Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

martedì 30 novembre 2010

Svegliarsi con 54.800 euro di debito (La speranza è una trappola e il riscatto della rivoluzione)

Le Borse asiatiche chiudono in ribasso e sottolineano i timori sia per il possibile espandersi della crisi del debito europeo che per l'eventuale rialzo del costo del denaro in Cina. Salgono gli esportatori in seguito all'aumento delle spese natalizie da parte dei consumatori americani.

Maurizio Piglia - Responsabile investimenti della banca Savings & Investments a Auckland, Nuova Zelanda: "Ogni nucleo familiare irlandese si è svegliato la mattina con 54.800 euro di debito a 7 anni e mezzo messogli sulla schiena in maniera del tutto indebita e illecita dal loro governo, dalla Bce e dal Fmi".

- Risposta a Matteo: "Per quanto riguarda l'investimento in argento fisico e soft commodities, quali strumenti ritiene più opportuni?"


5 commenti:

  1. Bravo Maurizio!

    Nella stragrande maggioranza delle ricostruzioni degli storici si può notare come il conflitto della Prima Guerra Mondiale non scoppiò come un fulmine a ciel sereno nell’estate del 1914, ma che le tensioni geopolitiche si stavano accumulando da anni, se non da decenni. Alcuni libri mettono tra le principali cause la politica interna, altri sull’instabilità degli equilibri internazionali altri ancora sui nazionalismi, gli imperialismi sull’eccessivo riarmo delle Nazioni europee, ma solo pochi hanno colto la grande verità della Prima Guerra Mondiale: cioè che sebbene si parlasse di guerra tra grandi potenze da anni, lo scoppio delle ostilità fu uno shock più che una crisi che si andava annunciando da tempo.
    Una prova inconfutabile di questo assunto ci viene proprio dai mercati finanziari del tempo, che gli storici hanno completamente trascurato nelle loro ricostruzioni con il mai chiaro “senno di poi”. Penso che possiamo tutti concordare sul fatto che se c’era un gruppo che aveva tutto l’interesse a prevedere lo scoppio di una Guerra, bhé questo era di certo quello degli investitori. Nello specifico quelli della City di Londra, centro finanziario dell’epoca. Ovviamente va da se dedurre che qualsiasi evento che avesse potuto provocare lo scoppio di una guerra avrebbe dovuto avere rilevanti effetti sul “sentiment” del mercato.
    La società più potente dell’epoca, una sorta di Goldman Sachs ante litteram, era di certo rappresentata dalla N.M Rothschild & Sons che dominava le piazze dei principali mercati finanziari delle Capitali europee. Questa società fondata dal famoso Nathan Rothschild un secolo prima, aveva fatto le sue fortune proprio durante le guerre napoleoniche. E nel 1914, con un capitale investito, in larghissima parte, in obbligazioni di Stato europee, era quella che avrebbe avuto più da perdere da un guerra europea. Tuttavia, nonostante i contatti e le collusioni con il Mondo politico e diplomatico dell’epoca, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale colse la N.M Rothschild & Sons COMPLETAMENTE impreparata.
    Addirittura il 22 luglio del 1914, quasi un mese dopo l’attentato di Sarajevo, Lord Rothschild rassicurò i parenti parigini che “nei circoli influenti” si prevedeva che la Russia non avrebbe appoggiato la Serbia e che quest’ultima sarebbe stata costretta a mandar giù l’umiliazione da parte dell’Impero Austroungarico. Dalle missive inviate da Lord Rothschild nei giorni successivi si nota come, fino al 31 luglio, l’opinione di uno dei più potenti uomini di affari del Mondo fosse quella che una guerra tra Austria e Russia fosse improbabile e che addirittura il Kaiser tedesco era molto vicino ad una soluzione diplomatica che non scontentasse né Mosca né Vienna.
    Sebbene i mercati europei nel luglio del 1914 subirono alcune lievi oscillazioni, non fu prima del 31 luglio, quando ormai la Russia aveva già mobilitato e la Germania si apprestava a farlo che gli investitori si resero conto della minaccia di una guerra mondiale. Le Borse vennero chiuse e solo per questo motivo non si verificò un tracollo totale dei prezzi. Tuttavia, sui mercati “secondari” tra il 1914 e la fine della Guerra i titoli di Stato britannici scesero di un 30-40% e così anche quelli francesi. Il Governo bolscevico si ritrovò in una situazione di totale insolvenza mentre Austria e Germania ridussero il debito reale solo grazie all’iperinflazione.
    La Prima Guerra Mondiale dimostra come a volte gli equilibri geopolitici possono avere il soppravvento anche sulla razionalità economica. Ma soprattutto di come i mercati non siano un indicatore affidabile per la “previsione” di un qualsivoglia conflitto!

    Sono sicuro che se oggi scoppiasse un conflitto tra qualche anno gli storici riuscirebbero benissimo a spiegarne esaustivamente le cause e a dimostrarne la prevedibilità... tuttavia con il "senno di poi" rimane impossibile cogliere l’essenza storica del momento e la Prima Guerra Mondiale ne è la dimostrazione più lampante!

    Federico

    Ps: Sempre grazie a Luciano per il magnifico Vlog! Continua così!

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  2. Di Monicelli mi sorprende sempre la sua totale mancanza di retorica. Solo sostanza, nei film come nelle interviste.

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  3. Maurizio Piglia30 novembre 2010 20:45

    @Federico
    Bella analisi...io usavo un'esperienza piu' diretta. Nella prima guerra del Golfo, nessuno fu piu' sorpreso dell'invasione del Kuwait degli Americani e di tutto il loro apparato di intelligence! Figurati i mercati....
    Non si "prezza" l'imponderabile...si aggiusta il prezzo quando la notizia ti colpisce, una guerra non ha un 'consensus" da battere..

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  4. Cari amici, grazie per aver ricordato Monicelli, ben fatto.

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  5. Luciano cosa pensa i tuoi ospiti ,passerà questa legge?

    Per fronteggiare questa situazione dalla Casa Bianca è stato annunciato un programma di tagli alle tasse per piccole e medie imprese e per la classe media.

    Ringrazio per il tuoi servizi messi a disposizione dei risparmiatori.
    Andrea

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