Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

mercoledì 16 marzo 2011

Materie prime in bilico tra Giappone e Medio Oriente

Le materie prime salgono per la prima volta nell'ultima settimana con il rimbalzo del petrolio che segue i rinnovati timori sulla stabilità delle forniture mentre aumenta la tensione in Medio Oriente. Il mercato azionario giapponese chiude in rialzo dopo cinque giorni di perdite.  Il prezzo del cacao potrebbe salire del 14% se dovesse persistere il divieto all'esportazioni in Costa d'Avorio. L'oro potrebbe attirare ancora gli investitori dopo i recenti cali.

Giancarlo Dall'Aglio - Analista materie prime LombardReport.com a Napoli: "L'attenzione degli investitori é perfettamente bilanciata tra le conseguenze del terremoto in Giappone e delle rivolte in Medio Oriente e Africa del nord, il mercato potrebbe prezzare un forte rallentamento dell'economia qualora la situazione dovesse aggravarsi ulteriormente sotto il profilo del disastro nucleare".


1 commento:

  1. Penso che il prezzo del petrolio sia destinato a risalire, causa la chiusura delle centrali nucleari giapponesi ed il conseguente fabbisogno di consumo di combustibili fossili. Aumento di prezzo meramente speculativo e non certo legato alla scarsità del prodotto(crisi libica docet).
    Dall'Aglio ha illustrato chiaramente il "nocciolo" del problema.

    RispondiElimina

Per commentare é necessario un indirizzo email "@gmail.com". Se non ce l'hai puoi farlo qui, oppure iscrivendoti al vlog. Altrimenti puoi usare una delle altre opzioni disponibili nel menù "Commenta come".