Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

lunedì 25 ottobre 2010

Continuare a stampare moneta equivale a intervenire sui cambi

Il mercato azionario asiatico è in rialzo con l'indice regionale che sale ai massimi di oltre due settimane. La Borsa di Singapore ha lanciato un'offerta di acquisizione sulla società che controlla la principale Borsa australiana. Yen in apprezzamento e dollaro in calo. Aumentano i prezzi delle materie prime. Dalla Corea del sud i ministri delle finanze del G20 promettono di astenersi dalla svalutazione competitiva ma non riescono a convincere.

Maurizio Piglia - Responsabile degli investimenti della banca Savings & Investments a Auckland, Nuova Zelanda: "Dopo le varie dichiarazioni di intenti del G20 si riapre con il dollaro che continua a calare e quindi un niente di fatto, perché gli americani hanno detto chiaro e tondo che continueranno con le loro facilitazioni quantitative".

- Risposta a
GrandeIndio: "C'è un potenziale rischio di azzerare il valore del dollaro nel medio periodo?"
Giovanni: "La speculazione riporta il prezzo al valore nominale e se ne frega del deprezzamento del dollaro?"
Alberto: "Meglio questa dissennata liquidità oppure i dazi?"


3 commenti:

  1. Sempre complimenti anche per questa intervista. Domande, risposte e pure il montaggio a livelli impensabili per la televisione.

    Parlando della fusione tra la borsa di Singapore e quella australiana, ricordo che la scorsa primavera si parlava, invece, di una scissione della Borsa Italiana dalla London Stock Exchange, causa i mancati obiettivi dei volumi di traffico che la BIt auspicava di raggiungere con la fusione: c'è qualche evoluzione in quella vicenda?

    Alla prossima intervista

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  2. Grazie Alberto!

    Non conosco la vicenda di cui parli, se hai dei riferimenti ti sarei grato se me li potessi passare.

    Non definirei una fusione quella tra il London Stock Exchange e Borsa italiana. Lse ha acquisito, comprato Bit per €1.6 mld nel 2007 e ha poi formato il London Stock Exchange Group plc. diventato un membro dell'indice FTSE 250 nel giungo di quest'anno.

    La conclusione disarmante è che l'Italia, uno dei 7 paesi più industrializzati del mondo, non ha più un mercato dei capitali. Se una società italiana vuole quotarsi in Borsa deve passare da Londra.

    Spero di realizzare un video sull'argomento tra non molto.

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  3. Complimenti dott.Piglia per i suoi commenti sui vari problemi dei mercati e vorrei farle una domanda sul Giappone.
    Lo spunto della domanda mi è venuto seguendo il video del dott.Pigoli nel video del 25 Ottobre che in sintesi ha detto:"Quello che è successo negli anni '80 e '90 in Giappone mostra le stesse cause, gli stessi problemi e le stesse ricette di quanto sta succedendo oggi in occidente, se depuriamo gli effetti dei cambi ci rendiamo conto che la strada purtroppo è quella".
    Informandomi un pò sul web in sintesi ho capito che per due decenni il Giappone non è stato in grado di raccogliere la sua economia da terra. Le politiche monetarie in combinazione con vari programmi di stimolo fiscale non sono riusciti a rilanciare la sua economia dopo lo scoppio della bolla del credito.
    Dott.Piglia sembrava che tutti i governi avevano imparato bene la lezione del Giappone ma sembrerebbe che se si continua sulla strada del QE2, questa "malattia giapponese" potrebbe diffondersi come una pandemia in tutto il mondo.
    Se è possibile dott.Piglia vorrei la sua opinione su quanto scritto e se in base a queste considerazioni lei ritiene che i mercati emergenti saranno immuni da questo scenario?
    Forse per questo stanno cercando di basare nel futuro la loro economia ad un consumo interno?

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