Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

lunedì 28 marzo 2011

Una totale mancanza di creatività e di voglia di cambiamento

Negli Stati Uniti la spesa dei consumatori e i redditi delle famiglie registrano un modesto aumento a febbraio mentre sale l'inflazione e il mercato immobiliare continua a mostrare difficoltà. Un funzionario della Federal Reserve dice che la banca centrale americana dovrebbe considerare una riduzione, se non la fine, del programma di facilitazione quantitativa. Il mercato azionario europeo é misto, l'obbligazionario cala in attesa del rialzo dei tassi di interesse nella zona euro, il rendimento sul decennale portoghese sale a record.

Gianluca Braguzzi - Direttore gestioni e strategie di Total Return Sgr a Mantova: "Il libero mercato ha dimostrato di non essere per niente libero e per niente funzionante, tanto vale che i governi si prendano delle responsabilità maggiori e regolino anche il ciclo finanziario visto che il sistema economico di per se non ha provato di essere né efficiente né garantista".


5 commenti:

  1. Forse Braguzzi intedeva dire che chi parla di Libero Mercato, parla di qualcosa che non c'è, ma di cui tutti quanti avremmo disperato bisogno.

    Che questa robaccia che ci opprime non sia mercato, tanto meno libero, è ovvio: è un'economia corporativa in cui le categorie si arroccano per difendere i privilegi acquisiti, avvizzendo inesorabilmente e ammorbando la società.

    Chi sbaglia paga e chi merita guadagna, questo è il Mercato. L'impresa è com-ple-ta-men-te libera e non sottoposta ad alcun vincolo posto da amministratori o politici, ma solo alle scelte dei consumatori. Questo è il Mercato, che invece viene demonizzato dai suddetti difensori delle vecchie aristocrazie (politici, amministratori, banchieri, fino ai nuovi masanielli come Michael Moore), più inclini a collettivizzare le perdite e a deprimere le aspirazioni di chi sta in basso alla scala sociale, pur avendo voglia e talento per salirla.

    Keynes viene insegnato alle scuole medie superiori nelle ore di diritto ed economia, mentre Hayek è sconosciuto a molti degli stessi insegnanti. Ho reso l'idea?

    Sì, quando si parla di Mercato Libero, anche io ho seri dubbi che si parli di Mercato Libero.

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  2. Bene Braguzzi ..analisi impietosa e lucida della situazione congiunturale e del quadro macro artificiale Qedipendente.
    Trovo assolutamente calzanti i richiami alle spinte dei policy maker riguardo il voler per forza "aizzare" l'assolutamente inutile e controproducente settore immobiliiare (ma a chi bisognerebbe costruire case nuove devastando l'ambiente e il territorio se siamo una societa' che non prolifera??) destinato a gonfiare ormai solo bolle ...
    Del libero mercato meglio lasciar stare ..credo che anche i piu' incallti liberisti stanno realzzando che trattasi di mitologia pari se non peggiore di quella comunista...e' una sorta di fanatismo che si trova solo nella testa di chi non realizza che quando dietro ogni teorema ci sono solo le azioni dell'uomo gl spiriti animali prevalgono.
    Concordo anche con Luciano sull'analisi che il QE^n gira con la frizione alzata perche' i destinatari sono impegnati a deleveraggiare..quindi finisce tutto nelle mani dei mandarini di wall street.

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  3. Anche dietro ogni Stato c'è l'azione dell'uomo.

    A dire il vero, di un esiguo numero di uomini, spesso eletti da minoranze eppure decidono per tutti.

    Non decidono solo per chi non li ha eletti, ma anche per chi non ha potuto partecipare alla loro elezione.

    Bernanke è un esempio.

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  4. @Alberto

    Mercati liberi presuppongono Stati liberi in cui i processi decisionali non sono appannaggio di singoli ma di responsabilizzazione diffusa...ma forse anche questa e' utopia...

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  5. Gianluca Braguzzi30 marzo 2011 08:51

    Per raggiungere il miglioramento, portare quei cambiamenti ormai improcrastinabili dobbiamo lavorare per l'utopia, accontentandoci poi semmai di realizzare il fattibile...

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