Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

lunedì 22 novembre 2010

Ci siamo bevuti la frescaccia dei banchieri

Le Borse asiatiche si dividono tra i due segni, salgono i titoli tecnologici e gli esportatori giapponesi, calano i titoli bancari della Cina. Gli investitori valutano quanto il salvataggio dell'Irlanda sia già stato prezzato dal mercato. L'euro tende ad apprezzarsi su dollaro e yen. Aumenta il prezzo di petrolio e rame.

Maurizio Piglia - Responsabile investimenti della banca Savings & Investments a Auckland, Nuova Zelanda: "È il depositante che va garantito non il debito estero, non le obbligazioni delle banche irlandesi, non i pacchetti di valori assemblati dalle banche, bisogna garantire i depositanti e nessun altro".

- Risposta a Federico; "Cosa potrebbe stimolare una sana ed equilibrata crescita economica e cosa invece potrebbe peggiorarla ulteriormente?"


8 commenti:

  1. @Maurizio Piglia

    Nell'editoriale del Corriere, del 13 Novembre scorso, Francesco Giavazzi ammise che la sua soddisfazione per la decisione del Tesoro americano di far fallire Lehman "Era un’evidente sciocchezza perché quel fallimento fu una delle cause, forse la maggiore, che ha precipitato il mondo nella Grande recessione."

    Pur essendo io molto affascinato dai princìpi del mercatismo spinto, non posso ignorare che se il sistema finanziario fallisse, pure i settori industriali e agricoli andrebbero a gambe all'aria per mancanza di fondi.

    Potranno rinascere più sani e più belli, ma la caduta non verrà evitata.

    Volere il fallimento delle banche cattive è un modo come un altro per rifondare la società (dopo averla fatta crollare) oppure esiste la possibilità che il resto dell'economia sopravviva anche in mancanza di un sistema diffuso e distribuito di finanziamenti?

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  2. Maurizio Piglia deve fare il presidente dell ABI! Invece abbiamo colui il quale ha dilapidato in pochi anni il patrimonio della piu antica banca d Italia. Meraviglioso intervento di Piglia... e viva vloganza!

    bruno

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  3. Buona sera.

    Finalmente.

    In questi anni il sistema finanziario ha cercato di sostituire la bassa rendita finanziaria al TIR degli investimenti.

    Carta vs Burro! Hanno deciso per la carta.

    Finalmente il significato autentico di risparmio: futuro.

    Grazie Luciano, grazie Maurizio.

    Aldo

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  4. In questi anni abbiamo scoperto la grande truffa del capitalismo moderno.

    Possono fallire tutti tranne le banche perche' senno' manca la linfa (la finanza ) al mondo produttivo ed imprenditoriale.

    Bene la linfa negli anni si e' sempre piu' avvelenata.Ormai le banche sono solo veicoli di tossicita' per il sistema (non tutte e' chiaro).
    Siamo arrivati al punto di decidere se ripulire (facendo fallire chi deve uscire dal mercato per comprovato dolo o inettitudine)o salvare tutti con nuove regole molto + strette per abbassare l'azzardo morale che ormai e' a livelli surreali.

    Continuando su questa china tra 20 anni (o forse meno ) la soluzione andra' a chi avra' il fucile (e le pallottole ) piu' grosse.
    Perche' i conti prima o poi vanno regolati ..in un modo o nell'altro.

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  5. Maurizio Piglia23 novembre 2010 10:42

    @ Alberto
    Francesco Giavazzi e',insieme a Tommmaso Padoa Schioppa, uno degli economisti italiani che ancora rispetto, pur vedendo i suoi limiti di economista "classico" sull'importanza del debito...ma in questo caso Alberto, Giavazzi si sbaglia, confonde causa ed effetto. Curare la febbre con antipiretici e lasciare continuare la cancrena porta alla morte del paziente.Il fallimento Lehman non fu la causa di niente...fu solo l'effetto dell'enorme azzardo consentito da autorita' di controllo cieche e complici di leveraggiare il capitale fino a 42 volte e tenere in portafogli roba tossica sapendo che il gioco era passare il cerino.Non sono certamente un alfiere del "merrcatismo spinto", ribadisco che i depositanti vanno garantiti...fino a un limite ragionevole, diciamo depositi fino a 200k euro. Il fallimento Lehman ha inoltre avuto effetti non deleteri, il tasso di recupero per i detentori delle obbligazioni piu' garantite sembra oltre i 50 centesimi, ci siamo liberati di Richard Fuld e dei suoi imbecilli(spiace per gli impiegati..specie quelli di basso livello, ma soprattutto il mercato ha potuto, tramite un'ordinata bancarotta, scoprire il prezzo "vero" delle attivita.Non sono affatto d'accordo, anzi si intuisce il contrario, che far fallire il settore finaziario significhi dnneggiare quello industriale e agricolo, al contrario...un settore finanziario nazionalizzato completamente, commissariato da funzionari del governo competenti e con una "mission" precisa,senza "bonus" irreali e dividendi da distribuire, avrebbe potuto incanalare enormi risorse del contribuente proprio a sostenere il credito nei settori produttivi. Invece abbiamo fornito enormi fette della ricchezza pubblica a una casta di incompetenti cleptocrati, che non solo si e' affrettata e si affrettera' ad intascarle e distribuirsele, ma si e' guardata bene dal finanziare i settori produttivi.Tieni presente che con una nazinalizzazione delle banche "manu militari" le risorse di ricchezza pubblica impiegate a sostenere i settori produttivi sarebbero state minori...e il problema del debito sovrano non sarebbe sorto.Non facciamo errori...ci sono problemi di debito pubblico, oggi, perche' si e' creduto alla favoletta dei banchieri sulla rovina della civilta' se fossero falliti loro...non e' cosi'Alberto, ci hanno fregato e infilato nell'ennesima allocazione sbagliata e inefficiente di capitale...e non si curano nemmeno di nascondre che va alle loro tasche.
    @Bruno
    Caro Bruno...temo che L'Abi non mi vorrebbe dopo che ho detto la verita' che loro conoscono benissimo..ma si guardano bene dal rivelare. Grazie comunque..
    @Aldo
    Grazie a te Aldo, mi hai ricordato una cosa che cerco di tenere bene a mente tutti i giorni quando lavoro...che i soldi degli altri, non sono solo denaro, ma i loro sogni per il futuro.
    Ci provo a non deluderli....

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  6. Ciao Luciano,innanzi tutto complimenti ancora per lo straordinario lavoro quotidiano che stai profondendo con questo nuovo progetto editoriale.Continua così perchè i proseliti stanno certo aumenteranno esponenzialmente,dato che sui canali "ufficiali" non si riescono a sentire le voci di tutti come sai!!!
    Detto questo,volevo semplicemente proporre una "standing ovation" per il dott. Piglia,non solo perchè dice a chiare lettere quello che personalmente penso da molto tempo,ma soprattutto perchè è uno dei pochi analisti che,sebbene consigliando ovviamente di seguir,e le indicazioni del mercato,"dubitando" sempre di piu che si tende ad andar su,allo stesso modo dice senza mezzi termini come stanno veramente le cose e perchè da questa situazione purtroppo difficilmente se ne uscirà con le buone.
    A tal proposito,volevo chiedergli,vedendo la dinamica di quanto accaduto in giappone dalla fine degli anni 90 ad oggi, e guardando il grafico del nikkey,sovrapponendolo all'indice Nasdaq,risulta quantomeno sorprendente il parallelismo dei movimenti avvenuti finora.
    Peraltro si evidenzia come,se dovesse ripetersi per i prossimi tre anni quanto visto sul nikkey, ci aspetterebbero circa 3 anni di ribasso ininterrotto sugli indici americani.
    Al di là di questa semplice osservazione,consapevole che la storia sui mercati non si ripete quasi mai allo stesso modo,vorrei chiedere come sinceramente lui pensa si uscirà fuori da questo avvitamento in cui le scellerate scelte di banche centrali(con a capo greenspan-bernanke),governi(fino all'attesissima,inutilmente, amministrazione obama che ha nominato Geithner come segretario del tesoro...segno di contiuità maggiore col passato non poteva dare)e banche commerciali e non ci hanno portato finora???

    Grazie Salvo

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  7. Che belle parole!
    Come vorrei che esistessero partiti politici da votare con queste idee!

    ....forse arriverei addirittura ad iscrivermi a partiti così!

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  8. Grazie per la risposta Maurizio... e di nuovo grazie a Luciano per lo splendido servizio offerto da Vloganza!

    Federico

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