Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

venerdì 10 dicembre 2010

Il mercato azionario globale potrebbe salire ancora - Analisi tecnica

"Ci sono ancora diversi motivi per essere ottimisti almeno fino alla seconda metà di gennaio - dice Gaetano Evangelista, Amministratore unico di Age Italia a Bari - quindi al di là di un mercato tradizionalmente più sottile rispetto al resto dell'anno, è probabile che l'azionario mondiale continui a crescere per le prossime settimane".

"Tanto più è alto il premio che gli investitori chiedono per detenere titoli di stato italiani invece che titoli tedeschi - dice Evangelista - tanto peggio performa il mercato azionario italiano, ovvero per avere un azionario in rialzo dobbiamo augurarci che questo premio si contragga nel tempo".

- Ftse All-Share e Up-Down Volume, Differenziale vs Ftse-MIB, Vendite al dettaglio Usa con S&P500 e tasso di risparmio e Pil, S&P500 con TNX e CCSP


9 commenti:

  1. complicato ma molto interessante anhe sr con trope variabili indipendenti

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  2. luciano,dove possiamo reperire i valori dei CDS sui titoli statali europei.
    Paolo

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  3. Paolo,

    credo non sia una cosa né semplice né immediata se non hai a disposizione un terminale che raccoglie i prezzi.

    Il mercato piu' liquido per i CDS e' gestito da Markit che pubblica sul suo sito i prezzi alla fine della giornata e forse anche qualcosa durante. Questo lo trovi facilmente.

    Comunque, tanto per evitare fraintesi: in questo video Gaetano Evangelista indica il differenziale (il cosiddetto spread) tra i rendimenti sulle obbligazioni statali italiane e l'equivalente tedesco come una possibile variante dell'andamento del mercato azionario italiano, e non i CDS.

    Un tema che é stato affrontato precedentemente in un video con Riccardo Marzi (http://www.vloganza.tv/2010/12/la-perfida-minaccia-del-debito-pubblico.html) e di cui certo parleremo ancora.

    Saluti

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  4. Riguardo alle modalità di intervento da parte della FED sui mercati,alcuni vostri ospiti (Piglia e Malnati e altri) si esprimono in modo francamente critico,ritenendo tali interventi del tutto ininfluenti in modo almeno diretto sul reale andamento dell economia,ma volti per prima cosa ad alimentare il sistema finanziario.
    Nel video del 10 Dicembre 2010 Gaetano Evangelista mi sembra abbia una interpretazione del tutto opposta. Come ben ci spiega con i suoi grafici,correla l andamento azionario americano con i consumi in modo consensuale,e in senso inverso relaziona tra loro risparmio e PIL.
    Ne deriva che ciò che muove in modo virtuoso l azionario si correla virtuosamente con il PIL stesso.
    Pertanto se ne deduce che le mosse della FED sarebbero appropriate secondo questa visione,in quanto volte attraverso i mercati azionari a muovere i consumi e a promuovere il PIL.
    Vorrei chiedere se quanto ho inteso corrisponde effettivamente al pensiero di Evangelista e in tal caso spieghi in che modo il rialzo dei mercati azionari promuove i consumi e quindi il PIL.

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  5. http://www.ageitalia.net/graficodelgiorno.htm

    Dati settimanali, aggiornati a venerdì.

    Ho escluso la Grecia, visto che al momento è sotto "protettorato finanziario". Il CDS di Atene comunque è di 939pb.

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  6. Il mondo occidentale è gravato da un vistoso output gap (differenza fra reddito prodotto e reddito potenzialmente realizzabile dall'economia). L'OG si sta restringendo, ma secondo i dati OECD resterà negativo fino alla fine del 2012 in USA, nell'area Euro e nel Regno Unito, fra gli altri.
    Questo fenomeno genera pressioni deflazionistiche strutturali, e spiega perché ancora oggi non c'è stata l'iperinflazione temuta da molti, malgrado le svalutazioni, i deficit di bilancio e l'azzeramento dei tassi.
    Un OG così vistoso spinge le banche centrali a ridurre i tassi più possibile. Ma anche un tasso zero finisce per essere restrittivo, in questo contesto.
    Secondo la "Taylor Rule", il tasso Fed dovrebbe essere attualmente del -2.0%. Poiché questo per definizione è impossibile, la Fed deve ricorrere a misure eccezionali per conseguire un tasso di intervento sostanziale più basso dell'attuale 0-0.25%.
    Questo spiega e giustifica il ricorso alle "QE", che si aggiungono alla canonica politica monetaria.
    Con la QE, a fronte di tassi di interesse ufficiali nulli, il mercato azionari finisce per diventare uno strumento di politica economica, in grado di migliorare la fiducia dei consumatori, riducendo il tasso di risparmio e quindi aumentando consumi e di conseguenza il PIL.

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  7. Il rapporto diretto tra salita del mercato azionario e crescita dei consumi è applicabile anche nel caso in cui il primo è nelle mani di pochi grandi istituti che probabilmente preferiscono investire all'estero i loro maggiori guadagni?

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  8. Maurizio Piglia12 dicembre 2010 23:40

    Gaetano ha esplicitato esattamente la teoria che sta dietro alla QE della Fed.
    Io e Roberto non invitiamo a "giocare contro" gli effetti della QE sul mercato.(Se lo facessimo, saremmo gia' senza clienti), data la quantita'solo teoricamente infinita, ma comunque rilevante, di carta che la Fed puo'stampare. Invitiamo soltanto a una grande prudenza, visto che la QE introduce enormi distorsioni nei mercati finanziari, distorsioni che hanno il difetto di riequilibrarsi con violenza una volta riconosciute come tali, o una volta tolta di circolazione la "droga", e che il suo effetto sull'economia reale e' quantomeno discutibile.
    E' anche molto corretto, Gaetano, quando dice che le pressioni deflazionistiche strutturali, controbilanciano gli effetti inflazionistici di una quantita' di moneta (M2 USA ne e' un esempio) in crescita sfrenata.Io aggiungerei, si, per ora...
    Quel che non e' chiaro ancora, di questo "esperimento"(da brivido..) di Bernanke e' quale delle due forze prevarra'. Il punto, pero' e' che qualsiasi prevalga...il risultato terminale non e' brillante per l'economia reale.
    Se prevale la deflazione, basta guardare al Giappone, e abbiamo la storia di una lunga depressione gia' scritta, basta guardare grafici degli ultimi 10 anni, anche dei mercati finanziari, azionari in particolare. Se dovesse prevalere la parte inflazionistica ( del che non credo, io penso che le pressioni strutturali deflazioniste si riveleranno di ordini di grandezza superiori alla possibilita' di Ben di stampare..ma per veder chi ha ragione e' presto) io avrei dei fortissimi dubbi sulle affermazioni di Ben di poter "al 100%" ( solo Dio dovrebbe avere certezze..)controllare un'inflazione che, concentrata in materie prime, carburanti e cibo, ucciderebbe sul nascere qualsiasi pretesa di ripresa economica, a meno di non trasformarla, rapidamente, in un'inflazione come quella degli anni '70 , estesa ai salari, e non solo ai prezzi. (dubito Ben sia abbastanza intelligente da capire questo..o meglio, serve degli interessi che non vogliono capire..). Cosi' alla crescita nominale e "drogata" dall'espansione monetaria dei valori di Borsa, che non riescono a innescare nessun effetto di spesa effettivo nell'economia reale perche' ormai efficaci come "effetto ricchezza" solo per il 10% piu' ricco della popolazione ( che esprime consumi limitati in quantita', anche se ancora rilevanti per valore..), si accompagnera' una svalutazione globale del dollaro, che pero' avra' un "ritorno di fiamma" negli USA stessi nei prezzi di tutto quello che serve realmente per vivere, e in tutte quelle economie che agganciano il loro cambio al dollaro, Cina in prima fila. Gli altri, invece, vedranno le loro esportazioni ridotte e il loro cambio alle stelle...e avranno tentazioni inflattive anche loro. Caro Ben, una volta fatto uscire il genio dalla bottiglia, ritapparcelo..non e' affatto al 100% scontato.

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  9. Ancora una volta non accettiamo quello che è davanti ai nostri occhi?

    Già nel 2008 lo stock mondiale del debito di ogni genere (pubblico o corporate ) ha tremato ed ha messo in crisi il sistema finanziario mondiale.

    Oggi da questa storia se ne esce alla maniera del giappone: una prolungata agonia del sistema capitalistico globale che consentirà alle sette sorelle della finanza di smaltire lo stock dei derivati in loro possesso con frequenti e repentini movimenti degli scenari economico finanziai da loro gestiti sapientemente e con il consenso dei governi che hanno salvato il sistema a discapito dei contribuenti ma a favore dei ricchi cervelloni.

    Non esisterà più una direzionalità dei mercati perchè questo sono ormai in mano ai supercomputer delle sette sorelle, che stanno drenando scommesse delle quali conoscono già l'esito.

    L'alternativa? Il crash del sistema.

    Per cui riponiamo la nostra fiducia nel Grande Fratello

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