Tra poco in video con Gaetano Evangelista - Amministratore unico di Age Italia da Bari: "La fiammata delle ultime settimane é stata inattesa e quindi mea culpa ma é una fiammata che dovrebbe rientrare, sul mercato italiano le prospettive non suggeriscono investimenti a cuor leggero, il rialzo degli indici non é giustificato dai dati economici e le probabilità non sono a nostro favore, il mio atteggiamento rimane di cautela a livello generale e di negatività sul nostro mercato fino a prova contraria" ~ Gli indici azionari degli Stati Uniti registrano nuovi massimi storici, mentre il mercato azionario italiano sale al massimo dell'anno e porta all'83 percento il rialzo dal minimo di due anni fa ~ Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi non esclude nuove misure di stimolo ma un'espansione del bilancio della Bce non implica necessariamente l'aumento della moneta in circolazione ~ L'indice Euro Stoxx 50 continua a salire anche se le sorprese macroeconomiche della zona euro risultano in prevalenza negative

giovedì 28 ottobre 2010

Aiutate aziende e lavoro e tutto il resto seguirà

Le Borse asiatiche chiudono in generale rialzo per la prima volta negli ultimi tre giorni. Salgono i titoli finanziari e tecnologici mentre sono in ribasso energetici e automobilistici.  Il prezzo dell'oro oscilla tra le attese per la mossa di politica monetaria della Federal Reserve e la debolezza del dollaro.

Roberto Malnati - Responsabile della gestione di Global Opportunity Investments a Lugano: "A chi interessa dell'effetto della facilitazione quantitativa sul mercato dei capitali quando manca un'azione diretta sulle aziende e sul mercato del lavoro".

- Risposta a Alberto: "Perché yen forte e deflazione limitano la crescita del mercato azionario giapponese?"


2 commenti:

  1. Ciao Luciano
    un saluto al caro Roberto, dopo aver bisticciato con il post(troppo lungo) cercherò di essere + stringato. Sono tornato dal mio road map in giro per l'Europa: morale. L'erba del vicino è sempre più verde...ma, non è vero. Le trimestrali 3Q 2010 sono belle, ma quelle del 2009 erano terribili, se depuriamo i dati dai cross, tutto sommato teniamo, ma la crescita è un'altra cosa. Serve maggior lavoro, i cambi possono fare quello che gli pare, la contrazione dei consumi è evidente. La Cina lo dimostra con l'aumento dei salari ai tassi che conosciamo procede nel migliori dei modi. I debiti sono fuori controllo, i balance sheets di stati, aziende e famiglie sono inguardabili e non raccontatemi che non è vero perchè gli artifizi li conosciamo tutti benissimo. Proposta: evitiamo di sovrastimare le aspettative di ogni ordine e grado e cerchiamo di sottostimare l'incapacita di poter reagire con gli strumenti che abbiamo a disposizione singolarmente. Non mancano volontà e intelletto. In questi giorni ho cercato di smontare l'equazione"+ tecnologia - costo del lavoro", ho cercato valore dove "just in time" e Kan ban, avevano dato il loro contributo, ora dobbiamo mandare a casa "dipendenti" che hanno massaccrato gli stati patrimoniali delle nostre aziende, stampado carta straccia e facendoci credere in tassi di crescita fittizzi. Non voglio solo pensare ad una razionalizzazione del costo del lavoro di chiara ispirazione confindustriale, ma inizierei proprio nell'analizzare i tagli da dove si è distrutto valore e da chi lo ha fatto. Ogni riferimento è puramente casuale. Se il rapporto è di uno a mille in termini di costo del personale ne avrei un discreto ritorno, soprattutto per gli stockholders. QE: questo conosciuto. Ho letto di una sorta di effetto dopante, bene, sfruttiamolo in questo turnover, ma usiamo guanti ignifughi. Prudenza nella scelta della qualità degli assets.
    Un caro saluto a tutti. Sono tornato e sarò più attivo. Promesso.
    Ciao Luciano e ancora complimenti.
    Graziano

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  2. Ciao Graziano,

    bentornato abbiamo sentito la tua mancanza... grazie per il rapporto, però mi sa che dobbiamo lavorare ancora sulla stringatezza

    Saluti

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