Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

giovedì 16 dicembre 2010

É il gioco del fiammifero

Le Borse asiatiche si dividono tra perdite e guadagni con l'incremento dei titoli bancari e tecnologici e il calo dei produttori di materie prime e dei trasporti. Standard & Poor's migliora la valutazione sulla capacità creditizia della Cina. I capi di stato europei non trovano accordo sulle misure da adottare per contenere il contagio della crisi del debito.

Maurizio Piglia - Responsabile investimenti della banca Savings & Investments a Auckland, Nuova Zelanda: "Chi ha in mano obbligazioni greche, irlandesi e spagnole gioca con il fiammifero acceso cercando di tenerlo in mano il più possibile prima di passarlo a qualcun altro, ogni volta che parla il cancelliere tedesco, Angela Merkel, passare il fiammifero diventa più difficile".

- Risposta a
Federico: "In uno scenario inflativo gli stati più indebitati sono avvantaggiati?"
Aldo: "Il debito pubblico italiano è detenuto per oltre il 70% da italiani e francesi, chi sta vendendo?"


9 commenti:

  1. Ma siamo sicuri che le banche italiane e le assicurazioni siano poi così tranquille a livello di attivi? Ok si sono riempite meno di derivati e robaccia varia, ma sono anche piene di titoli del tesoro, tra cui molti btp a lunga scadenza. Se ci sarà un repentino rialzo dei tassi a quale conseguenza andra incontro la valutazione mark to market di questi BTP.. Se non sbaglio Generali Unicredit e Banca Intesa hanno a bilancio centinaia di miliardi di questi titoli.. che se oggi scambiano a 100 fra un paio d anni potrebbero valere molto meno..
    Insomma visti i chiari di luna volevo chedere all ottimo Maurizio Piglia se oggi non sia piu rischioso un btp decennale piuttosto che so di capitale di rischio eni o coca cola o gillette..
    bruno

    RispondiElimina
  2. Dott.Piglia per favore una domanda:
    in una intervista su Bloomberg Television di fine Novembre il presidente islandente Grímsson dice che secondo lui il suo paese è messo meglio dell'Irlanda grazie alla decisione del governo di permettere alle banche di fallire evitando di pompare denaro per tenerle in piedi.
    "Quanto possiamo chiedere alla gente comune - contadini e pescatori e insegnanti e medici e infermieri - di assumersi la responsabilità del fallimento di banche private", ha detto Grímsson.
    Secondo lei dott.Piglia potevano ragionare nella stessa maniera altri paesi della comunità europea?
    Grazie.

    RispondiElimina
  3. Buona sera.
    Grazie Maurizio per la risposta.

    Mi riprometto di ricercare statistiche più recenti e precise; comunque agli inizi degli anni 90 i detentori di Titoli di Stato Italiani(escluso debito degli Enti locali) erano per oltre il 90% italiani.
    Nel 2009 i non residenti hanno superato gli italiani (51 a 49).
    Fonte: Supplemento al Bollettiino statistico Bankitalia n° 60/2009 "Finanza pubblica" del 11-2009.

    Mi sembra di rivedere gli inizi degli anni 90 (famosi governi tecnici) ....... con spread alle stelle.... con la differenza che oggi il nostro debito non è più in famiglia.

    Paga sempre pantalone o è cambiato paradigma?

    Grazie Luciano per lo spazio.

    Aldo

    RispondiElimina
  4. Buonasera.
    Le discese verticali dei corsi dei BTP nazionali
    cui abbiamo assistito in queste settimane non sembrano fisiologiche ma attribuibili a speculazione attrezzata.La fonte citata da Aldo
    indica dati concordanti con questa osservazione.
    Lo stesso Braguzzi nel video di ieri esprimeva preoccupazione relativamente a manovre speculative.
    Giorgio

    RispondiElimina
  5. Riprendo il discorso del dott. Piglia sulla fragilità delle banche europee che hanno in bilancio importi paurosi di cartaccia e derivati vari per chiedere: come fa la cancelliera tedesca a fare la voce grossa quando è certamente a conoscenza che le banche tedesche più grandi sono attualmente con il famoso cerino in mano, non potrebbe arrivare il momento (tra non molto) che proprio la germania avrà bisogno di aiuto?
    Grazie e auguri a tutti. Piero

    RispondiElimina
  6. Maurizio Piglia16 dicembre 2010 22:41

    Ragazzi, vi vedo agguerriti e preparati sul debito Italiano, andiamo con ordine.
    @Bruno
    Io non sono cosi' "sicuro" (come forse traspariva in video) dell'attivo di Banche e Assicurazioni Italiane.Una delle mie caratteristiche e' di essere insicuro di tutto..e' vero che fra un paio d'anni potrebbero valere meno, ma il punto cruciale rimane la capacita' dello Stato di rimborsare a 100 a scadenza, perche' se il titolo e' gia' in portafoglio, che scenda di prezzo e salga di rendimento, resta un costo/opportunita' e una minusvalenza non realizzata a meno che non si decida di vendere. Tenendola a scadenza, un'obbligazione di un debitore solvibile rimborsa 100, + il flusso di interessi pagati durante la vita del titolo.Quindi, il "rating" dovrebbe esprimere la capacita' di rimborsare a 100, che per adesso non sembra gravemente minacciata. Vero' e' che i deterioramenti avvengono a velocita' impressionanti...A parte questa forse ovvia, ma necessaria considerazione alla tua domanda rispondo...si, Bruno, secondo me e' piu' rischioso un btp decennale di un'analoga obbligazione corporate..e aggiungerei Nestle' ai nomi che hai fatto, come indicazione.
    @gianni
    Non potevano con la stessa facilita', per un semplice motivo, L'Islanda non ha l'euro. Un elemento chiave della posizione Islandese e' stato la svalutazione della corona islandese.
    Cio' detto, l'Irlanda avrebbe dovuto lasciar fallire le banche, visto che il colpo l'avrebbero incassato banche inglesi, francesi e tedesche, e ristrutturare senza pieta'gli obbligazionisti. Ma sarebbe stato impossibile tenersi l'Euro,e forse sarebbe stato meglio..vedremo.
    @Aldo
    Aldo, grazie per l'aggiornamento, lavoravo con le informazioni che avevo nel 2000, l'ultima volta che ho guardato da vicino le obbligazioni Italiane, e non mi ero reso conto che era un decennio fa!Un 51-49 di ratio e' certamente meno rassicurante e giustifica certo manovre dettate piu' da preoccupazioni di portafoglio del 51 estero che hanno recentemente mosso significativamente gli spread. E' cambiato paradigma se pantalone non e' piu' veneziano. :)
    @Giorgio
    vedi sopra, credo tu abbia ragione...forse bisogna essere un po'piu' preoccupati. e "manovre speculative" non sono, a questo punto, dovute a ignoti dal naso a becco...ma a portdfolio manager esteri preoccupati.
    @Piero
    La Cancelliera pensa, secondo me, che se invece di buttare soldi ( che loro ancora hanno..) a sostenere stati esteri per mantenere il valore della carta in portafoglio alle loro banche, sostenessero direttamente le loro banche e azzerassero il valore della cartaccia..il risultato sarebbe identico, piu' immediato, efficace e meno costoso. Non riesco a darle torto..e ricorda che se la germania avesse bisogno d'aiuto...il problema sarebbe gia' fuori controllo.
    Auguri a tutti.

    RispondiElimina
  7. Maurizio ti ringrazio per la risposta in video e per la pazienza con la quale rispondi sempre a tutte le domande! Complimenti davvero!

    Il grazie maggiore però va a Luciano che è il vero artefice di questo Blog incredibilmente istruttivo. Luciano solo quando ti vedremo dirigere un Vloganza su Rai Uno in prima serata allora sì che la crisi nel nostro Paese sarà davvero finita!

    Federico

    RispondiElimina
  8. Federico, grazie

    anche per gli altri commenti e per le domande con cui contribuisci al vigore di Vloganza

    RispondiElimina

Per commentare é necessario un indirizzo email "@gmail.com". Se non ce l'hai puoi farlo qui, oppure iscrivendoti al vlog. Altrimenti puoi usare una delle altre opzioni disponibili nel menù "Commenta come".