ne esistono affatto ..)si sono guardati bene dall'illustrare agli elettori .

    Vloganza avanti tutta ...

    RispondiElimina
  4. Grazie Luciano! Stai sopperendo, da Londra, alle carenze del servizio pubblico televisivo del nostro Paese.(servizio asservito da anni ai voleri del Cav. Berlusconi)

    Andare a votare, per gli Italiani, non è più soltanto un diritto-dovere, ma anche una forma di "legittima difesa".

    RispondiElimina
  5. Antonio Banfi9 giugno 2011 00:04

    Caro Alberto, non sono d'accordo. Chiaramente sono contro il Cav. i 2 referendum (o referenda, adesso va di moda fare i latinisti) su nucleare e legittimo impedimento. Quello sull'acqua (chiamiamolo così anche se è impreciso) nasce da un movimento estremamente variegato, che comprende sicuramente anche settori vicini all'attuale maggioranza (per essere chiari, mi riferisco alla Lega o a suoi settori). Poi, quanto tu dici è vero, ma non è sempre vero. Ci sono molti luoghi dove il servizio pubblico è gestito in modo efficiente dal pubblico (Milano, per fare un esempio, 100% del Comune). Certo, ci sono zone dove l'esito è desolante (Roma, fra gli altri, capitale misto pubblico/privato: ACEA). Per questo e per non appiattirsi su i soliti economicismi e le solite ricettine, penso sarebbe opportuno riflettere su nuove forme di controllo e partecipazione dei cittadini alla P.A., penso in particolare a un libro purtroppo trascurato, di un grande giurista, Feliciano Benvenuti, "Il nuovo cittadino. Tra libertà garantita e libertà attiva". Ciao
    Antonio

    RispondiElimina
  6. Mi ha fatto piacere rivederla in video Prof.Banfi perchè per prima cosa fa molto piacere ascoltare una persona con una certa cultura e preparazione anche non finanziaria e poi anche perchè ci si vede raramente su questo sito a differenza di molti ospiti che personalmente non seguo più sul video ma leggo i sottotitoli. Chissà perchè mi son stufato!?

    Non posso dare molto al commento di questo video anche se mi sento portato seguendo vari blog di internet a votare si nel referendum; le dico la verità Prof.Banfi è un voto fasullo il mio, senza testa e senza cuore.

    Se mi è concesso da Luciano vorrei riportare un'articolo su The FREEMAN "The Ownership And Control Of Water" di Alexis De Tocqueville scritto su questo giornale nel Novembre 1955.
    http://www.thefreemanonline.org/columns/the-ownership-and-control-of-water/

    Di seguito la risposta di Murray N. Rothbard, Economista
    New York City

    Congratulazioni per la pubblicazione dello stimolante ed intrigante articolo “Ownership and Control of Water” su Ideas On Liberty del mese di novembre.

    E’ molto importante che si rifletta di più su questi punti complessi del nostro sistema societario. Offro questi ulteriori pensieri sui diritti dell’acqua, non come soluzione finale, ma come uno sforzo per aiutare a trovare risposte ad alcune delle domande sollevate nell’articolo dal professore.

    Per un certo periodo di tempo ho creduto che un punto cruciale nel nostro sistema societario avesse a che fare con la proprietà della terra, che vuol dire risorse di qualsiasi ordine fisico inizialmente fornite dalla natura. Questo problema di proprietà è il nodo cruciale della nostra disputa con i socialisti.

    I socialisti dicono che lo Stato è o dovrebbe essere il possessore di tutta la terra. Se si garantisce questa premessa ai socialisti, ne segue inevitabilmente anche il controllo sulle persone.

    La questione chiave quindi è la proprietà. Come dovrebbe essere stabilita la proprietà? Noi sosteniamo, ovviamente, che un individuo adulto dovrebbe essere proprietario di sé, in modo che possieda la sua stessa persona. Egli ha anche diritto a tutta la proprietà che crea ed ha il diritto di dare questa proprietà agli altri, se lo vuole, o di scambiarla per altre proprietà. Da qui il diritto di lascito e di eredità. Ma ciò ancora lascia il quesito sulla proprietà data dalla natura, che non è stata creata da nessuno. Chi dovrebbe possedere la terra?

    continua>> http://www.rischiocalcolato.it/2011/06/chi-possiede-lacqua.html
    ------------------------------------------------



    Prof.Banfi mi scusi x l'intrusione e cordialmente la saluto.
    Gianni.

    RispondiElimina
  7. @Gianni

    il link corretto è: http://www.rischiocalcolato.it/blog/2011/06/08/chi-possiede-lacqua/

    E' più facile farsi tutti gli 8000 dell'Himalaya senza respiratore, che divulgare Rothbard in Italia. Qua "gli illustri referendari" stanno ancora a "carissimo amico", impregnati fino al midollo di Marcuse, Adorno, Fromm e compagnia bella.

    RispondiElimina
  8. Di liberismo si riempiono la bocca un pò tutti e, ironia della sorte, gran parte di loro hanno votato e votano per il più antiliberista dei politici italiani, un certo Silvio Berlusconi, (che sicuramente non sà neppure chi sia Rothbard),scambiandolo per il vessillifero della nuova rivoluzione liberale italiana. Il più demagogo-populista leader della destra italiana, scambiato per un paladino liberale. Un bel guaio davvero, soprattutto per il Paese.

    L'antistato anarco-capitalista propugnato da Rothbard è una filosofia economica, come tante altre, e ho il più profondo rispetto per chi la propugna. Non è però "il verbo" e gli "illustri referendari" rimasti al "carissimo amico", poveracci loro, possono tranquillamente infischiarsene. O è già un reato penale?

    Luciano, gradirei un tuo parere su questo argomento ( se hai tempo ovviamente) :-)
    Grazie e avanti tutta con Vloganza!

    RispondiElimina
  9. Roberto,

    penso che qualsiasi cosa intendiamo per il cosiddetto "mercato libero", rappresenti oggi in Italia una distrazione irrilevante di fronte all'urgenza di riformare la classe politica e il paese.

    Idealmente, credo che il pubblico sia di maggiore conforto e sicurezza del privato per i cittadini ma, e scusami, in verità questo argomento non mi appassiona.

    Grazie a te e a tutti

    RispondiElimina
  10. Grazie Luciano!

    La mia era solo una risposta a questa "moda" iperliberista, considerata una panacea per tutti i mali del nostro Paese.
    In realtà, e concordo con te, il vero problema è una riforma "epocale" della classe politica e del Paese, altrimenti non ne usciamo.

    Cordiali saluti e buon lavoro!

    RispondiElimina
  11. Berlusconi è nato e cresciuto all'ombra di Craxi, come Sacconi e Brunetta, Tremonti ha scritto per anni su "Il Manifesto", mezzo PdL arriva da Lotta Continua, i "padri costituenti" erano democristiani e comunisti.

    La formazione culturale dell'intera classe dirigente e intellettuale è di derivazione socialista, nelle diverse sfumature che vanno da quella nazionalista a quella marxista passando per quello di stampo cattolico tipo Don Milani.

    Esattamente: dove sarebbe questo iperliberismo diffuso?

    Che in Italia sia costume diffuso definirsi "amante della libertà" e al contempo chiedere che lo Stato legiferi su qualunque cosa, questo sì. Molti preferiscono definirsi liberisti, perché si vergognano di ammettere la natura socialista. C'è da capirli.

    Naturalmente non c'è copyright sulle definizioni, va benissimo così, non è un problema, però sarei davvero curioso di sapere dove stia il liberismo in Italia e come si sia manifestato.

    RispondiElimina
  12. Maurizio Piglia14 giugno 2011 06:23

    Appunto.
    Rothbard e il suo anarco-capitalismo, il liberismo "puro", non esistono da nessuna parte oggi, ma Alberto, rsassegnati, coloro che se ne "impossessano" oggi lo fanno per perpetuare l'oligarchia e creare legioni di spossessati.

    La gente lo ha capito bene, la gente non si e' affatto vergognata della sua "formazione" socialista.

    Il Paese ha detto un sonoro e potente "NO" allo pseudo liberismo delle oligarchie.

    Che quegli oligarchi liberisti non lo siano stati mai....e' irrilevante, adesso, come dice Luciano "rappresenti oggi in Italia una distrazione irrilevante di fronte all'urgenza di riformare la classe politica e il paese."

    Quando lui scrive cosi', intende, da quel signore ben educato che e', proprio i tuoi " distinguo" continui su cosa sia davvero liberista o no.

    Ovviamente, condivido.

    RispondiElimina

Per commentare é necessario un indirizzo email "@gmail.com". Se non ce l'hai puoi farlo qui, oppure iscrivendoti al vlog. Altrimenti puoi usare una delle altre opzioni disponibili nel menù "Commenta come".