Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

giovedì 23 dicembre 2010

L'azionario nel 2011 sarà come nel 2010 - 10x10=2011

"L'azionario nel 2010 sarà volatile con movimenti laterali anche importanti - dice Matteo Cassiani del Servizio gestioni di Banca Monte Paschi Siena - però beneficerà  di un differenziale di redditività rispetto all'obbligazionario, una crescita del Pil nominale superiore ai rendimenti dell'obbligazione decennale indica un periodo positivo per i mercati".

"I rischi nel 2011 saranno una politica fiscale e monetaria troppo aggressiva in Cina e la lentezza della ripresa dell'economia americana - dice Cassiani - la creazione di posti di lavoro all'uscita dalla recente recessione é la più lenta dagli anni '60 negli Stati Uniti, una crescita anemica e le soluzioni che saranno cercate a livello di politica macroeconomica rappresentano le maggiori incertezze".


4 commenti:

  1. Grazie per i video molto interessanti...

    Desideravo porvi una domanda sulla quale dedicare qualche minuto magari nei prossimi video! La mia richiesta riguarda la teoria di Clifford Hugh Douglas (considerato credo a torto un economista "eretico") sul "Social Credit" e quindi sulla necessaria riforma del Sistema Monetario...Cosa ne pensate della teoria del Social Credit?

    RispondiElimina
  2. Grazie per tutto il lavoro svolto!!
    Auguri

    RispondiElimina
  3. Maurizio Piglia23 dicembre 2010 21:38

    Il Maggiore Clifford Douglas e il suo Social Credit sono rimasti una nota a pie' di pagina nella Storia dell'Alberta ( Canada) nonostante il tentativo del Premier Aberhart e dello Stato dell'Alberta di introdurre le sue riforme. La Corte Suprema del Canada ha ripetutamente bocciato le riforme e fatto notare che la forma monetaria era prerogativa del governo federale canadese, e questo da' una buona misura di quanto la teoria fosse rivoluzionaria, in quanto sottraeva almeno una parte della creazione di moneta al sistema frazionale delle Banche. La teoria era affascinante, in quanto sosteneva che la somma totale di salari stipendi e dividendi distribuita dall' economia fosse inferiore, e quindi insufficiente a coprire il costo totale di produzione delle merci e dei servizi. In buona sintesi, chi lavora non e' pagato a sufficienza per permettergli di riacquistare quello che ha prodotto. Quindi proponeva l'istituzione di un National Dividend che avrebbe distribuito equamente a tutti quello che mancava al potere d'acquisto collettivo. In pratica, credito a costo zero sarebbe stato emesso dal Governo al di fuori del sistema di creazione della moneta della riserva frazionale delle banche. Si vede bene perche' non fu mai preso sul serio.....auspicava di spezzare il monopolio piu' potente del pianeta. Quello di chi crea la moneta. Tutto quello che riusci' a fare fu influenzare gli scritti economici di Ezra Pound.
    Bisogna cercare di non dimenticare che un monopolio cosi' potente e radicato nel sistema governativo planetario non puo essere "riformato" e che un cambiamento non sara' ne' spontaneo, ne' pacifico, ma nascera' solo da una pesante crisi, prima finanziaria , e poi sociale.

    RispondiElimina
  4. Le teorie di Douglas, elaborate tra gli anni Venti e Trenta effettivamente mettevano in discussione gli argomenti degli economisti Classici. Non a caso gli sviluppi successivi delle teorie macroeconomiche (ai suoi lavori accenna anche Keynes nella sua "Teoria Generale") hanno posto maggiormente l'accento sulla necessità di intervento statale (tra cui la necessaria redistribuzione della ricchezza attraverso l'utilizzo di meccanismi fiscali), che sarà poi declinato nel secondo dopoguerra in misura diversa nei vari paesi, perché era (ed è) palese che il c.d. "laissez-faire" non era (non è) sufficiente a garantire la piena occupazione dei lavoratori e, più in generale, il corretto impiego delle risorse produttive.

    RispondiElimina

Per commentare é necessario un indirizzo email "@gmail.com". Se non ce l'hai puoi farlo qui, oppure iscrivendoti al vlog. Altrimenti puoi usare una delle altre opzioni disponibili nel menù "Commenta come".