Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

sabato 30 ottobre 2010

La giustizia dei perditempo e la rendicontabilità della democrazia

La giustizia civile in Italia ha tempi estremamente lunghi con conseguenze spesso drammatiche. I difetti del sistema penale sembrano ancora più gravi perché non solo hanno un impatto negativo sulla vita economica ma incidono pesantemente sui diritti delle persone. I profondi problemi della giustizia in Italia contribuiscono a spiegare almeno in parte il declino economico del paese.

Antonio Banfi - Professore di Diritto Romano all'Università Bocconi e Ricercatore all'Università Statale di Milano: "Una serie di norme a partire dalla fine dagli anni '80 fino ad oggi hanno di fatto reso possibile a chi dispone del denaro per pagarsi un buon collegio difensivo di arrivare alla prescrizione e all'estinzione del reato".

"I greci quando fondarono la democrazia ateniese - dice Banfi - ritenevano la accountability (rendicontabilità, la responsabilità delle proprie azioni) un punto cardine del funzionamento della democrazia medesima, senza quella non c'è democrazia".






11 commenti:

  1. Maurizio Piglia31 ottobre 2010 01:27

    Uno degli interventi piu' originali che ho visto qui. E che spiega l'ossessione di Berlusconi nell'"aggiustarsi" la giustizia.E da dove vivo io, cioe'nel Paese al N.1 della classifica, vi posso assicurare che il vantaggio di respirare un'aria cosi' pulita, e' impagabile...bel lavoro! Continuate cosi'
    MP

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  2. Caro Maurizio,
    grazie. Eppure rivedendo il mio intervento mi è parso quasi banale. La verità è che certi dati semplici ed ooggettivi circa il nostro paese e il suo (irreversibile?) declino, purtroppo sono tenuti fuori dall'informazione mainstream. Eppure il quadro è desolante nella sua semplicità: la cosa che sconcerta è che nonostante si possano escogitare facilmente rimedi al disastro, neppure l'opposizione sembra interessarsene. Noi non possiamo fare altro che lanciare sassolini in un enorme stagno, cercare di favorire la riflessione e la conoscenza dei fatti, cosa che del resto tu fai da sempre egregiamente anche se su altre materie. Un saluto dai tuoi antipodi
    Antonio

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  3. "La giustizia è uguale per tutti i poveracci"... non so chi l'ha detto, ma sono d'accordo.
    A.L.T.

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  4. Ciao A.L.T. ovviamente hai ragione. Un delinquentello extracomunitario con avvocato d'ufficio sarà sbattuto in galera celermente e senza problemi di sorta. Lui neanche sa cosa sia la prescrizione. Abbiamo creato la giustizia di classe, davvero. Il problema è che il paese non "vede" i danni che fanno i criminali in doppio petto. Sono meno impressionanti di uno scippo e meno facilmente quantificabili di un furto, eppure l'esito è catastrofico (per la sopravvivenza a medio-lungo termine del paese).

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  5. Ottimo servizio.

    Dal grafico che mostrate, a prima vista, mi sembra di trovare una certa coincidenza tra le nazioni più colpite dal fenomeno della corruzione e quelle in cui lo Stato è pesantemente presente nella vita economica di quel paese.

    Sotto questo profilo, secondo me, lo slogan "Meno Stato, più Mercato" potrebbe avere un senso.

    "Perché i cittadini sopportano tutto questo?". A me pare che dal basso ci sia una forte tendenza alla delega, alla associazione in categorie, albi, ordini, alla contrattazione collettiva, alla rappresentanza nazionale di ogni causa.

    Questo non rappresenta certo un incentivo per la classe dirigente a rendere più trasparente il proprio operato, che, al contrario, sa di poter contare su una grande fetta della popolazione pronta a sacrificare molto (la giustizia, ad esempio) in cambio di qualche favore.

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  6. Ciao Alberto,
    non sono così sicuro che la ricetta più mercato meno Stato di per sé funzioni. E' troppo semplice e il nostro paese ha problemi complessi e profondi (peraltro non dimentichiamoci che esiste- o dovrebbe esistere anche la corruzione privata). Concordo invece (purtroppo) sul secondo punto.

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  7. Prof.Banfi è vero secondo lei che in Italia ci sono troppi avvocati? Se la risposta è affermativa come si potrebbe rimediare?
    Le faccio un paragone stupido: non è che siamo passati dal negozietto sotto casa che ti serviva e riveriva....alla grande distribuzione degli ipermercati? (dove sei un numero e basta)
    Grazie.

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  8. Buonasera Gianni. Sì io credo che ci siano troppi avvocati nel nostro paese. Se cerca in google "numero avvocati in Italia" se ne farà un'idea più precisa. Naturalmente troverà anche chi - per interesse - sostiene il contrario, cioè che il numero di avvocati non è eccessivo e che bisogna difendere la loro dignità. Personalmente proporrei - anche per difendere la loro dignità - che la retribuzione degli avvocati fosse strettamente, ripeto strettamente, agganciata alla vittoria nella singola controversia legale. Sono certo che avremmo meno avvocati molto più qualificati e anche molte meno liti temerarie e ricorsi inutili. Naturalmente la questione è complessa, ma penso che partendo da questa mia (piccola) provocazione potremmo avvicinarci a delle soluzioni.
    Grazie a lei per il commento.

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  9. Dott.Banfi seguo un filo logico alla sua gentile risposta: quando lei dichiara che ci sono troppi avvocati intende che ci vorrebbe una scuola professionale post laurea a numero chiuso? (adesso basta seguire un libero tirocinio, senza alcuna spesa, presso un qualunque studio legale).
    Secondo lei questo migliorerebbe la professione forense?
    Dott.Banfi lei ritiene che in questo caso specifico, diventerebbe più costruttivo il rapporto attuale tra praticante e Dominus - padrone? (considerate le lamentele dei praticanti...)
    Grazie.

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  10. no, non credo, è sufficiente l'esame che già c'è. Piuttosto penso che se si riducesse la litigiosità dei cittadini attraverso una serie di riforme del procedimento civile e se si penalizzassero gli avvocati che favoriscono la litigiosità senza esito per i loro clienti, allora il numero si ridurrebbe pian piano. Comunque il problema non è tanto costituito dal numero di legali, ma dalla litigiosità temeraria che intasa le nostre corti civili.

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  11. Complimenti per la chiarezza e la sintesi, doti in via di estinzione. Penso che sia importante oggi fornire i dati e lasciare le conclusioni a chi ascolta: anche questo richiede ormai una buona dose di coraggio. Fondamentale è interpellare gli studiosi, quelli che sanno fare il loro mestiere e non sono in vendita, come Antonio Banfi. Per prevenire la litigiosità penso che sarebbe utile anche intervenire sul modo di legiferare, attraverso una semplificazione e razionalizzazione delle norme. In tema di "causa della sopportazione" condivido la centralità della formazione. Grazie!

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